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2011. Welcome into ‚Äúfantastikalbi.it‚ÄĚ and ‚ÄúAlbi di FantastiKa‚ÄĚ. I Salvo Gagliardo fantastic Literature writer.9 (April,9,2011)

sabato, 9 aprile 2011

 

  

2011.Welcome

We Suggest This Video. Thank You 

http://www.youtube.com/watch?v=1eBDmMsGp-A 

Fantastikalbi.it and,  I  Salvo Gagliardo  Fantastic Literature Writer   

 

 icbisuschio.it

 

 

Grazie per Visitare noi, gentile Visitatore. Fantastikalbi.it e Albi di FantastiKa sono stato ideati da me per fare conoscere il mio lungo lavoro di scrittore e di editor nel ¬†Mondo della letteratura Fantastica. Nel 2oo7 sono entrato¬† in Internet e ho cominciato a fare esperienza di questo splendido mezzo di comunicazione globale. Oggi oltre al mio Website sto lavorando sul social network Facebook net, che trovo magnifico e su cui ho¬† postato¬† pi√Ļ di 350 note e in cui ho¬† pi√Ļ di 350 amici. Nel futuro progetto di migliorare il mio website e di creare pi√Ļ punti di contatto. Per ora mi limito ad arricchirlo con pagine sempre diverse, e ¬†vado sempre pi√Ļ aggiungendo i miei racconti e i miei romanzi di fantastico e i miei disegni. Spero che il mio lavoro ti piaccia e Benvenuto. Io Salvo scrittore di Fantastico. Thank You much.¬†

 

 

 

 

Dear Visitor,  thanks  for visiting us. Fantastikalbi.it and Albi di FantastiKa, they  were designed by me to make know my hard work of fantastic writer and editor of fantasy literature. In 2oo9, I joined the Internet and I started to experience this wonderful means of global communication. Today, in addition to my Website, I am working on the Facebook global  social network, which I find wonderful and which I have posted more than 350 notes and when I have more than 350 global  friends. In the future project to improve my website and to create for you more points of contact.  Now  I will only enrich it with pages that are always different, and to add  more my stories and my novels and my fantastic designs. I hope you like my word  and world,   welcome to You.. Thank You much. salvo. 

 

I Robot, mr. ASIMO.  

    

 

Automaton, Robot. Artificial Intelligence, Android : I’m Mr. ASIMO. Thank You 

 

 

 

‚Ä̬†Welcome into ‚Äúfantastikalbi.it‚ÄĚ and ‚ÄúAlbi di FantastiKa¬†

 

sfondimania.com

Back Pages:  

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Grazie per Visitare noi, gentile Visitatore. Fantastikalbi.it e Albi di FantastiKa sono stato ideati da me per fare conoscere il mio lungo lavoro di scrittore e di editor nel ¬†Mondo della letteratura Fantastica. Nel 2oo7 sono entrato ¬†in Internet e ho cominciato a fare esperienza di questo splendido mezzo di comunicazione globale. Oggi oltre al mio Website sto lavorando sul social network Facebook net, che trovo magnifico e su cui ho ¬†postato ¬†pi√Ļ di 350 note e in cui ho ¬†pi√Ļ di 350 amici. Nel futuro progetto di migliorare il mio website e di creare pi√Ļ punti di contatto. Per ora mi limito ad arricchirlo con pagine sempre diverse, e ¬†vado sempre pi√Ļ aggiungendo i miei racconti e i miei romanzi di fantastico e i miei disegni. Spero che il mio lavoro ti piaccia e Benvenuto. Io Salvo scrittore di Fantastico. Thank You much.¬†

 

 

Dear Visitor,  thanks  for visiting us. Fantastikalbi.it and Albi di FantastiKa, they  were designed by me to make know my hard work of fantastic writer and editor of fantasy literature. In 2oo9, I joined the Internet and I started to experience this wonderful means of global communication. Today, in addition to my Website, I am working on the Facebook global  social network, which I find wonderful and which I have posted more than 350 notes and when I have more than 350 global  friends. In the future project to improve my website and to create for you more points of contact.  Now  I will only enrich it with pages that are always different, and to add  more my stories and my novels and my fantastic designs. I hope you like my word  and world,   welcome to You.. Thank You much. salvo. 

Gli Albi di FantastiKa  è il << Layout >> con cui io  Salvo Gagliardo, ho  racchiuso la mia lunga  e varia produzione di racconti, romanzi e saggi  e progetti legati al  Mondo Fantastico, un Electronic  Format  in cui Tu visitatore e utente  potrai  muoverti  facilmente ,  guidato dalle Rubriche che accompagnano i testi. 

Qui, negli Albi potrai trovare molto, da storie  di Vampiri, ai Misteri  Spaziali, al Fantasy, all’ Horror a altri racconti inquietanti e di mistero con Alieni ed UFO, e non  mancherà qui  la Fantascienza con i problemi  scientifici che pone. Ma con il tempo  e sempre conto di arricchire le pagine di schede introduttive varie e interessanti sui singoli temi  ed argomenti. Tutto ciò fa parte dei miei progetti  futuri. 

 

 

marzia.wordpress.com

 

Works in Red

Opere in Rosso
Notes by
Salvo Gagliardo

Nosferatu. Il Principe  della Notte

Nosferatu  Phanton der Nacht

Opere in Rosso, ossia produzioni fantastiche sul Vampiro, uno dei¬† personaggi pi√Ļ fantastici della letteratura che continua ancora a terrorizzare le sale cinematografiche e gli schermi televisivi. Vampiri o Vampire, signori e signore¬† della notte e delle tenebre, figli e nipoti di Lilith e del Conte Dracula, dalle loro regioni tenebrose continuano¬† ancora a far scorrere il fiume color sangue che segna di rosso tante pagine e tanta produzione.
Come in letteratura il testo di riferimento √® indubbiamente Dracula di Bram Stoker, libro tardo gotico rimasto ancora oggi insuperato, simbolo ed emblema dell‚Äô intera produzione in rosso, cos√¨ nel cinema a mio parere il film dell‚Äô americano Ford Coppola Dracula di Bram Stoker resta fino ad oggi forse la movie di riferimento dell‚Äô intera produzione. Ma il film del 1979, Nosferatu¬† Phanton der Nacht,¬† del regista tedesco Werner Herzog¬† va di sicuro segnalato per l‚Äô originalit√† della proposta e per la qualit√† stessa del film. E per l‚Äô omaggio reso da Herzog alla vecchia cinematografia tedesca espressionista che segn√≤ un momento d‚Äôoro della cinematografia teutone post bellica.¬†¬† La prima impressione che se ricava √® che si tratta¬† di¬† un Dracula riscritto alla maniera tedesca, e ci√≤ si addice alll‚Äô illustre personaggio transilvano posto in una terra che un tempo fece da resistenza all‚Äô Impero turco ottomano, e in cui il sangue germanico dovette essere copioso, se consideriamo che la Romania fu alleata di Adolph Hitler nella Seconda Guerra Mondiale,¬† e che nei Carpazi i Cavalieri Teutonici respinsero gli attacchi degli Infedeli e della Mezza Luna. E‚Äô il tocco della goticit√† che si addice ai romanzi del terrore tardo ottocenteschi. Ma Bram Stoker non era tedesco, ma irlandese e il suo libro trasuda di verde Irlanda, anche se macchiata ¬†di rosso,¬† e di tardo Impero britannico,¬† pi√Ļ che di cupe fortezze tansivalvane. Stoker, come Le Fanu e James Joyce erano tutti nati a Dublino. E‚Äô Coppola che coglie molto di pi√Ļ questo lato britannico della storia, pi√Ļ che il tedesco Werner Herzog a cui per√≤ √® dovuta la splendida scenografia del film e le splendide colonne sonore dell‚Äô ultratedesco Richard Wagner con il castello di Dracula che √® arroccato come la Bayreut wagneriana in cima al monte olimpo. E vicino al Valhalla.

Ci√≤ che mi ha massimamente colpito in questa storia √® la preoccupazione del regista di darci un Vampiro che sa di naturalismo tardo ottocentesco, quasi uscito dalle pagine dei romanzieri realisti dell‚Äô Ottocento, il vampiro da lui disegnato √® l‚Äô equivalente umano e mostruoso del pipistrello, animale totemico di questa razza degenere di non morti, qui manca l‚Äô altro animale totemico, il lupo, e il pipistrello non √® altro che un topo con le ali, , √® la freddezza, il distacco e le necessit√† biologiche di questo uomo bestia che mi hanno colpito, e lo sfondo nordico che pi√Ļ mi richiama ¬†Vampyr di Theodor ¬†Dreyer che non quello di Bram Stoker, ad esempio nel personaggio del dottor Van Helsing, personaggio eroico e buffo e grottesco nel libro quanto nel film di Coppola ma qui drammatico, naturalistico e del tuto privato di ogni grottesca singolarit√†. Che il tedesco Herzog abbia dato alla storia un tocco in pi√Ļ di medievale danza della morte, la Totentanz tipicamente germanica, e che ricorda anche qualche film di Bergman, √® magnificamente chiaro nelle scene finali della peste quando Nosferatu invade la regione inglese che qui veramente appare tedesca, portando morte ed orrore. Forse questo Nosferatu √® il film con pi√Ļ topi possibili di tutta la storia del cinema, √® impressionante la quantit√† di topi ingaggiati dal regista ¬†per realizzare questa pellicola. E‚Äô chiaro che qui¬† √® il topo quanto il pipistrello a rappresentare il nobile Nosferatu che ad un topo in qualche modo somiglia. ¬†La fine del film √® del tutto scollegata con le vicende del libro, del tutto autonoma, e nel film di Herzog √® l‚Äô atto ambiguo ma di salvezza di Lucy Westenra¬† ¬†che si immola per la salvezza di Jonathan Harker e del mondo minacciato costringendo il vampiro a trascorrere il suo lavoro ¬†di succhia sangue fino ¬†all‚Äô alba e alla luce del sole che lo distrugger√†. Una soluzione del genere √® del tutto assente nel libro dove invece regnano l‚Äôeroismo maschile tipicamente anglosassone e la battaglia finale contro il mostro ricacciato nelle tenebre. La complessit√† strutturale del libro che ne fa quasi un capolavoro letterario qui √® assente, ma Herzog nel suo bel film molto personale ¬†ci d√† un dramma perfettamente compiuto inserito in un contesto tardo borghese e in linea con l‚Äô intera letteratura del tempo. Altra annotazione su questo bel film √® che la fine √® ambigua, il mostro non viene distrutto da Van Helsing e dalla Compagnia di eroici personaggi e Cavalieri¬†¬† a caccia di Vampiri come nel libro di Stoker e nel film di Coppola, ,ma ¬†¬†per ironia della sorte qui Van Helsing ¬†viene ¬†arrestato da una polizia esigente e ottusa e in qualche modo schizzata, come poteva esserlo quella tedesca, e la sua anima ¬†si incarner√† in Jonathan ¬†Harker¬† che sembra continuare l‚Äô oscuro e indefesso operato notturno di questo nuovo animale della notte, il Vampiro. La fine quindi √® tutta da leggere e da interpretare in ogni caso √® un segnale inquietante sulla resistenza del male in questo mondo e sul prosieguo della eterna lotta tra Bene e Male, tra Luce e Tenebre fino a data molto futura. . ¬†E‚Äô qui chiaro che il film di Herzog voglia essere ¬†un geniale remake del film¬† espressionista tedesco Nosferatu del regista tedesco¬† Murnau, film del 1922. Naturalmente Bruno Ganz nella parte del giovane Harker, Isabelle Adjani in quella di Lucy Westenra, ¬†e soprattutto Klaus Kinski in quella di Nosferatu sono¬† stati ¬†davvero ottimi attori nell mani¬† del geniale regista di Monaco di Baviera.

Totalmente scritto da Salvo Gagliardo.

We Suggest This  Video-YouTube. Thanks.

http://www.youtube.com/watch?v=dkAI9kALWss

 

 

btscene.com

L’ Horla o del Vampiro implicito.

The Horla, a story of vampirism,  or science fiction story?

Notes by

Salvo Gagliardo.

Nei miei ¬†vari studi e letture di opere del fantastico, in quanto alle Opere in Rosso, ossia quelle che parlano del Vampiro, romanzi e racconti, mi sono spesso imbattuto in opere che parlavano del Vampiro in modo esplicito, uno per tutte Dracula, ma vi sono di quelle che suggeriscono la presenza di un Vampiro, ma non la dichiarano apertamente, ho chiamato questi lavori, opere del Vampiro implicito. Qui sfioro appena i racconti brevi di Edgar Allan Poe o le opere di H.P. Lovecraft, per andare direttamente¬† a casa di uno scrittore francese del secolo XIX, considerato fra i pi√Ļ grandi scrittori del realismo francese, Guy de Maupassant e per mettere a fuoco l‚Äô attenzione su uno dei ¬†suoi¬† racconti¬† fantastici, ¬†davvero splendido, non troppo lungo, e ¬†scritto in forma diaristica e in due versioni, che √® L‚Äô Horla pubblicato ¬†nel 1866. Lo scrittore si sta ¬†avviando ¬†alla follia e il racconto in qualche modo √® una sorta di diario criptato di questa follia, scritto e immaginato sulle rive della Senna, nelle vicinanze di Rouen e nella casa dell‚Äô amico e lontano parente nonch√© uno dei pi√Ļ grandi scrittori di letteratura mondiale, Gustave Flaubert, che a Croisset¬†¬†¬†¬† aveva la sua casa di campagna in cui si isolava dopo la variopinta e turbinante vita parigina. Il racconto lo si trova citato ampiamente nel meraviglioso libro sul realismo fantastico dei due scrittori francesi ¬†Jacques Bergier e Louis Pauwels¬† Le Matin des Magiciens. E in varie antologie lo si trova spesso riprodotto ¬†accanto ad altri due notevoli racconti letterari, uno di Ambroce Bierce, The Damned Think,¬†¬† e l‚Äô altro di James Fitz O‚Äô Brien,What Was It? A Mystery. Infatti la storia potrebbe anche appartenere all‚Äô Universo ¬†della fantascienza se la creatura invisibile che ossessiona il ¬†narratore √® ¬†una mostruosa Entit√† Cosmica ¬†venuta dalle profondit√† dello ¬†Spazio, come lo stesso narratore sembra suggerirci, rimando per questo alle belle pagine di Le Matin des Magiciens. Il racconto che ha un climax davvero travolgente ed angosciante, potrebbe anche appartenere alla vasta collezione anche letteraria oltre che medica¬† di diari di una follia che ben si addice a molte opere del fantastico letterario. E giocando su queste incertezze il racconto assume davvero aspetti travolgenti e suggestivi. Iniziando con una epidemia di colera che sta per riversarsi nella regione francese, il protagonista e narratore della storia annota fedelmente la presenza invisibile¬† di una creatura nella sua casa, sempre pi√Ļ pressante e allucinante, fin quando il protagonista per liberarsene d√† fuoco alla casa, uccidendo cos√¨ anche la servit√Ļ che c‚Äôera dentro. Uno splendido racconto allucinatorio che si estende anche a Parigi e al mitico Mont St. Michelle, coinvolgendo altri personaggi e determinando la totale follia e la chiusura in manicomio del protagonista. Maupassant che non era estraneo alle Ghost Story, qui¬† rivela le sue splendide capacit√† narrative e le sue indagini nelle profondit√† dell‚Äô inconscio. Lo scrittore francese ha saputo fare sua la splendida lezione di Edgar Allan Poe. H. P. Lovecraft nel suo saggio sulla letteratura fantastica e del sovrannaturale spender√† molte parole per rendere omaggio a ¬†questo¬† scrittore e a questo racconto. E tutti apprezziamo la grande onest√† critica dello scrittore di Providence Rhode Island. ¬†E non a caso Bergier & Pauwels inseriscono questa storia in un contesto in ¬†¬†cui figura anche Arthur Machen, firma notevole del ¬†fantastico, inglese, e altri nomi di questo Universo in bilico fra l‚Äô occulto e la fantascienza.

Film: Diary of a Madman.

Reginald Le Borg Director 1963. with  Vincent Price

http://www.youtube.com/watch?v=sro8vw5SX9I

http://www.youtube.com/watch?v=8fL8FCiAeT4&feature=related

 

 

 webcode.altervista.org

Dracula di Bram Stoker.

Bram Stoker’s Dracula

Film di Francis Ford Coppola

Francis  Ford Coppola Director

Notes by

Salvo Gagliardo

E‚Äô un mio pensiero che come il¬† romanzo fantastico di Bram Stoker sia da considerarsi il libro emblematico e simbolo di tutta la produzione di Opere in Rosso, ossia di storie e romanzi sul Vampiro, o Vampira, cos√¨ il buon film dell‚Äô americano Ford Coppola Bram Stoker‚Äôs Dracula debba considerarsi il film pi√Ļ interessante ed emblematico¬† a tuttora prodotto sul pi√Ļ noto vampiro del mondo. Forse non √® un caso che nello stesso anno siano usciti dagli studi di Hollywood il film di Coppola e quello del regista Kenneth Branagh, Frankenstein. Infatti sembra che i loro destini siano gi√† apparsi congiunti fin dal primo apparire di un romanzo sui vampiri, sto parlando di The Vampyre¬† di John¬† William ¬†Polidori e del Frankenstein or the Modern Prometheus, ¬†della scrittrice Mary Shelley, ambedue legati dal fatto che furono scritti nello stesso luogo e nello stesso tempo, a Villa Diodati, in Svizzera dove un pugno di scrittori e poeti si erano riuniti nel 1816 attorno al poeta maledetto per ¬†eccellenza, lord Byron, e avevano prodotto racconti e romanzi in una sorta di competizione poetica.

Tutti conosciamo l‚Äô abilit√† del regista americano di : The Godfather, Il Padrino, The Conversation, La Conversazione, The Rainmaker, L‚Äô Uomo della¬† pioggia, Apocalypse Now. Tutti sappiamo che fra i grandi della sua generazione, John Milius, George Lucas¬† e Steven Spielberg, Coppola √® forse il regista pi√Ļ politico e pi√Ļ interessato al potere. Ma qui vediamo un Coppola capace¬† di trasformare un romanzo geniale di fine Ottocento in piena et√† vittoriana, in un film geniale e di grande effetto, con scenografie ed effetti speciali e con aggiunte di storie e personaggi che senza dubbio hanno arricchito l‚Äô opera dello scrittore irlandesi e di sicuro non l‚Äô hanno impoverita, capace¬†¬† di ¬†restituire attraverso il film al romanzo l‚Äô eccezionale ed originale variet√† con cui si era presentato sulle scene del mondo e da fare invidia alla fiera di personaggi e situazioni messe in scena dall‚Äô altro grande ¬†scrittore inglese e vittoriano che fu sir Con Doyle. Questo per me √® uno dei tanti pregi del film. E‚Äô chiaro che Coppola come ultimo arrivato ha rivisitato ¬†l‚Äô intera produzione filmica¬†¬† sul pi√Ļ noto succhia sangue del mondo, e che nel suo¬† film la ritroviamo tutta. In questo senso forse siamo meno convinti per¬† il film di Branagh su Frankenstein. Naturalmente essendo di fronte ad un regista originale, troviamo delle aggiunte del tutto assenti nel libro, come la storia del conte guerriero vagamente accennata nel libro o il suo perduto amore per Elizabeth, inesistente nel libro, anche se il nome ci richiama la contessa Elizabeth Bathory della famiglia e della stirpe del voivoda transilvano. Per il resto il film sembra rimasto fedele al libro e i personaggi del libro vi sono ben rappresentati iconicamente, a cominciare dalle ragazze, Mina e Lucy, per continuare con i tre cavalieri e sfidanti, l‚Äô americano e l‚Äô inglese, e naturalmente il giovane Jonathan Harker avvocato ottimamente interpretato da Keanu Reeves che in queste parti sembra di casa. Per non parlare del Van Helsing di Anthony Hopkins. ¬†E infine il Vampiro che nel libro vediamo emblematicamente ¬†relegato in una perenne oscurit√† e quasi invisibile, qui √® fisicamente rappresentato da Gary Oldman, interprete di Una vita al massimo, True Romance di Tony Scott e JFK. Un caso ancora aperto.¬† di Oliver Stone, o di alcuni film episodi di Herry Potter. Chiaramente certe libert√† nel campo dell‚Äô eros¬† sono del tutto assenti nel libro dove le cose di questo tipo stanno¬†¬† ben celate¬† dietro simboli e suggerimenti o accenni. Ma questo non guasta, perch√© d√† forza al personaggio attorno a cui tutto ruota, ossia il terribile¬† impalatore¬† storia.¬†rinascimentale e transilvano Dracula,al secolo Vlad Tepes, ¬†e ce ne consegna un ¬†profilo ben definito che invece nel libro lo scorgiamo solo di riflesso, attraverso le azioni e i pensieri¬† dei personaggi coinvolti in questa

 

 

 

   

 

 Albi di FantastiKa 

The Albi of Fantastika ¬†is ¬†the¬† ‚ÄĚlayout‚ÄĚ with which I Salvo ¬†Gagliardo, ¬†wrapped my long and varied production of short stories and novels, essays too, ¬†and projects related to the ¬†my fantasy world, an electronic format in which you Visitor ¬†and User, ¬†can easily move led by the rubrics that accompany the texts.¬†

¬†Here in Albi you will find much, by stories of vampires,¬† Mysteries of Space, ¬†Fantasy and ¬†Horror, and other tales of mystery with Aliens ¬†and UFOs. But I think ¬†to enrich ¬†the pages,¬† with introductory cards ¬†about ¬†various and interesting themes ‚Äď This is all part of my future projects. These are my future plans.¬†

While you enjoy the stories that come to you. 

 

posterwire.com 

http://www.youtube.com/watch?v=7Ezy50aY6Bg&feature=related

http://www.facebook.com/fantastikalbi.it?sk=notes&s=40#!/note.php?note_id=10150106594769417

 

Hollywood  Fiction  

¬†¬†Io Salvo Gagliardo ¬†vi ¬†presento la sezione del mio website che ho chiamato ¬†‚Äú Hollywood Fiction‚ÄĚ ¬†in omaggio alla pi√Ļ grande struttura di fiction cinematografiche del mondo. Qui tu puoi trovare molto che riguarda film e sceneggiature, e altri miei progetti sempre legati al mondo delle fiction. Questa parte √®¬† ancora ¬†da completare ed in via di allestimento. Ma nel futuro io penso di fare trovare a Voi qualcosa di simile ad una scuola di scrittura creativa. Grazie. salvo.¬†

Salvo ¬†Gagliardo I¬†am presenting a ¬†section of my website that I called ‚ÄúHollywood Fiction‚ÄĚ, in homage to the biggest structure in the world of fiction and films. Here you can find that much in films and screenplays, and my other projects associated with the fiction‚Äôs. This part is still to be completed and yet in production. But, I think in my ¬†future ¬†I think to turn this¬† ¬†into a school of creative writing. Thanks much. salvo.¬†

http://www.fantastikalbi.it/?page_id=1118

http://www.fantastikalbi.it/?page_id=350

http://www.fantastikalbi.it/?page_id=2120

 Foto tratta da Facebook

Network Facebook in Fantastikalbi.it. 

Da pi√Ļ di un anno Io lavoro sul Global Social Network Facebook,¬† e qui ho prodotto pi√Ļ di 30 note intorno al mio universo di letteratura fantastica e di fiction. Per questo io qui fornisco a Voi¬† qualche link per visitare la mia Bacheca e il mio Lavoro.¬†

For one year  I’m working on the Global Social Network Facebook, and here I have produced more than 30 notes about  the Universe  of fantasy,  literature and fiction. So I’m here the links to visit my Facebook Profile and Wall. . 

Salvo Gagliardo F.B. Profile. 

http://www.facebook.com/home.php#!/fantastikalbi.it 

Some Salvo Gagliardo’s F.B. Notes 

 

http://www.facebook.com/home.php#!/notes/salvo-gagliardo/works-in-red-opere-in-rosso-by-salvo-gagliardo-barocco-siciliano-sicily-baroque2/10150166159619417
http://www.facebook.com/home.php#!/notes/salvo-gagliardo/works-in-red-opere-in-rosso-by-salvo-gagliardo-barocco-siciliano-sicily-baroque/10150166107144417
http://www.facebook.com/home.php#!/notes/salvo-gagliardo/works-in-redopere-in-rossonotes-by-salvo-gagliardobram-stokers-dracula/10150165724164417
http://www.facebook.com/home.php#!/notes/salvo-gagliardo/io-salvo-gagliardo-scrittore-di-fantasticola-macchina-dei-sognithe-dream-machine/10150145138524417
http://www.facebook.com/home.php#!/notes/salvo-gagliardo/io-salvo-gagliardo-scittore-di-fantastico-la-ballata-di-george-inconn-the-george/10150143996759417

 

 

 

Albi di FantastiKa   

Albi di FantastiKa  is a virtual magazine,  whereby I  Salvo Gagliardo, fantastic literature writer and  fiction,  collect and  show  my works, fantastic novels and short stories, and their many  illustrations, or drawings, black and white  or color.  I was born and live in Sicily, and my original novels were written in italian.  But my stories are set in the world.  

   

 

Red in Works 

Caro Lettore  Red in Works, Opere in Rosso,  è la formula in cui io ho raccolto tutte le storie da me scritte e  che hanno in comune il tema del Vampiro. Qui io, Salvo Gagliardo, offro  a te  in lettura l’ incipit di un mio racconto fantastico che ha come soggetto la misteriosa figura ungherese di Elizabeth Bathory.La mia storia è stata concepita negli Anni Ottanta, e   Buona lettura. 

Dear Reader  Red in Works, it’s  the formula with which  I have collected all  my fantastic  stories , and who all share teme  of the Vampire. Here I, Salvo Gagliardo,  offer to you read the beginning of a fantastic tale,  that speaks about the   mysterious character  of Hungarian Elizabeth Bathory. My  story was conceived in the eighties. And a good read. Thanks. 

 

 

Caro Lettore  Red in Works, Opere in Rosso,  è la formula in cui io ho raccolto tutte le storie da me scritte e  che hanno in comune il tema del Vampiro. Qui io, Salvo Gagliardo, offro  a te  in lettura l’ incipit di un mio racconto fantastico che ha come soggetto la misteriosa figura ungherese di Elizabeth Bathory.La mia storia è stata concepita negli Anni Ottanta, e   Buona lettura. 

Dear Reader  Red in Works, it’s  the formula with which  I have collected all  my fantastic  stories , and who all share teme  of the Vampire. Here I, Salvo Gagliardo,  offer to you read the beginning of a fantastic tale,  that speaks about the   mysterious character  of Hungarian Elizabeth Bathory. My  story was conceived in the eighties. And a good read. Thanks. 

