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HowardPhillipsLovecraft. Omaggio a un grande

giovedì, 19 novembre 2009

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                                              Howard Phillips Lovecraft

                                                       omaggio a  un grande

                                                                         by

                                                            Salvo Gagliardo

 

 

 

Howard Phillips Lovecraft oggi ¬†√® considerato unanimemente il pi√Ļ importante e ¬†il pi√Ļ singolare scrittore di letteratura fantastica di tutto il mondo, conosciuto e tradotto in tre continenti, America, Europa ed Asia, i suoi romanzi e racconti condividono il¬† primato¬† con Il Signore degli Anelli, ma io sono convinto¬† che quando quest‚Äôultimo non sar√† pi√Ļ letto i racconti dell‚Äô orrore di Lovecraft continueranno ancora¬† ad esserlo. E per chi lo conosce¬† come lo conosco io, questo mi fa problema. Perch√© mai uno scrittore che scrive di situazioni di horror estremo, che descrive entit√† ripugnanti, che immagina mondi inferi che salgono in superficie, che ci prospetta Alieni poco propensi a tollerare una specie effimera come l‚Äô uomo debba continuare a conoscere un s√¨ grande successo?. Lovecraft non √® Edgar Allan Poe, sebbene possa apparire per lui lo scrittore pi√Ļ rappresentativo e con cui condividere universo ed atmosfere. Egli sembra ¬†un bambino capriccioso, e un po‚Äô maldestro, ¬†di fronte alla perfezione formale, alla precisione di dettagli, alla potente razionalit√† e funzionalit√† ¬†dei racconti di Poe. Un giorno Jorge Luis Borges ebbe a scrivere ¬†che Lovecraft gli sembrava ¬†una involontaria parodia di Poe. Ma allora, perch√© mai Lovecraft sembra oggi quasi superare a sua insaputa il maestro di racconti grotteschi e dell‚Äô incubo, cos√¨ da fare dire a Jacques Bergier che Lovecraft √® superiore a Poe stesso? Una boutade da¬† intellettuale raffinato, o c‚Äô√® in questo ¬†qualche verit√†? Con Poe di sicuro ha condiviso l‚Äô aria del New England essendo nato a Providence e Poe a Boston. E di¬† Poe, Lovecraft si √® nutrito nella sua infanzia al protetto di Villa Phillips. Ambedue hanno fortemente risentito alcuni aspetti della letteratura europea, il romanticismo gotico per Poe e l‚Äô espressionismo e lo sperimentalismo europeo ¬†degli Anni Dieci e Venti per Lovecraft, ambedue hanno ambientato qualche loro racconto a Parigi, e ambedue saranno fatti conoscere in Europa proprio dalla Francia. Ma √® tutto qui, per il resto Lovecraft procede lungo un cammino tutto suo e simile ad un blake holy o a uno stato singolare della materia trasforma tutto quello con cui viene a contatto, Lovecraft stesso √® stato un alieno sul nostro pianeta. Secondo me la sua grandezza sta nella sua stranezza, nel fenomeno che egli ha rappresentato in letteratura e che resta oggi assolutamente inimitato sebbene molti lo hanno adorato e gli hanno dedicato almeno i loro primi tentativi di scrittura prima di conoscere il successo. E anche dopo. A mio avviso Lovecraft √® stato il pi√Ļ sofisticato mistificatore di letteratura fantastica di tutti i tempi, egli ha fatto suoi quasi tutti i temi del genere non esclusa la fantascienza, e li ha riproposti in versione HP. Lovecraft, ha ripreso diversi temi di Poe, ha riscritto il racconto di avventura e scientifico di Giulio Verne, ha rivisto il romanzo gotico vecchia maniera, ha esplorato l‚Äô Universo extraterrestre in un tempo in cui la fantascienza stava trovando una sua identit√† e delle sue riviste specializzate, ha ridato vita al genere di storie sovrannaturali in un periodo in cui lo scetticismo scientifico e i positivismo facevano altri passi avanti, e il cinema si apprestava a sostituire il terrore delle pagine stampate. Ha mistificato tutto e in modo geniale, mettendo insieme, esoterismi, occultismi, vecchi strumenti del gotico, scienza, tecnologie, in un mondo che si avviava verso la Seconda Guerra Mondiale e che stava ¬†per passare attraverso¬† il ¬†nazionalsocialismo e il ¬†comunismo. Sotto l‚Äô apparenza quasi quieta¬† di un provinciale annoiato e disturbato dal gran tra tran delle potenti trasformazioni in atto, amante di antichit√† e della storia del New England, nostalgico dell‚Äô antico colonialismo inglese in America, quasi fascista o razzista in certe sue affermazioni, Lovecraft io penso sia stato uno dei pi√Ļ grandi scrittori rivoluzionari del XX secolo, questo ne ¬†pu√≤ spiegare l‚Äô attuale successo. Molti sognatori di mondi antichi, nostalgici di ere pretecnologiche in cui l‚Äô universo ¬†non era stato ancora ¬†assatanato dalle macchine oggi non sono pi√Ļ letti, ma Lovecraft continua ad esserlo. Molti registi cinematografici ne dichiarano il debito e secondo me quasi tutta la fantascienza dovrebbe fare atto di omaggio verso uno scrittore che suo malgrado ha potentemente segnato il cammino di tutto il fantastico.

