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UFO&Hollywood
Klaatu Barada Nikto.Il Mondo non sarĂ distrutto
Ultimatum alla Terra.1
Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.
di Salvo Gagliardo
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Il 19 e il 20 luglio del 1952 la città di Washington D.C. fu oggetto di interesse di un una pattuglia di UFO che sorvolarono la Capitale, l’ Aeroporto e la Casa Bianca scatenando l’ interesse e il panico della città più importante d’ America. Il 1952 resta anche noto per l’ incontro del contattista americano George Adamski con l’ uomo stellare venuto dal pianeta Venere, Orthon. E sembra quasi una strana coincidenza che l’ anno prima sia uscito nelle sale d’ America il film The Day the earth stood still, del regista Robert Wise, e che con una pessima traduzione fu chiamato in Italia, Ultimatum alla Terra. Un film vecchio ma che resterà nella storia del cinema anche per” Klaatu Barada Nikto” , una sorta di codice vocale comprensibile ad un Robot, e pronunciata dall’ eroina della storia alla fine del film e che salverà la Terra dalla distruzione totale. Oggi fra i patiti di fantascienza e di film di fantascienza quella frase ha ancora un valore mitico.
La storia è questa. Un Disco Volante dopo aver sorvolato la Terra attraversa il cielo di Washington D.C. una mattina come le altre e atterra direttamente nel giardino del Presidente, dentro l’ ampio Parco della Casa Bianca. L’ oggetto è stato tenuto attentamente d’occhio dalla Difesa così che prestissimo si genera un mobilitazione generale che porta esercito e cittadini nella zona dove è atterrato il Flying Saucer misterioso. Ormai tutta l’ America sa quello che sta accadendo. Un fenomeno simile sarà stato molte volte immaginato e sognato dagli appassionati di Dischi Volanti, e c’è chi oggi sostiene che sia già avvenuto al tempo della presidenza Eisenhower. Dall’ oggetto esce una strana creatura assai simile ad un uomo con una tuta ed un casco. Si avvicina ai soldati per consegnare qualcosa, ma i soldati fanno fuoco e lo feriscono. Dall’ astronave esce un’ altra creatura, un gigantesco robot di nome Gort che con un raggio micidiale disintegra le armi dell’ esercito e manda in polvere i loro mezzi corazzati. La creatura ferita viene trasportata dall’ esercito in un ospedale militare. Qui la vediamo con abiti terrestri e senza casco a colloquio con il segretario del Presidente degli Stati Uniti. E’ l’ attore Michael Rennie a prestargli il suo aspetto fisico alto, longilineo, segaligno e scarno. La creatura dice di chiamarsi Klaatu e di venire da un pianeta extrasolare per leggere un Messaggio di pace agli uomini, ma se il Messaggio non verrà letto, allora Klaatu distruggerà la Terra. E’ un bel film sull’ Angelo Distruttore mandato da Dio. E Michael Rennie si presta bene alla parte con il suo viso lungo e ossuto. Ma chi accoglierà quest’ angelo che fugge dal’ ospedale, un gioco da nulla per lui? Sarà Helen Benson, Patricia Neal, una bella signora che gestisce una pensione a Washington D.C. ,una vedova di guerra il cui marito è morto nella 2 Word War, e riposa ad Arlington, fra i caduti. Ma l’ Angelo non si presenta come Klaatu, l’ Uomo venuto dalle Stelle o come l’ Angelo Vendicatore, ma come un mr. Carpenter.Nella pensione si parla del Disco Volante, e non sono in pochi a pensare che si tratti di qualche diavoleria sovietica dei comunisti. Ma in casa c’è anche Bobby, il figlio di Helen con cui Klaatu stringe subito amicizia, anche lui è eccitato dalla novità della nave spaziale ferma davanti la Casa Bianca. E una mattina i due fanno una passeggiata proprio là . Fra gli spettatori che commentano quello strano fatto, Lui. l’ Angelo se la ride, se dicesse chi è forse fuggirebbero o si metterebbero a ridere. E poi una sosta patriottica davanti al Lincoln Memorial e alla statua di Abramo Lincoln. Klaatu legge qualcosa scolpito in eterno, è il Discorso di Gettysburgh, il più solenne e storico pronunciamento di un capo di Stato per un americano. Al ritorno i due passano dalla casa del professor Jacob Barnhardt, un famoso scienziato e fisico. Il professore è assente ma Klaatu ha il tempo di modificare alcune formule scritte dal professore in una lavagna, modificarle in meglio e lasciare il suo recapito. Da qui la nostra bella storia si complessizza, infatti poco dopo un uomo dell’ Esercito si presenterà a casa Benson per prelevare Klaatu e portarlo dall’ illustre scienziato.
Continua…….
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UFO& Hollywood
Klaatu Barada Nikto.Il Mondo non sarà distrutto
Ultimatum alla Terra.2
Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.