 

 

 

 Una Storia Transilvana 

IgorMezen’s Story

romanzo fantastico di 

Salvo Gagliardo 

Capitolo 1 

Adrianus Ghery 

<< La mia storia è fatta di 

tenebre e  meraviglie>> 

Sh. Le Fanu- Carmilla 

Nella nobile ed antica città di Budapest, in una gelida sera d’ inverno, ai primi del Novecento, un vecchio signore, ancora sano e rubicondo, con le guance piene e ben rasate, ed una pronunciata  pappagorgia sotto un mento piccolo, delicato ed infantile,scendeva con evidente fatica da una carrozza pubblica il cui nero risaltava sul bianco  immacolato dei cavalli, che soffiarono dalle scure narici nuvole di vapore che levitarono nella piccola piazza nebbiosa, silenziosa ed umida, illuminata grigiamente da alcuni fanali giallognoli. L’ orologio dell’ antica torre batté con monotonia le nove in un cielo carico di pioggia. Il dottor Ghery era tornato da Vienna da un lungo ed importante convegno scientifico. Adrianus Ghery era l’ illustre decano fra i chirurghi dell’ Ospedale Kossuth, l’ antico e verdognolo edificio settecentesco che si specchiava solenne e maestoso sulle acque del Danubio. Il suo bastone risuonò secco sul selciato umidiccio. Solitario , il vecchio camminò contro il muro di nebbia che fluttuava ad onde dai portici scuri e che lasciava intravedere i grotteschi frontoni gotici, archi e guglie, e le altre singolari architetture della piazza. Una luna fosca, quasi maligna, e stentata,giocò a nascondino fra gli impressionanti bassorilievi scolpiti delle colonne ed i paurosi doccioni delle grondaie. Da una fontana esagonale di mattoni rossi al centro scorreva inesausta l’ acqua sulle pietre levigate della pavimentazione.  Gli occhi gialli ed oro di un gufo scintillarono da una nicchia. Ghery guardò in alto la coppia di finestre del suo studio che davano sulla piazza come il pittoresco castello falso gotico in cui abitava. Le finestre erano spente, e sui vetri si specchiava l’ inquietante plenilunio, fra gli squarci della densa foschia. Cigolò sinistro l’ arrugginito cancello nella nebbia. Il dottore attraversò il cortile con piccole e cupe colonne  e qualche siepe, ed entrò nella casa per una piccola scala a chiocciola. 

Lena Ghery, una bella signora, alta e corpulenta,  con i folti  capelli rosso rame intrecciati, accolse il marito con un sorriso, e l’ aiutò a disfarsi del pesante soprabito da viaggio, togliedogli  dalla mano grassa e maculata l’ ampia borsa color sanguinaccio. I corridoi e le stanze erano teporosamente illuminate da gas azzurrini e da luci arancioni.  La coppia di finestre sulla piazza si accesero di una luce verdognola: il dottor Ghery entrò nel suo studio. Sistemò la sua roba, si sprofondò sul cuscino di velluto azzurro d   

i una sedia a dondolo davanti al caminetto, si accese la pipa con le fiamme che rosseggiavano e la sedia di un bel legno scuro oscillò sonoramente sul tappeto cremisi e spesso. Un grosso cane bianco, Mattia, stava accucciato ai suoi piedi. Dovunque c’erano libri e riviste scientifiche, sparpagliate sul tavolo o in bell’ ordine negli scanni e  nelle teche lungo le pareti. C’era  anche un  assortimento vario di crani, e nelle bacheche di vetro riposavano grossi insetti tropicali, farfalle, ragni, rettili imbalsamati. Su una mensola, fra vari minerali e conchiglie esotiche, era in bella mostra un moderno microscopio di rame, assieme al busto di Plinio e di Paracelso. Riproduzioni delle tavole anatomiche di Leonardo erano appese alle pareti. 

©gagliardoproduzione. 1990-2009. Albi di FantastiKa 2000-2009. All rights reserved 

 

 

 

Barocco Siciliano

Sicily Baroque

A gothic novel

Parte Prima

Capitolo 1

Palermo  5 aprile 1787

April, 5,1787. Palermo.

Prima lettera di John Lambert alla sorella Susan

First letter  of John Lambert to Susan sister. 

‚Äú Ricordati che mi trovo nel paese delle favole‚ÄĚ Patrick ¬†Brydone.

‚Äú Cara¬† Susy, finalmente a Palermo! Perdona¬† il tuo fratellino se non ti ha scritto subito al suo arrivo, esattamente il 2 aprile alle 10 in punto, ma ho dovuto soffrire penosamente per trovare una sistemazione che non fosse costosa e troppo rumorosa, e che avesse quel minimo di confort per sopravvivere. Sbarcato al molo, c‚Äô√® un delizioso piccolo porto col mare di un azzurro abbacinante e un promontorio che qui chiamano del Pellegrino, seguendo le orme del mio amato ed inseparabile Brydone, andai subito alla locanda di madame Montagne non lontana dal porto. E‚Äô proprio come lui l‚Äô ha descritta. Ti ricordi che abbiamo letto insieme quelle memorabili pagine del suo arrivo a Palermo, e che abbiamo riso per la locandiera grassa e bistrata, e che faceva le moine? Nella realt√† √® proprio cos√¨! Ho riso di cuore, ma dando un‚Äô occhiata pi√Ļ attenta e trattenendomi due ore nella mia stanza, ho deciso velocemente di cambiare alloggio. C‚Äôera un rumore fastidioso che veniva dalla strada e una compagnia di ospiti ¬†molto chiassosi. La donna mi ha detto che stavano aspettando due tedeschi ed un francese, e che non se la sarebbe presa se disdicevo la camera per la quale mi ero impegnato. Ho subito pensato che uno dei tedeschi fosse niente di meno che il signor Von Goethe. Si, proprio lui, mia cara Susy! Il padre del tuo amato Werther! L‚Äô ho incontrato sul Tartaro diretto a Palermo.Ma di questo ti parler√≤ pi√Ļ avanti.¬† Finalmente, dopo molto penare, √® difficile farsi capire nella nostra amata¬† lingua che qui parlano in pochi. E l‚Äô italiano non √® molto usato fra la gente comune, e il loro stramaledetto dialetto per me √® assolutamente incomprensibile quanto le lingue di una trib√Ļ africana, il tuo caro John quindi si √® sistemato comodamente di fronte al porto, in un posto molto singolare che qui chiamano la Cala, esattamente dove sono sbarcato il 2 aprile, al secondo piano di una casa decorosa che un soldato delle guardie del Vicer√©, assieme alla moglie che √® di Messina, affitta ai viaggiatori stranieri. C‚Äô√® un meraviglioso balcone da cui si vede tutto il porto e la citt√†. E‚Äô davvero suggestivo quando di notte la luna vi splende sopra. Se tu volessi venirmi a trovare, basterebbe chiedere della locanda del maggiore Junger a Porta del Carbone. Ed ora ti racconto come √® andato il viaggio.

Mi imbarcai il 29 marzo a Napoli con una giornata solare che niente avrebbe fatto pensare a ci√≤ che venne dopo. Il Tartaro √® uno splendido battello,e il capitano Cianci un onesto uomo ed una ottima persona. La nave √® stata costruita alle Bermuda, in cedro e in legno di mogano, ha un‚Äô ottima velatura, e la sala di poppa √® molto elegante.¬† Ma ci√≤ che pi√Ļ conta per il tuo John √® la cuccetta, comoda e soprattutto singola. Quando arrivammo, il ¬†porto di Palermo era vivacemente animato, si attendeva la nave di lord Acton, e la gente era tutta presa a commentare il significato di un discorso di Maria Carolina. Ma non intendo annoiarti con particolari cosi insignificanti. Ti dico subito che il Tartaro si comport√≤ come si deve e che la luna splendette sul ponte in tutta la sua frastornante ed incantevole bellezza l‚Äô ultima notte del viaggio. Degli strani malesseri che mi hanno angustiato, ossessionato senza che ve ne fosse spiegazione, preferisco tacere. Ti dico subito che ora il tuo John sta bene, come meglio non si potrebbe. Fu il giorno seguente, il venerd√¨ 30 che il tempo prese a cambiare!

Cara Susy, trascorsi una notte terrificante! Tu sai quanto poco io soffra il mal di mare, e come i tre anni trascorsi alla scuola navale di Greenwich¬† mi abbiano reso un vero lupo di mare. Ho visto di molto peggio, ma quella tempesta improvvisa aveva qualcosa di speciale! Qualcosa che non so spiegarti! Forse un giorno cercher√≤ di mettere sulla carta queste strane sensazioni. Tutto cominci√≤ con l‚Äô improvviso oscuramento del sole, ti assicuro, Susy, non c‚Äôera una sola nuvola che potesse spiegarlo. Alzammo la testa in alto colti da quel buio improvviso e dalla sterzata alle vele fatta da un vento gelido, glaciale che si era alzato. Non fui il solo ad osservare queste stranezze! Stavo parlando con un mio connazionale,¬† David¬† Lincoln, e poco prima avevo visto il signor Von Goethe assieme al suo amico pittore, mi sembra che si chiami Kniep e anche lui tedesco, passeggiare sul ponte. Fu Lincoln ad indicarmelo. Ero ancora emozionato nel vederlo, che il sole si oscur√≤, il Tartaro cominci√≤ a rullare, il mare si gonfi√≤. Un vento di ponente stava scuotendo selvaggiamente le vele e sembr√≤ strapparle dagli alberi. Ci volle tutta la maestria del capitano Cianci per rimettere in rotta il battello. Goethe con Kniep scomparvero dal ponte, o almeno non li vidi pi√Ļ. Anche Lincoln semb√≤ avvertire qualcosa di strano. Poi cielo e mare tornarono normali ed io scesi in cuccetta a continuare la lettura del mio amato Brydone e a studiare alcuni documenti del mio lavoro. Ma tutta la notte ci fu tempesta come ti ho detto, ed io non mi azzardai a mettere piede sul ponte, anzi no, lo feci solo una volta e me ne pentii amaramente perch√© tornai dentro grondante d‚Äôacqua, un onda mi aveva preso e mi aveva sbattuto contro il boccaporto. Ma quello che riuscii a vedere era una notte tetra di un nero abissale, mai visto niente di simile! Quanto maledico la mia poca pratica nella composizioni di versi, averei potuto ricavarne qualcosa degna di William Shakespeare! Ma quale mago stava evocando quella tempesta con le sue arti sottili? Quale Prospero la stava scatenando? Cosa si nascondeva dietro quel nero pece abissale? Mi rallegrai pensando che forse il signor Von Goethe avrebbe saputo cavarne qualcosa che ne fosse all‚Äô altezza. La tempesta ebbe termine il 31 cos√¨ come era cominciata, improvvisamente. Il tramonto fu magnifico e senza pari, e rimesso piede sul ponte potei ammirare quel cielo straordinariamente quieto e quel paesaggio marino¬† che ricordava le tele di qualche antico maestro. All‚Äô orizzonte scorsi l‚Äô Isola di Ustica che ci indicava che il viaggio stava per finire. La gente torn√≤ ad ammassarsi sul ponte , ed¬† i marinai ad arrampicarsi sulle vele e gli stragli per rimettere in ordine quello che la tempesta aveva scardinato.¬† Goethe e il suo amico pittore tornarono a passeggiare all‚Äô aria aperta sul ponte della nave. Ma di lui ti parler√≤ nella prossima lettera. Sappi che John Lambert, il tuo caro fratello, non ha mai visto tanti delfini saltare allegramente accanto alle fiancate del veliero che navigava veloce e sicuro verso Palermo. Vedemmo una gigantesca testuggine nuotare nell‚Äô acqua. Ma ora metto punto e conto di ragguagliarti del resto nella mia futura lettera. E‚Äô quasi notte, e le stelle splendono nel cielo accanto all‚Äô Orsa, con il mare e i velieri illuminai alla fonda! Un bacio a te, e un saluto al vecchio. Tuo John. Dimenticavo. Una buona Pasqua che qui si annuncia interessante‚ÄĚ.

 

 

 

La Ballata di George Inconn

George Inconn’s Ballad

Fantastic novel      

By

Salvo Gagliardo

Parte prima

Capitolo 21

Il Corteo Sublime

The Sublime Procession

 

E giunse il momento in cui i Tark furono vicini al Planetoide cos√¨ le loro fantastiche navi potevano essere viste ad occhio nudo, singolari in tutta la Galassia per lo loro forma e potenza. Avanzavano solenni come un processione sacra, attraversarono le torri di Kern e giunsero verso Drak, scortati dai Klemer e dai buffi vascelli dei Gul ¬†¬†verdi e squamosi. Le grandi navi si defilarono fra le curve calotte dei grandi pianeti di Sirio e fra le masse incandescenti di gas sfilacciato. E si avviarono a sbarcare sui fianchi scuri e metallici di Drak, il planetoide artificiale del Sistema binario di ¬†Sirio. La nana bianca splendeva freddamente e attirava a s√© ogni cosa come un buco nero, inghiottiva tutto ci√≤ che ¬†capitasse alle sue periferie, in un buco ¬†invisibile che altro non era che una porta aperta ¬†verso l‚Äô Universo e l‚Äô Ignoto, un buco bianco e glaciale di inimmaginabile potenza stava dall‚Äô altra parte e aspettava i viaggiatori dell‚Äô iperspazio. Ma le navi dei Tark ¬†esperte in quella navigazione singolare procedevano sicure e solenni trasportando una razza quasi immortale. Tark e Phock¬† erano i grandi esperti di quel tipo di viaggio ¬†¬†in tutta la Galassia.¬† Ma la solenne flotta del‚Äô Imperatore Sublime volle percorrere alla luce delle Stelle il lungo tratto che separava la doppia Struve dalle regioni di Sirio.¬† Uno spettacolo ¬†che doveva¬† mostrare¬† la potenza dei Klemer, renderla visibile per cos√¨ dire. Nel loro viaggio i potenti Klemer, i Sublimi, furono attaccati una sola volta dai Phock.¬† E persero tre navi e un prestigioso ammiraglio che figurava fra i favoriti dell‚Äô Imperatore, Yor il Sommo, e come √® uso nello Spazio, il suo corpo smisurato fu chiuso in un‚Äô urna ibernata e affidato all‚Äô Iperspazio e ai suoi misteri. I Tark¬† usavano cos√¨ onorare i loro cadaveri eccellenti. Infatti ¬†Le navi di Yor il Sommo avevano lasciato la Dimora Sublime dell‚Äô Imperatore posta ¬†al centro della Galassia e attraverso l‚Äô iperspazio erano usciti ¬†sulla ¬†Doppia Struve, dopo essere passate attraverso le Grandi Porte, ossia i due buchi neri che un giorno avrebbero inghiottito l‚Äô intero Universo. La breve scaramuccia con i Phock era stata veloce. Le forze extragalattiche che li avevano attaccati non erano numerose, ed erano prive degli Ander, considerati il cervello dei Phock, creature molto aggressive ed efficaci negli attacchi. La solenne processione dei Tark li aveva spaventati, e si erano cos√¨ limitati ad assalire la coda del convoglio.¬† Le navi di Yor il Sommo si ritirarono dimenticando l‚Äô accaduto, e il Convoglio procedete nel suo viaggio solenne. ¬†I Phock attaccavano pi√Ļ i Klemer che i Tark che temevano. E che assalivano soltanto quando alla loro guida c‚Äôerano gli Ander. Sapevano che l‚Äô Impero aveva armi sconosciute e inoltre alcuni Phock erano passati con i Tark ¬†sedotti dalle promesse di un dominio galattico. Quando Tark e Phock si scontravano si annichilivano a vicenda. Le loro navi da guerra si somigliavano, ed erano simili¬† a giganteschi mantelli piatti arricchite da strutture grottesche cos√¨ da sembrare bizzarre citt√† nello Spazio.

Il Corteo Sublime giunse così in vista di Drak. Avendo già   attraversato le Torri di Kern,  le due Torri di controllo del Sistema Sirio. Era giunto come una sorpresa,  anche Benares che li avrebbe scortai fino al Planetoide, sebbene Best,  il mezzo Klemer e comandante supremo  delle loro forze, avesse disapprovato che il Gul li ricevesse con le sue buffe astronavi verdi oltre le torri di Kern. E i Gul erano strane creature perse continuamente in astrusi calcoli matematici, ma Benares aveva pensato di fare cosa gradita ai Klemer scortandoli in quel modo.

Quando¬† il sublime corteo prese a sfilare, ogni cosa era al suo posto. Le astronavi dei Klemer immobili sulle rampe, aggiungevano un tocco di splendore alla spettacolare scenografia voluta da Best. E lo spettacolo era davvero magnifico e sfidava ogni immaginazione. Ma quando i Tark, uscendo dal tunnel a pressione, presero a scorrere, giganteschi, buffi e solenni, sui lunghi corridoi laminati e splendenti, allora tutto esplose in una ¬†gioconda ilarit√† da fare invidia al pi√Ļ grande circo equestre della Terra. Best, il comandante supremo, era in alto, troneggiava solenne ed imperscrutabile su tutta Drak, lustrato a nuovo, con il suo mantello pi√Ļ nero del solito che sembrava nascondere le pi√Ļ remote e inaccessibili profondit√† dell‚Äô Universo. Se ne stava fermo a far luccicare la sua fredda maschera di insetto ide sotto le luci esplosive della stazione spaziale. Alle sue spalle c‚Äôera un olovideo gigante spento la cui cornice metallica luccicava dei riflessi delle luci. Ai lati del Klemer si aprivano due ali ordinate ed omogenee nel colore. Erano gli uomini del planetoide. Gli astronauti con le nuove tute tenevano in mano i caschi, Fra loro c‚Äôerano Inghel Kappel e George. Anch‚Äôessi con le tute lucidate a nuovo. Seguivano i tecnici e i soldati della Space. C‚Äôerano anche dei Gul, sperticati e stralunati, sparsi qua e l√† come¬† buffe piante verdi agghindati con tute multicolori. Facevano ciondolare i loro buffi colli e le loro teste di tartaruga con tre occhi e col becco di uccello. Sembravano turi eguali e sulle loro tute di grande eleganza erano disegnati i simboli dell‚Äô Universo assieme a formule matematiche e figure geometriche. Si trattava di una nutrita delegazione dei dieci pianeti che Best aveva voluta presente. Seguivano androidi e robot, gli androidi un gradino pi√Ļ alto dei robot. Il corteo era entrato¬† ed¬† aveva portato note di luminosit√† pazza, folle ed esilarante, preceduto da Benares, sommo governatore di Sirio e da altri Gul che incedevano con grande ritegno e cerimoniosit√†, facendo dondolare i loro lunghi colli, tutti partecipi del loro ruoli nella cerimonia. Benares era sfavillante nella sua tuta color viola piena di glifi, galassie e stelle. Dietro apparvero i Tark nella loro molteplicit√† di forme. Sebbene George si fosse imposto l‚Äô indifferenza, non pot√® non aprire la bocca per lo stupore. Il primo dei Tark era alto otto metri, e sembrava uscito dall‚Äô officina di un meccanico impazzito. Era un insieme assortito di pezzi senza alcuna logica, il suo corpo era fatto di tubi, cilindri, sfere ed altroNon c‚Äôera nulla in lui che fosse prevedibile a parte il fatto che incedeva in avanti., fra cui lunghe ali di libellula. I suoi occhi a centinaia erano convogliati in un cilindro ruotante che fungeva da testa, essendo nella parte pi√Ļ alta del corpo. Alcuni occi erano chiusi, come se dormisse, ad altri si muovevano liberamente. Nessuno di quei pezzi seguiva una logica unitaria. Tentacoli si allungavano nell‚Äô aria e simili a braccia facevano ruotare alle loro estremit√† delle cose che sembravano ruote o piatti, cosa che doveva divertirlo molto.

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La Macchina dei Sogni

The Dream Machine

A fantastic tale

by

Salvo Gagliardo

dedicated  to

HP.Lovecraft

1.

Quel  pomeriggio inoltrato della primavera del 1973, la Benton rossa del dottor Paul Lovecraft correva per la Federal Road a tre corsie nel deserto del New Mexico, diretta al Penitenziario K 325. Lovecraft era un giovane psichiatra  che lavorava per il Governo, e ad Albuquerque doveva incontrare Frank  Slotter, un assassino entrato di fresco nelle carceri degli Stati Uniti, chiuso nel braccio grigio del manicomio criminale del penitenziario. Lovecraft veniva da Washington D.C.

La  Corte del Wyoming aveva emesso a carico di Sloter una sentenza di colpevolezza a marzo, ma l’ autorevole certificato del professore Isaac Bernhard dimostrava che Sloter era pazzo. Cosa che gli aveva evitato la sedia elettrica, ma non la cella 37 dove Slater  era rinchiuso,   l’ accusa si era però  ripromesso la riapertura del caso.

Slotter¬† era quello che comunemente viene¬† chiamato negli Stati Uniti¬† rifiuto bianco o spazzatura bianca. Era nato nel villaggio di Chappanowa nel Wyoming del nord,infossato fra le cime dei monti Roxhill, fittamente circondato da foreste di abeti e di pini e non lontano da Shining Park. Chappanowa nel passato aveva raccolto una rispettabile quantit√† di yankee allo sbando, sognatori, avventurieri, criminali attratti dall‚Äô oro delle montagne. Ma vi trovarono soltanto spietati scotennatori sioux, e una modesta vena argentifera. E quando la pax¬† fu conclusa con gli indiani, il sangue sioux si mischi√≤ con quello yankee, e Chappanowa divenne uno dei posti pi√Ļ squallidi e selvaggi d‚Äô America. Franz veniva da questa razza reietta di montanari, poveri da generazioni che lo Stato del Wyoming aiutava per contenerne le rogne.

Frank  era un gigante ma meno robusto di un vero gigante, visibilmente provato da inimmaginabili stenti e con i segni, imbastarditi, di una antica discendenza tedesca. Aveva i capelli neri, le guance scarne ed ossute ricoperte perennemente da una lanugine scura e spinosa. Camminando faceva spesso ciondolare la testa e il grosso labbro inferiore sporgeva inerte nel viso, accentuandone l’ aria stupida ed assente. Di età indefinita, era considerato un vagabondo che viveva di caccia, un’ arte che il sangue cheyenne gli aveva trasmesso, con le superstizioni e una eccitabilità visionaria. Parlava una lingua bastarda,rozza, ibridata con i dialetti indiani. Si era costruita una casa di abeti ai confini del villaggio che la neve copriva totalmente fino alla stagione estiva.

A sette chilometri ¬†c‚Äôera Black Hill e a venti il grosso centro di Soloma da cui Chappanowa e Black Hill dipendevano. Bob Samuelson, un negro, era lo sceriffo della Contea, e quando saliva a Chappanowa si portava sempre gi√Ļ qualcuno da chiudere in¬† cella. Passava poca gente da quelle parti, e in genere era gente non gradita dai locali. C‚Äôera anche una colonia di italiani immigrati da vecchia data, e un pi√Ļ recente afflusso di portoricani e ¬†messicani clandestini che rendeva difficile l‚Äô ordine nella regione materialmente rappresentato dagli elicotteri e dalle auto dello sceriffo Samuelson.

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Tutti i Lavori qui presentati sono stati scritti e prodotti da Salvo Gagliardo. All Rights Reserved.1985-2011. 

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Merry Christmas 2010. Page 1.Salvo Gagliardo & Fantastikalbi.it & Fantastikalbi in Facebook

lunedì, 13 dicembre 2010

 

Photo messaggi-online.

Merry Christmas 2010. Page 1

Buon Natale

By

Salvo Gagliardo & Fantastikalbi.it & Fantastikalbi in Facebook

Gentile Visitatore e Nuovi Utenti, Grazie per le vostre Visite e il Vostro interesse. L’ Anno sta per  finire e questo 2010 è stato il secondo di FantastiKalbi.it e degli Albi di

FantastiKa on line. Devo ammettere che questo anno ho dedicato¬† molto pi√Ļ tempo al mio lavoro e ai miei Contatti su Facebook, di cui ho passato qualcosa su

FantastiKalbi.it, e Vi chiedo scusa, a ho anche fornito l’ accesso al mio Profilo  F.B. a chi lo volesse. Ma nel futuro mi riprometto di curare maggiormente il mio website e

di renderlo ancora pi√Ļ interessante. Infatti ho in mente di portarvi delle modifiche o di trasformarlo in modo pi√Ļ radicale e interattivo. E‚Äô chiaro che dedico queste

ultime pagine dell’ anno al Natale che sta per arrivare e all’ Inizio del nuovo 2011. Vi troverete diverse cose che ho già proposto su Facebook, ma anche storie di Albi di

FantastiKa da leggere gratuitamente e altro.

Chi vorrà esplorare i precedenti miei lavori We Suggest apparsi dapprima su Facebook, potrà visitarli con i link da me indicati. Grazie per la navigazione e un Buon

Natale a tutti.

  

We Suggest:  in Facebook.

Gentile Visitatore ti propongo  quanto ho presentato nelle mie Facebook Pages che potrai visitare cliccando sul link riportato, si tratta di presentazioni di personaggi del

cinema, del mondo della musica e dello spettacolo, accompagnati dai link dei video che potrai guardare agevolmente, una scelta che Internet offre e che io mi sono

soltanto limitato a presentare, un modo di omaggiare film e personaggi e temi  che hanno e che ancora fanno parte della nostra vita. Naturalmente in queste pagine di

Fantastikalbi.it dò  spazio al Natale.

  

Ivito ad Esplorare il sito e il mio lavoo su Facebook

Link della pagina n.13 di Fantastikalbi in Facebook  e delle pagine precedenti    

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Invito: Se  sei interessato al mio Lavoro in Facebook, ti invito a Visitarmi. Grazie      

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by

Salvo Gagliardo

 

 

 

 

Silent Night, Oly Night

Merry Christmas 2010

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Andrea Bocelli

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Andre Rieu

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Sinead O’Connor

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Original Vesion

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Franz Xavier Gruber

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Bing Crosby

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Christmas in Hollywood 1

 

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Walt Disney Christmas Day: 

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Christmas in Pictures:

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The Bible and the Pictures

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The Bible. John Huston

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The Ten Commandements. De Mille

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Samson & Delilah

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King of Kings. Nicholas Ray

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Jesus of Nazareth in Film 1.

 

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Pasolini

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Zeffirelli:

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Steven Spielberg  Always

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Wim ¬†Wenders Der Himmel √ľber Berlin

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Robert Bresson  Angel  A

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Ron Howard Angels & Demons

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Frank Capra It’s a wonderful life

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Ghost. Whoopi  Goldberg, Patrick Schwayze and Demi  Moore   

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Luna Park in The World and in the Movies.

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Wien Prater

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The Thirty Man

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Budapest

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Sidney

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Around Jules Verne

Les Voyages Extraordinaires 

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 Le voyage dans la Lune

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20000 lieues sous les mers

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In search of the Castaways

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Great Loves in Film 1

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domenica, 24 ottobre 2010

Walt Disney Dinosaurs

Gentile Visitatore,da meno di un anno io ed il mio sito navighiamo in Rete, e da meno di un anno navighiamo anche in Facebook. Ho qui il piacere di offrirti in lettura le note che in questo lasso di tempo io, Salvo Gagliardo ho prodotto, ed ho offerto in lettura agli Amici di F.B.. Poich√© il mio mestiere √® quello di occuparmi professionalmente di fantastico e di letteratura fantastica, mi piace che anche tu possa condividere questi lavori e lo spirito di sorpresa e di avventura che li anima, e per questo vi potrai trovare molto e di tutto, ma sempre all‚Äô interno di un Universo Fantastico che denota il mio lavoro e il mio website ‚Äú fantastikalbi.it‚ÄĚ. Vi sono articoli che riguardano il mondo degli UFO a cui la mia fantasia √® fortemente legata, ma vi troverai anche articoli sullo sviluppo astronautico e il futuro cammino dell‚Äô uomo, vi troverai anche cenni su biografie che ho ritenuto singolari ed insolite, ed altro ancora, un pannello quello di Facebook che spero di arricchire e di condividere con il mio sito. Alcuni di questi articoli erano gi√† presenti in ‚Äú fantastikalbi.it‚ÄĚ, te li ripropongo. Poich√© per esigenza di spazio elettronico ho dovuto ridistribuire i lavori in pi√Ļ articoli, in ogni singolo articolo ti fornisco il link per raggiungere gli altri.
Gentile Lettore/ce, questa volta aggiungo alle note in Facebook riguardanti il cinema o il fantastico nella scienza stralci della mia produzione letteraria nel campo del fantastico, quindi troverai storie e storie su diversi temi e soggetti ma in ogni caso storie fantastiche tratte dai miei Albi di Fantastika che è la Formula entro cui ho racchiuso la mia produzione letteraria in questo campo. Il sito fantastikalbi.it è ancora in fase di strutturazione per cui il tuo aiuto sarà ben gradito, puoi lasciare messaggi e commenti o inviare mail al sito fantastikalbi.it. grazie. Grazie ed una buona lettura. Salvo Gagliardo.      

