Archivi per la categoria ‘Fantastic Literature’

Merry Christmas 2009 & Happy New Year 2010

giovedì, 31 dicembre 2009

 

 

Pict0001 

 

 

 

2010

Happy  New Year!

Salvo Gagliardo

fantastikalbi

 

NASA

image001 

 

Un Viaggio verso le Stelle

In memoria di Carl Sagan

 

 

Il 4 ottobre del 1957 ha inizio ufficialmente la storia dell‚Äô Uomo nello Spazio. Con grande sorpresa degli Stati Uniti, l‚Äô Unione Sovietica lancia il suo primo satellite artificiale in orbita terrestre, lo Sputnik 1 e come a rincarare la dose e a preoccupare maggiormente il Governo americano,il 3 novembre dello stesso anno i russi fanno il replay e lanciano lo Sputnik 2 Ormai gli U. S. non possono pi√Ļ stare a guardare. In realt√† l‚Äô America aveva cominciato ad interessarsi allo Spazio nell‚Äô immediato dopo guerra quando erano affluiti nelle fila degli scienziati e tecnici americani interessati all‚Äô aeronautica e al volo in orbita, ¬†i responsabili tedeschi delle V2 portati in America assieme a ci√≤ che gli Stati Uniti avevano messo in salvo delle loro ricerche, e naturalmente portando con s√© ¬†¬†anche il prestigioso ingegnere aeronautico e astronautico,¬† Wernher Von Braun cos√¨ da evitargli ¬†un processo in direttissima¬† per collaborazionismo con i nazisti e con Hitler. Nel¬† 1955, il Governo americano¬† aveva varato il Progetto Vanguard che contava di mandare in orbita al pi√Ļ presto il primo satellite artificiale. Allora non esisteva¬† ancora la NASA, ma c‚Äôera la NACA, un Organismo scientifico, tecnico e militare che aveva come scopo la sperimentazione di nuove tecnologie dell‚Äô aria, e coinvolta in prima persona era la US. Navy e lo sarebbe rimasta anche dopo. La NACA¬† era stata messa in piedi nel 1915¬† dal Presidente Wilson. Presa in contropiede l‚Äô America¬† ¬†si trov√≤ cos√¨ ¬†nella necessit√† di accelerare i suoi programmi spaziali e di ristrutturare l‚Äô Organismo pi√Ļ importante per la realizzazione di questi. La NACA fu accorpata alla nuova NASA, la¬† National Areonautic And Space Administration. L‚Äô Organizzazione nasce ufficialmente il 29 luglio 1958. La Carta Costituente dell‚Äô¬† Ente Spaziale viene ufficialmente approvata dal¬† Congresso e firmata dal Presidente degli Stati Uniti, Dwight¬† Eisenhower. A capo dell‚Äô organizzazione federale viene posto l‚Äô ingegnere tedesco¬† Wernher von Braun. Nel gennaio ¬†del 1958 l‚Äô America aveva cercato di riparare al fallimento del Vanguard con lo Jupter, l‚Äô Explorer 1 viene messo in orbita terrestre il 31 gennaio del 1958, l‚Äô America entra cos√¨ in competizione con l‚Äô URSS in occasione dell‚Äô Anno Geofisico Internazionale. e nel Marzo aveva ¬†rilanciato ¬†il Vanguard. La NASA nasce come un insieme di Laboratori di Ricerca Avanzata nel campo¬† delle tecnologie Spaziali e Aeronautiche sparsi in tutto il territorio nazionale, e come una intelaiatura di Universit√† disposte a collaborare e a condividere le loro conoscenze e studi con il nuovo Ente Spaziale che naturalmente mostra il suo stretto legame con la Difesa e la Sicurezza. Il 12 aprile del 1961 √® un‚Äô altra data importante per questi primi passi dell‚Äô uomo nel Cosmo. L‚Äô URSS invia nello spazio il suo primo astronauta, Yuri Gagarin con¬† il veicolo Vostok 1. Gli Americani rispondono con il Progetto Mercury, il primo programma ¬†complesso di esplorazione dello Spazio e con Alan Shepard che viene mandato oltre l‚Äô atmosfera ¬†con il ¬†Mercury 3. E‚Äô il 5 maggio del 1961. La Grande Avventura √® cominciata. A Shepard seguir√† John Glenn. In America e nello staff di von Braun, composto da vari scienziati tedeschi ha inizio la corsa alla Luna prima che il Presidente J. Fitzgerald Kennedy pronunci lo storico <<Yes ¬†We Can>>. Viene varato il Progetto Apollo, che sar√† quello che realizzer√† i sogni di von Braun e della Casa Bianca. L‚Äô ingegnere tedesco nutre ¬†sogni ambiziosi che gi√† aveva coltivato in patria e per questi era entrato in conflitto¬† con le¬† SS di Hitler. Sogna anche Marte e realizza un progetto di sbarco su vasta scala gi√†¬† nel 1952, il primo sbarco sul pianeta rosso. Ma la Guerra Fredda lo costringe ad un lucido ¬†realismo e a concepire nei particolari il raggiungimento del nostro satellite naturale e il primo allunaggio ¬†che avverr√† lo storico 19 luglio del 1969. L‚Äô Apollo 11 tocc√≤ il suolo lunare davanti a 600 milioni di ¬†telespettatori alle ore 21,17,41 Tempo Universale, e Neil Armstrong scese per primo dal Lem, segu√¨ Buzz Aldrin. Le frasi che Armstrong pronunci√≤ toccando con il piede la superficie lunare resteranno famose quanto quelle lasciate ¬†scritte sulla¬† targa metallica con¬† la firma di Richard Nixon ,<<Un piccolo passo per un uomo, un passo enorme per l‚Äô umanit√†>> ,That‚Äôs one small step for man, one giant leap for mankind. La targa lasciata sulla Luna dai due astronauti diceva:<< Here men from the planet earth first set foot upon the moon.july 1969, A.D. We came in peace for all mankind>>. Atterrando fu pronunciata un‚Äô altra frase storica:<< Houston, Tranquility base here,the Aegle as landed>>.L‚Äô ultimo sbarco dell‚Äô Apollo avverr√† nel dicembre¬† 1972, con Cernan e Schmitt. La prima grande avventura dell‚Äô uomo sulla Luna si era conclusa. Ma le attivit√† della NASA sono state e sono molteplici, la sua presenza nelle tecnologie di avanguardia √® indiscussa. Basi e Laboratori che portano il suo inconfondibile Logo si trovano ovunque sul nostro pianeta e NASA √® diventata famosa quanto Walt Disney per i sogni che suscita e per l‚Äô impegno nell‚Äô esplorazione spaziale e nella ricerca. NASA √® subito identificabile quanto appunto la Walt Disney o la Coca Cola, ed √® di sicuro la pi√Ļ famosa Agenzia spaziale del mondo. E a proposito del grande WALT, la Walt Disney Production¬† con la collaborazione dell‚Äô ingegnere Wernher von Braun negli Anni Cinquanta realizz√≤ una serie televisiva in tre puntate ¬†sull‚Äô Avventura dell‚Äô uomo nello Spazio e nei progetti di Walt Disney c‚Äôera gi√†¬†¬† Disneyland, la mega¬† citt√† del fantastico con una sezione dedicata al Cosmo e all‚Äô avventura su Marte curata personalmente dall‚Äô ingegnere tedesco. Un giorno il Logo Spaziale pi√Ļ famoso del mondo svetter√† da qualche cima dei giganteschi vulcani marziani, forse dal Mons Olympia, e dalle desolate pianure desertiche come ¬†un‚Äô Icona del futuro. Ma siamo anche certi che NASA si legger√† anche nelle future citt√† subacquee, quando l‚Äô uomo andr√† a colonizzare gli oceani e una nuova specie di Oceanonauti nascer√† sul nostro pianeta. Intanto l‚Äô Agenzia promette a tutti gli Internetnauti, fantastici viaggi virtuali in tre D nel nostro Sistema Solare, esplorazioni alla consolle dei vari pianeti ¬†e un Web marziano gi√† √® nei suoi progetti. I programmatori gi√† sono a lavoro per farci impazzire con qualche play station marziana e lunare. Ma NASA non significa solo Uomo sula Luna. L‚Äô Agenzia attraverso i suoi diversi Laboratory e autentiche cittadelle dello Spazio¬† sparse nel territorio nazionale si occupa dello studio e dalla costruzione di diversi materiali da mandare nel Cosmo, si occupa dell‚Äô addestramento dei futuri astronauti, della loro saluta, della loro sicurezza, si occupa dei Vettori¬† che hanno portato e porteranno gli uomini nel Sistema Solare, si occupa dei Razzi necessari a fare uscire le navette dall‚Äô atmosfera terrestre e dei combustibili¬† propellenti. Si occupa dello studio della natura in condizioni estreme, e vi sono Basi in posti estremi, come in Antartide o nell‚Äô Artico, anche la profondit√† degli Oceani viene e verr√† studiata e sfruttata. E via via si sommano una quantit√† di attivit√† importanti o collaterali, come l‚Äô Esobiologia e lo Studio sulla Vita Extraterrestre, lo sviluppo dell‚Äô Intelligenza Artificiale, dei¬† robot e delle sonde da inviare nei nove pianeti del Sistema. E tutto questo richiede specializzazioni e competenze, e soprattutto Fondi, e non sempre il Congresso √® disposto a stanziare denaro ¬†alla NASA per la ricerca. Ma da circa venti anni la NASA √® anche impegnata nello studio del nostro ecosistema che √® attualmente in crisi e nel cercare rimedi ad una situazione che tende a peggiorare. E‚Äô inutile dire qui che l‚Äô esplorazione dello Spazio porter√† conoscenze nuove che potranno rivelarsi utili se non determinanti ¬†a risolvere i problemi del nostro pianeta.