di Salvo Gagliardo
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 Quindi Klaatu  viene condotto da un soldato alla presenza del vecchio professore di fisica Jacob Barnhardt che deve essere un autorità per coinvolgere l’ esercito a Washington D.C., la città del Pentagono. E’ bello questo film perché non ha strutture sofisticate e Klaatu è solenne, quasi ieratico avvolte, altre mostra una sottile furbizia tipicamente umana, ma è un gentiluomo vecchio stampo, il regista ha voluto che mostrasse questa superiore ed angelica presenza e distacco, e soprattutto autorità . Il film di Weis mostra un  lato epico ch è proprio  di tutta la filmografia americana, da Ford a Spielberg a Coppola. Klaatu visto di fronte alla grande statua di Lincoln a cui sembra anche somigliare a parte l’ assenza di barba. Epiche sono le scene di apertura che vedono l’ intero apparato militare industriale americano in piena attività per far fronte a questa Visita inaspettata, sono mobilitati Stampa, Radio, Televisione, i centralini telefonici, le rotative dei giornali, la gente comune, i militari del Pentagono. Vengono coinvolte tutte le grandi città del Pianeta. L’ America nei suoi film si esprime sempre in senso epico e quasi patriottico. Mi riservo di continuare queste osservazioni nella nota che riguarda La Guerra dei Mondi. E’ il primo incontro epocale con una Intelligenza Extraterrestre e il film anticipa Incontri Ravvicinati di Spielberg. Klaatu deve dare un segno della sua superiorità sui Terrestri al professore e gli predice quello che fra poco accadrà , quindi fa  ritorno all’ astronave, seguito nascostamente da Bobby, incuriosito da quello strano cliente della pensione. E Bobby assiste a qualcosa che eccita la sua fantasia, mentre Klaatu entrato nell’ astronave contatta la sua civiltà e stabilisce con loro un black out che dovrà interessare per una mezzora l’ intero pianeta Terra. Ma tutto questo farà sospettare la signora Benson e il suo nuovo fidanzato che farà delle ricerche soprattutto per stabilire se il diamante che Klaatu ha regalato a Bobby è autentico. Poi si scatena la caccia all’ Uomo dello Spazio, mentre un black aut manda in tilt per un po’ l’ intero motore del pianeta Terra e confermerà al professore di fisica che quello è davvero quello che ha detto di essere. Entra in gioco la bella signora Benson che cercherà di aiutare Klaatu a raggiungere il Disco Volante, e assisterà al ferimento mortale di Klaatu da parte dell’ esercito, ma farà in tempo a ricevere dalla bocca dell’ Uomo delle Stelle la frase che bloccherà e terrà buono il robot Gort fermo davanti al Disco Volante, pronto a distruggere una intera città , e fermerà anche la spedizione punitiva della Razza Aliena a cui appartiene Klaatu: Klaatu Barada Nikto.
Gort andrà a recuperare il corpo senza vita  del suo padrone dopo aver portato nell’ astronave la signora Benson. Quindi portato i corpo del viaggiatore stellare dentro il Disco Volante con tecnologie avanzate gli ridà la vita, e Klaatu riappare alla folla di Washington D.C. con la stessa ieratica,  angelica  ed enigmatica potenza, stagliandosi contro il Disco Volante e pronto a tornarsene nelle stelle dopo aver tenuto un lungo discorso davanti alla folla, ai soldati con le armi spianate e ai vari scienziati venuti da tutto il pianeta e radunati lì per l’ occasione dal professor Barnhardt. E dopo un saluto affettuoso  alla signora Helen  Benson, rientra con Gort nell’ astronave e scompare nel cielo e nell’ Universo. Il messaggio  naturalmente è di monito alla Terra che non usi le sue potenzialità distruttive che potrebbero anche danneggiare il Sistema Solare e gli altri Sistemi stellari. Per stavolta la Terra è salva, ma domani……
Il film, anche se appare semplice, anticipa ogni film che nel futuro parlerà di Alieni venuti dalle Stelle, privi di effetti speciali a parte qualcosa che riguarda i poteri di Gort, il robot compagno di Klaatu, anticipa film come Guerre stellari o Incontri ravvicinati. E nella sua essenzialità a me è apparso magnifico, nel ritmo e nella visione di insieme. Tutto è ben costruito e ben saldato, Michael Rennie è davvero magnifico nella parte dell’ Angelo Alieno e nella sua ieratica serietà mostra lati essenzialmente umani come la simpatia o un certo ironico sorriso, ma conserva una certa imperscrutabilità ed è questo che lo fa grande e ci dà la sensazione di trovarci davanti ad uno della nostra Specie ma anche davanti a qualcosa d’atro senza rinunciare ai lati umani. E’ un thriller fantascientifico ma senza gli aspetti horror del genere, e la figura dell’ Angelo Alieno resta immutata e non corrotta dalla Terra. La superiorità di questa Creatura Angelo Alieno che portando un messaggio di pace dalle Stelle si trova di fronte l’ aggressività distruttiva dell’ uomo è davvero magnificamente resa. E il film, anche se oggi appare  vecchio e datato, resta per me un bell’esempio di film  di questo genere. Grazie.
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The Body Snatchers e The Pod People.1
Kafka in Hollywood
L’ Invasione degli Ultracorpi
di Salvo Gagliardo
Qualche anno fa ho letto un racconto di Philip Kendred Dick, si intitolava The Hanging Stranger, e narrava una storia paranoide alla Phil Dick, una bella storia folle e persecutoria di un grande maestro di letteratura fantastica, forse uno dei più grandi. La storia somigliava in modo marcato ad un romanzo che sarebbe uscito qualche anno dopo, sto parlando degli Anni Cinquanta, The Body Snatchers, che in Italiano suona pressappoco, L’ Invasione degli Ultracorpi. Il suo scrittore era Jack Finney. Un buon lavoro narrativo di fantascienza, che sarebbe stato seguito in breve da un film che, anche se non è stato considerato un campione di incassi, resterà nella storia del cinema come uno delle migliori storie di fantascienza di quegli anni e segnerà in tal modo il cammino fino ai giorni nostri, così da avere ben quattro remake. si tratta di nuovo di Body Snatchers del regista Don Siegel. Il film veniva programmato negli USA nel 1955. La storia narra di un dottore, Miles Bennel, e della sua fidanzata, Becky Driscoll, di una cittadina della California, chiamata Santa Mira, e di strani fatti che vi accadono. Siamo negli Anni Cinquanta in America.
Gli attori sono vecchie glorie del passato oggi quasi dimenticate, come Kevin Mc Carthy nei panni del dottor Bennel. Il film è un film a basso budget e la sua gloria o il suo pregio consiste in questo, niente effetti speciali, niente diavolerie Hollywoodiane, niente trucchi, tutto pesa sul bianco e nero della pellicola, sul climax magnifico, sulla sceneggiatura e naturalmente sulla recitazione. La storia comincia in flashback con il dottor Bennel ricoverato in una clinica mentre fuori di sé racconta al dottor Hill quello che secondo lui sta accadendo a Santa Mira, e quello che forse accadrà al mondo, è inutile pensare che il dottor Hill e l’ ospedale compresa la polizia considerino Bennel un pazzo. Come si può credere ad un uomo che ti racconta che Entità Aliene sono giunte dallo Spazio sulla Terra viaggiando fra le stelle sotto forma di spore o baccelli e che precipitati su Santa Mira riescono a duplicare gli abitanti uno per uno nel sonno e a distruggere gli originali! Un vero e proprio delirio paranoico! Eppure, è la storia che ha appena vissuto Miles Bennel ed è quello che sta raccontando in modo esagitato.