 

 

Link della pagina n.13 di Fantastikalbi in Facebook  e delle pagine precedenti    

http://www.fantastikalbi.it/?p=1328      

 Se  sei interessato al mio Lavoro in Facebook, ti invito a Visitarmi. Grazie      

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We Suggest in Facebook.

Gentile Visitatore ti ripropongo quanto ho presentato nelle mie Facebook Pages che potrai visitare cliccando sul link riportato, si tratta di presentazioni di personaggi del cinema, del mondo della musica e dello spettacolo, accompagnati dai link dei video che potrai guardare agevolmente, una scelta che Internet offre e che io mi sono soltanto limitato a presentare, un modo di omaggiare film e personaggi che hanno  e che ancora fanno parte della nostra vita. Grazie.

We’ re going to the ¬†Christmas Day ¬†2010.

Coca Cola spot

We Suggest

 

Christmas in Hollywood 1

We Suggest This  Video-YouTube. Thanks.

 Walt Disney Christmas Day: 

http://www.youtube.com/watch?v=E05tSbxD7hI

http://www.youtube.com/watch?v=NpOsTY90fS0 

http://www.youtube.com/watch?v=M2OcRsl7l4s  

Christmas in Pictures:

http://www.youtube.com/watch?v=0k_Vsmqf6X8  

http://www.youtube.com/watch?v=CK2Btk6Ybm0   

http://www.youtube.com/watch?v=0IZr_SvCcXc  

http://www.youtube.com/watch?v=yiypbCFV7Ao

http://www.youtube.com/watch?v=p1P_giB0TKg

Great And Fantastic Music in America

We Suggest
By
Salvo Gagliardo
Music in America. Jazz and Blues
We Suggest This Video-YouTube. Thanks.

http://www.youtube.com/watch?v=ksmGt2U-xTE&feature=related
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D6Q0zZ0VdlUM%26feature%3Drelated&h=d4992
http://www.youtube.com/watch?v=if_nbB5-_lc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=wyLjbMBpGDA

 

Big Cities  in Movie

New York. The City. 2

The Big  Apple. History in Movie.

 We Suggest This  Video-YouTube. Thanks.

http://www.youtube.com/watch?v=_y8I37BMOQc&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=QRKx7hd3X9k

http://www.youtube.com/watch?v=n660xoYQc0Q

http://www.youtube.com/watch?v=ZS8l45AuOR8

http://www.youtube.com/watch?v=GAQZzfwQGHQ

http://www.youtube.com/watch?v=LtTRYnsDH8Q 

http://www.youtube.com/watch?v=1zQ-K64hD0c

http://www.youtube.com/watch?v=KLeC9RvrKrU     

 

 

We Suggest

By

Salvo Gagliardo

Los Angeles city. The Hell. 2

Sunset Boulevard. L.A.

http://www.youtube.com/watch?v=MEszIZ5pFYY&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=pkWt84F7FY0

http://www.youtube.com/watch?v=P9T9f3UbGuo

http://www.youtube.com/watch?v=6zSG_oVliis

http://www.youtube.com/watch?v=6H9f8qUrF6w  

http://www.youtube.com/watch?v=dEQ_ftkpb18

American Cult Movies

By

 Salvo  Gagliardo

Odyssey in The Space. Towards The Future

Stanley Kubrick

Born in New York July , 26, 1928.   Died  in Arpenden, England, March, 7, 1999.

 

We Suggest

By

 Salvo Gagliardo

Roman  Polanski

Great Master Among  Filmmakers.

We Suggest This  Video-YouTube. Thanks.

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DQ34OSPw17o4&h=d4992

http://www.youtube.com/watch?v=itR0-I9idXk

http://www.youtube.com/watch?v=nZ5I8cvpWKs

http://www.youtube.com/watch?v=UaKkbgtlmZQ

http://www.youtube.com/watch?v=mIWmYGxd2AY

http://www.youtube.com/watch?v=otPyEsObI1M

 

 

 

ghostradio.wordpress.com

We Suggest

by

Salvo  Gagliardo

UFO Romance 1

We Suggest This  Video-YouTube. Thanks.

http://www.youtube.com/watch?v=JDZBgHBHQT8 

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DfHftjb6i62M&h=d4992

http://www.youtube.com/watch?v=63yGG-lMpmE 

http://www.youtube.com/watch?v=yoyPu95yCxw

http://www.youtube.com/watch?v=8Qbseh0kgLY

http://www.youtube.com/watch?v=ZS8l45AuOR8

 

Link dei ‚ÄúWe Siggest‚ÄĚ precedenti

 

We Suggest 1                      http://www.fantastikalbi.it/?p=1400

 

We Suggest 2                      http://www.fantastikalbi.it/?p=1442

 

We Suggest 3.                     http://www.fantastikalbi.it/?p=1487

 

We Suggest 4    .                  http://www.fantastikalbi.it/?p=1557

 

 

 

 

Dear Reader, Here is very apreciated Your Comment. Thank You. salvo     

 

Fantastikalbi in Facebook.12

sabato, 8 maggio 2010

 

 

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Invitation to Read

Albi di Fantastika

di Salvo Gagliardo

 

Dear Reader ,assieme a Fantastikalbi in Facebook,  in questi nuovi articoli voglio offrirti in lettura una parte della mia produzione di storie fantastiche in Albi di Fantastika. Vi troverai Presentazioni e Testi. Ti invito a leggerle a lasciarmi un parere. Grazie.

 

 

 

 

 

 

L’ Isola del Serpente

fiaba fantastica

by

Salvo Gagliardo

i capitoli 1.2.3. li troverai nel link

http://www.fantastikalbi.it/?p=1220          

 

Parte prima

Capitolo 4

San Francisco

 

 

Tutto  filò a meraviglia fino alle soglie del secondo anno di studi quando Wakingot venne ad abitare  a San Francisco. Allora spesso con il suo fuoristrada azzurrino  si inerpicava  sulle colline di Milkhill, ma avvolte era Galassia ad andarlo a trovare nel suo piccolo appartamento al Golden Gate di fronte alla Baia, arredato sobriamente, illuminato da grandi finestre, ricoperto di un bel legno chiaro. Vi si vedeva il traffico portuale,le nebbie che dal mare montavano sulla città, il San Francisco Oakland Bridge, le nuvole che planano sulle guglie dei grattacieli delle grandi Compagnie, i bacini del traffico commerciale, le gigantesche strutture petrolifere, l’ Oceano  e le stelle, una grande luna rossa, lo scintillante spettacolo notturno del Golden Gate con i suoi spettacolari ed infiniti serpenti di luce attraverso cui scorreva la pulsante città.

 

©salvogagliardoproduzione.1999-2010.All rights reserved.

 

 

L’ Isola del Serpente

fiaba fantastica

by

Salvo Gagliardo

Parte prima

Capitolo 5

La crisi

 

 

Le serate, spesso intime e con pochi amici, si chiudevano al suono di una strana chitarra, un originale ricordo di quei misteriosi viaggi.

Assai spesso, in quegli ultimi giorni, le sue canzoni. Ora vivaci, ora lente e che miscelavano parole strane e¬† originali, un assortito miscuglio di testi esotici accompagnati da suoni di una esasperata melanconia, da una struggente nostalgia per l‚Äô indefinito, sempre pi√Ļ si coloravano di stranezze, di testi scovati chiss√† dove che narravano di re e di antichissime civilt√†, di visioni terribili e di strane profezie. Fra queste misteriose regioni del sonno e del sentimento, riaffioravano¬† in uno sfondo magico, le Montagne Rocciose della fanciullezza, le valli e le grandi foreste innevate del Nord, le lunghe cavalcate nelle notte di plenilunio attraverso i boschi.

Le cadute di umore sempre pi√Ļ frequenti in Wakingot, i cedimenti di un‚Äô attenzione acuta, si moltiplicavano come buchi neri e come bolle vuote nel tessuto omogeneo del suo carattere. E nel secondo inverno della sua permanenza qui da noi, peggiorarono rapidamente e drammaticamente. Sempre pi√Ļ spesso David ¬†trascorreva le sue giornate a letto e nella pi√Ļ completa oscurit√†. Cos√¨ da amico mi trasformai in medico. Forse era l‚Äô intenso studio, o la recente perdita del padre. Nelle sue lunghe escursione argentine con la chitarra con il suo repertorio misteriosamente arcaico, di fronte ad una luna straordinariamente grande e piena, davanti alla grande finestra a vetri del suo appartamento, ¬†sotto lo scintillante chiarore delle stelle, affiorava il mistero della¬† ¬†sua strana condizione che scintillava impalpabile come gli occhi del gatto ¬†di casa accovacciato su un¬† soffice ¬†cuscino azzurro

Galassia incantata seguiva quella evocazione di mondi lontani e trepidava per la metamorfosi del suo amante i  cui occhi spesso si sprofondavano verso l’ orizzonte lontano  notturno in cui esplodevano strane luci, fulmini, flash elettrici e inquietanti bagliori. Si creava così un’ atmosfera esasperatamente surreale, e carica di tensione.  Nell’ ascoltarlo veniva spontaneo chiudere gli occhi ed evocare strane foreste attraversate da strani indiani,  o ruote di luce  che emergevano gigantesche  dall’ Oceano, dischi  d’ oro e d’ argento che subito sparivano fra le stelle, mostruose sirene dal corpo lucido e coperto di alghe.

Pi√Ļ volte Galaxy lo accompagn√≤ nei suoi lunghi vagabondaggi notturni per la citt√†. Ma anche spesso per sentieri nascosti e selvaggi rischiarati dalla luna accanto alle onde e ¬†agli schizzi di spuma dell‚Äô Oceano che li infradiciava. E sempre pi√Ļ la ragazza si chiedeva cosa stesse possedendo lo spirito ammalato del¬† ¬†suo amante!¬† E fu in questi giorni che si vegli√≤ in lui una passione prepotente per il dramma lirico. Davide era diventato un assiduo frequentatore di teatri d‚Äô Opera, sempre pi√Ļ sedotto dalle magiche scenografie e dall‚Äô orchestra che muggiva come un mare in tempesta, dai corni che evocavano l‚Äô arri di misteriosi Signori fra le magiche nebbie di laghi di fiaba. E un giorno David mi confess√≤ la strana ¬†passione di Noha Wakingot, il padre, per un gigantesco corno polinesiano che spesso suonava nelle solitudini dello Yellowstone.

Ma tutto precipitò quella brutta notte che ho cercato di ricostruire servendomi di frammenti, di memorie e di estratti di David e di Galassia. Una triste sera invernale la nebbia si era levata minacciosa dalla Baia e si espandeva sinistra sulla città. Aveva piovuto ininterrottamente e nel tardo pomeriggio di un pallido tramonto un vento gelido aveva cominciato a soffiare da nord. Dal mio studio avevo chiamato Wakingot, ma non lo avevo trovato. Mi ricordai del suo appuntamento con Galassia quella sera. La ragazza sarebbe giunta con il pullman. Pensai  che David sarebbe andato a prenderla alla fermata.

Ma prima qui vi parlerò di un sogno ricorrente nei sonni di Davide e che si lega strettamente a questa strana  storia.

©salvogagliardoproduzione.1999-2010.All rights reserved.

 

 

Albi di FantastiKa

di  Salvo Gagliardo

 

Gli Albi di FantastiKa  è il << Sistema>> in electronic format,  in  cui io, Salvo Gagliardo, ho  racchiuso la mia  molteplice e varia produzione di storie e progetti legati al Fantastico,  una maniera di presentarli   facilmente riconoscibile, e in cui  il Lettore  potrà muoversi agevolmente,  guidato dalle Rubriche che accompagnano le  Presentazioni.

Distribuiti  variamente, vi potrete trovare di tutto, dalle storie di Vampiri, ai misteri Spaziali, al Fantasy di Mago Merlino, all’horror e ai piccoli brividi di storie inquietanti, all’affascinante tema degli Alieni e degli Ufo, non  vi mancherà la fantascienza con gli enigmi scientifici che solleva e sempre offerta  secondo il mio stile, e col tempo progetto di arricchire le pagine di schede introduttive varie e interessanti sui singoli temi ed argomenti. Questo fa parte dei miei programmi  futuri per avviare un’ iniziativa che ritengo in sintonia coi tempi. Intanto godetevi la storia  che Vi  offro.  E  grazie per  il tempo che mi dedicate.

 

Opere in Rosso

 

Cari amici e care amiche, Opere¬† in Rosso √® una delle Rubriche degli Albi di FantastiKa con cui presento tutto quello che ho fin qui prodotto e tutto quello che conto di produrre sul pi√Ļ macabro ed affascinate mostro della letteratura: il Vampiro. A questo proposito Vi dico subito che il mio portafoglio di produzione¬† √® abbastanza ricco, spaziando da racconti ambientati in Transilvania, a storie che si sviluppano nelle future citt√† spaziali, ho anche un romanzo ambientato nella Sicilia del Settecento, a Palermo, la mia citt√† natale. Inoltre ad arricchire le storie e i files¬† vi potrete trovare schede abbastanza informate sul cupo e terrificante mondo dei Vampiri e naturalmente delle Vampire, informazioni sulle pi√Ļ famose opere letterarie che hanno trattato questo tema, qualche saggio letterario e varie altre notizie di cinema di altre arti. Tutto questo lo potrete trovare nei miei¬† Albi. Ed ora buona lettura.

 

©salvogagliardoproduzione. 1999-2010. Albi di FantastiKa. All rights reserved.

 

 

 

 

 

Una Storia Transilvana

 A  romance

By

Salvo Gagliardo

 

Soggetto

 

 Adrianus Ghery, un vecchio medico e scienziato ungherese deve svelare il tremendo mistero che si annida in Transilvania, nelle strane morti che le tradizioni locali attribuiscono ad un vampiro.

Nella tranquilla casa dello studioso a Budapest, dove Ghery vive con la moglie, un giorno il vecchio scienziato riceve una lettera con la triste notizia della morte di Dora Kondor, una bella  ragazza che Ghery conosce bene e che è figlia di un suo caro amico, Ferenc Kondor,  un ricco e stimato proprietario terriero di Erdely, la cittadina dove si sviluppa la nostra storia e che potete trovare nel Distretto di Cluj nel cuore della Transilvania.

Ghery addolorato decide di mettersi in viaggio al pi√Ļ presto per saperne di pi√Ļ di quella strana storia. Sul treno fa la conoscenza del Consigliere Meyrink e di alcuni contadini che gli parlano di altre morti, di altre belle ragazze uccise e di strane malattie simili a quella che ha stroncato la povera Dora. E da Meyrink, un vecchietto arzillo con una piccola barba a punta, il dottore conosce per la prima volta il nome e l‚Äôesistenza di Igor Mezen, uno strano ussaro giunto nel Distretto di Cluj per entrare in possesso di alcune propriet√† lasciategli da un parente, e morto da poco in un duello alla pistola. Un tipo prepotente e rissoso quest‚Äôussaro, con qualcosa di sovrannaturale e di terrificante, e con un debole per le belle ragazze. Di lui si parla gi√†¬† come di un vampiro. La conversazione tra Ghery e il piccolo Consigliere, continua in una locanda di Cluj, al Gallo D‚ÄôOro, dove il dottore apprende altri particolari del duello che ha ucciso Mezen. Ed infine Ghery raggiunge Erdely e la casa dell‚Äôamico, dove Ferenc Kondor vive con l‚Äô unica figlia rimastagli, Eva.

Ma quella stessa notte Eva viene rapita da una creatura immonda, mentre la luna piena brucia accecante sui tetti della cittadina, un essere simile ad un cadavere putrefatto che si sposta su una carrozza nera simile ad un mostruoso catafalco. La storia non finisce qui, perché la mattina fra le lacrime di Ferenc, Ghery si mette subito sulle  tracce di Eva e giunge al Monastero della Croce Nera dove vivono alcuni monaci e diretto dal Priore Roman Swartzenberg. Si tratta di un’antica fortezza appartenuta all’Ordine dei Cavalieri Teutonici. Sembra che Mezen vi abbia trascorso una notte tempestosa in cui si è scontrato in una lunga ed appassionante partita a scacchi, memorabile e fatale, con un inviato dell’Ordine, Ladislao Zoltheny e che il principe Zoltheny sia morto nella partita proprio nel momento in cui Mezen gli dava scacco matto. Qui l’assortita compagnia di monaci, fra cui Elias Tabor, frate Almas, padre Bartock , l’umile frate Simplicius, e lo stesso Priore, promettono a Ghery di dargli una mano e di andare insieme a scovare il vampiro nella sua vecchia tomba di famiglia, di trafiggergli il cuore con una paletto di frassino acuminato. Per metter in atto questo piano si rivolgono al principe Bajkal, un cugino di Schwartzenberg, che vive in un fiabesco castello su una collina e che è stato l’amico del cuore di Igor Mezen. La spedizione tuttavia fallisce, ma i monaci riescono a togliere da sotto gli artigli del mostro la giovane Eva e a portarla in salvo nel monastero ben protetta dalle solide mura dell’antica fortezza teutonica. Intanto Frenc Kondor si è suicidato per il dolore. Ma la storia continua, perché Eva, protetta dai frati e dal dottor Ghery viene nuovamente minacciata dal mostro, l’abbazia  prende fuoco in una notte memorabile e di orrore, e Ghery fa in  tempo a sottrarre di nuovo Eva a Mezen, o almeno a ciò che resta di lui,e a portarseli a  Budapest, a casa sua. E qui si svolge l’ultimo atto della nostra storia. Igor Mezen raggiunge Budapest e profana il tranquillo rifugio dello studioso che in uno scontro notturno che ha del sovrannaturale, riesce ad intrappolare il mostro e al mattino a sottoporlo ai raggi mortali del sole nascente che lo decomporranno e lo trasformeranno in una pozzanghera putrescente.

 

 

© Salvo Gagliardo produzione.  Realizzazione grafica marzo 2005. Prima stesura dicembre 1987. Gli viene garantito ogni diritto.

 

 

 

Una Storia Transilvana

 A  romance

By

Salvo Gagliardo

 

Capitolo I

Adrianus Ghery

 La mia storia è fatta di tenebre e di meraviglie

Sh. Le Fanu-Carmilla

 

 

 

Nella nobile ed antica città di Budapest, in una gelida sera d’inverno, ai primi del Novecento, un vecchio signore, ancora sano e rubicondo, con le guance piene ed una evidente  pappagorgia sotto un piccolo mento delicato ed infantile, scendeva con un certo sforzo da una carrozza pubblica il cui nero, cupo e quasi tenebroso, contrastava il bianco, immacolato dei due cavalli, che soffiarono  dalle scure e profonde narici,  nuvole di vapore che subito levitarono nella piccola piazza in parte cancellata dalla nebbia e illuminata grigiamente da alcuni fanali giallognoli e tetri. In quel momento l’orologio dell’antica torre batté con monotonia le nove in un cielo che minacciava un’abbondante  pioggia.

Il dottor Ghery era appena tornato da Vienna dopo un  lungo ed importante convegno scientifico. Adrianus Ghery era l’illustre decano fra i chirurghi dell’Ospedale Kossuth, l’antica e verdognola costruzione settecentesca che si specchiava, solenne e maestosa, sulle vaste  acque del Danubio. Il suo bastone da difesa  risuonò secco sul selciato umidiccio. Del tutto solo, il vecchio si avviò contro il muro di nebbia che fluttuava, densa e  ad onde, dai portici bui e che lasciava appena scorgere i grotteschi frontoni gotici, gli archi e le guglie, e le altre pittoresche architetture della piazza. Una luna fosca, quasi maligna, giocò a nascondino fra gli impressionanti bassorilievi scolpiti delle colonne del portico ed i paurosi doccioni delle grondaie. Da una fontana esagonale di mattoni rossastri   al centro, scorreva inarrestabile l’acqua sulle antiche pietre levigate del pavimento. Gli occhi giallo oro di un gufo  scintillarono dal fondo di  una nicchia. Ghery sollevò lo sguardo e guardò   in alto la coppia di finestre del suo studio che davano sulla piazza come il pittoresco castello gotico in cui abitava. Le finestre a sesto acuto  erano spente, e sui vetri si specchiava l’inquietante plenilunio che ogni tanto faceva capolino fra gli squarci della densa  foschia. L’arrugginito cancello cigolò sinistro nella nebbia. Il vecchio attraversò il cortile circondato da piccole colonne ed arricchito  da una vasta  siepe, ed entrò in casa per una piccola scala a chiocciola.

 

Lena Ghery era una bella signora, alta e matronesca, con i capelli color rosso rame. Accolse  subito il marito con un sorriso e lo aiutò a disfarsi del pesante soprabito, togliendogli dalla mano grassa e maculata, la borsa da viaggio color sanguinaccio. I corridoi e le stanze erano teporosamente illuminate da gas azzurrini e da fiammelle arancione,  La coppia di finestre sulla piazza si accese all’improvviso  di una luce verdognola: il dottor Ghery era entrato  nel suo studio. Sistemò la sua roba e si sprofondò sul  cuscino di velluto  azzurro della sedia a dondolo davanti al caminetto. Si accese la pipa con le fiamme rosseggianti, e la sedia di  un bel legno scuro prese ad oscillare  sonoramente sul tappeto cremisi e spesso. Un enorme cane bianco, Mattia, stava accucciato ai suoi piedi. Ovunque c’erano libri e riviste scientifiche, sparpagliate sul tavolo, o poste in bell’ordine sugli scanni e nelle teche lungo le pareti. C’era anche un ricco assortimento di crani e nelle bacheche di vetro riposavano grossi insetti tropicali, farfalle, ragni e rettili, imbalsamati. Su una mensola, fra vari minerali e conchiglie esotiche era in bella mostra un moderno microscopio assieme ad un busto di Plinio e ad un altro di Paracelso. Riproduzioni delle Tavole  anatomiche di Leonardo erano appese alle pareti.

 

 

Capitolo II

La lettera

 

La parola vampiro è  di origine ungherese  e significa probabilmente strega o diavolo.

Almanacco Universale delle Cose Pi√Ļ Strane

 

 

La cena fu subito¬† a tavola,con la¬† zuppiera fumante, i piatti¬† istoriati, le pesanti posate d‚Äôargento, la tovaglia ricamata ancora fresca di bucato. Ghery era gi√†¬† seduto con in mano una voluminosa posta e la Gazzetta Magiara. Fra le lettere ancora d‚Äôaprire¬† c‚Äôera una busta grigia e larga che il dottore fiss√≤¬† con attenzione, la scrittura era lunga e forte,ma rivelava una intensa emozione. Ghery la riconobbe all‚Äôistante, era quella dell‚Äôamico Condor che scriveva da Erdely in Transilvania. Accanto alla busta erano posati i piccoli¬† occhiali con la¬† montatura dorata del¬† dottore per la rituale lettura del dopocena. Ferenc Condor l‚Äôamico pi√Ļ intimo di¬† Ghery era un sassone poderoso¬† coi capelli rossi e corti. Gli era morta la moglie quando era nata Eva, la secondogenita. Dora era la pi√Ļ grande e la pi√Ļ simile al padre, alta, massiccia e con gli occhi celesti. ¬†La ragazza aveva ¬†¬†avuto una brutta avventura¬† d‚Äôamore con un ussaro di guarnigione ad Erdely, e a storia finita, l‚Äôussaro aveva lasciato la citt√†. Era tutto ci√≤ che Ghery¬† si ricordava.¬† Il dottore stacc√≤¬† gli occhi dalla busta che gli stava procurando una strana tensione, e torn√≤ ad ascoltare il cicaleccio interminabile della moglie che si alz√≤ dalla tavola e and√≤ al pianoforte per eseguire l‚Äôamato Litz. Ghery con un boccale di birra davanti fece guizzare la fiammella azzurrina dell‚Äôaccendino e si accese un grosso sigaro, un Virginia. Inforc√≤ i piccoli occhiali rotondi sul naso paonazzo, apr√¨ la busta con la mano che gli tremava e lesse la lettera in silenzio. Seppe cos√¨ che Dora era morta! L‚Äôamico gliene dava ampi ragguagli. Il dottore ¬†ne fu profondamente addolorato. Scrisse subito un biglietto di condoglianze e progett√≤ di fare presto¬† un viaggio in Transilvania.¬† Dora Condor, cos√¨ sembrava dalla lettera, era stata uccisa da una misteriosa ¬†malattia, lui doveva saperne di pi√Ļ di quella strana faccenda

©Il romanzo è stato iniziato nel 1987.E successivamente elaborato come editing.salvogagliardoproduzione 1999-2010. All rights reserved.

articolo precedente     http://www.fantastikalbi.it/?p=1220    

 

 

Fantastikalbi in Facebook 9

lunedì, 19 aprile 2010

 

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Pict0048

Invito a Hollywood di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando d√† un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che ¬†ha come obbiettivo quello di fare conoscere l‚Äô Universo del fantastico e l‚Äô Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi √® anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, ‚ÄúHollywood Fiction‚ÄĚ. √ą per√≤¬† una sezione in fase di allestimento. Molti¬† articoli che leggerai o che hai gi√†¬† letto in questo Fantastikalbi in ¬†Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 8. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato ¬†per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli¬† e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie.

 

Pict0016

Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La caduta degli dei 1

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

Di Salvo Gagliardo 

 

 

 

Introduzione e Premessa. Stavolta sono alle prese con un bel film italiano ed europeo, La Caduta degli Dei del¬† regista Luchino Visconti. il film √® del 1969 e fa parte della Trilogia Tedesca del regista, il primo della Trilogia. Il soggetto narra di una grande famiglia di Industriali tedeschi, i von Essenbeck, padroni di potenti acciaierie, al tempo dell‚Äô Era del nazionalsocialismo in Germania, esattamente all‚Äô insediamento di Adolph Hitler nella Cancelleria tedesca. E‚Äô una storia di potere, della lotta tra due grandi forze titaniche, quella pi√Ļ sottile, politica e machiavellica¬† del nazismo e quella potentemente demiurgica dell‚Äô antica e nobile¬† famiglia degli¬† Essenbeck. In qualche modo il¬† film si assimila a una tragedia greca, e la caduta degli dei richiama il Ragnarok¬† nordico, la grande battaglia tra le potenze della luce e quelle delle tenebre nei Tempi Estremi. A contrappuntare questo ci sono¬† le meravigliose musiche di Riccardo Wagner, ma anche le musiche di Maurice Jarre che ricordiamo come l‚Äô autore delle bellissime ¬†colonne sonore ¬†del film di David Lean Il Dottor Zivago.