Era nato nel 1890 a Providence, nel Rhode Island, da una famiglia benestante e ricca, proprietaria di una vasta e bella villa, Villa Phillips. Il padre Winfield Scott Lovecraft, un rappresentante di commercio, ¬†vantava ascendenze inglesi, essendosi i Lovecraft stabiliti nello Stato di New York nel XIX secolo, e a questo suo sfoggio di ¬†anglicit√†, Lovecraft forse deve l‚Äô amore che ha ¬†sempre manifestato per il passato inglese e coloniale. Assai presto Winfield¬† ¬†¬†ha un collasso nervoso e dopo essere stato ¬†ricoverato in un casa di cura per malati di mente, ¬†muore, muore anche il vecchio van Buren Phillips e i Lovecraft dopo avere fatto bancarotta sono costretti a lasciare la bella villa in cima a College Hill. Per Howard Phillips Lovecraft ha inizio cos√¨ l‚Äô era dello ¬†sradicamento che durer√† tutta la vita. Inizia a traslocare in un‚Äô altra casa vicina, ¬†sempre ad Angell Street e vi ¬†abita con la madre che dalla morte del marito e del padre, √® ¬†¬†diventata pi√Ļ isterica e apprensiva e con ¬†le zie. Poi muore anche Sarah ¬†Susan Phillips, la madre, e Lovecraft si trasferisce a New York, presso una amica e scrittrice e appassionata¬† come¬† lui di racconti fantastici, ¬†la sposa, ma il matrimonio durer√† solo ¬†qualche anno, I due si separano e Lovecraft sempre pi√Ļ irritato dalla vita della grande metropoli decide di tornarsene nella¬† pi√Ļ tranquilla e provinciale Providence. Ma in realt√† ormai √® solo uno straniero.

………………………………………continua.

 

 

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2011.November.

 

SherlockHolmes.Il detective

giovedì, 19 novembre 2009

 

Sherlock Holmes

by

Salvo Gagliardo

-Elementary, my dear Watson!

 