Chi vi vuole vedere nel film un labirinto kafkiano non andrebbe lontano. Le stesse angosce sulle realtà ultime. Ma c’è di più perché il tema di questa bella fiction centrata sull’ Invasione Aliena della Terra, è la Metamorfosi, la trasformazione dell’ umano, lo stesso tema del racconto di Kafka. Il film presenta i primi androidi della storia del cinema, i primi replicanti, e alla fine è un bel prodotto fantastico sul dopplenganger o il doppio, o la doppiezza umana. Come sempre la vera natura di questi film è l’ esplorazione dell’ uomo e dei suoi limiti in basso quanto in alto. Ci si chiede forse inconsapevolmente che se l’ operazione degli Alieni fosse alla fine riuscita, il mondo ne avrebbe guadagnato o perso, o se la sostituzione del vecchio uomo non è inevitabile da parte di Alieni Evoluti e Macchine, protesi o altro. Se l’ era chiesto anche Dick. Tutto sommato niente è cambiato a Santa Mira, tutti sono soddisfatti e svolgono il loro lavoro con precisione, ma si presume che una civiltà di replicanti sia fredda, senza sentimenti, nazistoide, impietosa verso le debolezze umane,la fiction comincia con la polizia in azione e continua con i poliziotti che fanno la multa al povero Bennel. Il medico che dovrebbe curare in realtà appare uno sciocco che cerca di capire o un retrò, e quindi un insano. Finisce infatti in un manicomio. C’è in tutto un involontario quadro di conservatorismo allarmante, non dimentichiamo che il film è stato realizzato nell’ Era di Mc Carthy e della Caccia alle streghe, comuniste! E il film getta un allarme sul conformismo di un società molto socializzata e stereotipata, come è quella americana. Queste atmosfere e gioco di doppiezza, di vero e di falso, è bellissima in questo vecchio film, e alla fine l’ unico a non stare al gioco è Kevin Mc Carthy! Perché non sappiamo neanche quanto la sua donna, la bella Dana Winter, o Becky Driscoll non stia recitando come gli altri una commedia, prima di essere del tutto duplicata, mentre nelle cantine delle case e nelle serre i baccelloni si preparano a sostituire l’ intero pianeta.
Santa Mira è una tranquilla cittadina americana degli Anni Cinquanta della California, tutto sembrerebbe andare per il solito verso quando arriva il dottor Bennel diretto verso il suo Laboratorio Medico, Tutto OK per questo giovane dottore innamorato di una bella ragazza del luogo e ricambiato,Becky Driscoll, Dana Winter. Miles ha un buon amico in Jack Belicec e la moglie. Ma le cose non sembrano andare così lisce, e via via in un climax da incubo alla Kafka, Bennel deve scoprire che qualcosa comincia a non andare nei cittadini della tranquilla città californiana. I suoi pazienti accusano strani disturbi e fanno racconti strani sui loro congiunti che hanno cominciato a comportarsi così stranamente da essere radicalmente mutati. A Santa Mira sta accadendo qualcosa in profondità , più che nell’ apparenza, perché come sempre la gente è cortese e va al lavoro ogni mattina, fa la spesa e cura il giardino. Ma non è così. Persino Becky gli racconta strane storie su suo padre . Allora Bennel si reca da un collega. Lo psichiatra, il dottor Dan Kauffman, che lo rassicura che i suoi pazienti sono affetti da una forma di psicosi e di isteria collettiva. Ma dietro l’ apparenza della normalità le cose stanno precipitando a Santa Mira, finché un giorno Frank l’ amico non lo invita allarmato a casa
Continua…………….
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Artificial Intelligence & Hollywood
Blade Runner e  Le Mille e Una Notte.1
Il Fantastico Futuro
Di Salvo Gagliardo
Una presentazione del film Blade Runner di RidleyScott
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Il 1982 ha portato sugli schermi del mondo un nuovo  capolavoro e un pellicola oggi considerata cult per tutti gli appassionati di fantascienza. Hollywood cammina veloce nello sfornare eccellenti prodotti che finiscono per generarsi a vicenda. Questa volta si  tratta di Blade Runner, un film nato dal romanzo di Philip Dick, Do Android Dream of Electric Sheep? Con Harrison Ford nella parte di Dick Deckard.un poliziotto quasi in pensione e scontento e deluso della vita, un personaggio che Ford recita spesso, stavolta alle prese con una invasione di Replicanti costruiti dalla potente Tyrrel Corporation e che la Terra giudica pericolosi e da abbattere. Il problema sarebbe di normale  routine nei film made in USA, se non venisse complicato dal fatto che i modelli Nexus 6. Ossia i replicanti generazionali, sono così simili all’ uomo, da essere quasi indistinguibili!
Il film presenta delle scenografie così spettacolari e futuristiche da essere diventate una Icona, una colonna sonora altrettanto forte, e un intreccio così appassionante e travolgente da restare nel nostro immaginario per molto tempo. Fantascienza popolare , esiste forse una fantascienza non popolare? di alto livello. Il film esce nelle sale un po’ prima che Philip Dick si spegnesse per un attacco di cuore in una clinica della California, ma il mitico e oggi leggendario scrittore di realtà alternate, che pur non era tenero verso gli scrittori  di Hollywood, ha riconosciuto che il film di Ridley Scott è  da considerarsi un secondo Do Android Dream? E che lo spirito del suo romanzo vi  è  stato rispettato in pieno. In realtà ci sono molte differenze, ma sostanzialmente il vecchio Phil Dick aveva fatto centro.