La storia ha inizio nella fastosa e ricca villa Essenbeck¬† ad Oberhausen, a nord,¬† vicino Dusseldorf. Vedremo pi√Ļ avanti¬† che Luchino¬† Visconti, che ama gli Interni, ci presenter√† la Villa vista da fuori assai raramente. E‚Äô una sera memorabile questa del 1933. Dal 30 gennaio Hitler si √® insediato presso il Reichstag¬† di Berlino. L‚Äô Incendio della Cancelleria √® avvenuto il 27 febbraio del 1933, data in cui comincia la nostra storia. E‚Äô sera e il vecchio barone Joachim von Essenbeck¬†¬† celebra il suo genetliaco. Nella villa √® presente l‚Äô intera famiglia ed affini, ma a un certo punto giungono da Berlino¬† Frederick Bruckmann ed Ashembach.Si tratta di due alti ed importanti esponenti¬† del Partito. Ashembach, Helmut Griem, indossa la divisa delle SS. Lo spettatore comincia ad assistere¬†¬† a¬† qualcosa che sembra casuale ma che come vedremo far√† parte di una trama ben congegnata in cui il Nazismo e l‚Äô Industria pesante entreranno¬† in un conflitto che si risolver√†¬† con la sconfitta e la totale assimilazione da parte di Hitler della potenza degli Essenbeck. Un gioco sottile e spietato quello di Ashembach per tutta la durata della fiction.

Subito cogliamo¬† la natura dei personaggi, un vecchio barone stanco e poco incline alle nuove generazioni che hanno portato Hitler al potere, il giovane ed androgino Martin von Essenbeck Helmut Berger,¬† che davanti al vecchio e alla famiglia si esibisce in un o spettacolo da cabaret espressionista , travestito da donna e pi√Ļ precisamente da Marlene Dietrich dell‚Äô Angelo Azzurro. Un personaggio come vedremo Dostoevskijano, e Dostoevskij √® stata una delle letture preferite di Visconti. Presto cogliamo la sua natura malata e confusa, il suo ossessivo legame con la madre, la bionda Ingrid Thulin, o Sofie von Essenbeck , altre pezzo importante in questa partita a scacchi tra due forze contrarie. E c‚Äô√® Heberth¬† Thalmann, il marito di Elisabeth von Essenbeck. Elbert¬†¬† √® il dissidente, non legato dal sangue agli Essenbeck, sar√† l‚Äô unico personaggio positivo della storia,e alla fine verr√† arrestato e scomparir√† nelle prigioni della Gestapo. √ą l‚Äô unico che ha capito cosa vuole Hitler dal popolo tedesco e dove trasciner√† il suo¬† popolo. Insomma,¬† l‚Äô antica e nobile famiglia tedesca appare subito come un nido di serpi pronti a mordersi e a distruggersi, e Ashembach ha cos√¨ buon gioco. E c‚Äô√®¬† il pesante e vistoso Konstantin von Essenbeck,¬†¬†¬† ¬†Reinhard ¬†Kolldehoff , Che manovra per il ¬†¬†dominio¬† totale della fabbrica Essenbeck. E infine c‚Äô√® il bieco e astuto¬† Frederick, Dirk Bogarde,¬† che aspira alla mano di Sophie. Improvvisamente durante la serata il vecchi Joachim Essenbeck apprende da una telefonata che il Reichstag sta bruciando a Berlino, segno di un colpo di Stato? Ora √® chiaro perch√© in quel preciso momento Ashembach √® presente nella Villa e presto appare chiaro che ad appiccare il fuoco alla Cancelleria √® stato lo stesso Hitler, gli eventi stanno precipitando e presto travolgeranno gli Essenbeck!

Se vogliamo cogliere un protagonista unico  in questa storia, il cosiddetto  personaggio principale, avremmo difficoltà a trovarlo, non c’è infatti!  Ma  da una parte abbiamo l’ astuto  e mefistofelico  Ashembach che muove le sue pedine  attentamente, profittando dei conflitti interni della  grande famiglia, e dall’ altra c’ è questa, i von Essenbeck, una intera stirpe  come protagonista della storia. grazie.

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©salvogagliardoproduzione.aprile 2010. All  rights reserved.

 

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La caduta degli dei. The Fall of the Gods.2

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

 

 

Di Salvo Gagliardo 

 

La Caduta degli Dei quindi non rileva un personaggio principale con due antagonisti a confronto, ma piuttosto due forze opposte che sono anch’ esse personaggi, una  di queste è rappresentata dalla  famiglia von Essenbeck. Subito dogo l’ annuncio dell’ incendio del Reichstag, Il vecchio Joachim viene trovato morto, ucciso nel suo letto e la colpa viene fatta cadere su Herbert il dissidente della famiglia. Con l’ incendio della Cancelleria, Visconti muove i sui personaggi verso l’ epilogo drammatico. Ciò che teneva coesa l’ antica famiglia di baroni,  era il vecchio, ancora uomo  rispettabile e all’ antica, ma una volta morto, eliminato, si scatenano i lati poco rispettabili della  stirpe, ossia le feroci avidità e la brama di potere, all’ ombra del nazismo che fa qui la parte del Diavolo o di Mefistofele, incarnato splendidamente dalla maschera di Helmut Griem in divisa nera. Il gioco tra rosso, nero, svastica e biondo oro è ben reso, è reso quindi dal  dramma di un’ illusione quella di una superiorità di razza che non è mai esistita. Perfetta è la scenografia e il movimento preciso e cadenzato dei personaggi. Perfetta è la maschera in parte grottesca e in parte patetica di Martin, sotto le luci di un cabaret tedesco anteguerra che ricorda la Repubblica di Weimar. Martin affetto da disturbi di personalità che finisce nell’ ignominia di un delitto esecrabile, la violenza su una bambina messo a tacere dalla famiglia che ancora gode di  un grande potere nelle sale di Hitler. Siamo nel 1933 e l’ antisemitismo è ancora in nuce e forse velato, la la bambina su cui Martin esercita violenza è ebrea e si suicida. Un modo intelligente di Visconti di prepararci agli orrori del Terzo Reich. Il nemico di Hitler non  sono ancora gli ebrei, ma  i comunisti e Heberth viene accusato da Konstantin di essere un comunista. E Konstantin così massiccio e violento simile ad un signore del Rinascimento Italiano,  è un altro bel personaggio plasticamente potente che come si suol  dire buca lo schermo. Konstantin von Essenbeck  sarebbe l’ erede al trono, se non ci fosse Martin. Ma il barone  ha quella potenza che  Martin malato non possiede. Konstantin Essenbeck  è iscritto alle SA  di Ernest  Rohm, le squadre speciali d’ assalto di Hitler che lo hanno portato al potere, ma ora le SA sono diventate un peso per il Fuhrer che pensa di sbarazzarsene, cosa che sa bene Ashembach!

E il barone ¬†comincia manovrare per avere il potere assoluto ¬†sulle¬† ¬†fabbriche Essenbeck,. L‚Äô arma gliela offre Martin, con il suo gesto scellerato, consegnandosi al ¬†ricatto del barone. .E poi ¬†c‚Äô√® Friedrich! Un uomo freddo e viscido, non appartiene del tutto al Partito e non appartiene del tutto alla famiglia, ma aspirando alla mano di Sophie ¬†spera di diventare il padrone assoluto della fabbrica. E in tutto questo non va trascurato il giovane¬† Gunther, il pi√Ļ giovane degli Essenbeck, un animo ¬†molto sensibile e amante della musica e del violoncello, ma destinato alla fine a diventare il padrone della fabbrica, l‚Äô uomo che ne diverr√† l‚Äô assoluto signore asservito totalmente al Partito. Fagocitando Gunther il gioco di Hitler e di Ashembach √® fatto!

 Ci sarebbe  molto da dire sul travestimento dei personaggi, Martin apre la fiction con una imitazione di   Marlene Dietrich nell’ Angelo Azzurro e presto vedremo un travestimento collettivo delle virili SA  presso l’ Hotel Hanselbauer nei pressi di Monaco, prima del grande massacro. E  ci avviamo così  all’ altro  grande fatto della  storia oscura del Terzo Reich,  quello noto   come La  notte dei lunghi coltelli,Die Nacht  der  Langem  Messer, in cui fu  liquidata l’ intera SA di Ernst Rohm  per ordine di Hitler e di Himmler. Ma prima assistiamo ai  complessi giochi ambiziosi della bella e bionda Sophie von Essenbeck, le sue sfrenati ambizioni che la portano da una parte ad avere un affetto morboso che sfuma quasi nell’ incesto per il giovane figlio Martin e dall’ altra il desiderio di impadronirsi delle Imprese Essenbeck,   per mezzo  di  un uomo debole, viscido,  ma ambizioso, determinato e senza scrupoli, ossia Frederick Bruckmann giunto nella villa assieme ad Ashembach e responsabile della morte di Joachim come lo sarà di quella di Konstantin. La fiction si avvia così  verso gli epiloghi di un dramma  sulla musiche di Richard Wagner e dell’ ’ Horst Wessel Lied, ossia l’ inno del nazionalsocialismo  tedesco.

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La caduta degli dei. The Fall of the Gods.3

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

 

 

Di Salvo Gagliardo 

 

 

Notte tra il  29 -30,  Giugno 1934. Presso l’ Hotel Hanselbauer, vicino Monaco si svolge un grande raduno delle SA, sono presenti dai 400 ai 500  membri delle milizie speciali e personali  di Hitler, gente che ha portato  il Fuhrer al potere con la violenza, squadristi e giovani violenti imbevuti di dottrina, ma anche con una grande voglia di divertirsi. Fra di loro c’ è Konstantin von Essenbeck. Lo scenario è maestoso, degno di un delirio Wagneriano. Buona parte degli affiliati sono omosessuali o mostrano atteggiamenti omosessuali. Rientra di nuovo il travestimento nella fiction di Luchino Visconti, con cui è cominciato il film. Tra canti nazisti ed arie wagneriane, i giovani della SA sembrano diverstisi in   un mare di birra, quando arrivano dal fiume e da terra camion  e mezzi delle SS. Fra di loro ci sono anche Ashembach e Frederick Bruckmann. E’ un massacro di sangue, in cui muore anche il barone Konstantin Essenbeck.

Superato questo culmine di violenza e drammaticit√† , sono le uniche scene che si svolgono fuori la villa¬† degli¬† Essenbeck, la violenza e la morte si rinserrano all‚Äô interno delle sue mura e della famiglia, Ashembach ormai come un burattinaio pu√≤ manovrare a suo piacimento¬† i destini degli Essenbeck e naturalmente del malato Martin, ancora succube della giovane madre ormai consapevole del gioco perverso che si sta giocando l√† dentro. Frederick √® tornato alla villa assieme¬† a Ashembach, ma la morte di Konstantin ha del tutto cambiato le carte in tavola. Ormai √® Martin che guida il gioco, ma dietro c‚Äô√® l‚Äô ombra di ¬†Ashembach. E‚Äô Ashembach che spinge Martin a usare violenza sulla madre. La tragedia volge al termine. Sophie umiliata dal figlio con un atto brutale perde la ragione, ma Ashembach vuole che si celebrino le nozze tra Frederick che non ha pi√Ļ alcun potere se non quello della sopravvivenza e Sophie. Le nozze sono un capolavoro di grottesco gotico. Poi Martin consegna alla coppia due boccette di cianuro e li spinge al suicidio, mentre nella sala gli invitati si abbandonano ad ogni tipo di baldoria. C‚Äô√® anche la donna di Martin che fa la prostituta e che √® apparsa qualche altra volta nella fiction e che si¬† presume sostituir√† Sophie ¬†nei sentimenti di Martin. Ma il tocco finale consiste nell‚Äô abdicazione totale del giovane Gunther che lasciati i sogni di musica e di arte si avvia a diventare il potente signore delle Acciaierie Essenbeck, sotto l‚Äô egida e il controllo di Ashembach e la volont√† di Hitler. Grazie.

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Analysis Fiction

Omaggio a Ingmar Bergman1

Il Settimo Sigillo

Der Toten Tanz. La Danza della Morte

Un buon film è come un buon vino

-La Cantine di Salvo Gagliardo

Morz en une eure tot  desfait

-Helinand de Freudmont. Vers de la Mort

 

Se è vero che u buon film è come un buon vino. allora il 1957 è stata una ottima  annata perché il regista svedese Ingmar Bergman ci ha regalato due bei  film doc da mettere in cantina, Il Settimo Sigillo, che in svedese suona Det sjunde inseglet e Il Posto delle Fragole, Smultronstället.

1348. La Peste Nera ammorbava l ‚Äė Europa medievale e stranamente apriva il chiuso Medio Evo a mondi pi√Ļ moderni, almeno questo secondo Johan Guizinga La peste decim√≤ la popolazione e sembra che tolse da questo mondo la met√† della popolazione di Europa. Da che cosa fosse portata non si sa, forse le guerre, la Guerra dei Cento anni, o chi lo sa, forse qualche malvagia Cometa spargitrice di Terrore.¬† Totentanz, Der Toten Tanz,Danse Macabre, Danza della Morte, The Dance of Death‚Ķ. Cos√¨ era chiamata la raffigurazione della morte seminatrice e falciatrice¬† di terrore in quei secoli bui. E cos√¨ continu√≤ ad essere rappresentata fino agli appassionati e agli amanti di racconti del terrore e di storie gotiche. Agli innamorati dell‚Äô arte e ai turisti consiglio di venire nella citt√† in cui abito e sono nato, Palermo, a guardare uno splendido affresco murale presso il bel Palazzo Abatellis, che raffigura per l‚Äô appunto una tale Dance Macabre, ma qui ho messo¬† questo a preambolo perch√© il film di cui sto per parlare, Il Settimo Sigillo √® una vera ed autentica Totentanz ricreata dalle tecnologie cinematografiche. E alla peste dl 1348 sembra rifarsi il film di Bergman, con qualche incongruenza cronachistica, perch√© l‚Äô Ultima Crociata cristiana si svolse nel XIII e non nel XIV secolo!

La storia¬† √® questa. Un cavaliere cristiano torna nelle terre del Nord, in Svezia, qui chiamate¬† Roskinde ed Elsinore, assieme al suo scudiero e al suo cavallo. Il cavaliere porta il nome di Antonius Block e lo scudiero quello di Jons.Block √® diretto al suo castello dove l‚Äô attende la bella moglie. Ma per far questo deve attraversare quei territori gi√† ammorbati dalla peste che ha gi√† mietuto le sue prime vittime. Sullo sfondo di questa brughiera si osserva perennemente il Mare, l‚Äô Oceano del nord. Tutti ricorderemo per molto tempo il volto statuario di Max von Sidow ancora giovane, quasi tagliato nella pietra, e la faccia sorniona e irridente dello scudiero John, Gunnar Bjonstrand, che vedremo anche nel Posto delle Fragole. Come nessuno dimenticher√† l‚Äô apparizione spettrale e macabra della ¬†Morte nella veste ¬†cupa e incappucciata di un monaco, ¬†un Bengt¬† Ekerot dalla ¬†faccia bianca e cadaverica e dall‚Äô espressione ambigua che il cavaliere incontra lungo la strada verso il castello e che sfider√† ad una memorabile partita a scacchi in cui √® in gioco la sua stessa vita. Il Cavaliere ha combattuto in Terra Santa, ha combattuto per la fede nella Croce, ma ora al ritorno non √® pi√Ļ certo della sua fede, non √® pi√Ļ certo dell‚Äô esistenza di quel Dio per cui ha macchiato di sangue la sua spada.

La strada è lunga da percorrere, ma a tenergli compagnia sono le riflessioni sulla vita, sulla dabbenaggine umana e sulla falsità dei preti e dei teologi  del suo servo e scudiero Jons, materialista quanto Sancho Panza, ma la cui mente possiede una lucidità che non appartiene a Antonius  Block, in questo simile a Don Chisciotte, e  ancora pieno  della  Follia della Croce. Il bianco e nero della pellicola è stupendo e attraverso luci ed ombre ci consegna una fotografia da archiviare.

Il Cavaliere si imbatte in un cadavere, e poi in soldati e abitanti in fuga nell‚Äô illusione di¬† sfuggire¬† ad una moria a cui sono tutti destinati. Si respira l‚Äô aria del Giorno del Giudizio, e la Danza Macabra ne emblematizza perfettamente lo spirito. Ma pi√Ļ avanti in una radura √® fermo un carro, un carpento, il¬† famoso carro di Tespi che ospita¬† una famiglia di attori commedianti e saltimbanchi. E‚Äô il carro di Jof , uomo semplice e Visionario e della sua bella e brava moglie, Mia, la bionda Bjbi Andersson c‚Äô√® anche un bambino ancora molto piccolo e c‚Äô√® anche¬† Jonas Skat, un altro saltimbanco e attore. Per le strade si trascinano flagellanti in processione, preti e monaci esaltati¬† che invitano con violenza e trasporto¬† al memento mori, all‚Äô Ora della Fine e¬† alla Meditazione Estrema. Ma Antonius Block pur nella sua fede che lo ha spinto in Oriente, √® poco convinto, vorrebbe conoscere meglio per chi ha combattuto e per chi ha ucciso, ma non ha risposta, finch√® di fronte¬† alle scogliere dei mari del Nord , la Morte lo aspetta e¬†¬† lo sfida ad una lunga e travagliata partita a scacchi.

Uno splendido film gotico degno della migliore penna di Edgar Allan Poe, in cui il regista svedese affronta un tema a lui caro quello del non senso della vita, una sorta di ripensamento e meditazione esistenzialista che nel tempo in cui Bergman maggiormente¬† cre√≤, era piuttosto corrente. Ma anche uno splendido Dramma Sacro, di quelli che oggi non si scrivono pi√Ļ, a parte qualche eccezione¬† come il film ¬†La Passione di Cristo ¬†di ¬†Mel Gibson sugli ultimi giorni di Ges√Ļ di Nazareth.

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Analysis Fiction

Omaggio a Ingmar Bergman2

Il Settimo Sigillo

Der Toten Tanz. La Danza della Morte

Un buon film è come un buon vino

-La Cantine di Salvo Gagliardo

Morz en une eure tot  desfait

-Helinand de Freudmont. Vers de la Mort

Presentazione del film Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman

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¬†Dopo questa sfida a scacchi, bianchi contro neri, di fronte all‚Äô Oceano del nord, la storia si rafforza e acquista contorni pi√Ļ netti e precisi. I personaggi vengono fuori allo scoperto. Bottegai e mercanti, soldati e preti, predicatori e prostitute, tutto un Universo ¬†che va verso la morte e spiegarla non ¬†bastano pi√Ļ i sermoni di questi savonarola esaltati; e la mente del Cavaliere non ne √® per niente illuminata contrappuntata dal cinismo lucido di Jons, lo scudiero. Chi pu√≤¬† dimenticare la processione dei flagellanti e quel Cristo di legno¬† in croce quasi deforme e grottesco nell‚Äô aspetto! O le immagini affrescate in una piccola ¬†chiesa¬† da un pittore, ¬†e che ritraggono la Danza della Morte! Immagini e sequenze che resteranno per molto tempo nella cinematografia mondiale. Il lavoro di Bergman √® stato tratto da un lavoro destinato al teatro e scritto dallo stesso regista, e nei dialoghi ottimamente costruiti si respira il teatro a cui il regista svedese √® rimasto legato per tutta la vita. Ma ¬†√® il carro che trasporta Jof e la sua famiglia che ci interessa, e che sembra pieno di luce fra le tenebre ¬†della morte. Jof ¬†√® un visionario ed un uomo molto semplice, √® l‚Äô unico che vede l‚Äô Invisibile, Jof ¬†vede in visone ¬†la Vergine Maria con il Bambino attraversare la radura e vede pi√Ļ avanti Block e la Morte giocare a scacchi, e alla fine, nelle ultime sequenze vede l‚Äô intero gruppo in un danza macabra finale sfilare sulla collina condotti per mano ¬†dal Monaco nero ossia dalla morte.

Un film davvero bello, uno spettacolo gotico e fantastico di una forza incredibile sebbene sia lontano dagli ammennicoli creati ad Hollywood per suscitare terrore e orrore. Tutto  è basato sulla splendida foto e su una sceneggiatura di prestigio con un intensa vis drammaturgica. Il montaggio e le musiche sono davvero una piccola opera d’arte, Bergman  fa proprio il cinema del suo tempo e di quello che lo ha preceduto, la fotografia e il montaggio del cinema russo ad esempio, o del cinema  di Carl Dreyer, o anche  la lezione francese.

E giungiamo alla piccola strega che deve essere messa al rogo, è a questa ragazza creduta posseduta dal diavolo che Antonius chiede qualcosa su Dio, splendido! Antonius cerca di capire se Dio esiste o no da una  povera ragazza che la gente vuole avere avuto mercimonio con il maligno! E’ una intuizione profonda, Antonius cerca di appurare lì esistenza  del Soprannaturale , di quel Soprannaturale per cui ha combattuto e sparso il sangue. Ma neanche la strega, che Antonius aiuta a morire senza grandi dolori, riesce a chiarirgli qualcosa, su quello che sta cercando e che desidera trovare. E di nuovo si confronta con la Morte  giocatrice di scacchi. Intanto Jons ha tempo e modo di mettere in ridicolo la tragica follia degli uomini mentre assiste al rogo della ragazza, e poi cattura e marchia a sangue il teologo che aveva convinto i suo padrone a partire per le Crociate e che ora è diventato un ladro e uno stupratore. Ma la Morte non perdona inesorabile e via via colpisce i devesi personaggi, come Skat il giocoliere che salito su un albero muore per volontà della Morte.

Ma è sempre i giocoliere e attore Jof che ci commuove con la sua sognante semplicità capace di vedere l’ Invisibile, ci commuove la sua piccola moglie assieme al suo piccolo figlio e i tutto non può non ricordarci ka Sacra Famiglia, una versione di questa, e questo richiamo deve essere stato presente nella mente di Bergman. La storia si avvia al suo epilogo e alla sua risoluzione man mano che il gruppo di avvicina al Castello del Cavaliere bianco dove è ad attenderlo da tempo la sua sposa rimasta fedele.

Ma prima Block sfida per l’ ultima volta  la Morte e con un inganno riesce a far fuggire la Sacra Famiglia nel bosco mentre accetta di essere battuto, in realtà non doveva essere battuto e dovevano morire Jof, Mia e il bambino che invece con il loro carpento attraversano la foresta di notte, una notte magica e ramata da fulmini e da portenti, mentre il cavaliere ala comitiva che ha portato con sé raggiungono le alture inaccessibili del suo antico maniero arroccato in alto e Block può abbracciare la sua sposa. Ma il tempo è alla fine e la Morte si presenta come l’ Angelo dell’ Apocalisse, per  trascinare con sé l’ intera comitiva mentre giunta l’ alba Jof estasiato li vede correr per una collina tirato uno dietro l’ altro dalla morte. E mentre Mia che ha ascoltato questa storia da Jof gli dice ridendo che è una delle sue solite visioni e sogni. Grazie.

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 Analysis Fiction

Omaggio a Charlie Chaplin

Limelight.Luci della Ribalta1

Di Salvo Gagliardo

 

Charlie Chaplin è l’ eroe della felicità ad ogni costo,la felicità del bambino che gioca con i suoi giocattoli in questo caso gli sono forniti dalla strada, il poliziotto. Il ladro, la ragazza sfortunata o perseguitata, il ladro……e lui continua a giocare, lui senza patria, senza famiglia, senza casa e senza beni…..Chaplin quindi è la vita che scorre apparentemente insensata, ma che scorre e si modifica in continuazione, Chaplin non va verso l’ alto, non ci aspira né verso il basso la sua è una strada che si perde sotto  le stelle all’ infinito, come il Cinema, e si torna a rivederlo e forse si tornerà a rivederlo quando l’ uomo si impianterà su Marte e sulla Luna o progetterà un viaggio fra le stelle.  Chaplin è stato  a suo modo  un mistico e  un taoista.

Luci della Ribalta √® un film della maturit√† e della vecchiaia di un grande artista. E‚Äô il 1952 quando esce nelle sale e Charlie Chaplin ha 63 anni. Ha prodotto artisticamente quanto poteva e sapeva produrre, e ora, come si dice nel film, comincia a sentire la necessit√† di ritirarsi a coltivare un suo orticello. Lascia a film ultimato gli Stati Uniti per non pi√Ļ ritornarvi. La Commissione¬† creata da Mc Carty lo ha in sospetto di filocomunismo e gli rifiuta il visto di entrata, Chaplin torna nella sua Inghilterra da dove la sua avventura era cominciata, ma ci ritorna ricco e all‚Äô apice del successo. La storia di Chaplin comunista era cominciata con il film Monsieur Verdun che non piacque agli americani e al Governo perch√© c‚Äôerano delle considerazioni sospette di antiamericanismo. Ma secondo me Chaplin comincia a mettere nei suoi film considerazioni filosofiche e politiche fin dal primo sonoro, ad esempio ne Il¬† Grande Dittatore. E‚Äô vero che sono considerazioni che possono appesantire il film e che vanno contro l‚Äô idea di Chaplin che il sonoro era una forma di regresso del cinema e soprattutto del suo, nato e sviluppatosi nel muto, ma √® anche vero che Chaplin √® un vero¬† artista e per questo un mistificatore, artista √® un bambino che gioca con frammenti di realt√† e di sogni, componendoli e scmponendoli. La prima cosa che colpisce di questo film √® l‚Äô intreccio di scene tra spettacolo e vita.

La storia comincia con un vecchio attore e clown alcolizzato che rientrando nella sua pensione di Londra salva la vita ad una ragazza che abita nella sua pensione che ha cercato di suicidarsi. E’ quindi la storia di Calvero vecchio clown in declino e una giovane ballerina che per disperazione e per senso di vuoto dell’ esistenza ha cercato di avvelenarsi. Calvero cercherà per tutta la fiction di ridarle fiducia e dignità. E’ la storia di Calvero o è la storia di Terry? Due anime si incontrano lungo il cammino dell’ esistenza e finiscono per compenetrarsi. E’ la storia di una relazione platonica tra un vecchio artista che ha conosciuto il successo e una giovane debuttante a cui farà da maestro e consigliere.

Questa √® la storia del primo atto di Luci della Ribalta. Potrebbe sembrare una storia patetica se non fosse riscattata dall‚Äô abilit√† consumata di un artista del cinema. Chi vi ha colto riferimenti biografici precisi della vita di Chaplin non sbaglia di sicuro, Ma d’altronde un¬† artista del calibro e della tipologia di Chaplin deve essere autobiografico, l‚Äô esperienza¬† di vita di Chaplin si confonde col la sua opera, vita e cinema confluiscono in¬† un tutto unico nella vita di Charlot. E anche in questo Luci della Ribalta √® fortemente biografico nel uso intreccio tra spettacolo e vita. Inoltre il film prende avvio nel¬† 1914 anno in cui √® cominciata la carriera cinematografica di Chaplin.

Calvero quindi rid√† fiducia a Theresa, le dice che ci√≤ che importa √® la vita, e che chiedersi se la vita ha senso o √®¬† senza alcun¬† senso non porta da nessuna parte, ma toglie quel po‚Äô di felicit√† che la vita concede. La vita √® la ricerca¬† della felicit√†, secondo un principio molto americano.¬† Ma c‚Äô√® qualcosa in pi√Ļ, si sta creando qualcosa tra le due anime, un legame che trasforma. Terry raggiunger√† infatti l‚Äô apice del successo quando Calvero si spegner√† nel retroscena di un teatro durante un importante spettacolo di beneficienza. C‚Äô√® una storia di sentimenti tra un vecchio artista alcolizzato e una ragazza ma c‚Äô√® anche di pi√Ļ. Ma questa √® anche la filosofia di Charlot il Vagabondo, giocare come un bambino con la Vita come fosse un gigantesco spettacolo. E al Vagabondo Calvero ritorna quando nella terza parte, lasciata Theresa al suo successo, ritorna¬† a fare¬† l‚Äô artista di strada.

Continua…….