Il pi√Ļ grande Investigatore Privato di tutti I tempi, Holmes √® il suo ¬†archetipo intramontabile, che potr√† essere riproposto sotto¬† altre forme, aspetti o abiti, a¬† secondo i tempi e le Ere, ma che non sar√† mai sostituito nella sua immagine- archetipo che il suo creatore e poi la fantasia ¬†popolare gli hanno assegnato. Ma come molti altri grandi della letteratura fantastica, Holmes ¬†√® una mistificazione e quasi una leggenda. Nessuno lo ha veramente incontrato o visto a parte il suo creatore, Conan Doyle, e il suo pi√Ļ grande amico, il dottore in medicina e chirurgia, Watson. Potrebbe essere una loro totale invenzione, noi non lo sapremmo mai. Potrebbe essere la maschera dietro cui si nasconde qualche altro personaggio, anche su questo non arriveremmo a nessuna verit√†, su di lui ci restano quattro romanzi e una serie sostanziosa di shorts story che cronologicamente lo vedono in azione dal 1881 al 1904, anno della sua scomparsa definitiva, anche se non sono stati pochi che hanno cercato di riportarlo in vita. Letterariamente Holmes entra in scena nel 1887, anno di pubblicazione del primo romanzo di Conan Doyle che parla delle avventure del suo eroe in Uno studio in rosso. D‚Äôora in poi dobbiamo prestare fede alle descrizioni e ai racconti di Watson, che non essendo Holmes ci d√† un suo ritratto dell‚Äô amico e maestro, ma per il resto ci lascia liberi di immaginarlo ¬†come ognuno di noi lo pu√≤. In Holmes la mistificazione letteraria si fa davvero intricante, e da un personaggio archetipale come lui non ci si ¬†potrebbe aspettare altro. Potremmo forse avere ¬†un equivalente nel Don Chisciotte di Cervantes. Chi sia realmente, da dove venga, chi sia stata la sua famiglia, sono tutte cose lasciate alla discrezione di Watson che ogni tanto getta l√¨ qualche dato biografico della vita del suo amico, forse non √® londinese, forse ha la stessa et√† di Watson, forse ha una sorella, di sicuro ha un fratello che possiede le sue stesse doti di investigatore, in ogni caso √® un cittadino che resterebbe anonimo se non fosse per Doyle e per Watson, nella ¬†sovrappopolata capitale del grande impero coloniale e commerciale inglese. Uno di quei tanti individui pi√Ļ o meno eccentrici, ¬†che la affollano e che popolano i suoi bassifondi come le sue parti pi√Ļ alte, Holmes √® uno di loro, ma √® anche di pi√Ļ, perch√© veglia come un guardiano dalla vista acuta sulla sua sicurezza e consegna ¬†alla giustizia i criminali e gli assassini. Volendo avrebbe qualcosa di romantico se non fosse cittadino di quei tempi travagliati dominati dalla grande Regina, la regina Vittoria, con una Civilt√† Borghese e¬† Industriale che sta conoscendo l‚Äô apice per poi avviarsi al declino. Sarebbe forse un tardo boemienne a Parigi, e lui stesso sembra definirsi tale, un artista dell‚Äô investigazione, ma Londra non √® Parigi, √® una metropoli ingrossata e sporcata ¬†dallo sviluppo industriale, ed √® il cuore di un Impero Coloniale che ancora non conosce il declino. Sarebbe una citt√† esotica ed avventurosa come la Bagdad delle Mille e una Notte, se non fosse la pi√Ļ grande metropoli dell‚Äô Occidente da cui parte la storia e in cui si fa la storia. Le sue grandezze e miserie ci sono gi√† state descritte ¬†da altri grandi del Romanzo, parlo degli scrittori inglesi ¬†di fine Settecento, e parlo naturalmente ¬†di Dickens dalla cui penna noi dobbiamo quasi tutto quello che successivamente √® stato ritratto di questa citt√†, ¬†e parlo anche di Bulwer Lytton, ¬†dello stesso Stevenson che con Conan Doyle condivide la cittadinanza scozzese, ed √® lo Stevenson di Lo Strano caso del ¬†Dottor Jekyll e mister Hyde che per primo ci d√†¬† la futura olografia consacrata di Londra, la Londra fumosa e nebbiosa, dei fanali notturni, dei poliziotti e delle carrozze che trasportano criminali e alte personalit√† politiche e di governo, o illustri professionisti, o assassini, ¬†√® forse fra i primi a tratteggiarci i quartieri malfamati di Soho, e le vie che vedranno in azione il giovane ed allampanato Holmes e il misterioso Jack lo Squartatore. New York d‚Äôoltre atlantico non √® ancora giunta alla sua grandezza di centro, simbolo e cuore di una Civilt√†, anche se si sta muovendo in questo senso. E Parigi resta la citt√† del bel vivere e delle avventure amorose, non puzza di smog e di carbone come Londra. Non c‚Äô√® forse scrittore nell‚Äô Empireo dei letterati che nei suoi romanzi e nella sua miriade di racconti ci abbia lasciato una galleria infinita di personaggi nessuno dei quali √® pi√Ļ grande o pi√Ļ significante di un altro, dal piccolo criminale all‚Äô uomo politico e di Governo, dallo sciusci√† londinese, al bettoliere o al poliziotto di Scotland Yard. Secondo me la vera grandezza dello scrittore edimburghese sta proprio in questo, nella straordinaria quantit√† di volti e di personaggi che ha fatto vivere nella sua Londra virtuale e letteraria. Forse si dovr√† attendere James Joyce e la sua Dublino per avere una tale variet√† di umanit√† concentrata in una unica¬† citt√†.¬† Ed ¬†Holmes sembrerebbe un personaggio romantico da fiaba, un personaggio da Hans Christian Andersen, se non fosse un figlio tormentato e complesso del suo tempo.

