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                                              Howard Phillips Lovecraft
                                                       omaggio a  un grande
                                                                         by
                                                            Salvo Gagliardo
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Howard Phillips Lovecraft oggi  è considerato unanimemente il più importante e  il più singolare scrittore di letteratura fantastica di tutto il mondo, conosciuto e tradotto in tre continenti, America, Europa ed Asia, i suoi romanzi e racconti condividono il primato con Il Signore degli Anelli, ma io sono convinto che quando quest’ultimo non sarà più letto i racconti dell’ orrore di Lovecraft continueranno ancora ad esserlo. E per chi lo conosce come lo conosco io, questo mi fa problema. Perché mai uno scrittore che scrive di situazioni di horror estremo, che descrive entità ripugnanti, che immagina mondi inferi che salgono in superficie, che ci prospetta Alieni poco propensi a tollerare una specie effimera come l’ uomo debba continuare a conoscere un sì grande successo?. Lovecraft non è Edgar Allan Poe, sebbene possa apparire per lui lo scrittore più rappresentativo e con cui condividere universo ed atmosfere. Egli sembra  un bambino capriccioso, e un po’ maldestro,  di fronte alla perfezione formale, alla precisione di dettagli, alla potente razionalità e funzionalità  dei racconti di Poe. Un giorno Jorge Luis Borges ebbe a scrivere  che Lovecraft gli sembrava  una involontaria parodia di Poe. Ma allora, perché mai Lovecraft sembra oggi quasi superare a sua insaputa il maestro di racconti grotteschi e dell’ incubo, così da fare dire a Jacques Bergier che Lovecraft è superiore a Poe stesso? Una boutade da intellettuale raffinato, o c’è in questo  qualche verità ? Con Poe di sicuro ha condiviso l’ aria del New England essendo nato a Providence e Poe a Boston. E di Poe, Lovecraft si è nutrito nella sua infanzia al protetto di Villa Phillips. Ambedue hanno fortemente risentito alcuni aspetti della letteratura europea, il romanticismo gotico per Poe e l’ espressionismo e lo sperimentalismo europeo  degli Anni Dieci e Venti per Lovecraft, ambedue hanno ambientato qualche loro racconto a Parigi, e ambedue saranno fatti conoscere in Europa proprio dalla Francia. Ma è tutto qui, per il resto Lovecraft procede lungo un cammino tutto suo e simile ad un blake holy o a uno stato singolare della materia trasforma tutto quello con cui viene a contatto, Lovecraft stesso è stato un alieno sul nostro pianeta. Secondo me la sua grandezza sta nella sua stranezza, nel fenomeno che egli ha rappresentato in letteratura e che resta oggi assolutamente inimitato sebbene molti lo hanno adorato e gli hanno dedicato almeno i loro primi tentativi di scrittura prima di conoscere il successo. E anche dopo. A mio avviso Lovecraft è stato il più sofisticato mistificatore di letteratura fantastica di tutti i tempi, egli ha fatto suoi quasi tutti i temi del genere non esclusa la fantascienza, e li ha riproposti in versione HP. Lovecraft, ha ripreso diversi temi di Poe, ha riscritto il racconto di avventura e scientifico di Giulio Verne, ha rivisto il romanzo gotico vecchia maniera, ha esplorato l’ Universo extraterrestre in un tempo in cui la fantascienza stava trovando una sua identità e delle sue riviste specializzate, ha ridato vita al genere di storie sovrannaturali in un periodo in cui lo scetticismo scientifico e i positivismo facevano altri passi avanti, e il cinema si apprestava a sostituire il terrore delle pagine stampate. Ha mistificato tutto e in modo geniale, mettendo insieme, esoterismi, occultismi, vecchi strumenti del gotico, scienza, tecnologie, in un mondo che si avviava verso la Seconda Guerra Mondiale e che stava  per passare attraverso il  nazionalsocialismo e il  comunismo. Sotto l’ apparenza quasi quieta di un provinciale annoiato e disturbato dal gran tra tran delle potenti trasformazioni in atto, amante di antichità e della storia del New England, nostalgico dell’ antico colonialismo inglese in America, quasi fascista o razzista in certe sue affermazioni, Lovecraft io penso sia stato uno dei più grandi scrittori rivoluzionari del XX secolo, questo ne  può spiegare l’ attuale successo. Molti sognatori di mondi antichi, nostalgici di ere pretecnologiche in cui l’ universo  non era stato ancora  assatanato dalle macchine oggi non sono più letti, ma Lovecraft continua ad esserlo. Molti registi cinematografici ne dichiarano il debito e secondo me quasi tutta la fantascienza dovrebbe fare atto di omaggio verso uno scrittore che suo malgrado ha potentemente segnato il cammino di tutto il fantastico.
Era nato nel 1890 a Providence, nel Rhode Island, da una famiglia benestante e ricca, proprietaria di una vasta e bella villa, Villa Phillips. Il padre Winfield Scott Lovecraft, un rappresentante di commercio,  vantava ascendenze inglesi, essendosi i Lovecraft stabiliti nello Stato di New York nel XIX secolo, e a questo suo sfoggio di  anglicità , Lovecraft forse deve l’ amore che ha  sempre manifestato per il passato inglese e coloniale. Assai presto Winfield   ha un collasso nervoso e dopo essere stato  ricoverato in un casa di cura per malati di mente,  muore, muore anche il vecchio van Buren Phillips e i Lovecraft dopo avere fatto bancarotta sono costretti a lasciare la bella villa in cima a College Hill. Per Howard Phillips Lovecraft ha inizio così l’ era dello  sradicamento che durerà tutta la vita. Inizia a traslocare in un’ altra casa vicina,  sempre ad Angell Street e vi  abita con la madre che dalla morte del marito e del padre, è   diventata più isterica e apprensiva e con  le zie. Poi muore anche Sarah  Susan Phillips, la madre, e Lovecraft si trasferisce a New York, presso una amica e scrittrice e appassionata come lui di racconti fantastici,  la sposa, ma il matrimonio durerà solo  qualche anno, I due si separano e Lovecraft sempre più irritato dalla vita della grande metropoli decide di tornarsene nella più tranquilla e provinciale Providence. Ma in realtà ormai è solo uno straniero.
………………………………………continua.
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