 

Analysis Fiction

La Commedia  Americana

The War of the Roses

Ti amo fino alla follia

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del film The War of The Roses

 

Premessa. Una ¬†commedia Americana molto divertente ¬†sulla istituzione del matrimonio in America ¬†e la sua crisi che vede ancora impegnato un attore come Michael ¬†¬†Douglas¬† a cui la parte di chi deve scontrarsi a sangue con l‚Äô altro sesso sembra adattarsi¬† a pennello, pi√Ļ volte ripetuta e quando l‚Äô altro contendente si chiama Kathleen Turner,atletica ed acrobatica,¬† allora¬† il fenomeno ha un nome e un cognome. Denny De Vito , attore, regista¬† e produttore, l‚Äô avvocato in questioni matrimoniali ¬†Gavin D‚Äô Amato, ¬†apre la fiction raccontando ad un cliente la storia di¬† Oliver Rose, cliente e collega, sposato felicemente. Almeno all‚Äô inizio, con la bella, bionda ¬†e aggressiva Barbara Oliver. La racconta fin dall‚Äô ¬†inizio, fin da quando Oliver e Barbara si sono casualmente incontrati, piaciuti e sposati.

E l’ attenzione della storia sembra concentrarsi nella casa che i Rose, una famiglia media americana, lui avvocato di un certo successo e lei impegnata variamente in negozi e business,acquistano, una vecchia palazzina di cui è morto il proprietario,  e arredano con attenzione. Intanto i figli crescono e la casa sembra prosperare con un grasso gatto e con un cane.

La apertura e lo sviluppo del primo atto ci mostra questo, ma prepara qualcosa, qualcosa di imprevisto. Un improvviso malessere costringe Oliver a farsi ricoverare in ospedale d’ urgenza, all’ inizio si teme il peggio, il cuore, ma poi Oliver se la cava e aspetta che Barbara lo vada a trovarlo  in ospedale. Cosa che non avviene!

Da qui la storia prende un’ altra piega e si avvia verso il culmine emozionale del racconto. Barbara non solo non va in ospedale a trovare il marito, ma rientrato questi a casa, a letto, gli comunica che ha intenzione di divorziare, che lei ha sperato che morisse e  ne sarebbe stata profondamente addolorata. Ne segue un battibecco, poi Oliver decide di accettare i consigli dell’ amico e collega Gavin D’ Amato.

Inizia¬† a prendere fuoco la casa, e via via a ¬†fracassarsi¬† le suppellettili. La situazione continua a salire di tensione e poi¬† a scendere, e la maschera per met√† sarcastica e per l‚Äô altra carica di affetto e di eros della combattiva K. Turner, contrappunta bene¬† questa tensione oscillante e quasi grottesca. E si¬† giunge ad¬† una festa importante in casa Rose, Barbara¬† ha invitato a cena¬† gente con cui deve fare affari, ma la festa va a rotoli per l‚Äô atteggiamento clownesco¬† e sarcastico di Oliver, che rovina totalmente la cena quasi con oscenit√†, la vendetta √® immediata e Barbara distrugge la preziosa spider di Oliver, in un crescendo parossistico di violenza. E si arresta ad un incendio appiccato da Oliver, per riprendersi in una vera caccia all‚Äô uomo circondata dalle macerie che lascia.¬† Finch√® si arriva allo scontro finale. Tutti e due restano¬† appesi pericolosamente¬† ad un grosso lampadario¬† della sala, che precipita a terra e li uccide, i due si ritrovano moribondi assieme¬† ai cocci del prezioso¬† lampadario,¬† mentre Oliver¬† prima di morire allunga una mano verso di lei e lei la respinge. In una sorta di amore assoluto e di odio senza fine i due assieme come in una vecchia storia d‚Äô amore e morte, che appare ¬†pi√Ļ una commedia,¬† concludono la loro vita quasi uniti uno all‚Äô altro,in uno sfondo natalizio ricorrente, ¬†mentre accorre inutilmente in aiuto l‚Äô amico Gavin. E l‚Äô avvocato De Vito Gavin termina di raccontare la sua storia al cliente eccitato da questo¬† racconto, e quasi senza fiato,¬† e gli consiglia varie soluzioni al suo problema matrimoniale, fra cui l‚Äô accordo.

 

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martedì, 2 marzo 2010

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Il Fantastico in Rete

Rod Serling. Ai Confini della Realtà(1).

di

Salvo Gagliardo

 

‚ÄúState per entrare in un‚Äôaltra dimensione. Una dimensione non solo della vista o del suono ma della mente. Un viaggio nel meraviglioso mondo dell‚Äôimmaginazione‚ÄĚ

                          Rode Serling. The Twligt Zone.

 

 

¬ę¬†C’√® una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo gi√† conosce. √ą senza limiti come l’infinito, e senza tempo come l’eternit√†: √® la regione intermedia tra la luce e l’oscurit√†, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. √ą la regione dell’immaginazione, una regione che si trova ai confini della realt√†.¬†¬Ľ Cos√¨ si apre una delle serie pi√Ļ amate della Televisione Americana, andata in onda negli Anni Sessanta e riproposta in quegli anni anche in Italia. Chi √® di quelle generazioni se la ricorder√†. Come si ricorder√† dell‚Äô uomo giovane, magro e ben vestito, con lo sguardo vivo e ¬†pensieroso, di aspetto slick e di grande fascino e suggestione vocale. Quell‚Äô uomo √® stato Rode Serling, oggi forse ignorato in Italia, ma che in America, assieme¬† ad altri, ha fatto la televisione. La notte del 2 ottobre 1959 fu una notte epica, infatti and√≤ in onda per la CBS il primo episodio di The Twligt Zone. Ai Confini della Realt√†. L‚Äô episodio era Where‚Äôs Everibody? La Barriera della Solitudine. Era scritto da Rod Serling, era diretto da Robert Stevens ed era interpretato da Earl Holliman e James Gregory. Parlava di un uomo che si trovava improvvisamente solo¬† in un cittadina fantasma e totalmente deserta. Alla fine, come in The Truman Show, si scopre che tutto √® solo un esperimento scientifico ¬†per scoprire la capacit√† dell‚Äô uomo di resistere ¬†in solitudine negli spazi cosmici. Era un episodio allucinante e fantastico e per la prima volte la televisione si apriva a temi surreali e da fantascienza. La serie fu definita science fiction, horror,mistery, drama, e speculative fiction, la prima serie, la serie classica dur√≤ fino al 1964, e consistette in 156 episodi divisi in cinque stagioni., ebbe sceneggiatori del calibro di Ray Bradbury, Richard¬† Matheson e ¬†Charles Beaumont e registi come Steven Spielberg, ¬†Joe Dante, e John Landis hanno riconosciuto l‚Äô ampio debito che hanno contratto ¬†verso questa serie realizzando insieme un film a tre che la celebrasse. La serie vant√≤ un cast di eccezione, fra cui, Telly¬† Savalas¬† Dennis Hopper Burt Reynolds, Ron Howard, Charles Bronson,Peter Falk, Robert Duval, ,Buster Keaton, Ida Lupino, Mickey Rooney, Dana Andrews. E soprattutto vide l‚Äô esordio di Robert Redford e il canadese William Alan¬†¬† Shatner, allora quasi esordiente che prese parte a diversi episodi della serie, ma che sarebbe rimasto famoso¬† come Captain Kirk, il mitico comandante dell‚Äô Astronave USS Enterprise, della serie Star Trek. Where‚Äôs Everibody non ottenne il successo sperato, ma il successivo¬† Time enough at last, con Burgess Meredith,¬† consegnava la serie alla storia. Parlava della vita dell‚Äô ultimo uomo rimasto solo sulla Terra dopo una catastrofe nucleare.

Ma chi era Rod Serling, l‚Äô ideatore e lo sceneggiatore¬† pi√Ļ attivo della serie? American screenwriter, uomo di spettacolo, sceneggiatore, scrittore, uomo di talk show, Serling era nato nel 1924 a Syracuse, New York.¬† da una famiglia di ebrei. Nel 1943 ¬†si era arruolato ¬†nell‚Äô Esercito, e durante la 2 Word War, ¬†era stato paracadutato ¬†in Normandia, e aveva combattuto nel Pacifico e in Giappone, guadagnandosi delle onorificenze, ma beccandosi diverse ferite e uno shock traumatico che lo assiller√† per tutta la vita, con incubi notturni e flashback paurosi. Serling era ¬†un grande fumatore e il fumo lo port√≤ alla tomba con un attacco cardiaco nel 1975 a soli cinquanta anni. Tornato dalla guerra cominci√≤ ad interessarsi alla radio e alla televisione, Sono gli Anni Cinquanta e il mondo √® appena uscito dalla pi√Ļ tremendo conflitto della ¬†storia. La radio era gi√† attiva, ma la televisione in bianco e nero,¬† stava facendo i suoi primi passi. Presto Serling entra nella CBS, con l‚Äô ¬†intenzione di emulare il pi√Ļ anziano Norman Corwin, anche lui di origine ebraica. Dirige vari spettacoli e programmi finch√© approda a The Twilight Zone. Serling era stato pilota di guerra e questa esperienza lo aveva per sempre segnato, molti suoi episodi richiamano piloti ed aerei, e Twligt b. Zone nel gergo dei piloti ¬†sta per zona di confine, ossia √® quel punto ¬†durante l‚Äô atterraggio in cui il pilota perde ogni tipo di ¬†orientamento. Qualcosa che ci ricorda ¬†la storia della¬† Pattuglia Perduta e¬† degli Avenger dati per dispersi nel Triangolo delle Bermuda, Una storia che avrebbe potuto figurare magnificamente nel palinsesto di Ai Confini della Realt√†.

continua……………

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Il Fantastico in Rete

Rod Serling. Ai Confini della Realtà(2)

di

Salvo Gagliardo

 

¬†Serling viene da una Tv sociale, da una Tv che mostra i problemi della gente, il suo background √® fatto di gente comune, di American Life,di¬† aerei, di piloti, di boxer, di meccanici, di baristi, di addetti¬† ai ¬†distributori di benzina, ¬†di gente di colore, di tassisti. Ed √® a questa gente comune che accadono le cose pi√Ļ impensabili che li proiettano in mondi assurdi e alternati, e li mettono di fronte a paradossi, fatti di alieni o di capovolgimenti delle situazioni normali, di paradossi temporali che chiamano in causa le teorie relativistiche di Einstein. ¬†Che succede ad ognuno di noi se tornando a casa scopre che la casa non √® la sua, che la sua famiglia non √® la sua¬† e che rischia di essere arrestato come vagabondo o altro?¬† Sono situazioni classiche, situazioni da incubo, situazioni¬† alla Kafka,¬† di quegli anni affrontate da alcuni scrittori di fantascienza che la guerra aveva proiettato in altri mondi venuti fuori come da buchi neri prodotti dalla Bomba A o dai Campi di Sterminio! Sono gli anni in cui Philip Kindred Dick comincia¬† a scrivere storie simili fatte di labirinti infiniti a scatola cinese dentro cui il perfido demiurgo si diverte a gettare l‚Äô uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio. Ma sono anche gli anni del Mattino dei Maghi uscito in Francia nel ¬†1960¬† e che apriva la mente a nuovi spazi e paradossi dell‚Äô esistente che non poteva essere vissuto pi√Ļ con la tranquillit√† e la certezza del passato. Serling si serviva degli ammennicoli della fantascienza e del fantastico per denunciare i mali dell‚Äô americano medio afflitto dalla paranoia e dal consumismo, dal conformismo e impaurito dal comunismo. Sono anni in cui le tranquille cittadine americane mostrano in realt√† un sottofondo di bigottismo e conformismo se non di razzismo intolleranza. Usciti da una guerra vittoriosa sul ¬†¬†¬†¬†nazismo in Europa, gli americani si scoprivano ¬†anche loro un po‚Äô nazisti. Sono gli anni di George¬† Hoower¬† e della FBI, e sono anni in cui ancora nel sud si uccidono i neri. Ma sono anche gli anni di Kennedy e di Martin Luter King. Sono gli anni della Potenza militare americana. Gli UFO fanno capolino nei cieli a stelle e strisce e impauriscono la citt√† di Washington D.C., e Adamski si appresta a narrare la sua meravigliosa favola di Orthon, il Venusiano venuto dallo Spazio. ¬†Il Project Blue Book √® in azione, e il professor Hyneck studia gli strani fenomeni chiamati UFO. ,La NASA sotto¬† la guida di Werner von Braun si prepara a mandare gli uomini sulla Luna. All‚Äô inizio ogni telefilm durava non pi√Ļ di mezzora, il tempo giusto per costruire effetti e climax, e per risolverli nel¬† ¬†finale a sorpresa,¬† gli switching endings, che renderanno famosi tutti gli episodi della serie. Ma poi, i Direttori vollero che ogni episodio durasse un‚Äôora. Un tempo troppo lungo che costringeva il povero Serling ad un vero tour de force. Fatto sta che la ¬†prima serie o serie classica si chiuse nel nel 1964, in piena Guerra in Vietnam. Serling continuer√† a produrre programmi fantastici, storie gotiche e nere con puntate sull‚Äô Occulto. Un buon programma di questo tipo p talk show non pu√≤ fare a meno del paranormale, e Serling ha anticapo Larry King. Oggi le sue storie sono state raccolte in antologie e libri. Serling torna alla radio nel 1974. Negli ultimi anni √® tornato a New York ad Ithaca¬† come insegnate. E ha continuato a lavorare come script writer per Jacques Cousteau e Brian de Palma. E‚Äô morto a Rochester a cinquanta anni.

Where‚Äôs Everibody?, The Invaders, The Eye of The Beholder,¬† It‚Äô Good Live,¬† To¬† serve¬† Men,¬† I sing the body electric, Nick of time, Nightmare at 2000 feet, vengono generalmente considerati¬† fra gli episodi meglio riusciti. E‚Äôstata una serie mitica, quasi leggendaria, oggi ampiamente riproposta in DVD, e per la prima volta in Tv, un mezzo che si sa molto conforme¬† regole e canoni, si parlava di certe cose, dove l‚Äô uomo si faceva domande sulla sua vera identit√† e sulla natura del mondo e del potere, dove cominciava¬† a crescere l‚Äô industria della cospiracy, e dove lo strano e il¬† surreale diventavano oggetto di spettacolo televisivo, dove si cominciava a parlare di esperimenti off limits fatti dai laboratori governativi e dove il vecchio HP. Lovecraft si coniugava ai misteri della NASA e dello Spazio. Dopo seguiranno X Files e varie proposte televisive¬† di Steven Spielberg nel campo dell‚Äô Insolito, tra parentesi Spielberg deve molto anche a Serling di cui si √® nutrito quando era ragazzo nell‚Äô Ohio o in California. ¬†¬†Come ¬†scrittore di fantastico,io ¬†¬†ho voluto creare una nota su Serling¬† non solo per una certa nostalgia di quei ¬†tempi in cui anche io ero ragazzo , ma perch√© ritengo che c‚Äô√®¬† una dimensione per cui l‚Äô uomo non √® fatto, ma che attrae l‚Äô uomo magneticamente oltre la soglia, questa si chiama Mistero, ma il Mistero¬† ha il suo prezzo anche per l‚Äô uomo fatto ad Immagine di Dio. Per dirla con Serling‚ÄĚ Stai viaggiando attraverso un’altra dimensione, una dimensione non solo di immagini e suoni, ma di mente, un viaggio in una terra meravigliosa i cui confini sono quello della fantasia. Questo √® il cartello pi√Ļ avanti, la prossima tappa, la Twilight Zone.‚ÄĚ Grazie.Salvo Gagliardo.

 

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The UFO Romance

Globular Extraterrestrial Intelligence

by

Salvo Gagliardo

 

Sarebbe davvero fantastico, oltre che esilarante, ¬†che gli uomini si ostinassero¬† a scrutare gli Spazi in cerca di un proprio simile, ossia di ¬†un Essere¬† capace di ragionare come lui o ¬†con lui, o¬† di sragionare, anche questa √® una forma di ragionamento, e di comunicazione, ¬†quando quell‚Äô Essere¬† ce l‚Äô ha proprio ¬†sotto il naso! ¬†Questa mi sembra l‚Äô esilarante storia di un Alieno in visita occulta sul nostro pianeta, che per passare un po‚Äô di tempo si reca a vedere un film di fantascienza umano ¬†che parla di Alieni. Se √® capace di ridere, le sue risate dovrebbero giungere alle Stelle! Non so, da molti anni mi occupo di giungere a qualcosa di credibile ¬†speculando sulla possibile vita nella Spazio extraterrestre, e ogni volta ¬†vado a cozzare contro una immagine ricorrente, simile¬† ad un Archetipo, ¬†quella delle Sfere ¬†di Luce. Uno dei fenomeni pi√Ļ diffusi e meno controversi fra gli ¬†Oggetti Aerei ¬†Non Identificati. Dico meno controversi, perch√© l‚Äô esistenza di queste sfere √® ineccepibile, e confermata in assoluto dall‚Äô Imprimatur Scientifico. Niente da dire. Queste ci sono! Ma cosa sono? Nel mio lavoro di scrittore di fantastico mi sono sempre trovato a gettare gi√Ļ soggetti ed idee che per√≤ non ho poi ultimato ¬†in prodotti finiti, uno di questi √®, che gli uomini giungono ¬†¬†¬†a colonizzare un pianeta o un satelloide del o fuori del ¬†Sistema Solare, e dopo secoli o millenni di colonizzazione un fenomeno molto simile ai nostri UFO resta per la scienza e per gli abitanti irrisolto! Un racconto che sa di Stanislav Lem! Noi abitanti della Terra siamo di fronte a qualcosa di simile!

La storia degli ¬†Extraterrestrial Intelligence Globes , ossia delle Sfere Luminose, o meglio ancora pi√Ļ¬† universalmente note ¬†come Foo Fighter. ¬†si impose ¬†all‚Äô opinione pubblica, o meglio ai diversi Servizi di Sicurezza ¬†della Difesa, negli anni della ¬†2 World War. Varie ¬†sono le teorie sul nome con cui¬† sono stati chiamati,¬† Io ¬†qui riporto la pi√Ļ ¬†divertente. Sembra che un operatore radar della U.S.¬† Air Force ¬†¬†di nome¬† Donald Meyers, ¬†¬†si trovasse in missione di guerra , nel novembre del 1944. E che Donald fosse ¬†un appassionato lettore dei fumetti di Bill ¬†Holmann, e delle sue strisce ¬†che apparivano regolarmente ¬†sui giornali di ¬†quel tempo, e ¬†in cui si trovava la parola¬† ¬†Foo, un termine forse orientale ¬†ricavato da una cineseria ¬†del¬† disegnatore americano e che richiamava il fuoco. Quel ¬†novembre del 1944 il nostro uomo¬† si trovava ¬†¬†in missione, ed ¬†aveva visto una palla di fuoco di un forte colore rossastro ¬†inseguire l‚Äô aereo, sembrava che non volesse mollarlo e che ce ¬†¬†l‚Äô avesse con lui. Quando rifer√¨ la cosa al ¬†suo diretto superiore, Donald ¬†tir√≤ fuori dalla tasca un fumetto di Holmann e disse come se gridasse- Quello era un ¬†fottuto Foo Fighter! Fuckin Foo Fighter! Pi√Ļ tardi per una certa decenza forse, fu tolto il Fuckin e rest√≤ Foo Fighter! ¬†

E il fenomeno delle sfere di fuoco durante il secondo conflitto mondiale non pass√≤ inosservato,n√© venne minimizzato, tuttaltro, infatti in quegli anni le nazioni interessate al conflitto, ognuna per suo conto, avevano aperto dei dossier segreti sul fenomeno e istituito le prime Commissioni di Indagine sugli Oggetti Aerei Non Identificati. Oggi questo lo si sa per certo. Se quelle cose che inseguivano gli aerei come fantastici delfini non erano di ¬†fabbricazione americana, tedesca, inglese, francese, russa o altro, allora da dove venivano? E soprattutto, che cosa erano? Il fenomeno non rest√≤ isolato ma continu√≤ a manifestarsi in vari modi e in diversi posti della Terra. Non sto qui a farvene¬† la storia che potete trovare tranquillamente su Internet o sui libri, gli Archivi del pianeta sono pieni di avvistamenti di Sfere luminose di vari colori e grandezze che sembrano ¬†qualcosa di pi√Ļ di un semplice fenomeno naturale e meteorico. Vi sono luoghi in cui queste sfere si manifestano con frequenza, ma anche fuori, nello Spazio¬† cosmico sono state avvistate ¬†dagli¬† astronauti. Negli Anni ¬†Quaranta e Cinquanta furono oggetto di studio del dottor Lincoln La Paz, un esperto americano di meteoriti e fenomeni meteorici, La Paz fu anche coinvolto nell‚Äô affare Roswell. ¬†Ma va anche ¬†¬†ricordato un altro scienziato, il canadese Michael Persinger che ha a lungo esaminato ¬†gli effetti degli intensi campi magnetici sprigionati dagli UFO e dalla Sfere sul cervello umano. ¬†I Globi ¬†sono stati ¬†l‚Äô oggetto di studi di esperti di elettricit√†,¬† di ¬†fulmini globulari, e di sismologhi, ¬†cha hanno pi√Ļ volte notato la coincidente comparsa delle ¬†sfere e assieme ai terremoti.. Le teorie sono tante, e quelle dei plasmi stellari sono forse le pi√Ļ interessanti. Ma qui essendo uno scrittore aperto al fantastico sollevo una questione che riguarda le forme di vita presenti nell‚Äô Universo. Nessuno ci dice che queste forme aliene debbano necessariamente somigliarci, nessuno ci dice che la loro struttura organica debba essere simile alla nostra, e nessuno ancora pu√≤ radicalmente negare che proprio queste fantastiche sfere, o¬† almeno alcune di esse, essendo le altre generate da effetti spiegati naturalmente, e ¬†che si spostano ¬†con << intelligenza>>, non siano proprio alcune di queste forme di vita aliene giunte ¬†sul nostro pianeta in un lontanissimo passato,Ci fa piacere immaginare notti magiche ¬†straordinariamente stellate o notti nevose e glaciali in cui questi globi restano come sospesi¬† sugli alberi simili a Palle di Natale, o immaginare un possibile contatto ufficiale con Creature di Altre Stelle, preparato da un simile e fantastico spettacolo, forse i nostri antenati migliaia o centinaia di anni fa hanno assistito nel cuore delle Foreste e dei Boschi, o nei grandi deserti del pianeta, fra sabbie e cammelli, ¬†a spettacoli simili. Perch√© non pensare agli Angeli, ad una versione cosmica¬† di Angeli, e forse anche di Demoni, ¬†o ad ¬†antichissime forme di Intelligenze Extraterrestri. Cosa ¬†ne sappiamo quando ¬†e dove per la prima volta ¬†√® apparsa l‚Äô Intelligenza Cosciente nell‚Äô Universo? Cosa ne sappiamo delle ¬†prime forme di vita di questo Universo e delle ¬†prime forme di vita intelligente? Forse la fantasia corre sbrigliata, ma la possibilit√† che ¬†una¬† ¬†Intelligenza¬† Evoluta possa prendere l‚Äô aspetto ¬†di una Sfera non √® niente affatto cos√¨ remota o da escludere! Siamo ancora dei grandi provinciali e dei falsi sapientoni anche in questo! ¬†Grazie Salvo Gagliardo.

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Taccuini di Fantastika 

Una Fantasia Cosmica

di

Salvo Gagliardo

 

Soffermarci a considerare la Vastità dell’ Universo ci spaventa. Ogni giorno gli Astronomi estendono i suoi confini anche nel tempo oltre che nello spazio. Si parlava di 10 miliardi di anni poco tempo fa, oggi si è arrivati a quindici , domani si estenderà questo limite e forse l’ Universo in cui abitiamo ci apparirà  vecchio di venti o trenta miliardi di anni, Una cifra per noi incalcolabile, e davvero autenticamente astronomica.

La quantità di stelle e di galassie in esso contenute  è davvero impensabile, inimmaginabile e incalcolabile, la matematica ci viene incontro e ci estrapola delle quantità ma sono solo calcoli astratti e approssimativi! Ricordo che solo qualche anno addietro i libri contavano 100 milioni di stelle nella nostra Galassia, oggi si parla di miliardi di stelle!

Eppure noi esseri umani non riusciamo soltanto ad immaginare cosa pu√≤ esserci l√†, e continuiamo a ritenerci singolarmente unici in questo Universo! Siamo decisamente ancora affetti da una forma di provincialismo¬† antropocentrico. Carl Sagan un giorno parl√≤ di sciovinismo antropocentrico!¬† Ma cerchiamo ora ¬†di capire un po‚Äô la nostra ¬†storia per immaginare qualcosa che ci¬† trascende e che va oltre ci√≤ che la nostra piccola mente pu√≤ riuscire solo vagamente ad immaginare! La vita appare in un pianeta di un Sistema Stellare, nel nostro caso il Sole. Vi sono altri pianeti attorno, ma noi ancora non sappiamo con precisione se l√¨ c‚Äô√® vita e che tipo di vita. Da questa molteplicit√† di vita nel nostro pianeta si fa avanti per una misteriosa legge evolutiva un’unica specie, l‚Äô uomo, capace di guardare all‚Äô Universo con occhi diversi e di progettare viaggi che possano portarlo ¬†da pianeta ¬†all‚Äô altro, da una stella all‚Äô altra. Sembra che nel nostro, sulla Terra, siamo una specie unica, non ci sembra che altre specie abbiano iniziato questo cammino evolutivo, ma possiamo ipotizzare che¬† in altri sistemi stellari le specie possono essere anche pi√Ļ di una! Noi quindi siamo figli del pianeta che ci ha generato e in questo siamo perfettamente adattati, poi siamo anche figli della Stella o delle Stelle la cui luce e i cui effetti permettono alla vita stessa ¬†di esistere. Se un giorno troveremo vita sugli altri pianeti con questa condivideremmo il Sole! E quindi avremmo qualcosa in comune! Sappiamo che non √® possibile abbandonare il pianeta di origine senza una adeguata conoscenza e senza le adeguate tecnologie,per cui abbiamo dovuto attendere circa due milioni di anni affinch√© anche il pi√Ļ piccolo progetto di viaggio estraplanetario potesse minimamente realizzarsi. Ma la nostra immaginazione non ci fa escludere che Dio nella sua infinita grandezza abbia progettato Creature capaci di viaggiare naturalmente attraverso lo Spazio, forse creature a forma di sfere o di luce o altro? Ne incontreremo? Gli Angeli?