In quanto all‚Äô esplorazione,gli¬† Americani non¬† hanno un piano unico di¬† sviluppo spaziale a lungo termine, √® cosa nota. Ma procedono con progetti a breve, forse per le difficolt√† dell‚Äô impresa, per i fondi necessari e perch√© ancora lo Sviluppo Spaziale √® fortemente dipendente dalle contingenze storiche¬† e politiche del pianeta. La situazione vista in¬† prospettiva potrebbero ribaltarsi nel futuro,¬† quando l‚Äô uomo attinger√† direttamente dal Cosmo le risorse necessarie alla sua esplorazione. Non dimentichiamo che sono passati solo cinquanta anni e che il Cosmo diverr√† nel futuro una necessaria e vitale¬† estensione del pianeta Terra. Ricordo che tutto √® cominciato con le V2 che nella Seconda Guerra Mondiale che ¬†hanno bombardato a tappeto l‚Äô Inghilterra. Von Braun forse sognava altro, sognava il Cosmo come il suo professore il rumeno Hermann ¬†Oberth, o come lo scienziato e scrittore tedesco ¬†Willy Ley. L‚Äô America del dopoguerra offr√¨ a molti di loro l‚Äô opportunit√† di conseguire i loro sogni. Ma il Razzo, come nel romanzo di Ray Bradbury, Cronache Marziane, ¬†era la condizione essenziale per lasciare la Terra, lo aveva intuito nel passato Jules Verne. Cos√¨ la NASA si lanci√≤ nello studio e nella sperimentazione di Booster ed External Tank sempre pi√Ļ potenti e nella realizzazione dei carburanti necessari. Sono i tempi d‚Äô oro di Werner von Braun, e¬† dell‚Äô equipe di tedeschi in America, mentre l‚Äô URSS da parte sua stava percorrendo la stessa strada. Dal Vanguard agli Ares la strada √® stata lunga. E la NASA √® sempre impegnata a trovare Razzi potenti ma anche capaci di risparmiare carburante. Nell‚Äô attesa che una futura navicella o astronave parta per le regioni di Marte o di Giove direttamente dalla Luna. Lo Space Shuttle, l‚Äô attuale astronave capace di trasportare uomini e mezzi fuori dall‚Äô atmosfera terrestre √® oggi quasi un mito o una leggenda ma c‚Äô√® chi pensa di mandarlo in pensione. E‚Äô entrato in azione nel 1970, e attualmente con ulteriori modifiche resta il veicolo pi√Ļ adatto a portare gli uomini di nuovo sulla Luna e su Marte. Allo Shuttle √® dovuto l‚Äô Hubble Space Telescope, il fantastico super telescopio, messo in orbita nel 1990. Nel breve futuro ¬†il ¬†pi√Ļ potente telescopio del Sistema Solare¬† molto probabilmente sar√† situato in territorio lunare. Ma √® nel 1973 che gli americani mettono in orbita lo Skylab, la prima citt√† laboratorio dello Spazio, esso cesser√† di esistere nel 1979. Ma il grande progetto di una Citt√† Spaziale in orbita terrestre viene rilanciato nel 1995 quando i Russi collaborano con l‚Äô America¬† per¬† il progetto di una¬† Stazione Spaziale Internazionale, la I.S.S. progetto che viene varato nel 1998 e che si pensa debba essere ultimato nel 2011, ma in quanto allo Spazio le date sono sempre da rivedere. All‚Äô I.S.S. partecipano sia gli U.S., ma anche il Giappone e la Russia. Un altro grande Progetto portato avanti con l‚Äô aiuto della NASA √® il SETI, il Serche Extraterrestrial Intelligence a cui hanno dato un grande contributo sia l‚Äô astrofisico Frank Drake che l‚Äô altro grande nome dell‚Äô astronomia e della ricerca avanzata in campo esobiologico, che¬† stato il¬† compianto Carl Sagan, uno degli scienziati pi√Ļ di prestigio della NASA. Sagan ha anche ¬†dato un grande contributo all‚Äô esplorazione di Marte, a all‚Äô esplorazione di Venere, e a lui √® dovuto la sonda messaggio mandata fuori dal Sistema Solare alla ricerca di civilt√† extraterrestri. Ed ora due obbiettivi ¬†a breve riaccendono l‚Äô entusiasmo dell‚Äô Agenzia Spaziale, la Luna e Marte. La Luna √® il nostro unico satellite naturale¬† e si trova a relativa breve distanza dalla Terra, cos√¨ appare un vero guardiano o porta del nostro pianeta, un guardiano naturale che non √® possibile che nel futuro non venga sfruttato in tal senso. I progetti ora si fanno pi√Ļ estesi, non si tratta pi√Ļ di mettere piede sulla Luna ma di popolarla o volendo colonizzarla, di fare della Luna un ottimo punto di osservazione della Terra, la breve distanza lo permette, e di farne una vera porta di ingresso o di uscita dal nostro pianeta per i vari pianeti del Sistema. Si √® gi√† trovata dell‚Äô acqua necessaria al popolamento del satellite, e la luna appare come un autentico cantiere estrattivo. Inoltre vi si potranno¬† allocare diversi basi permanenti di ricerca e di esplorazione, oltre che miniere estrattive, un Osservatorio Astronomico capace di darci un‚Äô immagine dell‚Äô Universo che ancora ci √® ignota,e si pensa a Laboratori ¬†Lunari che studiano l‚Äô uomo posto in condizioni estreme, e si pensa anche a collocarvi naturalmente delle armi e dei sistemi di difesa e di offesa. Ci si prepara ad un esercito dello Spazio, ad una Space Force, in barba allo storico << We came in peace for all mankind>>!Ma per il momento Luna e Marte si presentano per l‚Äô Agenzia come una meta unica, e in effetti lo √®. Luna e Marte completeranno la prima fase della Colonizzazione. Alla NASA si parla di venti o trenta anni, di certo le basi permanenti verranno collocate sia sulla Luna che si Marte entro questo secolo, nel prossimo si guarder√† oltre Marte, ossia a alla regione di Giove e dei suoi infiniti satelliti e satelloidi, intanto Marte e Luna si preparano a donarci strane sorprese e rivelazioni. Di sicuro gli Stati Uniti punteranno a questi due nuovi traguardi per rilanciare il loro prestigio, ma io penso che il 1969 √® superato e che lo spirito che dovr√† animare la futura colonizzazione sar√† sotto l‚Äô insegna della collaborazione, i costi sono troppo elevati, e nuove Nazione si stanno aprendo allo Spazio, per ora Cina ed India, nel futuro forse anche l‚Äô Islam. E l‚Äô ESA, l‚Äô Ente Spaziale Europeo stringe sempre pi√Ļ legami con¬† la NASA. Dietro lo sviluppo spaziale si muovono Imprese di Alte tecnologie e business high tech, e lo Spazio pu√≤ diventare una vera miniera d‚Äôoro. Volendo oggi tutti noi viviamo in una dimensione marziana, ossia in una dimensione di alte tecnologie estremamente sofisticate e precise, dire Marte vuol dire Futuro anche della Terra e vuole anche dire trasformazione delle nostre citt√†, delle nostre case, dei nostri servizi, delle nostre auto e dei nostri sistemi di comunicazione. NASA √® tutto questo. Si sa che sta investendo nella riconversione dell‚Äô energia solare ad esempio. Dyson aveva ipotizzato per il nostro futuro delle sfere che accumulassero l‚Äô energia liberata dalla nostra¬†¬† stella per i nostri molteplici usi. E aveva ipotizzato nello Spazio Civilt√† evolute capaci di servirsi in toto dell‚Äô energia della propria stella e poi quella della propria Galassia. La NASA si muove in questa direzione. E infine possiamo anche immaginare o sognare i tempi in cui esister√† un vero turismo interplanetario e un commercio fra pianeti, in cui carghi e navette o grandi astronavi lo attraverseranno e viaggiare nel Cosmo non sar√† un‚Äô avventura di pochi, ma dei pi√Ļ, in cui gente nuova non nascer√† sulla Terra ma altrove, nelle varie Citt√† spaziali o nelle Basi, ma tutto questo richieder√† conoscenza e coraggio, sfida alle condizioni inizialmente avverse del Cosmo, e desiderio di andare oltre, oltre il noto e il conosciuto, forse per chi ci crede una sorta di ritorno a Dio. Io voglio credere che l‚Äô uomo sia fatto per tutto questo. Salvo Gagliardo. Happy New Year.2010.