In un Los Angeles, città simbolo di tutta la cinematografia americana, del 2019, sempre più vicina all’ antica e fantastica Bagdad delle Mille e Una Notte, una metropoli iperhigtec, multipot, un calderone ribollente di etnie le più diverse, dalle asiatiche, alle mediorientali alle caucasiche bianche, con ciclopiche costruzioni, nebbie industriali, e automobili volanti, il poliziotto Rick Dechard riceve dal  proprio capo Bryant,  il compito non gradevole di scovare ed eliminare , o meglio ritirare, una serie di Replicanti Androidi ,costruiti nel passato dalla potente Tyrell, perché ritenuti troppo pericolosi. I Replicanti vengono tutti dalle colonie del Sistema Solare, da Marte,  e forse anche da fuori il Sistema Solare e sono serviti all’ uomo per combattere le sue guerre, ma ora non servono più, e devono essere distrutti. Il compito non sarebbe così difficile per un poliziotto con la esperienza di Dechard se i Nexus 6 non fossero indistinguibili dagli esseri umani. Prodotti di una alta tecnologia bioelettronica, e quasi perfette Intelligenze Artificiali, sono capaci di sentimenti ed hanno una varietà infinita di innesti di memorie, hardware e software, ma tutto è sintetico in loro e i sentimenti o le passioni sono solo freddi innesti di memoria e informazioni, niente di più. Ma come distinguere un Androide di questo tipo, da un umano? E’ questo il problema di Rick, e forse anche quello dello spettatore.  Phil Dick nello scrivere il suo romanzo ci aveva pensato a lungo e nella sua visione gnostico cristiana era arrivato alla conclusione che un Androide è distinguibile da un uomo per l’ assoluta assenza di “empatia” ossia, l’ impossibilità a soffrire dei mali del prossimo, a identificarsi in loro e a provarne dolore. Questo in verità era un vecchio problema che si era posto anche Turing, il noto cibernetico a cui si devono i primi computer e le prime Intelligenze Artificiali. Forse è una sottile ironia di Dick e poi di Scott che i Replicanti abbiano tutti  i tratti e la coscienza della gioventù hitleriana e che incarnino in realtà quei nazi ariani sognati da Adolph Hitler. E l’ attore olandese Ruthger Hauer, il capo branco dei replicanti, rende al meglio questa voluta somiglianza,  Roy Batty, programmato con frammenti del Così Parlò Zarathustra di Nietzsche, con passi dalle Tragedie greche e modellato con le musiche di Riccardo Wagner. Freddi e spietati esecutori, quindi e perfette macchine da guerra, il film farà lezione, da Terminator ad altri. Inoltre sappiamo che Dick aveva un feeling particolare con la cultura tedesca. Portano  nomi strani o esotici, come Rachel, Pris, Zhora, Leon, Roy, che li avvicina anche a personaggi da Circo. E vivono in branco, al Bradbury Building, ospiti di J.F.Sebastian. Si aggiunge il fatto che i Nexus 6 hanno una vita generazionale di appena 4 anni, ma le loro memorie impiantate li spingono ad una idea di eternità ed è per raggiungere questa Eternità che sono scesi sulla Terra. Dechard è l’ esempio del job, del lavoratore scocciato che deve svolgere mansioni sporche e poco piacevoli ma il poliziotto che è in lui  sembra affascinato dalla macchina Voight Camp, una sorta di macchina della verità , o misuratore dell’ entropia umana capace di smascherare qualsiasi replicante o falso umano. Ed è con questa macchina che inizia la sua caccia.
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Artificial Intelligence & Hollywood
Blade Runner e Le Mille e Una Notte.2
Il Fantastico Futuro
Di Salvo Gagliardo
Una presentazione del film Blade Runner di Ridley Scott
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In questa fantastica Los Angeles del futuro, nel libro di Dick è San Francisco, disegnata e concepita come una metropoli futuristica di un XXI o XXII secolo, fra ciclopiche costruzioni e energie ribollenti, fra mercati orientali del pesce, della frutta o di tecnologie hightec, sotto un cielo piovigginoso e strade bagnate di pioggia mentre le auto volanti della polizia attraversano l’ aria e planano da qualche parte o sui tetti e le terrazze degli edifici ciclopici tra enormi cartelloni digitali con una ragazza orientale e sotto negozi di ogni tipo, tra una corte dei miracoli e le future strade di una iperaffollata metropoli del futuro asiatico, si muove Rick Deckard, poliziotto a caccia di Replicanti Superumani che come Divinità  scorazzano per la città e si ritrovano tutti al Bradbury Building, un edificio mitico  realmente in esistenza nella reale Los Angeles. E il suo socio affidatogli da Bryant, Gaff.
Deckard si reca nel ciclopico edificio della Tyrell, ad incontrare il potente creatore dei Nexus, che gli presenta la sua assistente, la bella Rachael. Rachael è una replicante anch’essa, ma Tyrell in lei ha messo tutta la sua anima ed esperienza, perché Rachel contiene tutte le memorie, in hardware e software, della nipote morta. E infatti la bella Rachel ritiene di essere un umana , e si sottomette alla macchina Voight Camp. Splendida questa Sean Young con il make  up di una cortigiana del Cinquecento  a metà con  la contessa Elizabeth Bathory.