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Sublime &Numinoso

mercoledì, 18 novembre 2009

  

 

 

 

 

Il Romanzo Gotico

by

 Salvo  Gagliardo

 

I Libri del Terrore

 

 

A distanza di circa cento anni apparvero due libri che segneranno non solo il gusto ma anche indicheranno i cammini complessi dell’ umanità. Il primo fu pubblicato nel 1757 e il secondo nel 1917, il primo quasi all’ alba del Rivoluzione francese e in piena Rivoluzione industriale, il secondo in piena Prima Guerra mondiale  quasi alle porte di altri due eventi cardini  della storia, la Rivoluzione russa e la nascita del Nazional  socialismo. Ma essi riguarderebbero la Storia, se non interessassero anche gli studiosi e gli appassionati di Letteratura Fantastica.

 

Nel 1757 fu dato alle stampe  in Inghilterra un opuscolo filosofico destinato a conoscere un certo successo editoriale, ma soprattutto a segnare una nuova sensibilità estetica nell’ arte e nel  gusto. Si trattava di Enquiry upon the origin of our ideas of the sublime and beautiful, e il suo autore era Edmund  Burke. Burke che non era nuovo alle lettere, aveva già pubblicato un altro trattato, aveva 37 anni, e si avviava a ricoprire diverse cariche politiche, nato a Dublino in Irlanda nel 1729, , Burke resterà famoso per la sua opposizione alla Rivoluzione Francese e per la sue simpatie con la Rivoluzione Americana. Whig e Conservatore, figlio di un avvocato, conobbe un certo lustro ai suoi tempi per la sua carica battagliera, ma verrà  ricordato per questo volumetto. E per un panflet , The Present State of the Nation ma anche per i suoi discorsi come Conciliation with America (1775) e la Letter to the Sheriffs of Bristol (1777.).

Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore, all’ orrendo che affascina>>. Scrive Burke nel suo trattato di estetica. Dove Il Bello come era comunemente inteso viene rivisto attraverso la categoria approfondita da Burke del Sublime. E il Sublime viene letto  filtrato dallo Stupore e dal Terrore che è implicito nello Sproporzionato e nel Gigantesco.

” Nella natura non si cerca pi√Ļ ci√≤ che pu√≤ rallegrare la vista, ma si cerca ci√≤ che impressione l‚Äô animo per la sua grandiosit√† e violenza. Si cerca il massimo, il top delle sensazioni, un senso smisurato del piacere diremmo>>. ¬†Siamo con Burke vicino al marchese de Sade. In questo rinnovamento del sentire non c‚Äô√® posto per una distaccata contemplazione, ma le nuove scoperte scientifiche spingono l‚Äô Uomo verso l‚Äô Infinito e le sfide che esso impone a chi osa come nel Paradiso Perduto di Milton dare la scalata ai Cieli. Siamo agli albori del Romanticismo, a Burke fa da contro voce la filosofia di Kant e poi quella di Schopenhauer, ambedue si avventurano nel Regno del Sublime e cercano ognuno a suo modo di definirlo meglio. Sublime significa ora Potenza in azione, e non contemplazione fredda, significa pathos e passione.