 

©salvogagliardoproduzione. 2000-2009. All rights reserved

 

 

Pict0051 

Albi di FantastiKa

****************

 

Mistero Marziano

racconto fantastico

di

Salvo Gagliardo

Capitolo 1

 

Nello Spazio

 

 

 L’oscuro e macabro fardello scivolò silenzioso nel gelido Cosmo, allontanandosi lentamente dalla grigia astronave interstellare Fox 25 in viaggio per le regioni celesti di Tau-Betha, un Sistema a due stelle e a cinque anni luce dal Sole. L’ astronauta Inconn era morto alle 21,15, Tempo universale. Il dottor Klam ne aveva diagnosticato il decesso, l’ esplosione di un’ arteria ed il conseguente arresto del cuore,  effetto dell’ inevitabile usura a gravità zero. Molti dell’ equipaggio provenivano dalle colonie di Marte come il tenente della Interplanetary Space Force, George Inconn. Era nato nel Maryland ed aveva 31 anni. Era sposato felicemente con Johan Schindler, ed insieme avevano un bel bambino, David.

La salma restò nella cella frigorifera per il tempo canonico,sigillata nella sua sacca sintetica, con la targhetta metallica, nome e cognome incisi, e tutto il resto,  poi, dopo la rituale benedizione del cappellano luterano, Inconn era luterano cartista, venne espulsa nella notte cosmica. Galleggiò per un po’, poi rotolò comicamente, e si allontanò nello Spazio dove la Fox si trovava in missione esplorativa. Le stelle brillavano fredde e lontane, ma relativamente vicina era la gigante viola assieme ad una piccola stella arancione. Il feretro continuò a roteare in un cielo rosso sangue. Chiuso nella sacca, il cadavere dell’ astronauta aveva gli occhi serrati e cavi che andavano scurendosi, come le labbra già livide. I capelli sottili e di un giallo paglierino aderivano inerti sull’ alta fronte marmorea. Johan ne avrebbe ignorato la morte finché la Fox non fosse tornata a Terra.  Ma quella notte la ragazza ebbe un sogno assai simile ad una visione, George era nella sua camera da letto, avvolto da una luminosità viola e pulsante. In lui c’era qualcosa di strano, ma era sicuramente George, suo era il sorriso che Johan le conosceva. Le disse qualcosa con una voce misteriosamente lontana, le disse che George, il suo George, era morto, che sarebbe presto tornato da lei, ma solo per poco. Il cuore della ragazza pulsò con violenza. L’ immagine di Inconn svanì. Johan si trovò con la faccia sul cuscino rigata di lacrime.

Il triste fardello continuò a ruotare verso la gigante viola, luci esplosero sulla lucida sacca sintetica. Vi si composero strane lettere simili a glifi arcani.

George era di sicuro morto! Era un pensiero terribile che la mente di Jennie quella mattina cercava di scacciare. La ragazza era in cucina e stava preparando la colazione. Con una certa mestizia contemplò gli olo dell’ album di famiglia. Gli occhi le si arrossarono.