Credo che sia difficile dimenticare l’ espressione dei suoi occhi, mentre Deckard la sottopone alla macchina della verità in un gioco di oblio e ricordi, di realtà e di sofisticazioni elettroniche! E’ bellissimo! Intanto Roy e Leon si danno da fare per uccidere uno degli ingegneri dei Nexus, un orientale che si occupa degli occhi dei replicanti. Poi Leon viene beccato da Deckard che per poco non ci lascia la vita e grazie all’ intervento imprevisto di Rachael che spara addosso al Droide uccidendolo. E Deckard è alla caccia di Zhora, la replicante che lavora in uno spettacolo avvolta da un serpente, ed è il serpente che porta il poliziotto da lei, naturalmente il serpente è un Droide anche lui! Prodotto di alta bioingegneria elettronica. Zhora mangia la foglia e cerca di uccidere Deckard, poi fugge tra le vie superaffollate di Los Angeles, ma alla fine viene abbattuta dalla pistola del poliziotto. E’ triste vedere queste ragazze quasi perfette fatte fuori da un uomo che dovrebbe proteggerle. E’ ironia del regista o c’è qualche cosa sotto? E Deckard le uccide quasi tutte.
Intanto i replicanti si danno convegno nel condominio di Sebastian un uomo segnato dalla malattia che dà una mano ai Droidi. Meravigliose sono le architetture interne del palazzo abbandonato, c’è  qualcosa che sta a metà tra le antiche architetture atlantidee e i sogni di un futuro da venire. Qualcosa che unisce il futuro a un passato insondabile, ciclopico e megalitico!  E Batty e Sebastian decidono di andare a fare visita al padre dei Droidi, al dottor Eldon Tyrell, nel grandioso palazzo della Tyrell Corporation.
Continua……
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Hollywood & Alieni
Un Alieno chiamato Prot
K PAX. Da un Altro Mondo
di  Salvo Gagliardo
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K PAX, uno strano titolo per un film bello, ma non bellissimo, uscito negli Stati Uniti nel 2001, l’ anno delle Torri, e un film costruito sul tema dell’ Alieno finito sulla Terra. Un film che è piaciuto soprattutto ai giovani, ma verso  cui la critica non è stata sempre generosa. Un film di fantascienza, con forti risvolti drammatici, di commedia e di fiaba metropolitana. Chi lo ha visto di sicuro ricorderà ,  la maschera ironica, sarcastica e in parte sbalordita o sognante di Kevin Space che nel film  interpreta   l’ alieno “ Prot” , ricorderà di certo i pesanti occhiali scuri e la  smorfia enigmatica del viso. Io l’ ho trovato buono, non eccelso, ma denso di considerazioni. Non è la maschera cult  dei Blue Brothes quella di Space, ma come Alieno per metà psicopatico non va male. Il film narra di un uomo chiamato genericamente Prot, che viene arrestato alla Grand  Centrai Station di New York e dopo essere passato dagli uffici della polizia viene spedito in una clinica per malati mentali a Manhattan, perché si ostina ad affermare di essere un alieno giunto sulla Terra da X PAX, un pianeta nella Costellazione della Lira.
Altri film sono apparsi nel passato su soggetti simili, da Ultimatum alla Terra, a Un Alieno caduto sulla Terra, con David Bowie nella parte di Th. Jerome Newton, a Starman, il  bel film del 1984 di John Carpenter, con un ancor giovane Jeff Bridges nella parte dell’ Alieno, a ET di Spielberg, ma  è con Starman di Carpenter,  che K PAX si lega, non perché ne vuole essere il remake, ma perché in ambedue vi figurano Jeff Bridge. Il regista del film  è Iain Softley, e la storia è tratta da alcuni libri dello scrittore Gene Brewer.
A New York viene arrestato un uomo senza identità , che dice di chiamarsi Prot, e che afferma di essere un extraterrestre venuto sulla Terra dal pianeta K PAX, un pianeta distante dal Sole di un Sistema binario, i cui abitanti riescono a viaggiare più veloci della luce sparati dalla luce stessa nell’ Universo. Naturalmente viene subito spedito in una clinica psichiatrica di Manhattan. E messo sotto osservazione del dottor Marck Powell, a cui Prot recita la stessa versione. Powell è Jeff Bridge che smessi gli abiti dell’ Alieno, indossa quelli di uno stimato e serio psichiatra e padre di famiglia. La faccia ironica, sarcastica e ambiguamente angelica di Kevin Space  continua a primeggiare nelle inquadrature, assieme alle sue grossi lenti  scure  da sole. Presto veniamo a sapere che gli occhi di Prot sono sensibili ai raggi ultravioletti e che nel suo sistema  stellare binario l’ irradiazione della luce è diversa da quella della nostra stella. Inoltre Prot ha una particolare passione per la frutta che mangia in continuazione, su K PAX non si mangia carne, sarebbe una sorta di cannibalismo visto che su K PAX le creature formano un tuttuno organico. Prot è uno scienziato in visita ed altre volte è venuto sulla Terra, nel suo pianeta la conoscenza è molto praticata, non esiste proprietà privata, non si  ha procreazione come da noi, e non si pratica il sesso. Non esistono forme di lavoro duro, ma si pratica l’ agricoltura con tecnologie molto evolute e sofisticate. Gli abitanti di K PAX sono nomadi. K PAX è un pianeta pacifico e utopicamente armonioso. Esistono calcolatori olistici e ci si serve di energie diverse da quelle della Terra. Non esistono passioni né lotta per la vita. Una civiltà utopica e collettivista  come l’ aveva sognata Platone. La chimica e la botanica sono molto evolute. Si vive molto a lungo e l’ età di Prot potrebbe essere di 400 o 500 anni. E’ bandita ogni forma di violenza. Powell dapprima ascolta l’ uomo con una certa indifferenza professionale, ma via via comincia ad interessarsi a quegli strani deliri, anche perché Prot rivela una conoscenza non comune in molti campi del sapere, e questo comincia a scuotere il suo distacco iniziale. Ma chi è veramente Prot, un povero alienato metropolitano, un poveraccio che ha perso memoria e identità nel gorgo di una città come New York, oppure? E’ quello che Mark Powell intende scoprire. Intanto l’ ingresso di Prot in clinica è presto segnato dal successo, Prot si rivela un buon