Longino in et√† alessandrina, nel Primo secolo dopo Cristo anche lui aveva cercato di definire¬† la natura ¬†del sublime in un opera che verr√† poi riesumata proprio nel XVIII secolo, all‚Äô alba sella Rivoluzione Industriale. Il ¬†Per√¨ Ipsous, ma si trattava nel suo caso di un trattato di retorica. ¬†Pseudo Longino visse anche lui in un Era di grandi trasformazioni, che implicavano fra l‚Äô altro¬† la nascita della Civilt√† Cristiana. Noi non vogliamo qui cogliere certe somiglianze con la Nostra Era, che ci sono a detta di molti, forse riaffermando l‚Äô idea di una possibile ciclicit√† negli Sviluppi della Storia. Fu il francese Nicolas Boileau che lo fece ¬†conoscere attraverso una sua traduzione all‚Äô uomo moderno e permise ¬†a Burke di scrivere il suo saggio. Siamo alle soglie del Romanticismo e si impone una ¬†nuova sensibilit√† del sentire e del vedere, deserti, oceani in tempesta, cime e ghiacciai, la potenza della natura scatenata, si scatena un‚Äô ansia di sentimenti estremi che mettono paura, un bisogno di esperienze estreme che non possono non coinvolgere anche De Sade.Piacere e dolore aprono ¬†le nuove porte della conoscenza, e da questa strada si arriva anche al patologico. E‚Äô chiaro che qui ¬†si anticipa Freud e la frenologia moderna. Gli artisti romantici prediligeranno questi paesaggi estremi, deserti, montagne, oceani, turbolenze naturali.¬† Si fa avanti anche l‚Äô idea che ci√≤ che respinge anche attrae. Che la Repulsione √® l‚Äô altra faccia dell‚Äô Attrazione e dell‚Äô Incanto. Una foresta oscura e piena di pericoli attrae e respinge insieme. In Frankenstein gli scenari sono le vette delle Alpi Svizzere, i castelli della Germania, e i Ghiacci del Polo Nord, la fantasia si allarga e galoppa, sono i primi segni di una globalizzazione che non conosce confini e che sar√† propria della letteratura fantastica e di tutti i suoi sottogeneri, non esclusa la letteratura di fantascienza. Solo l‚Äô estremo del Sublime pu√≤ mostrare allo scienziato le leggi nascoste della Natura. Si esclude cos√¨ il rimo augusteo e misurato a favore di esperienze estreme. In un tempo in cui dal‚Äô altra parte si affermava il neoclassicismo a cui fu legato Goethe, ma lo stesso Goethe non sfugg√¨ alla nuova sensibilit√† e le sue opere, ad esempio Faust lo stanno a rivelare, per non parlare dei suoi diari di viaggio, soprattutto quello in Sicilia. Sappiamo che il poeta di Weimar fuggiva il gotico sorgente nelle sue scelte architettoniche e paesaggistiche in nome di un equilibrio illuministico, ma ‚Ķ.il suo interesse per Cagliostro, per certi correnti esoteriche e pietiste del tempo, i suoi interessi per una certa oscurit√†, o per le sensazione che prov√≤ nella Grotta di Santa Rosalia a Palermo, in Goethe forse vivevano due anime, e non tutto in lui fu apollineo come pi√Ļ tardi cercher√† di dimostrare Thomas Mann. E‚Äô chiaro che siamo pronti con simile sensibilit√† dilatata a leggere ¬†i romanzi di Horace¬† Walpole e di tutti gli altri ¬†scrittori e scrittrici di Romanzi Gotici. Ed √® anche chiaro che per questa strada passeranno non solo Hoffman e Poe, ma anche l‚Äô intero mondo fantastico del XIX e del XX secolo. La predilezione per le situazioni estreme, per la patologia dei sentimenti, per il macabro e il morboso passano da qui. E alla fonte ricevono le considerazioni del filosofo irlandese.