La sacca capitombol√≤ nel fulgido cielo viola. Si sform√≤. Si espanse. Si infiamm√≤, colpita dalle radiazioni della stella. Incroci√≤ un meteorite. Spar√¨ e riapparve oltre la calotta ghiacciata di un pianeta. La maschera cerea e mortuaria del volto di Inconn si imporpor√≤, la rigida mascella si mosse, il sangue flu√¨ nelle vene. I suoi occhi si aprirono, e fissarono lo Spazio che filtrava magicamente per le pareti del macabro fardello. Che ruot√≤ sempre pi√Ļ veloce e lontano. E venne inghiottito, divorato dalla ¬†stella viola.

 

 

 

 

©salvogagliardoproduzione. 2000-2009. All rights reserved

 

 

Gentili lettori. Fantastikalbi 2009 vi augura un buon Natale. E in questa notte vuole onorare due artisti del fantastico che hanno segnato la storia dell’ umanità e continuano a far sognare adulti  e bambini. Sto parlando di Charlie Chaplin che moriva proprio in una notte di Natale e di Walt Disney, il mago dell’ animazione, padre di Topolino, Paperino e di  tutta la famiglia di cartoon della Disney. Merry Christmas 2009  da Salvo Gagliardo.

 

Pict0041 

 

 

 

Merry Christmas

by

Charlie & Walt

Charlie  Chaplin and Walt Disney

di

Salvo Gagliardo

 

 

<<Silent night, holy night,

     all is calm, all is bright

     round yon virgin

     mother and child.

     Holy infant, so tender and mild,

     sleep in heavenly peace,

     sleep in heavenly peace.>>

 

 

Omaggio al Re

Charlie Chaplin

by

Salvo Gagliardo

Charlie Chaplin muore la notte di  Natale del 1977 a  Corsier- Sur РVevey, Svizzera

 

 

E’¬† stato attore comico,¬† regista cinematografico, mimo , clown da circo, abile imprenditore ed uomo d’ affari,sceneggiatore e scrittore, musicista e ballerino. Il suo modo di usare la cinepresa, le tecniche e i trucchi della nuova arte cinematografica del XX secolo ha fatto scuola ed √® entrato di diritto¬† nei Manuali Universali della Settima Arte. Charlot che si allontana ¬†in dissolvenza verso un orizzonte carico di promesse e speranze assieme alla sua bella √® diventata un’¬† Icona Universale simile al Logo rosso della Coca Cola e agli scenari incantati di Walt ¬†Disney. Charles Spencer Chaplin era nato nelle periferie di ¬†Londra, nell’ Inghilterra Vittoriana e di fine secolo, il 16 aprile 1889, lo¬† stesso mese e¬† anno in cui nasceva in Austria Adolf Hitler!¬† Nato da piccoli attori ¬†girovaghi di Music Hall. Figlio d’ arte, cominci√≤ a battere il palcoscenico assai presto, a cinque anni. Chaplin racconter√† forse una leggenda, ossia della sua nascita da una lontana ¬†parente rom. Persino la sua attribuzione al popolo di Israele resta una leggenda, forse avvalorata da un pregiudizio nazista nei suoi confronti.¬† Ma la situazione in famiglia non √® rosea per ¬†lui, il padre √® alcolizzato e la madre Hannah soffre di disturbi nervosi. Presto i due si separano. E’ la miseria pi√Ļ nera, e Charlot deve cominciare ad arrangiarsi. Frequenta clown, mimi e teatrini d’ ¬†avanspettacolo. Le notti va a dormire negli asilo di assistenza. La vita gli sta fornendo ¬†gli elementi per ¬†¬†¬†l’ immagine di¬† Charlot the tramp, l’ archetipo ¬†del Vagabondo che si d√† arie di milionario, Icona Universale che ¬†¬†lo consegner√† alla storia per ¬†sempre.

Entrato nella Compagnia di Fred Karno, prima dello scoppio della Grande Guerra, tra il ¬†1910 e il 1912, fa delle ¬†tourn√®e ¬†di lavoro ¬†negli Stati Uniti. ¬†Conosce ¬†Stan Laurel, anche lui diretto in America. Viene notato da Mak Sennet dei ¬†Keynstone Studios, e realizza i suoi primi cortometraggi. Intanto va caratterizzando il ¬†personaggio di Charlot e il suo look ¬†inconfondibile da little tramp ¬†che lo render√† famoso nel mondo. Presto passa alla regia, Chaplin √® un artista ¬†unico , in quanto idea, realizza, scrive le sceneggiature, le scenografie, le musiche di tutti i suoi film. Scoppia la Guerra, e nel 1914 Chaplin realizza Kid Auto Races at¬† Venice. In cui perfeziona ¬†il personaggio del ¬†vagabondo. Sono film muti e al film muto Chaplin rester√† sempre legato, essendo il cinema che meglio pu√≤ rappresentare la sua geniale versatilit√† di mimo e clown e le sue irresistibili trovate. Chaplin porta la risata e l‚Äô ironia di un fanciullo¬† nella Prima Guerra Mondiale con ¬†Shoulder Arms del 1918, la riporta nella Seconda, con ¬†Il Grande Dittatore, The Great Dictator , e aiuta con il ¬†riso l‚Äô America ad uscire dalla Grande Depressione, quasi indifferente come Charlot ai drammi e alle complicazioni della vita, avviandosi verso un orizzonte senza fine¬† per una via sconfinata da solo o con la sua bella, con la buffa bombetta, i pantaloni troppo larghi, l‚Äô andatura da ubriaco e la canna di bamb√Ļ simbolo di un potere che solo i santi, gli sciocchi e i geni hanno. Per la Keynstone realizza 35 film, poi passa agli Essenays Studios. Intanto nella realizzazione √® diventato ¬†totalmente autonomo.¬†¬† Passa ai ¬†Nati0nal Studios. Realizza nel 1917 ¬†The Immigrant ¬†e Easy ¬†Street. I suoi film muti diventano campione di incassi, secondi solo a quelle delle ¬†grandi stelle di Hollywood, come David Griffith, Mary Pickford e Douglas Fairbanks che diverr√† suo grande amico. Il suo strepitoso successo lo porta a fondare l‚Äô United Artists ¬†nel ¬†1919. Nel 1915 escono ¬†The Tramp e The Champion, nel 1917 The Adventurer. ¬†Nel 1921 The Kid, Il Monello, con Jackie Coogan. Nel 1923 The Pilgrim. Nel 1925 La donna di Parigi, l‚Äô unico suo film dove non sar√† attore¬† protagonista. ¬†Nel 1927¬† fa ingresso il sonoro. Chaplin accoglie la sfida, anche se resta fondamentalmente legato al muto che ritiene di qualit√† superiore per capacit√† artistica ed espressiva. Nel 1928 realizza The Circus, in cui trasfigura tutta la sua esperienza da bambino di circhi e di clown. Nel ¬†1931 realizza City Lights¬† e nel 1936 Tempi ¬†Moderni. Modern Times . E‚Äô in questo film che the little tramp ¬†acquista una voce. Ma l‚Äô acquista solo per dirci addio, infatti questo √® l‚Äô ultimo film in cui appare Charlot e la sequenza finale lo vedono ¬†allontanarsi per sempre verso l‚Äô orizzonte. Ma l‚Äô accento fortemente britannico di Chaplin si far√† ¬†molto pi√Ļ sentire ne Il Grande Dittatore, The Great Dictator ¬†del 1940. Il primo vero suo film sonoro. Seguiranno Monsieur Verdoux del 1946, un opera strutturata sulla vita ¬†di Henry Landru e sceneggiata da Orson Wells, e Limelight del 1952, sono ¬†i grandi capolavori¬† sonori di Charlie ¬†Chaplin. Che √® stat0 ¬†¬†anche un geniale creatore di musiche, e una per tutte rester√†¬† Smile, Sorriso, la nota canzone di Modern Times che fa di Chaplin anche un realizzatore di grandi ¬†colonne sonore che identificano ¬†immediatamente il film. Basta ricordare qui Luci della Citt√† e Luci della Ribalta. Ma l‚Äô immediato dopoguerra¬† e dopo¬† Monsieur Verdoux, che conobbe meno successo degli altri,¬† oltre a dare a Chaplin una fama internazionale e a farlo uno dei registi pi√Ļ ricchi del mondo, port√≤ dei problemi nella sua vita personale gi√† resa difficile dalle numerose cause intentate ai suoi danni dalle mogli o dalle ragazze che aveva scritturato nei suoi film. Il Governo americano scopriva di avere un altro nemico oltre quello appena sconfitto, nel Comunismo e nell‚Äô Unione Sovietica, la destra americana iniziava ¬†una sorta di linciaggio morale contro tutti quelli che avevano manifestato simpatie per Carlo Marx, guidata dalla campagna anticomunista creata dal senatore repubblicano ¬†Mc Carty e dal Direttore della FBI, ¬†Edgar Hoower. Chaplin non aveva mai fatto segreto delle sue simpatie per il comunismo e inoltre i pregiudizi razziali mossi contro di lui da Hitler, che lo aveva messo in lista fra gli artisti ebrei, diedero alle destre l‚Äô occasione di accusarlo di antiamericanismo, inoltre Chaplin non aveva mai preso la cittadinanza americana, restava ancora un immigrato con il visto di residenza. L‚Äô attacco fu duro e port√≤ colui che pi√Ļ di tutti aveva messo in ridicolo il fascismo, e il dittatore Adolf Hitler, a lasciare per sempre,gli Stati Uniti. E‚Äô il 1952. I Chaplin lasciano per un viaggio di piacere l‚Äô America per l‚Äô Inghilterra, ma non vi rientreranno pi√Ļ. Chaplin ha ¬†¬†gi√† ¬†realizzato Limelight nel¬†¬† 1951, il film dall‚Äô immortale colonna sonora, tratto da un romanzo di Chaplin stesso ¬†non pubblicato, ¬†e in cui ha avuto anche una parte il collega Buster Keaton. ¬†Luci ¬†della Ribalta √® il suo addio all‚Äô America. Nel 1957 a Londra realizza Un Re a New York, A King¬†in New York,¬†con Marlon Brando. E sempre a Londra esce La contessa di Hong Kong, A countess from Hong Kong,¬†nel 1967, dieci anni dopo. E‚Äô il suo ultimo film. Da Londra si trasferisce in Svizzera dove muore nel 1977, nella notte di Natale, dieci anni dopo il suo ultimo film.