compagno e soprattutto un buon medico, riesce infatti a guarire alcuni pazienti che gli stessi medici avevano ritenuto incurabili, e l’ atmosfera della clinica è ben diversa da quella di Qualcuno volò nel nido del cuculo, e  inoltre  comincia a circolare la voce che Prot il 27 di luglio lascerà la Terra per tornare nel suo Pianeta approfittando del passaggio di un flusso  di luce energia e che ha intenzione di portare con sé a K PAX uno dei pazienti. Questo eccita gli abitanti dell’ Ospedale. Ma un giorno Powell riesce a forare la maschera di Prot attraverso l’ ipnosi regressiva, e viene a sapere di qualcosa di drammatico che è accaduto nel passato a Prot nel New Messico. E a rafforzare questa impressione c’è un incidente accaduto nella villa di Powell a Prot che ha perso il controllo. Quindi il dottore si reca nel New Messico e apprende che Prot è in realtà Robert Porter, un giovane farmer, che ha visto la sua famiglia massacrata da un uomo che poi ha ucciso. Quindi Prot appare ora un classico dissociato con una doppia personalità . Ma c’è qualcosa che continua a non convincere lo psichiatra. Un giorno porta Prot in un grande Osservatorio astronomico alla presenza di vari astronomi e Prot li sbalordisce indicando con precisione la posizione del suo pianeta a delle sue  due  stelle, ma anche risolvendo alcuni problemi  che erano rimasti irrisolti persino  alla scienza astronomica. Da dove ha tirato fuori quel sapere? Il 27 luglio è giunto e una strana luce attraversa la città e i grattacieli  di New York. La gente della clinica è in eccitazione e sta aspettando che Prot porti con sé uno di loro. Anche Powell  per un attimo crede in quella storia, e  teme che quelle allucinazioni abbiano un fondo di verità , soprattutto quando si accorge che Prot non è più nel suo letto, ma Prot è sotto il letto e in stato di paralisi catatonica. Però qualcosa è accaduto nella clinica, è scomparsa Bess una  delle pazienti, la più buona e docile. Prot ora è Robert Porter che forse resterà in quello stato per il resto della sua vita. Ma nella sua villa sotto le stelle il dottor Mark  Powell continua a chiedersi se realmente il vero Prot è andato via con Bess dentro un flusso di luce lasciando il corpo di Porter che Prot aveva salvato incarnandosi in lui!  E inoltre seguendo i consigli del suo strano  paziente, Powell si riconcilia con i figlio da cui si era staccato. La storia ripete il tema della differenza tra mondi diversi, quello umano con la sua violenza, la sua bestialità , la sua stupidità , la sua passionalità cieca e l’ altro, forse un’ utopia, o il ricordo di un Paradiso perduto, e di un nuovo avvertimento alla Terra, quello di non lanciar perdere l’ occasione di tornare al Paradiso. Grazie.
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Analysis Fiction
The Others.1
 Cosa c’è oltre la porta?La Luce.
Una presentazione del film di A. Amenabar, The Others.
di Salvo Gagliardo
 “La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”
Vangelo Secondo Filippo.
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Stavolta, in questa mia nota dedicata alle Fiction affronto la Ghost Story. Un tema in apparenza lontano dagli Alieni o dalle Invasioni Marziane, molto più antico, quello degli Spettri e delle case infestate, ma forse avvolte le diverse dimensioni del fantastico finiscono per convergere anche se poi riprendono la loro strada. Anche gli scrittori dell’ Ottocento avvolte si sono chiesti se quelle Entità che prima spadroneggiavano negli antichi manieri e che poi hanno aggredito i nostri più moderni appartamenti, possano consistere in Alieni o Entità similari e immateriali, ma anche loro venuti dalle Stelle. La tradizione è antica né io qui ho intenzione di farne molto cenno. Vi cito Maupassant,  O’Brien, e  Ambroce Bierce o lo stesso Stephen King, e scienziati altamente scientifici si erano fatti  la stessa domanda nel secolo Ottocento. Ma qui mi interessa presentarvi una vera storia Ghost senza alieni o marziani, o tecnologie hightec, un film che trae libera ispirazione forse dal romanzo più famoso di spettri della letteratura, Giro di Vite di Herry James. Un film che sta dietro con onore al più gran bel film horror Ghost realizzato finora, Shining di Stanley Kubrick.
Il film è del 2001 e il regista è l’ allora più giovane e rampante artista spagnolo A. Amenabar, la produzione è di Tom Cruise la cui presenza è legata alla protagonista femminile della storia Nicol Kidman nella parte di Grace Stewart. La storia è questa.
Una donna ancora giovane e bella, Grace Stewart, abita in una vecchia villa vittoriana immersa in un parco nel cuore dell’ Inghilterra del sud, assieme a due figli, una bambina, Anne e un bambino, Nikolas.La donna ha perso di recente il marito,Charles, dato per disperso. O morto, nella Seconda Guerra Mondiale e forse spera ancora di rivederlo. Ma la sua vita è davvero drammatica, perché sia Anne che Nikolas, soffrono di una grave malattia che gli impedisce di ricevere i raggi del sole,sono patologicamente fotosensibili, e se avvenisse ne morirebbero certamente. La madre deve costantemente proteggerli da questo rischio e la sua vita rassegnata si svolge in questa continua angoscia. E’ costretta a chiudere ogni porta a chiave, e a mettere pesanti tendine alle finestre.
Una notte Grace ha un incubo da cui si ridesta urlando. Grace  è di fede cattolica e la sua casa ne porta i segni. Conduce una vita assolutamente ritirata e da molto non esce più oltre il cancello di ferro della villa. Inoltre i suoi domestici sono scomparsi. Ma ecco che al cancello e alla porta della austera villa inglese, si presentano tre persone mandate dall’ agenzia, sono una anziana governante, un vecchio giardiniere e una ragazzina muta e sorda, Bertha Mills, Edmund e Lydia. Tutte e tre sembrano persone affidabili, e Grace non ha difficoltà ad affida consegnargli la sua villa e la sua famiglia. Ma li avverte subito del pericolo della luce e della grave malattia dei bambini.