 

Nel 1917 viene pubblicato in Germania Das Heilige. √úber das Irrationale in der Idee des G√∂ttlichen und sein Verh√§ltnis zum Rationalen, ¬†da un giovane teologo e pastore protestante, e studioso di scienze religiose, Rudolf Otto. Otto era nato nel 1869. nella Bassa Sassonia ed aveva viaggiato in India. Il suo saggio ha rivelanza per il pensiero protestante e cristiano, ma in breve diviene oggetto di interesse e di studio per studiosi di religioni comparate come Mircea Eliade e Josef Campbell, ma noi vi troviamo anche dell‚Äô altro che interessa il nostro punto di vista di studiosi di letteratura fantastica. Rudolf Otto ha introdotto nel mondo religioso ma non solo la categoria del Numinoso nel Sacro. Un sentimento di difficile definizione che ci permette di capire l‚Äô intero mondo legato alle manifestazioni religiose, mistiche e del Sacro. Nel suo libro si parla di fascinans e di tremendum, di mysterium e di Ganz andere, ossia di il Radicalmente altro. Categorie che forse fanno parte di una visione pietistica della vita ma che possono anche essere applicate al grande genere letterario fantastico. Se Burke aveva segnato il passo della nuova moda letteraria gotica, Otto ne ha rafforzato le strutture interne in un tempo che stava conoscendo il cinema e un nuovo tipo di letteratura del terrore. E‚Äô chiaro che non possiamo applicare alla lettera le profonde considerazioni del pastore luterano nell‚Äô esaminare opere come Lo strano Caso del dottor Jekill e mister Hyde, o il Dracula di Bram Stoker, o i pi√Ļ moderni lavori di un Lovecraft, ma che nel nuovo gotico ci fosse molto di Otto questo lo possiamo sostenere. E‚Äô una chiave di lettura che non considera la sofisticata macchina editoriale di racconti fantastici e dell‚Äô orrore legata alle spietate leggi del mercato, ma √® certo che un nuovo sentimento gotico si afferma anche nel cinema nelle prime opere fantastiche o espressioniste. Cos√¨ come Burke toglieva la categoria del Bello da un certo manierismo arcadico, cos√¨ Otto restituiva la religione, o le religioni ad un sentimento primordiale del Sacro che con la razionalit√† ha poco a che fare. Burke sebbene avverso alla Rivoluzione Francese, mostrava che il bello sta anche nell‚Äô orrore e nel raccapriccio, Hitler chiamer√† fantastiche le sue armi di distruzione e far√† della guerra uno spettacolo anche da godere e per cui esaltarsi. Gotico nel Settecento stiede anche per Barbaro e recupero del Barbarico, Otto a circa un secolo di distanza, dimostrava che il fondo dell‚Äô uomo √® irrazionale e che anche Dio, come nell‚Äô antico Testamento pu√≤ manifestarsi nell‚Äô orrore. Burke apriva la strada alla nuova classe borghese che andr√† al potere, Otto ne constater√† il declino e la fine e il ritorno al sentimento ineffabile del terrore.

Nella letteratura critica, nel 1987, S.L. Varnado ha dato alle stampe. Haunted Presence. The Numinous in Gothic Fiction. Nel suo saggio critico, lo scrittore adotta le categorie usate da Otto per dare una sua lettura della letteratura gotica.

 

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I Capolavori. Lo Strano Caso del dottor Jekyll e mr. Hyde

venerdì, 6 novembre 2009

 

 

 

I Capolavori

The Strange Case of doctor Jekyll and mister Hyde

di

Robert Louis Stevenson

 

by

Salvo Gagliardo

 

 