Di Chaplin verr√† ricordato fra l‚Äô altro la ricerca assoluta della perfezione, metri e metri di pellicola verranno¬† bruciati¬† ¬†per girare una singola ¬†scena. Chaplin nella sua lunga carriera artistica ha collezionato una quantit√† infinita di premi e onorificenze. Nel 1999 l‚Äô American Film¬† Institute lo ha eletto a¬† decimo migliore attore protagonista di tutti¬† i tempi. I suoi film conservati come reliquie vengono ogni anno riproposti al pubblico e ottengono ancora successo. L‚Äô Icona¬† di Charlot √® famosa nel mondo quanto quella di Topolino. E le colonne sonore dei suoi film ci commuovono e fanno ancora sognare. Su di lui e sulla sua arte comica¬† sono stati scritti libri che riempiono le pi√Ļ grandi e famose biblioteche del mondo, e ancora ne saranno scritti. Ma ¬†forse Chaplin ha dimostrato che ¬†la genialit√† eccezionale non √® disgiunta dal popolo e che non si pu√≤ essere riconosciuti ¬†geni se non si √® in qualche modo amati dalla gente. Perch√© la gente lo abbia amato ¬†tanto, resta ancora un mistero che non √® riuscito a distruggere neanche¬† Adolf Hitler. Un omino buffo, dalle movenze da¬† ubriaco, che si da ¬†arie di un milionario e che √® invece sempre in bolletta, che difende le ragazze in pericolo in modo maldestro e che pure non √® l‚Äô esempio di un cavaliere, che la fa in barba a tutti e che continua¬† a farci ridere e forse lo far√† ancora per molto tempo, forse un giorno anche le Colonie Umane su Marte proietteranno i suoi film, e forse i suoi film accompagneranno l‚Äô uomo nel suo cammino verso le stelle. ¬†Una curiosit√†. Smile era la canzone amata da Mikael Jackson e alla sua morte √® stata eseguita sul suo feretro.¬† Buon Natale da ¬†Salvo Gagliardo.

 Pict0035

 

 

Gli Universi Fantastici  di zio  Walt

Walt Disney

by

Salvo Gagliardo

 