Per una legge naturale, la vita sorta in un pianeta conosce delle grandi ¬†¬†difficolt√† fuori dalla sua zona di origine. Si richiedono speciali¬†¬† ¬†cautele e molte conoscenze. Poi giunge il momento di potere quasi senza rischi allontanarsi dal proprio pianeta per esplorare prima i pianeti vicini e poi quelli pi√Ļ lontani e se il caso colonizzarli. Operazione sempre pi√Ļ difficile che richiede da parte della specie interessata un alto livello di sviluppo ¬†e di evoluzione. Ed ecco questa specie portarsi fino ai confini del proprio sistema stellare, forse ha incontrato altra vita diversa, forse no, forse ha scoperto tracce di civilt√† diverse dalla sua nel Sistema Stellare, o forse no. Forse si √® imbattuta in manufatti strani o in strani veicoli che fanno pensare ad una precedente civilt√† o a qualche civilt√† aliena. E infine, dopo secoli o millenni di sviluppo. Questa specie √® finalmente¬† pronta a decollare per le altre stelle. Ma ¬†per farlo si richiede una lunga evoluzione, un sempre maggiore livello di sviluppo e di conoscenze. Impiegher√† forse secoli per questo, ma alla fine pu√≤ esplorare le stelle attorno. Ha inizio una nuova grande avventura ma nel nostro caso, la specie che le d√† avvio, ossia l‚Äô uomo, non √® pi√Ļ quella di partenza, sono passati secoli o millenni. E ¬†quando ¬†l‚Äô uomo potr√† lasciare la sua Stella ¬†sar√† molto diverso da quello che √® ora! La sua struttura organica gli permetter√† di affrontare questa avventura? I nostri scrittori di fantascienza si sono sbizzarriti a trovare ogni tipo di soluzione ¬†a questo problema, ma nessuno ci ha veramente fatto capire che ogni ¬†specie √® profondamente e quasi radicalmente legata alla stella che l‚Äô ha fatta nascere! E che per ¬†affrontare la sfida di nuove stelle si richiede un grado di evoluzione che noi attualmente siamo lontanissimi dall‚Äô avere raggiunto! Ma altre ¬†civilt√†, altrove, e ¬†molto pi√Ļ antiche della nostra possono esserci riuscite! Se applichiamo questo schema generale alle infinite combinazioni che ¬†l‚Äô Universo nella sua complessit√† offre resteremmo davvero sbalorditi! E la nostra piccola storia personale di piccola¬† specie evoluta ci sembrer√† davvero marginale! quasi insignificante! Oggi che parliamo di Alieni o altro, Vi invito a queste considerazioni, e all‚Äô impossibilit√† fino ad oggi per noi di concepire una Creatura Aliena molto pi√Ļ avanti di noi nell‚Äô Evoluzione! Si va oltre Alice nel Paese delle Meraviglie! Le combinazioni possibili in altri Sistemi Stellari sono infinite, Sistemi con tre o quattro stelle, con dieci,cento, mille pianeti ruotanti attorno a diverse stelle, stelle per noi inconcepibili, buchi neri, stati di singolarit√†. Questo l‚Äô Universo in Evoluzione in cui anche noi piccola specie, anche noi evolutiva, viviamo. Sapremo capire cosa c‚Äô√® davvero Oltre e cosa ci aspetta? Salvo Gagliardo.

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UFO Romance

A strange Story: The Roswell Texas.

Cosa accadde quel mattino del 19 aprile 1897 ad Aurora, TX?

Dedicato a HP. Lovecraft & a Ambroce Bierce,  e scritto da Salvo Gagliardo.

 

Sembra di leggere qualche raccapricciante e fantastico racconto dell‚Äô americano HP.Lovecraft di Providence Rhode Island, o qualche pi√Ļ moderna storia di Stephen King sull‚Äô invasione da parte di Alieni di una qualche cittadina rurale del New England, solo che qui non siamo nel New England, caro ai due scrittori di fantastico, ma bens√¨ ad Aurora, una piccola cittadina a nord del Texas, e il tempo considerato √® il XIX secolo, e precisamente il 1897. Chi ha dimestichezza con i racconti di HP. Lovecraft posso¬† indirizzarlo sullo splendido The Colour out of Space, Il Colore venuto dallo Spazio,ma qui sono in gioco anche altre suggestioni che rimandano persino a Jules Verne.

Nel XX secolo molte persone appassionate di UFO e di Flying Saucers, sono andate a spulciare nelle emeroteche dei quotidiani degli U.S. del XIX secolo ed hanno scoperto che gli anni 1896-1898 gli Stati Uniti ¬†sono stati interessati da uno strano fenomeno, i cieli degli U.S. sembrarono ospitare qualcosa di molto insolito per quei tempi, a proposito, se volete potete dare anche un‚Äô occhiata a Hans Pfaal-A Tale, di Edgar Allan Poe! Fatto sta che furono viste molte volte strani oggetti volanti sorvolare soprattutto il West Coast e il Middle West. Somigliavano a giganteschi dirigibili, ma forse non lo erano perch√© rispetto a questi avevano qualcosa di pi√Ļ e di strano. Sembravano dei giganteschi sigari sospesi in aria, o anche qualcosa d‚Äô altro, furono chiamate aeronavi in tempi in cui i fratelli Wright erano da venire, io le ho chiamate le astronavi di Jules Verne. E‚Äô possibile che qualche geniale e fantasioso americano le avesse costruite nel giardino di casa, ¬†o nel proprio box, i dirigibili esistevano in quel tempo, anche se lo Zeppelin sarebbe apparso nel secolo successivo ed era tedesco. Ma c‚Äôera qualcosa in pi√Ļ, qualcosa di inquietante e di fantastico. C‚Äôera qualcosa che faceva pensare a navi giunte da un altro mondo pi√Ļ che agli abili e riusciti tentativi di un meccanico a stelle e strisce. Volavano stranamente e spesso raggiungevano velocit√† per allora impensabili! Apparivano e sparivano per poi riapparire in un gioco di inganni e di suggestioni. Furono ¬†in molti a vederli, e i cronisti del tempo spesero parecchio del loro inchiostro. Avvolte i loro piloti apparivano o erano gente come noi, vestiti da comandanti di aeronavi e avvolte salutavano benevoli con la mano, altre volte planavano e scambiavano quattro chiacchere con chi aveva avuto la fortuna di vederli, ma altre volte lassopra a bordo c‚Äôera gente che aveva qualcosa di diverso, in ogni caso non sembrava umana. Questo √® quello che si legge nelle vecchie cronache degli Stati Uniti, su quei vecchi giornali ingialliti dal tempo. La gente sembrava elettrizzata o divertita¬† da quelle fantastiche apparizioni, finch√© un giorno‚Ķ

E‚Äô l‚Äôalba del 17 aprile 1897, e ad Aurora,TX, ¬†la luce stenta ad affermarsi sul buio della notte. La cittadina ¬†√® un piccolo centro country nel North Texas. Aurora oggi come ieri √® un vecchio centro tuffato dentro sterminati campi gialli e verdi dove pascolano buoi e cavalli, e altri animali da cortile. In¬† cielo le nuvole si inseguono veloci, mentre in terra si susseguono campi, alberi, mandrie ¬†di buoi e qualche fattoria cascante. Un tempo si estendevano a vista le piantagioni di cotone e forse di mais. La terra √® in parte secca e in parte umida ed √® da sogno vederla sotto la luna piena in estate, sembra lo scenario giusto per un¬† racconto di Faulkner o di Steinbeck, o la scenografia di un film di John Ford. E‚Äô la vecchia terra dei pionieri, il mitico¬† Texas dei cow boy con le vacche al pascolo, con¬† i carri, i cani, le galline e dietro qualche masso un serpente a sonagli che si gode il fresco. Roswell meno di un secolo dopo non sarebbe stata molto diversa. Al tempo dei fatti e in quell‚Äô alba del 17 aprile, Aurora era ancora una citt√† del West, situata sulla Old Chilsom Trail, ossia sulla strada che aveva portato le ¬†carovane dei pionieri ¬†verso l‚Äô ¬†Ovest. Una citt√† del sud che aveva conosciuto la Guerra Civile e che contava quindici saloon per giocare e divertirsi, una piazza ed una fiera di bestiame rinomata in tutto il TX. Ma questa citt√† avrebbe rischiato di divenire una citt√† fantasma, con i saloon vuoti come le case, e le strade praticate solo da qualche gallina e qualche cane. Ma in quel 17 aprile 1897 c‚Äô√® anche¬† qualcosa che non va, infatti come in una sceneggiatura, uno script¬† ¬†che si rispetti, l‚Äô arrivo di un mostro alieno dal cielo √® segnato da epidemie e strani eventi che vengono annotati ¬†nei registri di Aurora, √® quello che ha scoperto chi ¬†√® andato a scartabellare in questi registri comunali e nelle vecchie cronache, infatti sembra che la citt√† fosse stata colpita da qualche calamit√† epidemica¬† ¬†che aveva rovinato il raccolto di cotone e da un gigantesco ¬†incendio che aveva bruciato una parte della citt√†. Nuove epidemie, come quella di tifo, avrebbero continuato a colpirla facendola sempre pi√Ļ ¬†una citt√† maledetta e assottigliandone il numero di abitanti. Oggi Aurora conta circa 300 abitanti di cui molti vecchi, allora al tempo del fatto ne contava circa 3000!

E ¬†veniamo a quell‚Äô alba. Era ancora notte. Ma qualcuno vide nei cieli e sui campi di Aurora qualcosa, una¬† specie di sigaro gigantesco, forse, o un dirigibile alquanto strano o forse un Disco Volante, ma allora nessuno poteva chiamarlo cos√¨. Sono i piccoli Charlie Stevens e ¬†Mary Evans a vederlo, allora rispettivamente di dieci e quindici anni. ¬†Lo descrisse¬†¬† E.E.Haydon nel suo articolo apparso sul Dallas Morning News del 19 aprile. Oggi reperibile. Ma Haydon godeva fama di essere un gran burlone! Non sappiamo se la cosa si era fatta viva altre volte in quei giorni. Forse! L‚Äô oggetto sembra in difficolt√† e procede lentamente e troppo in basso per non destare apprensione e infine si scontra e precipita su una collina a nord di Aurora, e ¬†su un mulino a vento, il mulino del giudice J.S. ¬†Proctor, ¬†vicino ad un pozzo, distruggendolo, distruggendo il giardino vicino e ¬†distruggendosi. Il boato deve essere stato atterrente in quella notte e poi le fiamme che si sono subito ¬†alzate dal colle. L‚Äô intera Aurora deve essersi svegliata e deve essere accorsa sul posto in fiamme. Forse ancora immerso in uno strano bagliore.¬† Anche i genitori di Charlie e di Mary si sono¬† messi in marcia. E giunti sul posto vedono il mulino totalmente distrutto, il pozzo semidistrutto, assieme al giardino del giudice e agli alberi,¬† e ¬†a terra i frammenti ancora fumanti ¬†della cosa. Ce ne saranno stati parecchi e forse parecchi abitanti ¬†di Aurora se li saranno messi in tasca e ¬†portati a casa. La storia di Roswell si ripete, per√≤ all‚Äô indietro nel tempo. Qualcuno oggi si domanda perch√© Aurora sia diventata una zona battuta dall‚Äô esercito! Ma c‚Äô √® a terra anche qualcosa d‚Äô altro , qualcuno pensa che sia il pilota, e cerca di soccorrerlo, ma questo appare dilaniato e irriconoscibile, per√≤ una cosa √® certa, quell‚Äôessere¬† non era di questo mondo, not this Word. Almeno √® quello che pensa T.J. ¬†Weems, il telegrafista ufficiale ¬†del Governo, che gode anche fama di essere un appassionato di astronomia. Lui √® sicuro che quello viene da Marte, √® un Marziano, forse uno di quelli descritti dall‚Äô allora giovanissimo scrittore inglese George Herbert Wells. Quegli antichi pionieri e figli di pionieri eredi di quaccheri e puritani,¬† decidono quindi di dargli una¬† sepoltura rispettabile e vengono anche letti dei passi della Bibbia. Lo seppelliscono nel loro cimitero che stranamente si chiama Masonic Cemetery! E‚Äô quanto mai singolare e fantastico ¬†che l‚Äô unico alieno registrato nei ¬†cimiteri di tutto il mondo, sia ospite di un cimitero massonico! Dove riposano i Randall, i Beauchamp, i Rowlett,le vittime del tifo,i morti della Guerra Civile, quelli della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, quelli della Corea e quelli del Vietnam!¬† ¬†Ma c‚Äô√® chi sembra saperla pi√Ļ lunga e nelle leggende che si sono costruite con il tempo, leggende e storie da narrare ¬†davanti ¬†al fuoco di un camino o davanti alle ¬†fiamme di un bivacco notturno, sembra che addosso o vicino ¬†allo straniero, siano state trovate delle carte, forse un diario di viaggio scritto in geroglifici incomprensibili. E qualche altro aggiunger√† pi√Ļ tardi di avere trovato uno strano medaglione con degli strani segni, fatto di uno strano materiale e forse appartenuto alla straniero. Gli abitanti quindi danno sepoltura alla creatura e mettono nella sua tomba parte della sua nave distrutta, il resto lo scaricano nel pozzo ormai inservibile. E dopo lo strano articolo del Dallas Morning News, la faccenda del Marziano e dell‚Äô aeronave di Aurora sembra cadere nel dimenticatoio. Ma Aurora √® sempre pi√Ļ in difficolt√† da quando la ferrovia non passa pi√Ļ da quelle parti e un‚Äô altra epidemia alla fine del secolo decima i suoi esigui abitanti. Bisogna aspettare il maggio del 1973, perch√© quella strana storia di campagna, ¬†torni alle cronache del mondo!

…….continua.

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Hollywood & Alieni

I Bambini di Adolf Hitler

The Midwich Cuckoos

Di

Salvo Gagliardo

 

Nel 1957 in Inghilterra usciva un romanzo che avrebbe conosciuto un certo successo,  The Midwich Cuckoos, un romanzo di fantascienza scritto da John Wyndham, uno scrittore già noto per Il Giorno dei Trifidi. Il Cuculo a cui si    riferisce il titolo, è un uccello che ha come abitudine quella di depositare le uova in un nido non suo.

Il libro era costruito su un tema affascinante, quello dell‚Äô Invasione Aliena, un tema molto ricorrente in quegli anni di dopoguerra e di guerra fredda. Ma l‚Äô abilit√† dello scrittore aveva fatto s√¨ che ad invadere la Terra fossero dei bambini, non pi√Ļ le dolci creature della tradizione letteraria, ma bambini killer, dei veri bambini psicopatici ed assassini. La storia degli Intruders era talmente piaciuta che qualche anno dopo, una casa di produzione inglese ne aveva ricavato la sceneggiatura di un film che aveva affidato alla regia di un regista tedesco, Wolf Rilla. The Village of The Damned era uscito nelle sale nel 1960, e nel cast contava l‚Äô ottima prestazione dell‚Äô attore ¬†inglese George Sanders, ancora smagliante che interpretava la parte del maturo professore Gordon Zellaby. Sostanzialmente l‚Äô impianto del libro era stato strettamente rispettato. E la situazione fantastica e da incubo si dispiegava in un climax in crescendo molto credibile ed abbastanza godibile. Naturalmente ci fu chi si indign√≤ per l‚Äô assoluta cattiveria dei bambini alieni del tutto ¬†simili a dei piccoli nazi tedeschi allevati dalla giovent√Ļ ariana. E naturalmente c‚Äô√® chi si indign√≤ per il fatto che i bambini erano stati messi al mondo in modo misterioso, per partenogenesi, cosa che non poteva non¬† ricordare la nascita di Ges√Ļ. La storia √®¬† questa. In un villaggio inglese, Midwich, all‚Äô improvviso si verificano degli strani eventi che sembrano precipitare la tranquilla cittadina inglese in ¬†un buco nero o in una strana ¬†singolarit√† della ¬†fisica, cominciano ad accadere strane cose e strani incidenti, mentre l‚Äô intera cittadina sembra posseduta o dominata ¬†da qualche forza sovrannaturale. Fatto sta che dopo due mesi da quegli strani fatti, molte¬†¬† donne di Midwich mettono al mondo dei figli contemporaneamente, e tutte le nascite hanno molto in comune, non solo le date ma anche la struttura fisica dei bambini. Tutti sembrano ¬†quasi eguali, sebbene ci siano maschietti e femminucce, e hanno tutti in comune i capelli molto biondi e quasi bianchi, una carnagione chiara e quasi argentata, e gli occhi di un azzurro acquamarina dagli strani riflessi, tutti sono di taglia considerevole e presto cresceranno rapidamente cos√¨ che a tre anni sembrano avere nove o dieci anni. E‚Äô chiaro che nessuna delle ragazze di Midwich ammette di avere avuto delle relazioni in quel periodo, e questo solleva per un po‚Äô un vero vespaio. Ma presto accadono delle cose ancora pi√Ļ inquietanti, perch√© quegli strani esseri¬† che sembrano tutti eguali, che vestono tutti nello stesso modo¬† a met√† boy scout e a met√† figli della giovent√Ļ hitleriana e ¬†ariana, rivelano strani poteri mentali. Sono fra di loro telepatici e formano psichicamente una Entit√† Gruppo, e hanno uno strano potere sulla mente degli abitanti di Midwich. Poich√© si verificano strani incidenti e strane morti. ¬†il Governo comincia ad interessarsi a loro e affida ad un anziano professore della cittadina, il compito di indagare sulla loro vera ¬†natura. Gordon Zellaby apprende cos√¨ che i fatti accaduti a Midwich non sono unici, ma che in altre parti del pianeta √® successa ¬†la stessa cosa, In Russia, ad esempio, in Siberia e in Mongolia, ma qui i bambini sono stati eliminati o sono morti. Intanto gli Alien Childrens, si danno da fare per dimostrare a tutti ¬†la loro pericolosit√† e potenza, provocando morti ed incidenti e spingendo gli abitanti ad autodistruggersi, ¬†in un climax ¬†in crescendo da incubo. Finch√© Zellaby decide che √® giunto il momento di eliminarli come in Russia servendosi di una bomba atomica.¬† Ma i bambini sono telepatici e leggono nella mente degli altri, bisogner√† quindi creare una barriera ¬†mentale impenetrabile per evitare che scoprano i progetti del professore e degli umani. Alla fine Zellaby avr√† la meglio e i bambini vengono distrutti dalla bomba. Non senza il dolore ¬†del vecchio professore, che √® anche ¬†nonno di uno di loro e che ¬†muore sacrificandosi, assieme a i bambini alieni. Il film √® quindi una lotta tra il professore che cerca di entrare nella mente degli Alieni e questi che cercano di distruggere coloro che vogliono distruggerli, con ¬†poteri ignoti agli umani. E‚Äô un bel film di paranoia aliena, in anni in cui questa paranoia circola facilmente soprattutto negli Stati Uniti.

Ed √® in America, che nel 1995, il mitico regista di horror e fantascienza, John Carpenter, riproporr√† un remake del film di Rilla e del romanzo di Wyndham. Stavolta per√≤ Midwich √® una tranquilla cittadina della California e al posto di George Sanders e del vecchio professore, c‚Äô √® il giovane ed affascinate Christopher Reed, nella parte del professor Alan Chafee. Coincidenza vuole che sia Reed che Sanders moriranno tragicamente, Sanders suicida e Reed a causa di una brutta caduta da cavallo! L‚Äô impianto generale del lavoro viene rispettato, ma rispetto al film precedente le scene di violenza che vedono i giovani alieni bambini all‚Äôattacco, decisi ad impiantarsi sulla Terra e forse a colonizzarla, sono pi√Ļ forti, con vari effetti speciali. La loro stranezza e la somiglianza con piccoli nazisti ariani, biondi e spietati, √® resa pi√Ļ spettacolare, e tutti ricordano i loro occhi di cobalto che si accendono mentre la loro mente sta spingendo i loro nemici a danneggiarsi e ad uccidersi. Il contrasto tra graziosit√† infantile e spietatezza criminale qui √® molto forte e ben reso. E quella maschere gradevoli di bambini biondi dagli occhi dorati, tutti vestiti nello stesso modo come piccoli collegiali, rivela una profondit√† aliena e mostruosa nascosta dietro la loro maschera di innocenza, ¬†ma che¬† si mostra nel suo assoluto ¬†grottesco alieno, ¬†¬†nel feto morto ¬†che viene conservato dalla dottoressa Susan ¬†Vermeer per degli esperimenti. Quella creatura oggi si chiamerebbe un grigio. Ma in questo film la storia acquista nuovi aspetti, infatti David che √® uno dei bambini e il partner vivo dell‚Äô altro nato morto, √® l‚Äô unico a rivelare dei sentimenti umani e una sensibilit√† al dolore per ¬†la perdita ¬†del fratellino, ed √® quello che alla fine si salver√† dalla distruzione operata con la bomba da Allan che morir√† come nel precdente film immolandosi, mentre David e la madre Jillian andranno a abitare ¬†in un‚Äô altra citt√†. Il film oltre ad¬† essere un bellissimo¬† esempio di movie sui mutanti, anticipa o comunque rafforza alcune tematiche contattiste ¬†circa gli UFO e le visite aliene. Sarebbe una bella storia per Roswell‚Äôs¬† ¬†crash!¬† Grazie

 

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The Body Snatchers e The Pod  Pople.1

Kafka in  Hollywood

L’ Invasione degli Ultracorpi

 di Salvo Gagliardo

 

Qualche anno fa ho letto un racconto di Philip Kindred Dick, si intitolava¬† The Hanging¬† Stranger, e narrava una storia paranoide¬† alla Phil¬† Dick, una bella storia folle e persecutoria di un grande maestro di letteratura fantastica, forse uno dei pi√Ļ grandi. La storia somigliava in modo marcato ad un romanzo che sarebbe uscito qualche anno dopo, sto parlando degli Anni Cinquanta, The Body¬† Snatchers, che in Italiano suona pressappoco, L‚Äô Invasione degli Ultracorpi. Il suo scrittore era Jack Finney. Un buon lavoro narrativo di fantascienza, che sarebbe stato seguito¬† in breve da un film che, anche se non √® stato considerato un campione di incassi, rester√† nella storia del cinema come uno delle migliori ¬†storie di fantascienza di quegli anni e segner√† in tal modo il cammino ¬†fino ai giorni nostri, cos√¨ da avere ¬†ben quattro remake. si tratta di nuovo¬† di Body Snatchers¬† del regista Don Siegel. Il film veniva programmato negli USA¬† nel 1955. La storia narra di un dottore, Miles Bennel, e della sua fidanzata, Becky Driscoll, di una cittadina della California, chiamata Santa Mira, e di strani fatti che vi accadono. Siamo negli Anni Cinquanta in America.

Gli attori sono vecchie glorie del passato oggi quasi dimenticate, come Kevin Mc Carthy nei panni del dottor Bennel. Il film è  un film a basso budget e la sua gloria o il suo pregio consiste in questo, niente effetti speciali, niente diavolerie Hollywoodiane, niente trucchi, tutto pesa sul bianco e nero della pellicola, sul climax magnifico, sulla sceneggiatura e naturalmente sulla recitazione. La storia comincia in flashback con il dottor Bennel ricoverato in una clinica mentre fuori  di sé  racconta al dottor Hill quello che secondo lui sta accadendo a Santa Mira, e quello che forse accadrà al mondo, è inutile pensare che il dottor Hill e l’ ospedale compresa la polizia  considerino   Bennel un pazzo. Come si può credere ad un uomo che ti racconta che Entità Aliene  sono giunte dallo Spazio  sulla Terra viaggiando fra le stelle sotto forma di spore o baccelli e che precipitati  su Santa Mira riescono a duplicare gli abitanti uno per uno nel sonno e a distruggere gli originali! Un vero e proprio delirio paranoico! Eppure, è la storia che ha appena vissuto Miles Bennel ed è quello che sta raccontando in modo esagitato.

Chi vi vuole vedere nel film un labirinto kafkiano non andrebbe lontano. Le stesse angosce sulle realt√† ultime. Ma c‚Äô√® di pi√Ļ perch√© il tema di questa bella fiction centrata sull‚Äô Invasione¬† Aliena della Terra, √® la Metamorfosi, la trasformazione dell‚Äô umano, lo stesso tema del racconto di Kafka. Il film presenta i primi androidi della storia del cinema, i primi replicanti, e alla fine √® un bel prodotto fantastico sul dopplenganger o il doppio, o la doppiezza umana. Come sempre la vera natura di questi film √® l‚Äô esplorazione dell‚Äô uomo e dei suoi limiti in basso quanto in alto. Ci si chiede forse inconsapevolmente che se l‚Äô operazione degli Alieni fosse alla fine riuscita, il mondo ne avrebbe guadagnato o perso, o se la sostituzione del vecchio uomo non √® inevitabile da parte di Alieni Evoluti¬† e Macchine, protesi o altro. Se l‚Äô era chiesto anche Dick. Tutto¬† sommato niente √® cambiato a Santa Mira, tutti sono soddisfatti e svolgono il loro lavoro con precisione, ma si presume che una civilt√†¬† di replicanti sia fredda, senza sentimenti, nazistoide, impietosa verso le debolezze umane,la fiction comincia con la polizia in azione e continua con i poliziotti che fanno la multa al povero Bennel. Il medico che dovrebbe curare in realt√† appare uno sciocco che cerca di capire o un¬† retr√≤, e quindi un insano. Finisce infatti in un manicomio. C‚Äô√® in tutto¬† un involontario quadro di¬† conservatorismo allarmante, non dimentichiamo che il film √® stato realizzato nell‚Äô Era di Mc Carthy¬† e della¬† Caccia¬† alle streghe, comuniste! E il film getta un allarme sul conformismo¬† di un societ√† molto socializzata e stereotipata, come¬† √® quella americana. Queste atmosfere¬†¬† e gioco di doppiezza,¬† di vero e di falso, √® bellissima in questo vecchio film, e alla fine l‚Äô unico a non stare al gioco √® Kevin Mc Carty! Perch√© non sappiamo neanche quanto la sua donna, la bella Dana Winter, o Becky Driscoll non¬† stia recitando come gli altri¬† una commedia, prima di essere del tutto duplicata, mentre nelle cantine delle case e nelle serre i baccelloni si preparano a sostituire l‚Äô intero pianeta.

Santa Mira √® una tranquilla cittadina americana degli Anni Cinquanta della California, tutto sembrerebbe andare per il solito verso quando arriva il dottor Bennel diretto verso il suo Laboratorio Medico, Tutto¬† OK per questo giovane dottore innamorato di una bella ragazza del luogo e ricambiato,Becky Driscoll, Dana Winter.¬† Miles ha un buon amico in Jack Belicec ¬†e la moglie. Ma le cose non sembrano andare cos√¨ lisce, e via via in un climax da incubo alla Kafka, Bennel deve scoprire che qualcosa comincia a non andare nei cittadini della tranquilla citt√† californiana. I suoi pazienti accusano strani disturbi e fanno racconti strani sui loro congiunti che hanno cominciato a comportarsi cos√¨ stranamente da essere radicalmente mutati. A Santa Mira sta accadendo qualcosa in profondit√†, pi√Ļ che nell‚Äô apparenza, perch√© come sempre la gente √® cortese e va al lavoro ogni mattina, fa la spesa e cura il giardino. Ma non √® cos√¨. Persino Becky gli racconta strane storie su suo padre . Allora Bennel si reca ¬†da un collega. Lo psichiatra, il dottor ¬†¬†Dan Kauffman, che lo rassicura che i suoi pazienti sono affetti da una forma ¬†di psicosi e ¬†di isteria¬† collettiva. Ma dietro l‚Äô apparenza della normalit√† le cose stanno precipitando a Santa Mira, finch√© un giorno Frank l‚Äô amico non lo invita ¬†allarmato¬† a casa

Continua…………….

 

 

 

 

 

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UFO Hollywood

Klaatu Barada Nikto.Il Mondo  non sarà distrutto

Ultimatum alla Terra.1

Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.

di  Salvo Gagliardo

 

Il 19 e il 20 luglio del 1952 la citt√† di Washington D.C. fu oggetto di interesse di un una pattuglia di UFO che sorvolarono la Capitale, l‚Äô Aeroporto e la Casa Bianca scatenando l‚Äô interesse e il panico della citt√† pi√Ļ importante d‚Äô America. Il 1952 resta anche noto per l‚Äô incontro del contattista americano George ¬†Adamski con l‚Äô uomo stellare venuto dal pianeta ¬†Venere, Orthon. ¬†E sembra quasi una strana coincidenza che l‚Äô anno prima sia uscito nelle sale d‚Äô America il film¬† The Day the earth stood still, del¬† regista Robert Wise, e¬† che ¬†con una pessima traduzione fu chiamato in Italia, Ultimatum alla Terra. Un film vecchio ma che rester√† nella storia del cinema anche per‚Ä̬† Klaatu Barada Nikto‚ÄĚ , una sorta di codice vocale ¬†comprensibile ad un Robot, e pronunciata dall‚Äô eroina della storia alla fine del film ¬†e che salver√† la Terra dalla distruzione totale. Oggi fra i patiti di fantascienza e di film di fantascienza quella frase ha ancora un valore mitico.