Il romanzo di Robert. L. Stevenson √® stato letto, studiato e classificato diversamente nel tempo, come ¬†romanzo tardo gotico del secondo Ottocento, come detective story, come romanzo scientifico o ¬†avventura scientifica per l‚Äô esperimento off limits condotto dal medico e scienziato londinese Edward Jekyll, come romanzo metafisico e del sovrannaturale, ed effettivamente l‚Äô opera, non eccessivamente lunga e condotta secondo una certa economia di spazi, si presta a queste diverse classificazioni, e nessuna di queste le √® estranea. Siamo nel tardo Ottocento e in Inghilterra domina la Regina Vittoria, l‚Äô opera √® quindi del periodo tardo vittoriano dominato dalle scienze biologiche e darwiniane. Siamo lontani di mezzo secolo e passa dal Frankenstein della giovane Mary Shelley e l‚Äô Impero inglese ¬†comincia a segnare qualche vago cedimento. La borghesia √® all‚Äô apice, ma giunta nel suo livello pi√Ļ alto presagisce la sua ¬†fine. Fra qualche anno Herbert George Wells dar√† alle stampe i suoi disperati¬† ed allarmanti¬† ¬†romanzi futuristici e Conan Doyle, anche lui scozzese di Edimburgo come Stevenson un po‚Äô forse rifacendosi a certe atmosfere del romanzo del suo concittadino creer√† una Londra olografica e di maniera dove i nuovi Jekyll potranno germinare ,crescere, e¬† ¬†vivere le loro vite di crimini e di libert√† assoluta, studiati, scovati e mostrati al pubblico dall‚Äô abile e contraddittorio Sherlock Holmes. Insomma l‚Äô Impero Inglese domina ancora i commerci tallonato dalla potente e crescente America, ma comincia anche a chiedersi quali sono i confini di questa espansione e quale √® il prezzo da pagare in nome di una certa umanit√† e contegno che diventa sempre pi√Ļ di facciata. Le scienze stanno facendo miracoli e bacchettoni come il dottor Layon √® giusto che ¬†diventino le vittime di un piccolo mostro terribile nato dal seno dell‚Äô augusto e rispettato Edward Jekyll, dottore in medicina, le generazioni si susseguono e il futuro di Hyde sembra sorridere tenebrosamente¬† e anticipare ci√≤ che di mostruoso e terribile riserver√† all‚Äô uomo il XX secolo. Sono timidi tentativi ancora, non si parla di ecatombi e di genocidi o di omicidi plurimi. Tutto sommato Hyde √® ancora un bambino che deve provarsi in un mondo che ancora lo rifiuta e per questo deve agire di nascosto, come vuole il suo cognome. Nel romanzo si parla solo di qualche sua malefatta, una ragazzina strapazzata in una via di notte, ¬†e un vecchio trombone universitario ucciso, anche se ¬†selvaggiamente, niente di pi√Ļ, il resto Stevenson forse ce lo suggerisce. Oggi sorrideremmo visto che ogni giorno siamo testimoni di crimini efferati veri o ricreati in ¬†fiction che vanno ben oltre la recuperata selvaggia potenza distruttiva del giovane ¬†alter ego del dottore. Ma il piccolo e mostruoso Hyde appare¬† gi√†¬† a creature sensibili come Utterson dai modi e dalle idee di antico puritano e a Stevenson lo scrittore, creatore, e demiurgo, gi√† contornato dalla sua aura di metafisico orrore agghiacciante, questo forse √® il lato pi√Ļ interessante dell‚Äô opera dello scrittore inglese e in questo consiste ¬†forse ¬†la sua intensa goticit√†. Hyde √® il Male o meglio √® Il Male ¬†che fa ¬†il suo ingresso nel mondo in attesa di potenziarsi e divenire pi√Ļ spettacolare ed esplosivo. Io penso che il punto di vista pi√Ļ interessante per uno scrittore di fantastico sia l‚Äô aspetto sovrannaturale della storia, che ¬†potrebbe anche diventare fantasy pi√Ļ tardi, ed √® quello che ha ¬†affascinato di pi√Ļ lettori ed estimatori come HP. Lovecraft. L‚Äô aspetto ¬†sociale o psicologico del racconto, i suo innesto nella moderna e nascente psicoanalisi, l‚Äô