Walter Elias¬† Disney nasce negli Stati Uniti, il 5 dicembre del 1901,¬† a Chicago, Illinois, da parenti di umili condizioni. Quarto di cinque figli, nel ¬†1903 segue ¬†la sorella Ruth. Nel¬† suo sangue si trova sangue irlandese, normanno, canadese, tedesco, assieme¬† a quello ¬†di antichi contadini e cercatori d‚Äô oro. Presto rivela una vera ¬†passione per le tecnologie e il disegno, ma anche per gli affari.¬† si trasferisce nel Missouri, in una fattoria agricola a Marceline, e nel 1911 a Kansas City assieme al fratello Roy. Kansas City segner√† la sua maturazione, Walter ha nove anni. Segue corsi artistici e di disegno,oltre a contribuire con il suo lavoro alle spese di famiglia. ¬†Si occupa per il padre della vendita di giornali e continuer√† a farlo¬† a bordo dei treni¬† della ¬†Missouri Pacific Railroad, Walt rester√† ¬†famoso per la sua passione per i treni a vapore e per¬† i treni in miniatura, passione che lo porter√† pi√Ļ tardi a realizzare i Grandi Parchi Giochi di Disneyland e ¬†la Carolwood Pacific Railroad¬† nel giardino di casa. Lo ¬†zio √® un ingegnere ferroviario,e sui treni vender√† giornali, dolciumi, frutta e bibite . A Kansas City¬† ¬†diventa pubblicitario assieme al fratello Roy¬†e vende piccoli ¬†spot pubblicitari da lui realizzati, ed ¬†¬†√® qui¬† che Walt incontra ¬†per la prima volta il teatro e il cinema. ¬†Ma la sua vita passa da Kansas City a Chicago, dove ¬†comincia a disegnare vignette per i giornali locali. Scoppia ¬†la Guerra e Disney parte volontario per l‚Äô ¬†Europa, Francia,¬† dove guida le ambulanze della Croce Rossa. Tornato in patria attraversa momenti difficili aiutato dal fratello . Cerca anche di lavorare per il cinema di ¬†Charlie Chaplin, che cominciava allora ad emergere. Riprende la sua attivit√† di pubblicitario. Assieme al vignettista¬† Ubi Iwerks ¬†¬†fonda a Kansas City la sua prima societ√†. E‚Äô affascinato dalle potenzialit√† della cinepresa nel creare cartoni animati. E realizza i suoi primi cortometraggi per i cinema locali di Kansas City. La tecnica seguita √® del tutto originale e ¬†diversa da quella delle normali animazioni pubblicitarie. Continua a produrre cortometraggi¬† che vende a varie Societ√†. Produce il suo primo cartone animato Alice‚Äôs wonderland che porter√† con se e definir√† in California.¬† Sebbene quella di Kansas City ¬†sia per lui ¬†una grande esperienza, economicamente rende poco. Ed √® gi√† una leggenda che lui e il fratello Roy si trasferiscano nel 1923¬† da Kansas City ad Hollywood con pochi dollari in tasca, 40 ¬†vuole la leggenda. E nel 1923 comincia a produrre¬† i suoi primi cartoni animati. E‚Äô qui che¬† crea il suo primo Studio assieme al fratello Roy, che diverr√† nel 1928 la Walt Disney Production. Sposa una collaboratrice, Lillian Bounds. Nel 1927 crea il personaggio di Oskar Rabbit, ma presto ne perde i diritti, sottrattigli ¬†dal¬†famoso ¬†Charles ¬†Mintz di New York, il creatore di Felix the Cat e della Universal Pictures, che gli toglier√† anche i suoi migliori collaboratori. Ma non ¬†molto dopo Disney idea e crea ¬†l‚Äô indimenticabile Topolino, Mickey Mouse, inizialmente chiamato Mortimer Mouse che pi√Ļ tardi diverr√† l’avversario del topo pi√Ļ famoso del mondo. La leggenda vuole che il¬†celebre personaggio ¬†sia stato disegnato in treno da Walt Disney. Sar√† Lillian Disney, la moglie, a dargli il nome che lo render√† famoso in tutto il mondo, e fino ¬†al 1947 la sua voce ¬†sar√† quella di Walt in persona. Plane Crazy e The Gallopin‚Äô Gaucho sono¬† ¬†i suoi primi cortometraggi su ¬†¬†Topolino, muti. Ma in ¬†Steamboat Willie, proiettato a New York nel ¬†1928, Topolino diventa sonoro, si tratta di un sonoro sincronizzato il cui sistema Walt aveva acquistato per gli Studios. Con Topolino recitano anche Minnie Mause e Gambadilegno. In Silly Sinphony Disney mischia cartoon e musiche in modo fantastico, √® una trovata di grande successo che potenzier√† enormemente gli Studios. Fanno la sua comparsa i¬† Tre Porcellini. E presto ¬†Topolino ¬†acquista ¬†nuovi ¬†amici, come ¬†il cane Pluto, Pippo e Paperino,oltre alla ¬†graziosa Minnie, ¬†Topolino prende il colore. Walt lavora per la Columbia Pictures, ma presto passa alla Universal. E‚Äô ¬†nel 1937 che Disney realizza il suo primo lungometraggio, una splendida storia in cartoni animati che rester√† quasi immortale, nasce Biancaneve e i Sette nani. Walt crea la perfezione nel disegno animato che rester√† insuperata fino all‚Äô entrata dei Giapponesi nel mercato ¬†e delle nuove tecniche di disegno. La sua √® una vera magia e il mondo degli animali si anima come quello umano, tutto questo richiede un gran numero di collaboratori altamente professionali e specializzati. Sebbene Disney fosse stato sconsigliato nel realizzarlo, il film viene proiettato al Hollywood il 21 dicembre del 1937, ed ¬†√® subito un capolavoro e riscuote un grande successo di pubblico, oltre a diventare un campione di incassi. Walt¬† realizzer√†¬† con il ricavato a Burbank, California,¬† i nuovi Walt Disney Studios il 24 dicembre del 1939. Eterne resteranno le canzoni della sua colonna sonora. Ma gli anni Trenta vedono anche Topolino in carta stampata nelle edicole. ¬†E la Disney comincia ad accumulare Premi e Riconoscimenti. Ma la guerra √® alle porte. Disney realizza Pinocchio e ¬†Fantasy. E‚Äô il 1940 e l‚Äô Europa √® in guerra, ¬†gli Studios ne soffrono e ¬†¬†producono propaganda americana. ¬†Disney diviene un mito per ¬†i soldati in guerra, realizza documentari e distintivi con i personaggi cari ormai al pubblico mondiale. Nel 1941 esce Dumbo ed √® di nuovo un successo.¬† Gli impegni nel conflitto della Walt Disney Production ¬†si infittiscono con l‚Äô entrata in guerra degli Stati Uniti.¬† E assieme alle truppe americane, in Normandia sbarca anche Topolino che diviene simbolo di quella ¬†globalizzazione che uscir√† vincitrice dal¬†¬† conflitto. Nel 1942 esce Bambi. Ma Disney d√† vita anche ¬†a qualcosa che rester√† una tradizione in America, quella di riproporre ogni 7 anni i suoi successi nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti. Vengono realizzate ¬†nuove serie di cartoni animati per l‚Äô America Latina, e nel dopoguerra¬† Disney produce ¬†Alice nel Paese delle Meraviglie e¬† Le avventure di Peter Pan, comincia a lavorare a Cenerentola e manda nelle sale una serie di Documentari sul mondo animale e naturale, che hanno un buon successo e che restano nella storia del cinema, come ¬†La natura e le sue Meraviglie e Alaska. Ma come per Charlie Chaplin, ¬†il dopoguerra porta a ¬†Walt Disney anche dei problemi col Governo e come Charlot, Disney viene accusato di filocomunismo¬†¬† e di attivit√† antiamericana dal senatore Mac Carty e dall‚Äô FBI. Ma ovviamente si tratta di manovre oscure¬† contro la Disney perch√© Walt ha sempre dimostrato il suo americanismo durante la Guerra e in tutto il suo lavoro. E‚Äô nota La sua passione per gli sport nazionali, dal baseball, al golf, all‚Äô equitazione, al polo. Walt Disney ormai si avvia a gestire un impero e a diventare il suo assoluto imperatore, un impero economico dal fatturato fantastico. Fonda la Buena Vista Distribution Company. Negli Anni Cinquanta si avventura nel regno fantastico ¬†di Jules Verne, realizzando 20.000 ¬†Leghe Sotto i Mari in¬† Cinemascope, un film d‚Äô avventura¬† che non √® un cartoon e ¬†L‚Äô Isola del Tesoro di Stevenson. Nel 1954 Disney √® in televisione con la serie Disneyland, poi ¬†¬†Walt Disney Presents per l‚Äô ABC e che verr√† riproposta per molti anni,divenendo presto a colori, e Mickey Mouse Club. Nascono i grandi parchi Disneyland¬† in ¬†California e Florida, seguiranno Francia e Giappone. Ormai gli Studios sono un colosso mondiale e continueranno a produrre cartoni animati come¬† Lilli il Vagabondo, La Carica dei Cento e Uno, La Spada nella Roccia, La Bella Addormentata in Super Tecnirama. Il primo Disneyland apre i battenti il 17 luglio del 1955. Ma Disney grande appassionato di tecnologie non pu√≤ restare estraneo all‚Äô avventura spaziale di quegli anni e¬† con la NASA e Werner von Braun, il suo direttore, produce documentari sull‚Äô astronautica e il volo spaziale. Disney √® ormai all‚Äô apice del successo, il suo √® un Impero dell‚Äô Intrattenimento. Produce nel 1964 Mary Poppins e Disney diviene il maestro indiscusso mondiale dei ¬†film che coniugano animazione e live action. La Ditta Walt Disney Production ¬†sommer√† nel tempo Premi, Riconoscimenti e Nomination¬† a mai finire per animazioni, musiche, gadget, dialoghi. Ventinove Oscar pi√Ļ una quantit√† strepitosa di altri premi fanno di questo piccolo uomo nato nell‚Äô Illinois da umili origini, il Re dell‚Äô intrattenimento e dei bambini, e nel 1964 Walt Disney ricever√† da Lindon B. Johnson la Medaglia presidenziale della libert√†. ¬†La Walt¬† Disney Production e la Walt Disney Word diverranno ¬†icone del nostro tempo, come ¬†Mc Donald e Coca Cola, e non √® un caso che un altro grande della Globalizzazione e dell‚Äô Intrattenimento, il regista Steven Spielberg trover√† nel pi√Ļ anziano Willie ¬†un modello da seguire. Oggi la multinazionale societ√† disneyana realizza 35 miliardi di dollari all‚Äô anno. Nel 1965 esce nelle sale cinematografiche Mary Poppins. Il Parco in Florida ad Orlando per√≤ ¬†viene¬† realizzato definitivamente dal fratello Roy ¬†dopo che Walt muore il 15 dicembre del 1966 ¬†di infarto a Burbank, Los Angeles, dopo che i medici gli avevano diagnosticato un cancro ai polmoni. Il 19 settembre del 1966 era stata l‚Äô ultima conferenza e comparsa in pubblico di Disney e ¬†in cui aveva fatto il ¬†punto dei suoi sogni grandiosi sull‚Äô Intrattenimento e i Parchi Tematici che non riuscir√† a vedere totalmente realizzati, il ¬†grande sogno di una Citt√† delle Meraviglie, di un¬† Universo Disney¬† da abitare come una citt√† ¬†e da vivere. ¬†Sar√† ¬†il fratello Roy a continuare questo sogno fino al 1971, quando anche lui morir√† a dicembre. Alla morte¬† di Walt ¬†Disney¬† si scrissero ¬†e pronunciarono ¬†parole storiche come ¬†<< Da oggi il mondo √® pi√Ļ povero>>. Il corpo di Disney, ¬†si trova forse ibernato, o forse √® solo un’ altra leggenda sul fantastico mago dei cartoons , ma la sua Mega Societ√† continua a produrre capolavori di grande successo, come ¬†Il Re Leone, Il gobbo di Notre Dame, La Bella e la Bestia ed altri. Di sicuro Disney seppe sfruttare al massimo quello che andavano offrendo le tecnologie in fatto di suono e riprese cinematografiche, e di colori, e di televisione.¬† Inser√¨ ¬†abilmente il sonoro quando esso fece la sua comparsa nelle sale cinematografiche, e introdusse il Technicolor nelle sue pellicole. Si apr√¨ con abilit√† alla Tv quando questa divenne il mezzo di intrattenimento preferito dagli ¬†Americani e dal ¬†Mondo intero,¬† ed ancora oggi resta ¬†all‚Äô avanguardia tecnologica sia nel campo dell‚Äô intrattenimento che dell‚Äô informazione scientifica e tecnologica. In quanto ai generi la Walt Disney spazia dalla commedia, alle¬† storie di avventura, alla fantascienza al Music Hall , al fantasy ai ¬†generi pi√Ļ¬† diversi e innovativi¬† e quasi tutti producenti¬†¬† spettacoli di grande successo ¬†e vendite sicure. Per tutto ¬†il mondo Disney √® sempre rimasto ¬†sinonimo di Natale ¬†e di Grandi Feste, una sorta di Babbo Natale del mondo dei piccoli. E con il fantastico ¬†Walt Disney , Salvo¬† Gagliardo vi augura Buone Feste e Buon Anno.