La storia √® questa. Un Disco Volante dopo aver sorvolato la Terra attraversa il cielo di Washington D.C. una mattina come le altre e atterra direttamente nel giardino del Presidente, dentro l‚Äô ampio¬† Parco della Casa Bianca.¬† L‚Äô oggetto √® stato tenuto attentamente ¬†d‚Äôocchio dalla Difesa cos√¨ che prestissimo si genera¬† un mobilitazione generale che porta esercito¬† e cittadini nella zona dove √® atterrato il Flying Saucer misterioso. Ormai tutta l‚Äô America sa quello che sta accadendo. Un fenomeno simile sar√† stato ¬†molte volte immaginato e sognato dagli appassionati¬† di Dischi Volanti, e c‚Äô√® chi oggi ¬†sostiene che ¬†sia gi√† avvenuto al tempo della presidenza¬† Eisenhower. Dall‚Äô oggetto esce una strana creatura assai simile ad un uomo con una tuta¬† ed un casco. Si avvicina ai soldati per¬† consegnare qualcosa, ma i soldati fanno fuoco e lo feriscono. Dall‚Äô astronave esce un‚Äô altra creatura, un gigantesco robot di nome Gort che con un raggio micidiale¬† disintegra le armi dell‚Äô esercito e manda in polvere i loro mezzi corazzati. La creatura ferita ¬†viene trasportata dall‚Äô esercito in un ospedale militare. Qui la vediamo con abiti terrestri¬†¬† e senza casco a colloquio con il segretario del Presidente degli Stati Uniti. E‚Äô l‚Äô attore ¬†Michael Rennie a prestargli il suo aspetto fisico alto, longilineo, segaligno ¬†e scarno. La creatura dice di chiamarsi Klaatu e di venire ¬†da un pianeta extrasolare per leggere un ¬†Messaggio di pace¬† agli uomini, ma se il Messaggio non verr√† letto, allora Klaatu distrugger√† la Terra. ¬†E‚Äô un bel film sull‚Äô Angelo Distruttore mandato da Dio. E¬† Michael Rennie si presta bene alla parte con il suo viso lungo e ossuto. Ma chi accoglier√† quest‚Äô angelo che fugge dal‚Äô ospedale, un gioco da nulla per lui? Sar√† Helen Benson, Patricia Neal, una bella signora ¬†che gestisce una pensione a Washington D.C. ,una ¬†vedova di guerra il cui marito √® morto nella 2 Word War, e riposa ad Arlington, fra i caduti. Ma l‚Äô Angelo non si presenta come Klaatu, l‚Äô Uomo venuto dalle Stelle o come l‚Äô Angelo Vendicatore, ma come un ¬†mr. Carpenter.Nella pensione si ¬†parla del Disco Volante, e non sono in pochi a pensare che si tratti di qualche diavoleria sovietica dei comunisti. Ma in¬† casa ¬†c‚Äô√® anche Bobby, il figlio di Helen con cui Klaatu stringe¬† subito amicizia, anche lui √® eccitato dalla novit√† della nave spaziale ferma davanti la Casa Bianca. E una mattina i due fanno una passeggiata proprio l√†. Fra gli¬† spettatori che commentano quello strano fatto, Lui. l‚Äô Angelo se la ride, se dicesse chi √® forse fuggirebbero o si metterebbero a ridere. E poi una sosta patriottica davanti al Lincoln Memorial e alla statua di Abramo Lincoln. Klaatu legge qualcosa scolpito in¬† eterno, √® il Discorso di Gettysburgh, il pi√Ļ solenne¬† e storico pronunciamento di un capo di Stato per un americano. Al ritorno i due¬† passano dalla casa del professor¬† Jacob Barnhardt, un famoso scienziato e fisico. Il professore √® assente ma Klaatu ha il tempo di modificare alcune formule scritte dal professore in una lavagna, modificarle in meglio e lasciare il suo recapito. Da qui la nostra bella storia si complessizza, infatti poco dopo un uomo dell‚Äô Esercito si presenter√† a casa Benson per prelevare Klaatu e portarlo dall‚Äô illustre scienziato.

Continua…….

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Copia di Pict0015 

UFO Hollywood

Klaatu Barada Nikto.Il Mondo  non sarà distrutto

Ultimatum alla Terra.2

Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.

di  Salvo Gagliardo

 

 

Quindi Klaatu  viene condotto da un soldato alla presenza del vecchio professore di fisica Jacob Barnhardt che deve essere un autorità per coinvolgere l’ esercito a Washington D.C., la città del Pentagono. E’ bello questo film perché non ha strutture sofisticate e Klaatu è solenne, quasi ieratico avvolte, altre mostra una sottile furbizia tipicamente umana, ma è un gentiluomo vecchio stampo, il regista ha voluto che mostrasse questa superiore ed angelica presenza e distacco, e soprattutto autorità. Il film di Weis mostra un  lato epico ch è proprio  di tutta la filmografia americana, da Ford a Spielberg a Coppola. Klaatu visto di fronte alla grande statua di Lincoln a cui sembra anche somigliare a parte l’ assenza di barba. Epiche sono le scene di apertura che vedono l’ intero apparato militare industriale americano in piena attività per far  fronte a questa Visita inaspettata, sono mobilitati Stampa, Radio, Televisione, i centralini telefonici, le rotative  dei giornali, la gente comune, i militari del Pentagono. Vengono coinvolte tutte le grandi città del Pianeta. L’ America nei suoi film si esprime sempre in senso epico e quasi patriottico. Mi riservo di continuare queste osservazioni nella nota che riguarda La Guerra dei Mondi. E’ il primo incontro epocale con una Intelligenza Extraterrestre e il film anticipa Incontri Ravvicinati  di Spielberg. Klaatu deve dare un segno della sua superiorità sui Terrestri al professore e gli predice quello che fra poco accadrà, quindi fa  ritorno all’ astronave, seguito nascostamente da Bobby, incuriosito da quello strano cliente della pensione. E Bobby assiste  a qualcosa che eccita la sua fantasia, mentre Klaatu entrato nell’ astronave contatta la sua civiltà e stabilisce con loro un black out che dovrà interessare per una mezzora l’ intero pianeta Terra.  Ma tutto questo farà sospettare la signora Benson e il suo nuovo fidanzato che farà delle ricerche soprattutto per stabilire se il diamante che Klaatu ha regalato a Bobby è autentico. Poi si scatena la caccia all’ Uomo dello Spazio, mentre un black aut manda in tilt per un po’ l’ intero motore del pianeta Terra e confermerà al professore di fisica che quello è davvero quello che ha detto di essere. Entra in gioco la bella  signora Benson che cercherà di aiutare Klaatu  a raggiungere il Disco Volante, e assisterà al ferimento mortale di Klaatu da parte dell’ esercito, ma farà in tempo a ricevere dalla bocca dell’ Uomo delle Stelle la frase che bloccherà e terrà buono il robot Gort fermo davanti al Disco Volante, pronto a distruggere una intera città, e fermerà anche la spedizione punitiva della Razza Aliena a cui appartiene Klaatu: Klaatu Barada Nikto.

Gort andrà a recuperare il corpo senza vita  del suo padrone dopo aver portato nell’ astronave la signora Benson. Quindi portato i corpo del viaggiatore stellare dentro il Disco Volante con tecnologie avanzate gli ridà la vita, e Klaatu riappare alla folla di Washington D.C. con la stessa ieratica,  angelica  ed enigmatica potenza, stagliandosi contro il Disco Volante e pronto a tornarsene nelle stelle dopo aver tenuto un lungo discorso davanti alla folla, ai soldati con le armi spianate e ai vari scienziati venuti da tutto il pianeta e radunati lì per l’ occasione dal professor Barnhardt. E dopo un saluto affettuoso  alla signora Helen  Benson, rientra con Gort nell’ astronave e scompare nel cielo e nell’ Universo. Il messaggio  naturalmente è di monito alla Terra che non usi le sue potenzialità distruttive che potrebbero anche danneggiare il Sistema Solare e gli altri Sistemi stellari. Per stavolta la Terra è salva, ma domani……

Il film, anche se appare semplice, anticipa ogni film che nel futuro parlerà di Alieni venuti dalle Stelle, privi di effetti speciali a parte qualcosa che riguarda i poteri di Gort, il robot compagno di Klaatu, anticipa film come Guerre stellari o Incontri ravvicinati. E nella sua essenzialità a me è apparso magnifico, nel ritmo e nella visione di insieme. Tutto è ben costruito e ben saldato, Michael Rennie è davvero magnifico nella parte dell’ Angelo Alieno e nella sua ieratica serietà mostra lati essenzialmente umani come la simpatia o un certo ironico sorriso, ma conserva una certa imperscrutabilità ed è questo che lo fa grande e ci dà la sensazione di trovarci davanti ad uno della nostra Specie ma anche davanti a qualcosa d’atro senza rinunciare ai lati umani. E’ un thriller fantascientifico ma senza gli aspetti horror del genere, e la figura dell’ Angelo Alieno resta immutata e non corrotta dalla Terra. La superiorità di questa Creatura Angelo Alieno che portando un messaggio di pace dalle Stelle si trova di fronte l’ aggressività distruttiva dell’ uomo è davvero magnificamente resa. E il film, anche se oggi appare  vecchio e datato, resta per me un bell’esempio di film  di questo genere. Grazie.

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UFO Romance.K. Arnold, l’ uomo che vide i Marziani & G.Adamski,l’amico delle stelle

domenica, 17 gennaio 2010

 

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George Adamski

l’Amico delle Stelle

The Flying Saucers Have Landed!

 

 

George Adamski nasce in un piccolo ¬†villaggio della Polonia il 17 aprile del 1891. A due anni i genitori emigrano per gli Stati Uniti, e si trasferiscono a Dunkirk, New York. Poco sappiamo dell‚Äô infanzia di George, di certo √®¬†dura, quella di un figlio di poveri immigrati polacchi in una regione multietnica come quella di New York. Di sicuro ebbe una educazione scolastica imperfetta e minima, forse George ¬†ama la strada pi√Ļ che i libri ,e forse comincia a coltivare strani interessi per l‚Äô astronomia e il cielo, d’altronde √® giusto per un connazionale di Copernico, Adamski √® cattolico e lo rester√† anche quando comincer√†¬† a percorrere la via dell‚Äô Oriente e del sincretismo religioso, ma sappiamo anche che Adamski va ¬†¬†famoso ¬†per la sua abilit√† nei lavori tecnici, ¬†artigianali, manuali e di fatica. Buona parte delle sue strane e straordinarie conoscenze le consegu√¨ ¬†nel tempo ¬†da autodidatta. Per farla breve, George ¬†dovette arrangiarsi assai presto, per sopravvivere nella grande ¬†America di quegli anni. Sappiamo che la sua pronuncia conserv√≤ sempre una forte cadenza straniera, che era molto timido ed impacciato, ma che sapeva anche essere aggressivo e quasi spavaldo e spesso imprevedibile. Da un personaggio simile ci aspetteremmo ¬†strane rivelazioni sulla sua infanzia e la sua ¬†giovinezza, alcune leggende lo vogliono da piccolo in Tibet, altre narrano che la madre fosse dotata di ¬†poteri ¬†paranormali, e lo stesso Adamski avvalor√≤ il racconto che nell‚Äô infanzia fu avvicinato da strani e misteriosi ¬†personaggi. Di certo pu√≤ essere annoverato fra i visionari dei nostri tempi, chi lo conobbe attribuisce anche a lui poteri extrasensoriali. Lo ritroviamo nel 1913 come soldato del 13¬į cavalleggeri ai confini con il Messico durante la Rivoluzione¬† Messicana di Pancho Villa ed Emiliano Zapata, George ha 22 anni. Nel 1915 ottiene la cittadinanza americana, nel 1917 sposa Mary Shimberski, e nel 1919 si congeda con onore. Lo troviamo come operaio factotum nello Yellowstone Park, carpentiere, muratore, mugnaio¬†¬†in altre parti dell‚Äô Ovest, il giovane George gi√†¬† rivela straordinarie abilit√† e uno spiccato senso degli affari. Negli Anni Trenta, anni difficili per l‚Äô America e il mondo, anni di depressione e di ¬†proibizionismo, George √® gi√† famoso per le conferenze che tiene ad alcuni adepti sulla filosofia orientale e la reincarnazione. Cominciano a chiamarlo the professor, il professore. Ha gi√† attorno una cerchia di seguaci, ed √® nell‚Äô Ovest, in California, che Adamski comincia a predicare il suo vangelo cosmico. Lo Stato della California ¬†rester√† famoso per avere accolto guru e maestri di pensiero¬† venuti dall‚Äô Asia, si direbbe una zona intensamente spirituale. Forse √® questo che ha sentito George, quando sempre in quegli anni ha dato vita ad un monastero e all‚Äô Ordine Reale del Tibet, The Temple of Royal Tibet, nei pressi di Laguna Beach, dove si pratica e si insegna mistica orientale e buddhista in forte sincretismo con il cattolicesimo, insomma, a teosophy.Ma c‚Äô√® anche qualcosa d’altro¬†di interessante. Ossia, che nel Monastero si produce vino in tempi di stretto ¬†proibizionismo, Adamski sembra avere un pallino per gli affari. Ma presto, le leggi federali sull‚Äô alcool¬† vengono meno, e Adamski √® costretto a lasciare il Tempio.

Sono gli Anni Quaranta, anni di guerra, e troviamo Adamski¬† a Center Valley, San Diego County, a dirigere una comunit√† agricola a sfondo esoterico, e infine a Mount Palomar, contea di San Diego, ¬†a 150 chilometri da Los Angeles e all‚Äô incirca lo stesso da San Diego, sulla strada del grande Osservatorio Astronomico, che √® ancora in fase di costruzione. Il suo destino ormai sembra legato per sempre a quello delle stelle. Qui entra in affari con una sua allieva, Alice Wells e qui fonda la sua nuova comunit√†, quella¬†di Palomar Gardens,¬† oltre che un luogo di ristoro fra le montagne, il Caf√®¬† di Palomar Gardens, una sorta di cottage montano, in cui lavora come tuttofare e venditore di hamburger,¬† e accoglie i diversi clienti diretti s√Ļ, all‚Äô Osservatorio. Il nome di Adamski rester√† tanto legato a quello dell‚Äô Osservatorio, da far credere a molti che lui lavorasse per quello. Ed √® qui che ha inizio la storia pubblica del nostro fantastico personaggio. Non sappiamo se ha prestato servizio durante la Seconda Guerra Mondiale, ma √® l‚Äô ottobre del 1946 che porta decisamente Adamski a scrivere i capitoli pi√Ļ importanti del suo romanzo cosmico e dal suo punto di vista, a coronare con successo ¬†una intera incarnazione spesa a far conoscere i misteri del cielo. Fra le varie leggende che hanno circondato questo strano polacco americano molto chiacchierato, c‚Äô√® chi, come sir Desmond Leslie che gli fu amico e biografo, vuole che Adamski fosse un mutante.

Fine prima parte.

G. Adamski

L’Amico delle Stelle. 2

 

Ottobre 1946, Mount Palomar e Palomar Gardens Caf√®, George Adamski √® bene allocato alle pendici dell‚Äô Hale Observatory. Anche lui ha la sua cupola e il suo telescopio di 15 pollici con cui pu√≤ soddisfare la sua antica passione per l‚Äô osservazione celeste, forse ereditata dal connazionale Copernico. Ma possiede anche un cannocchiale mobile, pi√Ļ duttile, che pu√≤ trasformare agevolmente e in¬† cui pu√≤ istallare le sue macchine fotografiche, √® un 6 pollici dei laboratori Tinsley, un vecchio regalo di un amico e discepolo. La passione per le foto celesti naturalmente viene potenziata dalla solenne presenza del pi√Ļ importante Osservatorio astronomico americano. E da lass√Ļ, fra l‚Äô Oceano e il Continente la vista deve essere magnifica quando non c‚Äô√® nebbia. Ed √® proprio l√¨, che Adamski vede¬† quella sera ¬†del 9 ottobre fra lo sciame di meteore che attraversa il cielo stellato, una strana astronave sospesa sopra i cieli ¬†di San Diego, somiglia a un sigaro o a un gigantesco dirigibile, forse somiglia ad una di quelle strane astronavi degne della fantasia di ¬†Jules Verne che gli americani della Costa dell‚Äô Ovest avevano pi√Ļ volte osservato alla fine del secolo Ottocento. E‚Äô la visione che da tempo aspettava, forse per altri √® qualcosa di incerto e di improbabile, ma per George¬† √® l‚Äô inizio o lo sviluppo di un contatto immaginato ¬†da tempo. Nella tipologia di Adamski non esiste la casualit√†, ma tutto √® lo sviluppo di qualcosa, di qualcosa di grande, di profetico, quasi di biblico. E‚Äô il 1947 e la California e altri Stati del‚Äô Ovest sono interessati da quegli strani oggetti che Kenneth Arnold ha battezzato Flying Saucers, Piatti Volanti. Uno di questi forse precipiter√† a Roswell, la storia del contatto di Adamski ha uno sviluppo. George sempre pi√Ļ osserva strane luci e strani oggetti sorvolare i cieli di Palomar Gardens,li osserva e li fotografa, ormai la sua passione si √® trasformata in qualcosa di pi√Ļ importante, ossia nell‚Äô attesa del Contatto sperato e forse sognato. D√† anche una mano ad Alice Wells¬† nel¬† gestire il Caf√® di Palomar Gardens, ed √® qui che comincia ad essere contattato da strani personaggi a met√† militari della Difesa e a met√† tecnici aerospaziali, con loro parla dei Dischi Volanti e parla delle possibili visite di Alieni. Adamski √® gi√† di interesse delle sfere occulte che si nascondono dietro la storia degli UFO. Le fotografie di strani oggetti che attraversano la Terra o la Luna, aumentano e George invia alcune di queste ai giornali e ad altra gente interessata. Diventer√† il primo grande fotoreporter¬†¬† degli UFO. Che le foto siano vere o un abile montaggio ha poco importanza per un uomo simile, sono la proiezione della sua mente e delle sue Visioni. Sono il segno che il Momento X √® prossimo. E‚Äô cos√¨ vicino che il suo cottage viene sempre pi√Ļ visitato da strane persone che come lui cercano il contatto, sembra una storia alla Spielberg. Gli eletti si apprestano all‚Äô Incontro.

E quel giorno giunge. Gli eletti o la piccola cerchia ¬†√® costituita dai coniugi Bailey, Alfred & Beth, e dai coniugi Williamson, assidui frequentatori di Palomar Gardens. Il dottor George ¬†Hunt Williamson non √® un personaggio di poco conto in questa vicenda,da tempo, come Adamski, cerca dei contatti con gli abitanti delle Stelle e dei Dischi Volanti , servendosi di tecnologie molto avanzate o anche in modo parapsicologico con la vecchia la scrittura automatica. Ma Williamson ha anche qualcosa di inquietante, essendo amico e collaboratore di Dudley Pelley, un personaggio alquanto chiacchierato, autore di un libro abbastanza letto sugli Alieni, ma anche fondatore di una rivista di estrema destra americana. In ogni caso tutti sono convinti che gli ¬†Alieni parlano con gli umani telepaticamente, forse George A. ne √® il pi√Ļ convinto, ricevendo da tempo questi messaggi. ¬†Adamski ha 61 anni, non √® pi√Ļ giovane, ma ha una grande forza interiore, ha costruito l‚Äô intera sua vita sull‚Äô evento che sta per accadere. La sua mente non segue metodologie logiche molto rigorose, √® un sensitivo e un visionario e decide sul momento quasi per ¬†una sorta di ispirazione. Convoca il piccolo gruppo per la mattina del 20 novembre 1952 sulla strada che porta al Desert Center verso l‚Äô Arizona. Lui, Alice Wells e la sua segretaria e amica Lucy Mc Guinness, Adamski ha avuto sempre difficolt√† con l‚Äô inglese, li raggiungono in macchina in una localit√† chiamata Blyte, da qui verso Parker. Adamski continua ad ubbidire come ad una sorta di comando telepatico e guida gli altri verso un vecchio aeroporto ¬†e verso un sentiero che porta a delle montagne. Tutto sembra pronto, l‚Äô intera attrezzatura fotografica √® gi√† disposta per l‚Äô Inusuale e per l‚Äô Evento. Sono zone desertiche e in parte vulcaniche, piene di pietriccio ¬†e strani arbusti spinosi, forse vi sono anche dei serpenti. Le auto hanno avuto delle difficolt√† a raggiungere quei luoghi impervi. Ma Adamski ormai appare ¬†un ispirato, guida con precisione e poi si allontana fra alcune montagne. In cielo compare ¬†di nuovo l‚Äô Astronave Madre, il dirigibile o il Grande Sigaro Volante, c‚Äô √® anche un aereo ¬†, un B 36, un bombardiere dell‚Äô A. Air Force. Le auto passano sull‚Äô autostrada poco distante, ma nessuno sembra accorgersi di quello che sta per accadere e che segner√† la storia dell‚Äô immaginario collettivo oltre che dei Dischi Volanti. ¬†Adamski ha voluto restare solo, gli altri lo osservano a distanza. E infine ecco, nel ¬†cielo straordinariamente limpido della California, appare il Ricognitore, il Disco Volante che rester√† per sempre l‚Äô archetipo e l‚Äô Icona per tutti quelli che credono negli UFO. Una navicella rotonda con una cupola che manda riflessi metallici, sembra il giocattolo di un ragazzino, plana in modo quasi misterioso e subito dopo ecco in piedi uno dei suoi occupanti, Alieno o Angelo o proiezione della mente di Adamski, qualcuno ha parlato di alter ego sublimato. E‚Äô Orthon, cos√¨ si fa chiamare e dice di venire da Venere. Lo dice o lo comunica telepaticamente ad Adamski che resta quasi in estasi, come davanti ad un‚Äô antica visione sovrannaturale. Sembra la ritrattistica sacra della vecchia Europa, un Angelo e un uomo, ma stavolta c‚Äô√® il Disco Volante, la navetta dalle tecnologie misteriose e enormemente evolute, con dentro altre creature simili a Orthon che lo salutano. Orthon appare ad Adamski un piccolo essere perfetto, diverso dai futuri Grigi, bello quasi in modo sacro, con i capelli lunghi flessuosi e biondi, e ¬†con lo stigma ¬†della diversit√† totale, quella diversit√† che impauriva nel passato chi si imbatteva in un Angelo. E‚Äô uomo? E‚Äô donna?. Anche in questo si rispetta una certo clich√© di ¬†androginit√† del personaggio. E‚Äô tutto quello che il povero George coglie in quel momento di estrema tensione ed emozione, riesce ¬†a fare delle foto che consegna ad Orthon, i due si scambiano idee folgoranti e apocalittiche ¬†per il futuro dell‚Äô umanit√† minacciata da un conflitto nucleare, e George¬† si mostra ¬†incauto verso il Ricognitore, e toccandolo con il braccio ne viene momentaneamente danneggiato. Tutto √® perfetto, l‚Äô aria tersa di quel deserto sembra essere partecipe di quel momento eccezionale. Pi√Ļ tardi gli altri a breve distanza diranno di avere visto anche loro ¬†la Creatura dell‚Äô Spazio, l‚Äô Uomo venuto dall‚Äô altro Mondo. E a testimonianza dell‚Äô Incontro ¬†resteranno sulla sabbia le impronte delle strane calzature astronautiche di Orthon con dei segni ¬†che somigliano a certi disegni antichi degli Indio Americani. Poi il Ricognitore riprende quota e la Creatura ¬†scompare dopo avere salutato cordialmente ¬†il suo amico terrestre. Una fiaba moderna affascinate, senza orchi ¬†n√© perfidi gnomi, n√© cattivi alieni dalla grande testa e dagli occhi di insetto, ¬†una bella ¬†fiaba che avr√† un seguito.

Fine seconda parte.

 

G. Adamski

L’Amico delle Stelle. 3

 

 

In quanto al contenuto della conversazione telepatica di Adamski con l‚Äô Uomo venuto dalle Stelle, vi rimando alle belle pagine del libro di lord D. Leslie, pagine che andrebbero lette secondo me da vari punti di vista, ma con molta attenzione, Adamski con parole ha cercato di trasferire un‚Äô esperienza ineffabile e fuori dal comune, leggendo le sue parole entriamo¬† nel suo Universo fantastico e religioso, e oltre un linguaggio semplice e quasi schietto, con molte reticenze come si conviene a chi ha vissuto una epifania di quel tipo, si trovano intrecci di simboli, immagini e informazioni che dovremmo leggere con pi√Ļ attenzione. Avvolte sembrano i diagrammi di un sogno, altri i segni vaghi di informazioni che non potrebbero essere comunicate altrimenti. Una sorta di crittogramma.¬† Sappiamo che George era un oratore impacciato, e che aveva difficolt√† a comunicare il suo mondo e le sue esperienze, che spesso cominciava a balbettare, e impappinarsi, anche questo fa parte del suo profilo. Altre volte era spedito e lesto nella comunicazione e alquanto infervorato. E‚Äô questo uomo¬† che ¬†Desmond Leslie, giovane rampollo di una antica aristocrazia irlandese, innamorato di culture alternative ed underground, di musica elettrica, e di testi sacri buddhisti o indiani in cui si parla di Vimana e di antichi Visitatori, e di UFO, scrittore e pilota di aerei,sceneggiatore di film per la televisione inglese,possessore di uno splendido castello in Irlanda e cugino di Wiston Churchill, and√≤ a trovare negli anni Cinquanta a Palomar Gardens.Fu un incontro proficuo e carico di promesse, da cui nacque il fortunato ¬†libro I Dischi Volanti sono Atterrati. Sembra che anche Leslie avesse avuto a suo tempo un Incontro Ravvicinato, in un college inglese e nel suo viaggio a Mount Palomar. Oggi lord Leslie √® morto, ma restano i suoi libri e delle¬† interviste interessanti sul suo amico George Adamski, che si possono trovare ¬†anche in rete. Sono questi ¬†gli anni Cinquanta e Sessanta, si parla di hippie e di New Age, vanno alla grande i Beatles, ma anche le poesie di Allan Ginsberg Ferlinghetti, i romanzi fantastici ed esoterici di Castaneda, e si parla di Zen e di dottrine orientali. Adamski ha anticipato tutto questo.¬† Ha anticipato i viaggi nello Spazio e lo Sbarco sulla Luna! Su Venere non pu√≤ esserci vita! Questo oggi¬† lo sappiamo, ma Venere potrebbe assumere¬† altri significati nell‚Äô Universo di G. Adamski. Il suo ¬†mito non √® tramontato malgrado gli sviluppi dell‚Äô esplorazione spaziale. E il mito √® tutto l√¨ nella sequenza di foto lasciate ¬†e nelle pagine del libro di Leslie come una gemma dentro ad un diadema.