La storia sembrerebbe abbastanza comune, se non fossero presenti alcuni elementi che ancora lo spettatore non vede. I tre domestici hanno qualcosa di funereo addosso ma di tranquillo, e sembrano lì per altri motivi. La gestione della villa sembra quasi naturale in loro, quasi ci fossero già  stati. Presto cominciano ad accadere delle strane cose. I bambini cominciano a fare strani disegni in cui si vedono un uomo, una donna, un bambino e una vecchia che i bambini chiamano la Strega. Ma Anne, che dei due bambini è la più dinamica e sveglia, asserisce che questi sono nella casa, e soprattutto il piccolo Victor, lei li vede e vede la strega. Sembrerebbero fantasie di bambini se le porte non cominciassero a sbattere dietro Grace e se la donna non fosse certa di sentire strani rumori nella villa, ma la cosa non sembra minimamente turbare i tre domestici e soprattutto Bertha. Ed ecco che il bel pianoforte a coda di Grace si mette a suonare da solo! Mentre i bambini sono sempre più eccitati da strane presenze. Alla fine Grace decide ricorrere ad un prete Ma per farlo deve uscire dalla villa cosa che le sembra di non fare da anni. Si immerge nella fitta nebbia e avanza fra gli alberi finché non le appare il marito che sembra proprio ora tornato dalla guerra.
L’ apparizione è davvero strana, come se quell’ uomo fosse venuto dal nulla, uscito fuori da un’ altra dimensione,perché sembra portare addosso il conflitto da cui il mondo è appena uscito. E Charles riprende il suo posto nella villa, ma è lui o no? La moglie non sempre lo riconosce. Tutto sembra rientrare nel normale, ma non è così come vedremo. Charles in breve scompare di nuovo, e i bambini tornano a disegnare quello strano gruppo di persone, e Anne a rivedere Victor, forse il bambino della coppia disegnata. Ma Bertha non sembra scomporsi, è piuttosto visibilmente allarmata per la violenza che Grace comincia ad esercitare visibilmente su Anne divenuta più insistente e aggressiva.
Continua……..
©salvogagliardoproduzione.2010.All rights reserved.
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Analysis Fiction
The Others.2
 Cosa c’è oltre la porta?La Luce.
Una presentazione del film di A. Amenabar, The Others.
di Salvo Gagliardo
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“La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”
Vangelo Secondo Filippo.
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La fiction va avanti , Grace appare sempre più inquieta e aggressiva verso Anne, finché giunge a picchiarla perché entrando nella stanza le è parso che al posto della bambina ci fosse una vecchia mostruosa e il mistero della servitù si fa più pressante e di Bertha. C’è qualcosa che Bertha e Edmund sanno che lei non sa? Cosa le nascondono? O cosa le vogliono dire? Spesso i due servi parlano insieme e si comunicano delle cose fra di loro. Grace è decisa ad andare fino in fondo in quella  strana faccenda ed esplora la casa, insegue le presenze che le sembrano si muovano nell’ oscurità , impedisce alla luce di entrare ogni volta che passa da una stanza alla’altra, da una porta all’ altra. Esplora le camere della servitù e viene in contatto con un album di morti, col le foto dei vecchi abitanti della casa e nelle foto appaiono  morti. I bambini si sono fatti sempre più strani, e Anna sempre più petulante, ora ha paura di Grace.Poi accade qualcosa, spariscono le tendine delle finestre e la servitù mantiene uno strano riservo su quella sparizione, mentre Grace va su tutte le furie e cerca di impedire alla luce di entrare quando i bambini si trovano nelle stanze. Sono scene drammatiche, e Grace appare visibilmente alterata, ma Bertha e Edmund non sembrano esserne particolarmente colpiti. Grace licenzia subito Bertha, Edmund e Lydia. Poi accade che i bambini di notte escano nel giardino e si accorgono della  esistenza delle tombe  di Bertha, Edmund e Lydia che ora appaiono fra la nebbia e vanno incontro ai ragazzi terrorizzati, siamo nella parte finale della fiction giunta al suo apice e che attende lo svelamento finale.
Intanto Grace approfitta dell’ assenza della servitù per esplorare la loro stanza e trova una foto che ritrae i tre servi morti. E il momento della rivelazione shoccante. Tutto sta per chiarirsi, i bambini corrono a casa terrorizzati, mentre i tre domestici  li inseguono. Ora Grace ha di nuovo imbracciato il fucile e minaccia la servitù cercando di impedirgli di raggiungere i bambini che salgono nelle stanze di sopra. Ma i tre dietro la porta di ingresso della villa stanno rivelando a Grace una verità agghiacciante, la verità per cui sono giunti nella villa, Grace è morta e loro sono tutti morti, i bambini sono anche loro morti e sono stati uccisi proprio da Grace, soffocati nel sonno, Grace in un momento di sconforto per la scomparsa di Charlie e per la grave malattia di Anne e Nicholas, li ha uccisi e dopo si è suicidata. Tutti in quella casa sono degli spettri, tutti, tranne…
I bambini salgono e aprono una stanza i cui dei signori attorno ad un tavolo stanno facendo una seduta spiritica, al centro c’è una vecchia medium cieca. E due di quei signori somigliano alla coppia ritratta da Anne. Entra Grace, e attacca con violenza il gruppo disperata e strappa  i fogli della scrittura automatica. Ora tutto le è drammaticamente chiaro, Lei è morta e gli uomini seduti stanno evocando la sua anima e quella dei bambini, sono i signori che sono venuti ad abitare la villa e due di loro sono i genitori di Victor. Alla fine questi V lasciano al mattino la casa perché infestata, e si allontanano dentro una macchina portando via  Victor, mentre Grace e gli altri restano ormai gli unici veri abitanti della villa, anche se spettri, e il sole ora può entrare liberamente dalle  finestre ormai senza tendine e illuminare di Luce  i volti cerei di Anne e Nicholas senza alcun pericolo, gli spettri non possono ammalarsi, non possono morire perché sono già morti! la Luce ha vinto sulle Tenebre, e Bertha e Edmund hanno raggiunto il loro vero  obbiettivo, ossia quello di rivelare a Grace la sua vera natura e la vera natura delle cose, e di aiutarla a vivere questo suo nuovo stato di esistenza in sintonia con gli altri.