 

©salvogagliardoproduzione 1999-2009.All rights reserved.

 

 

 

 

Il Mio Amico Hans Christian Andersen

sabato, 19 dicembre 2009

 

Pict0048

 

 

Albi di Fantastika

********************** 

Tre Passi Fra le Nuvole

trilogia fantastica

Il Mio Amico Hans Christian Andersen

fiaba fantastica

by

Salvo Gagliardo 

“Quel giorno, l’ ufficiale di polizia

Lonnie Zamora ispezionava quel  luogo

Idilliaco, quando una specie di ruggito,

dilaniò l’ aria, mentre un’ alta fiamma blu e

aranciata si abbassava dietro ad una collina‚ÄĚ

Jean Pottier-UFO

Una vecchia  Rover rossa sfida faticosamente le accecanti luci infuocate, sotto una sonora pioggia di raggi per le lunghe e polverose strade del New Mexico,  nell’ arido pomeriggio di un luglio di fuoco. Attorno  giganteggiano solitari i cactus spinosi fra arbusti e canon rossastri. Fra le ciclopiche gole si occultano le mura sbrecciate di antichi villaggi, gli antichi bivacchi, gli scheletri pietrificati delle maledette città dell’ oro. I grandiosi scenari sono simili a quelli da cui la Rover ha preso il via con qualche colpo di tosse in un’ alba dura e paurosa fra montagne ciclopiche di pietra e rame. Le mani sudate stringono il grosso sterzo, gli stivali premono sul duro pedale.

Mi chiamo Virgil McMahannan, e possiedo una piccola impresa elettrica a San Francisco: << Luce Ogni dove. Riparazioni e Manutenzione Impianti Elettrici>> Sono alle prese con il solito giro di lavoro e mi aspetta un viaggio faticoso da Phoenix a Salt Lake¬† city, migliaia di chilometri da macinare per le terre pi√Ļ calde degli States. San Francisco √® la mia citt√† e l√† mi aspetta una ragazza che sta per darmi un pargolo. E‚Äô questo il mio unico pensiero, mentre da ore mi scorre davanti monotono e accecante, un panorama¬† quasi marziano, di certo preistorico. Mi ¬†piacerebbe un bel maschietto, rimugino. Diavolo! Che combina quella bestia! Un tir ciclopico mi supera con arroganza e mi costringe ad una manovra pericolosa. Con tristezza ripenso al feto nato morto che mi √® stato mostrato in clinica quella volta! Il primo parto di Elizabeth, andato a male. Qualcosa mi barbaglia davanti. Il sole! Il maledetto sole. Annaspo nel cruscotto in cerca dei miei occhiali scuri. OK! Ma c‚Äô√® un altro sole dall‚Äô altra parte‚Ķ‚Ķ.! Due soli? Mi piego davanti al parabrezza per guardare meglio. Un cilindro¬† accecante simile ad un neon mostruoso levita in alto sulla mia testa. L‚Äô avevo gi√† visto al Barringer, gi√Ļ al Meteor Crater. Ricordo che quella cosa si era alzata dal cratere. L‚Äô avevo seguita per un po‚Äô, poi me ne ero dimenticato. Meteore! Avevo pensato. Scherzi della natura.