Mi è sempre sembrato affascinante come scrittore di letteratura fantastica e fiction,riconoscere il contributo di  questo polacco americano ai film di Spielberg, nella costruzione dei suoi fortunati  E.T. E, George .A. potrebbe essere un suo personaggio. Pochi sanno che   Adamski negli anni Quaranta ha dato alle stampe un suo romanzo di fantascienza in cui si può leggere la sua esperienza   del  Desert Center,si tratta di Pionieri nello Spazio, Pioners of Space.  Vi si può trovare Orthon il signore stellare ed altri. E allora? George è stato forse un abile mistificatore? Lo si è sempre detto di tutti i grandi, la questione ad oggi non è stata mai risolta, di certo Adamski ci introduce in un mondo nuovo, in un nuovo Universo, in una nuova era, nell’ era del Dopobomba in cui è, o  sarà possibile, per un uomo qualsiasi,  incontrare un Essere venuto dall’ Altro Mondo. E George  A.  ha espresso  in pieno questo spirito di democrazia,   esattamente come l’ eroe Roy Neary di Incontri Ravvicinati, un uomo umile,  un uomo qualunque scrive una pagina epica  della grande  storia dell’ umanità. E per questo sarà seppellito  ad Arlington , il cimitero degli eroi di guerra. Gli Anni Sessanta ci hanno dato, Papa Giovanni XXIII, John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King e G.A. Questo è stato ed è G. Adamski. Una Grande Fiaba scritta per tutti. Ma se gli Alieni  fossero davvero  fra noi, non ci apparirebbero dapprima come uomini qualunque, come uomini della folla?Come George  Adamski forse? Grazie. Le prossime  volte  esplorerò anche : Inside the Space  Ships. Salvo Gagliardo.

Fine della Parte terza

 

 

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 Kenneth Arnold

L’ uomo che vide i Marziani

Quella mattina del 24 giugno del 1947

by

Salvo Gagliardo

 

Gentili Visitatori, Fantastikalbi vi offre in lettura la biografia di un uomo che¬† ha dato avvio ad una storia davvero fantastica come quella degli UFO, a cui il mio sforzo di scrittore di letteratura fantastica ha¬† dedicato molto del suo¬† tempo. Avrei voluto come in una sorta di biografia parallela affiancarvi¬† le note biografiche di un altro uomo, ancora pi√Ļ singolare e importante in questo romanzo fantastico che sono i Dischi Volanti e la loro comparsa nel nostro mondo moderno, che fu l‚Äô americano George Adamski, purtroppo il post √® ancora in fase di elaborazione, ma presto lo vedrete sul¬† mio sito. Kenneth Arnold √® stato il primo a vedere quelli che ha chiamato in una sua intervista Flying Saucers, sottocoppe o dischi volanti, siamo nel giugno del 1947, la guerra √® appena finita e in Europa le rovine sono ancora fumanti e forse¬† cadaveri sono ancora sotto le macerie, Hiroshima¬† porta ancora drammaticamente chiari i segni di una esplosione atomica, unica e speriamo irripetibile, gli ebrei d‚Äô Europa usciti dai Campi di Sterminio hanno ancora difficolt√† a togliersi la stella gialla dal petto, e di notte fanno sogni mostruosi. I due giganti vincitori del¬† conflitto si sono scoperti nemici ed √® iniziato un altro tipo di guerra, l‚Äô uomo non sembra saperne fare a meno! E negli Stati¬† Uniti in quel 1947 hanno¬† cominciato a fare la loro comparsa nei cieli¬† a stelle e strisce strani oggetti luminosi che non sembrano appartenere a questo mondo o almeno al nostro pianeta. L‚Äô uomo del dopoguerra ha iniziato¬† a immaginare¬† altri mondi e a temerli. Ci vorranno degli anni affinch√© quest‚Äô uomo¬† sbarchi sulla Luna e affinch√© un altro uomo pi√Ļ singolare di Arnold, affermi¬† di avere incontrato gli Alieni e di avere parlato con loro in un deserto americano. E Kenneth¬† Arnold anticipa solo di qualche giorno l‚Äô UFO crash di Roswell. Insomma, siamo entrati in una nuova era come scriveranno pi√Ļ tardi nel Mattino dei Maghi Pauwels e Bergier, un‚Äôera figlia di eventi terribili e apocalittici, un‚Äô era di grandi trasformazioni e promesse, un‚Äôera che somiglia molto ad una sfida. Vedremo se la nostra specie¬† ne sar√†¬† all‚Äô altezza. Salvo Gagliardo.

 

 

Nato nel Minnesota nel 1915, cresciuto nel Nord Dakota, laureato in ingegneria chimica. Arnold fu considerato un uomo d‚Äôaffari abile e di gran successo. Aveva fondato a Bose, Idhao, la ¬†Great Western Fire Control Supply, una Societ√† che produceva sistemi di spegnimento anti incendio, lavoro che lo aveva portato nel Pacific North West degli States.La biografia giovanile di Kenneth Arnold non si discosta da quella di un americano medio, ben piantato fisicamente,appassionato di nuoto, di tuffi acrobatici e di immersioni subacquee. Nulla da eccepire quindi, un tipo sportivo, very American, ¬†molto dinamico e intraprendente con una moglie e ¬†figli, e una impresa commerciale da mandare avanti. Ma Arnold √® anche un pilota esperto,e quella¬† storica mattina del 24 giugno del 1947 conta¬† alle sue spalle un rispettabile numero di ore di volo degne di un pilota di aerei consumato, insomma Arnold √® un tipo quadrato e del tutto credibile, cosa importante in questa nostra storia, e ha fama di essere oltre che un tipo spartano, un uomo schietto e tagliente, ¬†che dice le cose giuste e senza peli sulla lingua. Possiede¬† un Call Air A 2, un piccolo aereo da turismo con il quale esercita l‚Äô altra sua passione e mestiere, quello ¬†della Ricerca e del Soccorso di aerei precipitati, lavoro per cui percepisce anche dei compensi. E infatti, quel 24 giugno il suo aereo si √® levato da Chelais, Washington State,diretto a Yakima, una cittadina del medesimo Stato. Ma improvvisamente fa una deviazione di rotta e si dirige verso le Cascade¬† Mountains, la catena di montagne a nord di Yakima, nello Stato di Washington. C‚Äô√® una ricompensa di 5000 dollari per chi identifica i resti di un aereo precipitato in quella regione circa sei mesi prima, si tratta di un C46 del Corpo dei Marines della US.Navy con 32 uomini a bordo. ¬†¬†Il Call A.2 raggiunge il Monte Rainier circa alle tre del pomeriggio. Il cielo √® splendidamente¬† limpido, √® una bella giornata di fine giugno. Mount Rainier che¬† si alza maestoso e innevato sulla citt√† di Seattle che dista vari¬† chilometri e su Tacoma city, √® un vulcano alto circa 5000 metri, una meta ambita per gli appassionati di scalate. Bisogna identificare dall‚Äô alto i resti dell‚Äô aereo militare precipitato. Arnold si avvicina e sorvola la regione, ha l‚Äô occhio ben esercitato, l‚Äô occhio di un‚Äô aquila. Ma a 9000 metri d‚Äô altezza proprio i suoi occhi sono accecati da un bagliore, un flash di luce intenso ed insistente. Arnold teme di essere entrato in rotta di collisione con ¬†un¬† aereo di linea e cerca di identificarlo. Non lo vede, ma i suoi occhi sono di nuovo accecati da un raggio, da un riflesso forse, accecante. Cerca di nuovo attorno e scopre che a 15 miglia da lui sta volando un DC4 commerciale. Ma non √® lui, non √® quello che lampeggia, il flash viene da un‚Äô altra parte, viene proprio dal Monte Rainier. Arnold ha escluso che possa essere un suo problema, un problema della sua carlinga. K.A. √® un pilota navigato e sa calcolare¬† con precisione distanze e dimensioni. Di nuovo una serie di lampi. Arnold guarda con pi√Ļ attenzione e scorge nove oggetti volanti in formazione lungo¬† i costoni¬† del Monte Rainier. E‚Äô sicuro, si tratta di nove oggetti, li conta uno ad uno. Sembrano la strana coda di un aquilone, in formazione, uno dopo l‚Äô altro, e sembrano dai riflessi metallici. Delle oche ¬†o dei grandi uccelli in volo, ma non sono uccelli, Arnold ne √® certo. I militari hanno un nome per questa ¬†formazione, Echelon formation. Il DC4 civile¬† √® ancora dietro di lui a varie miglia. Arnold pensa subito a dei prototipi della¬† A. Air Force. Si avvicina e li osserva con pi√Ļ attenzione, c‚Äô√® qualcosa di strano. Arnold √® un pilota collaudato, forse ha volato nella Seconda Guerra Mondiale, non √® un tipo che si fa ingannare da false visoni,si, sente a pelle che¬† l√† sta accadendo ¬†qualcosa di inusuale, qualcosa che non ha mai visto, qualcosa che disturba la sua esperienza di pilota. Quelli continuano a mandare flash di luce nella sua direzione, ma ora pu√≤ accorgersi di vederli di piatto, sono piatti ¬†e volano stranamente come se qualcosa di invisibile li tenesse tutti uniti. Forse ¬†sono circolari o semi circolari, simili ad una mezza luna, uno di essi che sembra avere cambiato di rotta ha proprio la forma di un crescent. La mente di Arnold si rimette a funzionare, ne calcola l‚Äô altezza di volo e le dimensioni, di grandezza dovrebbero¬† superare il DC4 che gli sta vicino, dovrebbero essere abbastanza grandi, ma a differenza dell‚Äô aereo di linea non hanno ali n√© coda. Dovrebbero spostarsi a 1700 miglia all‚Äô ora, ma nessun aereo conosciuto della Terra riesce a volare a quella velocit√†! Arnold √® di nuovo preso da dubbi e sospetta di una qualche distorsione della luce, di un abbaglio dovuto all‚Äô interno della sua carlinga. Si porta in quota e decide di aprire il portellone in alto e di osservare i nove oggetti al naturale.¬† Non c‚Äô√® dubbio quegli oggetti sono l√¨ e continuano a sorvolare il Monte Rainier volando in modo paradossale e ¬†in diagonale. Arnold non vede pi√Ļ il DC 4. Intanto √® circa trascorsa mezzora,¬† e gli oggetti infine sorvolano le cime dei nevai ¬†e spariscono all‚Äô orizzonte. Ufficialmente si √® aperta la storia degli UFO.

K. Arnold giunge ad Yakima e subito comincia a parlare di quello che ha visto con i militari e gli uomini dell‚Äô aeroporto. Non sembrano crederlo, sono scettici e molti gli fanno capire di avere preso fischi per fiaschi. Ma Arnold √® un buon americano, e fa subito il suo primo rapporto alle¬† autorit√† dell‚Äô aeroporto. Poi si imbarca per Pendleton, in¬† Oregon. Qui la notizia di ci√≤ che ha visto sembra averlo preceduto. L‚Äô aeroporto sembra in fermento. Con l‚Äô aiuto di alcuni ufficiali rif√† i calcoli che risultano un po‚Äô diversi, ma tutti a favore della strana enormit√† osservata. Arnold ripresenta un rapporto dettagliato alla Air Force degli Stati Uniti. E‚Äô il 25 giugno, il giorno dopo, Arnold viene intervistato dai giornali accorsi ¬†a Pendleton, e l‚Äô intervista rilasciata a Bill Blequett rester√† nella storia. E‚Äô in questo articolo che si parla per la prima volta di Flying Saucer, UFO √® un acronimo ancora da venire. F.S. √® un termine coniato dallo stesso Arnold per definire con parole quello che ha visto, √® un suggerimento pi√Ļ che la cosa in s√©, ma su questo termine¬† si costruir√† la storia degli UFO. Flying Saucer significa piattino o sotto coppa volante, e Arnold l‚Äô ha usato per dare l‚Äô idea di qualcosa di piatto che scivola sull‚Äô acqua, in questo caso attraverso l‚Äô aria. Siamo in qualche modo lontani dal Ricognitore di Adamski, anche se tutti e due hanno la forma circolare, una mezza luna, un delta o un‚Äô ala volante. Di sicuro qualcosa di ignoto alla Difesa americana. In ogni caso √® chiaro che le Autorit√† sono scettiche e qualcuno in alto grado parla di razzi, altri di semplici allucinazioni. Il Project Blue Book che negli Anni Cinquanta raccoglier√† le testimonianze di avvistamenti, definir√† il caso Arnold un‚Äô allucinazione visiva dovuta ai riflessi della neve. Ma Kenneth Arnold d√† subito ¬†la stura ad una serie di avvistamenti anomali, che continua fino ad oggi. In quanto al DC4 civile qualcuno afferma che in volo doveva esserci un aereo simile da quelle parti, altri lo negano decisamente. E‚Äô strano che lo stesso panorama di dubbi e di cose si riaprir√† nel 1952 con l‚Äô incontro di Adamski col¬† Venusiano Orthon, nel Desert Center!

Per Arnold, come per molti che sono stati testimoni di fenomeni insoliti cominciano presto i guai che fanno escludere un suo¬† interesse privato¬† nella faccenda. La sua persona e la sua vita privata diverranno oggetto di curiosit√†, commenti, di attenzioni diverse, di dileggio o di esaltazione da parte di ¬†mitomani, si parla di Fine del Mondo e di Invasione Aliena, e si rispolvera il vecchio dramma radiofonico di Orson Wells. Arnold diventa una sorta di Roy Neary ¬†di Incontri Ravvicinati di Spielberg, da pilota e appassionato di immersioni subacquee si trasforma in¬† UFO Hunter, in Cacciatore di Ufo. La sua vita ne verr√† disturbata, e anche il suo lavoro. Arnold come Neary sembra determinato a chiarire quello che realmente ha visto quel 24 giugno del 1947 presso le Cascade Mountains, lass√Ļ, a due passi dal confine del Canada e da Seattle, la futura citt√† delle Tecnologie Avanzate. Alcuni cominciano ¬†a considerarlo un Einstein che parla di Marziani, altri un Flash Gordon, altri ancora lo considerano un semplice svitato. Fatto sta che personalmente sar√† presente a molti avvistamenti soprattutto aerei, e Arnold figura anche nell‚Äô altro caso misterioso di quei giorni, l‚Äô ormai noto Maury Island Incident, successo il 25 giugno del 1947, testimone e vittima il pescatore Harold Dahl, e¬† che viene considerato il primo UFO crash della storia, ma soprattutto il primo in cui compaiono i famosi e leggendari Black Man, gli Uomini in Nero. D‚Äôora in poi il nome di Kenneth Arnold sar√† presente negli archivi dell‚Äô Intelligence Americana, del FBI ¬†e della Difesa. E per chiudere questa breve profilo, in qualche modo resta anche qualcosa di non del tutto svelato, forse una leggenda o un altro tassello strano di una storia strana e straordinaria, c‚Äô√® infatti chi si √® chiesto dove sono finiti i marines del¬† C.46 precipitato nel Monte Rainier¬† nel 1947, sembra che i loro corpi non siano stati mai ¬†trovati fra i resti dell‚Äô aereo, ma forse √® solo una leggenda, o forse c‚Äô√® una spiegazione plausibile come direbbe Dana Skully all‚Äô agente Mulder! Many Thanks. Salvo Gagliardo.

 

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Terremoto Haiti

sabato, 16 gennaio 2010

 

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12 Gennaio 2010. Haiti

 

 

Fantastikalbi & Albi di Fantastika di Salvo Gagliardo rispettano  il silenzio per le vittime del terribile terremoto del 12 gennaio

Missione Marte

lunedì, 9 novembre 2009
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Sognando Marte
by
 Salvo Gagliardo.
 
 

Il pi√Ļ grande sogno che l‚Äô umanit√† possa avere concepito fino ad oggi, la conquista e la colonizzazione di un altro pianeta, non sembra molto distante. Sembra che gli uomini ce la stiano mettendo tutta. Entro questo secolo di sicuro Marte ospiter√† la prima base permanente dell‚Äô uomo su un altro pianeta. Un progetto grandioso ed ambizioso. Una futura Icona del nostro tempo. Ma i tempi non sembrano pi√Ļ quelli gloriosi del 1969 e del primo sbarco lunare. Oggi e domani si richieder√† un lavoro di equipe internazionale, sia per le spese esose dell‚Äô avventura spaziale, sia per la complessit√† delle missioni, sia perch√© l‚Äô uomo sempre pi√Ļ si avvia verso una Globalizzazione del proprio piccolo pianeta. E il futuro si chiama gi√† Asia e Tecnologie informatiche e bioinformatiche. E l‚Äô Asia comincia a rispondere alle istanze del Futuro.
La storia di questo piccolo pianeta del nostro Sistema Solare √® antica e legata allo sviluppo dell‚Äô Astronomia. Ma qui ve la risparmio, la potrete trovare tranquillamente viaggiando in Rete, o aprendo un qualsiasi libro scientifico ed astronomico. Di sicuro con Venere e con Terra, Marte rappresenta il piccolo gruppo di pianeti prima dei giganti del Sistema Solare, e l√¨ ci arriveremo anche, ma non in questo secolo penso. Un piccolo pianeta bitorzoluto ed irregolare che aveva destato gi√† l‚Äô attenzione di Galileo e dei primi osservatori del Cosmo, che aveva incuriosito gli astronomi del Settecento e che aveva fatto sognare quelli del XIX secolo. La storica opposizione del 1876 fu cos√¨ carica di attese che pi√Ļ tardi lo scrittore di fantascienza Herbert George Wells dovendo immaginare degli Alieni presenti nel nostro Sistema Solare, scelse Marte come loro sede, e da allora Marziani sta per un generico Alieni. Nella prima met√† del XX secolo si costruirono complesse apparecchiature per filmare quella vita marziana che aveva ipotizzato e sognato l‚Äô astronomo americano Percival Lowell. In questa avventura si erano lanciati uomini di tutto rispetto, glorie e geni delle scienze e delle tecniche, parlo qui dell‚Äô italiano Marconi o dell‚Äô oriundo immigrato negli Usa, Nicolas Tesla. Ma purtroppo l‚Äôesplorazione in loco delle sonde lanciate negli Anni Settanta dovevano far naufragare le visioni di fantastici Canali e di fantastiche Civilt√† marziane. Marte cominciava a mostrare la sua vera faccia di un deserto infinito, anche se rosso. Niente Marziani in giro anche se agonizzanti, niente fantastiche citt√† di quelle descritte dalla scrittore Ray Bradbury nel suo Cronache Marziane. Niente desiderabili principesse marziane di Edgar Rice Burroughs. Niente di niente. Solo aridi massi e sconfinati deserti di sabbia rossa, ed una strana atmosfera di un bel colore rosato estranea alla nostra Terra. Intanto Hollywood ci consegnava delle splendide pellicole, come<< Atto di Forza >> ambientato su Marte e del regista olandese Verhoeven. Cosa possa avere desertificato questo pianeta non lo sappiamo ancora. Ma Marte ha continuato a fare sognare, segno che l‚Äô Immaginario Collettivo √® pi√Ļ forte dell‚Äô evidenza. E le nostre passioni e i nostri sogni hanno cominciato ad evocare paradisi di acqua, oceani fantastici e lagune di sogno che sarebbero esistiti su Marte in tempi ancora imprecisati. Ed in effetti i segni ci sono tutti, profondi Canon che solo l‚Äô acqua avrebbe potuto creare, e poi c‚Äô √® il ghiaccio dei poli e notizie di presenza di acqua su varie parti del pianeta, almeno gelata. Quale grande cataclisma ha potuto spazzare via dal pianeta una possibile atmosfera e gli oceani? E‚Äô quello che si dovr√† appurare una volta che abbiamo messo i piedi per la prima volta su Marte. Di certo resta un pianeta carico di misteri, e volendo una specie di emblema dei misteri che aspettano l‚Äô uomo del futuro. E niente √® ancora deciso del tutto. Vi si potranno trovare tracce di antiche civilt√† marziane scomparse, o tracce di presenze colonizzatrici aliene, personalmente visto che sono fortemente affascinato dal fantastico, ho scelto questo nostro piccolo e vicino fratello cosmico come ambientazione di diverse mie storie fantastiche. Per√≤, √® certo che Marte rappresenter√† assieme alla Luna un gradino fondamentale della nostra evoluzione. L‚Äô uomo raggiunto il pianeta rosso si avvier√† all‚Äô esplorazione e forse al popolamento dei grandi pianeti extramarziani, e una volta raggiunti gli asteroidi e i planetoidi che circondano Giove, un‚Äô altra tappa del suo sviluppo sar√† stata scritta in maniera irreversibisalvogle, ma il modo come essa avverr√† o sar√† scritta, ci √® ancora ignoto, sappiamo solo che ci√≤ accadr√†. Grazie. Salvo Gagliardo.

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Colonie lunari

lunedì, 9 novembre 2009

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La Luna &  lo Spazio.

riflessioni di Salvo Gagliardo

nel primo decennio del Secolo XXI.

 

 

L‚Äô uomo ha sognato di volarsene¬† sulla Luna¬† forse dalle origini dell‚Äô umanit√†, prima che il Presidente John Fitzgerald Kennedy pronunciasse lo storico << We can>> <>. Non sto ¬†qui a parlarvi nei dettagli ¬†dei sogni del greco Luciano di Samosata, n√© delle fantasie di Mandeville, n√© degli studi di Keplero, n√© del teatrale Cyrano de Bergerac, e per Edgar Allan Poe, vi rimando al bellissimo racconto breve Hans Pfaall ¬†sulla Luna. Ma qui ¬†comincio con il francese Jules Verne che nel XIX secolo fu il primo ad immaginare un viaggio sul nostro satellite quasi in maniera scientifica, nessuno prima d‚Äô allora ¬†aveva ipotizzato la inibente¬† forza di gravit√† terrestre, il vero problema per cui il resto sono solo fantastici sogni. Verne sped√¨ l‚Äô uomo sulla Luna in tempi in cui la borghesia al potere sognava alla grande e cominciava a verificare i suoi sogni di potenza e di espansione. E alla fine del XIX secolo un russo di nome Tsiolkovsky, anche lui un grande sognatore del Cosmo, ipotizz√≤ scientificamente la colonizzazione del Sistema solare con teorie ¬†che allora erano parse quanto mai stravaganti. E poi venne la terribile prima guerra mondiale, a cui ¬†segu√¨ Hitler i cui ¬†sogni di dominio furono cos√¨ deliranti da farci pensare oggi ad una personalit√† paranoide e megalomane. Eppure da quella anomalia storica venne fuori ¬†un altro passo avanti ¬†nella conquista dello Spazio, infatti fu un uomo di Hitler, uno scienziato tedesco vicino al Fuhrer a mandare nel primo dopoguerra e realmente, gli uomini sul nostro satellite, sto qui ¬†parlando dell‚Äô ingegnere astronautico Werner von Braun, il primo direttore della nascente NASA negli Stati Uniti, √® strano, ma sono i paradossi della storia, che l‚Äô uomo che aveva cos√¨ ¬†ferocemente bombardato Londra con le V2 di sua invenzione, pi√Ļ tardi desse inizio alla grande avventura dell‚Äô uomo nello Spazio! ¬†Ma non ¬†c‚Äô√® stato solo il prestigioso ingegnere tedesco, ma a lui vanno aggiunti i nomi di Oberth un altro scienziato tedesco e di Willy Ley e¬† il regista, anche lui tedesco,¬†¬† Fritz Lang che realizz√≤ un film¬† che narrava di un razzo spedito sulla Luna dalla Terra. Ma la grande epopea si realizza solo ¬†nel dopoguerra, quando la competizione fra URSS e USA spinge¬† questi ultimi a tentare la grande avventura¬† e a mandare degli¬† uomini su quel¬† corpo celeste¬† cos√¨ a portata di mano da fare sognare gli uomini per generazioni. Qualcuno oggi si √® chiesto perch√© l‚Äô America ha preferito il contatto diretto invece di mandare preliminarmente delle sonde, sarebbe stata una soluzione, ma gli Stati Uniti preferirono allora¬† celebrare il loro trionfo in questo modo. Dopo lo storico¬† allunaggio del 17 luglio del 1969, da¬† alcuni oggi contestato, ne ¬†sono seguiti altri assieme¬† ad altre drammatiche¬† sconfitte. Poi il silenzio. Oggi la NASA rilancia il Progetto Lunare in vista ¬†collateralmente ¬†di uno sbarco su Marte nel giro di qualche decennio. E‚Äô legittimo¬†¬† chiedersi ¬†perch√© sono trascorsi tanti anni da allora, da quella mitica estate. Si pu√≤¬† anche rispondere che lo Spazio si √® rivelato pi√Ļ ostico e difficile di quanto si pensasse¬† all‚Äô inizio,¬† e che quindi richiede pi√Ļ¬† prudenza, o che l‚Äô avventura spaziale non ha progetti a lungo termine neanche negli Stati Uniti, e che richiede l‚Äô impiego di somme ingenti. Tutte risposte pi√Ļ¬† che accettabili. Ma potrebbero anche essercene delle altre,se solo si conoscesse tutto di questa meravigliosa avventura. Di certo io sono convinto che il Cosmo sar√† la grande Era¬† ¬†del Futuro, ma che le cose non andranno cos√¨ lisce. E‚Äô vero, i pericoli sono molteplici, madre natura ci ha reso adatti al nostro pianeta ma non di certo ¬†agli altri. La Conquista sar√† lenta e richieder√† dei sacrifici, ma avverr√†, sta gi√† avvenendo, non certo nei ritmi e nei tempi sognati dai grandi scrittori di fantascienza. In quanto alla nostra Luna non possiamo non immaginarne la colonizzazione, anche forzata, √® troppo preziosa per noi, oltre ad¬† essere una fonte di minerali eccezionale. Pensate alla Terra senza la Luna, quali forme di vita avrebbero potuto prendere sul nostro pianeta? Scientificamente la Luna e la Terra formano un unico ed indissolubile¬† sistema. Quale punto di osservazione migliore per la nostra Terra, della Luna che tra l‚Äô altro dista relativamente poco? L√¨ si potranno allocare sistemi sofisticatissimi di controllo, che possono monitorare il nostro pianeta in fase di grandi cambiamenti climatici, non parlo, purtroppo, ¬†dei possibili impieghi militari, la Luna √® la porta di ingresso verso la Terra. Vi si collocheranno¬† Osservatori astronomici capaci di scandagliare il Cosmo nei dettagli. Vi si impianteranno basi estrattive, e basi di ricerche sperimentali. Sorger√† una vera comunit√† scientifica e tecnica.¬† Ed infine vi si costruiranno degli spazioporti che ci porteranno su Marte ed oltre. Il problema √® come le comunit√† scientifiche e le industrie e spaziali e aim√® belliche, ¬†del nostro piccolo¬† ¬†pianeta intenderanno cooperare per realizzare questo sogno, perch√© forse nel futuro nello Spazio ¬†ci si andr√† ¬†insieme, questo potrebbe essere il nuovo assetto¬† ¬†del mondo anche in questo campo che dapprima era apparsa ¬†una semplice avventura ma che domani diverr√† una necessit√†. Si dovr√† rinunciare forse agli egoismi e alle giuste e ingiuste glorie nazionali, per affrontare in comune¬† il problema. Mi sembra che gi√† India e Cina si stiano muovendo in questa direzione. Ma vi √®¬† anche chi non la vede cos√¨. Vi sono anche coloro che pensano che le cose che l‚Äô uomo della strada non conosce di questa faccenda siano maggiori di quelle che conosce. Qualcuno tira fuori¬† di nuovo¬† le presenze Aliene nel nostro Sistema Solare, per quanto ne so questo non √® impossibile. Staremo a vedere. Se √® cos√¨ la storia pu√≤ prendere altri risvolti, e alcuni ritardi nello sviluppo spaziale potrebbero assumere altri significati. Comunque sono solo delle ipotesi, resta¬† il fatto che l‚Äô uomo non √® legato al suo pianeta d‚Äô origine per sempre e che presto o tardi dovr√† lasciarlo!