alienazione inevitabile dell‚Äô uomo sempre pi√Ļ dentro meccanismi gelidi e tecnologico e sempre pi√Ļ costretto a portare maschere di convenienza in una societ√† sempre pi√Ļ complessa ed intimamente spietata, √® cosa che √® stata ampiamente sceverata, anche l‚Äô ormai classico richiamo al ¬†Doppelganger √® oggi cosa trita e ritrita, sappiamo tutti l‚Äô apporto a questo tema di Edgar Allan Poe, di Stevenson, di Oskar Wilde e di vari altri, e conosciamo oggi un po‚Äô tuti le sintomatologie di schizoidismo o le diverse schizofrenie della personalit√†, tutte cose che si potevano acquistare a peso nelle edicole ed oggi trovare su Internet,. Ma forse nessuno oggi fra tutti coloro che ogni giorno ci propinano spettacoli di scissioni, o alterazioni patologiche della personalit√†, di killer seriali sempre pi√Ļ in gara nelle fiere dell‚Äô atrocit√†, forse nessuno √® riuscito letterariamente a rendere quanto Stevenson il Mistero del Male e della sua esistenza, bisognerebbe fare molti passi indietro per trovare qualcuno o qualcosa capace di rendercene la forza e l‚Äô orrore. Io penso che fra ¬†gli scrittori del XX secolo, solo Howard Phillips ¬†Lovecraft ci si √® provato. Forse ancora¬† ¬†in America, Melville ci ha provato. Hyde non √® Jekyll, non lo √® fisicamente altrimenti i suoi amici lo avrebbero riconosciuti, Hyde √® qualcosa d‚Äô altro, una Alieno forse o un Mistero che si sta servendo del corpo di Jekyll la cui curiosit√† scientifica lo ha spinto a quell‚Äô esperimento andato a male. Hyde √® tutti noi, Hyde √® la liberazione dell‚Äô energia di un atomo scisso, Hyde √® l‚Äôeffetto della distruzione di quella unit√† anche se fittizia con cui tutti noi ci presentiamo al mondo, Hyde √® l‚Äô orrore della Molteplicit√† libera di manifestarsi nel caos e nella violenza, √® insomma l‚Äô antico ¬†pandemonio. E‚Äô la molteplicit√† che √® sottesa ad ogni ¬†Unit√† voluta da Dio ma debole e facilmente distruttibile se non √® tenuta da ferree leggi morali e quasi bibliche. E‚Äô il ritorno allo stato pagano libero e selvaggio, √® il recupero del notturno e delle sfere selvagge che ¬†vanno di notte a caccia sotto la complicit√† della Luna piena, Hyde √® tutto questo. Si direbbe, come √® stato anche ¬†detto, il piacere della regressione generata ¬†da una ¬†trasgressione alle leggi di Dio. E Utterson che rappresenta un indagatore distaccato che sebbene puritano e cittadino del Bene nel male √® di casa, Utterson ne percepisce con agghiacciante terrore la presenza. Hyde anticipa Hitler, anticipa la bomba di Hiroshima, anticipa le pulizie etniche e tanto altro, in qualche ¬†modo Hyde apre la strada a Jack lo Squartatore, ai pagliacci assassini di Stephen King , a Norman Bates ¬†di Psyco, ad ¬†Hannibal ¬†Lecter ¬†de Il¬† ¬†Silenzio degli ¬†Innocenti, √® Patrick Bateman il ¬†serial killer di American Psyco.¬† Ma √® ancora qualcosa di pi√Ļ e Stevenson da ottimo scrittore non svela tutto ¬†il ¬†suo mistero, ¬†ma lo lascia vivere come simbolo irriducibile, come incubo notturno che continua a terrorizzarci, con una forza maggiore di quella di Freddy Kruger, ¬†come ¬†l‚Äô archetipo di un ¬†personaggio eterno simile al Vampiro ¬†o all‚Äô Ebreo Errante. L‚Äô arte consumata di R.L. ¬†Stevenson ¬†sta proprio in questo, nel fatto che ha messo in giro un archetipo intramontabile. La grandezza negativa di Hyde e quella artistica del suo creatore stanno proprio qui, ancora oggi ¬†leggiamo questo romanzo che dovrebbe sembrarci ¬†superato da misfatti ed orrori ben pi√Ļ grandi. Ma i capolavori hanno ¬†da sempre fatto questo nel dar vita a personaggi intramontabili e non resi vani dal tempo.

 

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