Grace è la vera autrice di tutto quello che è  accaduto  nella villa, sembra quasi un suo sogno, u suo incubo, un suo racconto, lei  è l’ unica a combattere una battaglia in un mondo diviso in due, quello dei vivi e quello dei morti e alla fine dopo aver lottato  ha dovuto riconoscere il suo vero posto. Un’ intelligente e intrigante   Ghost story ,  costruita sul tema fantastico delle  due realtà parallele e in parte incomunicabili e basata sul rovesciamento della frase che “spesso i morti bussano alla porta dei vivi”. Grazie.
©salvogagliardoproduzione.2010.All rights reserved.
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Taccuini di Fantastika
Tecnologia & SpiritualitĂ verso il 2012. Considerazioni.
di
Salvo Gagliardo.
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Salve, mi chiamo Salvo Gagliardo e tre quarti della mia esistenza l’ ho spesa nella Conoscenza, avendo accumulato un sacco e svariato  sapere avvolte all’ occorrenza altre a più lunga gettata. Ho sempre preferito conoscere e sapere più che accumulare ricchezze e beni, anche se non sono nato assolutamente nell’ indigenza. Ho sempre ritenuto che la vera conoscenza non consista nell’ accumulo di informazioni, ma risieda nel legame tra queste informazioni. E rifacendomi ad uno scrittore che conosco, HP. Lovecraft, un giorno l’ insieme di queste conoscenze sempre più interrelate ci getterà nell’ orrore o nell’ estasi. Naturalmente oggi questo tipo di legame sempre più viene svolto dalle macchine che abbiamo costruito, dalle protesi che ci siamo fatte,in questo caso dai nostri  computer. Ma non mi sembra che ancora, sebbene la loro sofisticazione sia  indubbia, siano riuscite  a pensare  veramente. Non è il calcolo che fa la vera  conoscenza che si prospetta sempre multidimensionale, una multidimensionalità del nostro pensiero che sfugge alla macchina ancora ingabbiata  in un linguaggio binario piatto e senza vita, ma un giorno forse il vero  pensiero si sveglierà anche in una macchina. E allora  avremo un vicino temibile e agguerrito, ma forse più saggio di noi, un Alieno che noi stessi abbiamo costruito! O una più saggia compagna artificiale.
Ma quello che intendo sottolineare qui, in tempi di apocalittiche trasformazioni o di eccessive eccitazioni e aspettative o paure, è che la Spiritualità con la S maiuscola non consiste nelle Macchine, o almeno non ne è necessariamente dipendente. Nell’ Ottocento c’era chi nelle Macchine vedeva il Diavolo e invece chi sognava un mondo dominato dalla scienza e dalle tecnologie,  positivo, pacifico e duraturo, poi venne  la Prima Guerra Mondiale! Io oggi tendo a pensare che sia l’ una che l’ altra prospettiva sono egualmente valide e egualmente false! Penso che un contadino che ari il suo piccolo campo affidandosi  alla natura, non sempre generosa,  e a Dio, e che possiede una famiglia e che ha delle responsabilità possa essere egualmente se non più felice di un abitante di una sofisticata città spaziale del Futuro, Non c’è alcun rapporto! Il progresso Spirituale non sta nelle Scienze, e la conoscenza religiosa è un altro tipo di Conoscenza, lo aveva intuito anche Galileo Galilei! C’ è una bella fiction U.S., Il Testimone,Witness di Peter Weir con Harrison Ford che tratta di una Comunità in America, Pennsylvania,  che ha rifiutato il Progresso, gli Hamish, che entra in contatto con la civiltà violenta e interessata del mondo, e che per un attimo ne viene sconvolta. Il mondo ha dei ritmi e delle leggi non sempre in sintonia con la Spiritualità . L’ iperazionalizzazione della  nostra civiltà non necessariamente vuol dire bene! Hitler mirava alla stessa iperazionalizzazione! Non sto qui facendo l’ elogio di una vita semplice, pastorale o arcadica, o di una utopica comunità ! Niente affatto. Ho letto e ho anche prodotto fantascienza e posso immaginare diversi Universi anche fra loro in conflitto. Ma la vita di un monaco o di un eremita è oggi la stessa di quella dei primi anni del cristianesimo, nulla è cambiato per lui, la stessa sfida al mondo! Ci sono delle belle pagine nello scrittore paranoico e geniale Philip Dick che parlano appunto di due mondi diversi nello stesso Universo, un Mondo che cambia e si trasforma, un mondo che trasuda sofferenza. E un mondo immobile e fuori dal tempo, lui che era gnostico chiamò questo il vero mondo e l’ altro quello falso, del falso demiurgo! Sarebbe interessante avvicinarle  alle ricerche del frate americano trappista Thomas Merton.  L’ umanità fin dal suo apparire si è andata trasformando da un’ Era all’ altra, da una fase all’ altra. E’ a legge del Tempo, ma non della Spiritualità ! Gli studiosi ci parlano dell’ età della pietra, del bronzo, del ferro! Oggi, come sempre stiamo per passare a qualcosa d’ altro, l’ era della tecnologia ci sta spingendo verso limiti e confini che non conosciamo e da cui possiamo aspettarci di tutto. Ma la Spiritualità sta da un’ altra parte! O almeno, penso e credo! Vi rimando al mitologo Joseph Campbell e a Mircea Eliade con il suo Tempo Sacro e il suo Tempo Profano. Ma sono anche convinto che i più coraggiosi di noi  possono anche avventurarsi a cercare la spiritualità in questo mondo di materia, nel suo strano evolversi, nelle sue strane maschere che va acquisendo, e forse da questo potrà nascere un nuovo tipo di mistica che mette insieme Computer e Intelligenze Artificiali, tecnologie e grandi religioni del passato. Grazie.
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