Sono stanco ed affamato. Mi conviene fermarmi alla prima stazione di servizio. Guardo la mappa. Per Santa Fè mancano pochi chilometri. La Rover comincia a salire.

Si scia bene da queste parti d‚Äô inverno. Penso. Non manca molto per gli impianti di ¬†Los Alamos, ecco i cartelli e i posti di sbarramento. Il sole √® al tramonto in un cielo rosso fiamma. Di nuovo quelle strane luci! ¬†Che diamine ¬†sta succedendo! Piogge di meteore in un cielo di luglio? Una palla infuocata attraversa l‚Äô orizzonte. Le macchine sfrecciano senza accorgersene. A parte un contadino dallo steccato di una vecchia fattoria al tramonto.¬† La cosa sta precipitando oltre la collina. Il contadino √® scomparso, inghiottito dalla sua vecchia fattoria cadente. Per seguire le giravolte di quella stranezza ¬†ho imbroccato una strada secondaria e pietrosa e del tutto deserta. Mi sento diabolicamente attratto da quella bizzarria. Le vado incontro verso le mura calcinate in alto ¬†sulla collina. Dal finestrino entra un vento gelido. Questo tramonto √® davvero strano! Raggi di luce e aurore rosate splendono oltre la collina. Tutto √® deserto e stranamente silenzioso. Mi sembra di vedere una nebbiolina azzurrata che levita sulla¬† strada. La Rover si ferma, fa le bizze, scoppietta, arranca, non ne vuole sapere di andare avanti. Vicino c‚Äô√® una vecchia miniera abbandonata, trave marce, carrelli arrugginiti, rotaie divelte, macerie, un ingresso scuro e inquietante. Le batterie sono andate! Maledizione e tre volte dannazione! Davvero strano! Mi guardo attorno, il sole √® quasi ¬†tramontato e in cielo le costellazioni cominciano a risplendere. Quello strano sfavillio di luci oltre la collina sembra essersi spento. Dalla vecchio villaggio abbandonato soffia un vento gelido. Mi avvio a piedi come chiamato da un appuntamento verso le prime case di legno marcito del villaggio. La nebbiolina bluastra mi scivola fra i piedi in modo repellente. Sembra uscita sinistra, vomitata fuori dalla marcita citt√† fantasma dei cercatori d‚Äôoro. Ricontrollo la mappa alla luce della torcia. La Federale non dovrebbe distare molto, pi√Ļ in basso. Ma quel putrescente cadavere notturno di pietre e legno fradicio mi incanta come un vascello fantasma fra le tenebre. I mie passi risuonano secchi nel silenzio. Il fascio giallo della torcia illumina la fluorescente nebbia dentro cui affondano i miei stivali e le mie gambe fino a sparirvi. Ovunque assi divelte, finestre scardinate, vetri infranti dietro cui guizzano fiammelle aranciate come ceppi di camino, ombre, vortici di stelle, suoni e musiche. Passo davanti all‚Äô insegna di un vecchio saloon. Mi giungono alle orecchie le note di una sgangherata pianola, le due bussole sbattono cigolanti sui cardini di ferro arrugginito. C‚Äô√® gente dentro che fa baldoria.¬† Sul portico di legno risuonano i passi di stivali speronati. Alzo gli occhi verso i cielo, √® pieno di stelle come non ne avevo mai viste. Un‚Äô ombra scura l‚Äô attraversa simile ad un vascello cosmico a luci spente. Sento lo scampanellio di migliaia di biciclette, simile ad un carillon galattico. Qualcuno mi chiama da dentro il saloon. Mi avventuro, entro, supero lo zoccolo e spingo i battenti. Dannazione! Dalle tenebre della sera alla luce di un impensabile paradiso! C‚Äô√® un denso fumo di pipe e di sigari, gente che si diverte. Tutti indossano gli abiti impolverati¬† del vecchio West. Ci sono pellerossa, yankee, indios. Un prosperosa biondina¬†acqua e sapone storpia una vecchia ballata agitando le piume di un vecchio cappello. Un pianista negro strimpella sulla tastiera e un barista al banco, un tipo baffuto e duro, mi invita a bere una bevanda verdastra che subito mi brucia maledettamente nello stomaco. Ne chiedo un altro bicchiere e poi un altro ancora, fin quando mi ritrovo a fare l‚Äô equilibrista su due gambe incerte nuovamente sulla strada polverosa del vecchio West, ancora una volta con le gambe sprofondate in quel magma azzurrato.

E’ così che faccio la conoscenza del mio bizzarro amico  Hans Christian Andersen!

Perch√© io l‚Äô abbia chiamato cos√¨, √® presto chiaro. Steso sul bianco lettino di una clinica psichiatrica, ¬†sono trascorsi diversi giorni dagli avvenimenti della collina. Il dottor Blockead, quel verme, dice di averci capito poco, stress, o forse i cattivi pensieri per la creatura nata morta, o forse quel maledetto sole del Colorado. Panzane! Il fatto √® che sono stato trovato senza la pi√Ļ piccola coscienza, riverso sul volante della mia auto, alle prime luci dell‚Äô alba quasi sul ciglio dell‚Äô imponente cratere meteorico. E‚Äô ci√≤ che ha detto Tony Beaster alla polizia, il vecchio camionista che mi ha soccorso. Intanto Elizabeth ¬†ha partorito un bel maschietto, grassoccio e latteo come un maialetto. Ho ruminato a lungo la faccenda ¬†ed ho immaginato che il mio ¬†marmocchio ¬†sia nato proprio nell‚Äô attimo in cui la cosa se ne ritornava nel suo ¬†pianeta .Cos√¨ ho finito per chiamare ¬†Hans Christian Andersen anche lui. Il marmocchio ha gli occhi di un celeste impressionante ed √® grande e grosso in modo inusuale. Ma andiamo con ordine. Robot, androide, alieno, raccapricciante creatura stellare, paradossale viaggiatore galattico, feci la sua esaltante¬† conoscenza proprio in quella notte di prodigi. Tutta quella fantastica baldoria di quella magica notte di luglio che mi si confonde in testa, ¬†oggi qui in clinica fanno¬† di tutto per farmela dimenticare.

 Pict0045

Eccomi malfermo sul buio ¬†sentiero azzurrato, attratto l√¨ dalla maledetta citt√† senza nome, dopo avere mandato gi√Ļ diversi bicchieri, quanti non saprei, di quell‚Äô intruglio verdastro del barista coi ¬†baffoni e dal sorriso sinistro. Ricordo che anche lui aveva assunto il colore di quell‚Äô intruglio bomba. Tutto per√≤ qui , nella clinica di San Francisco, mi si confonde nella testa. E‚Äô certo, lo giuro, che dentro quella stomachevole nebbia, in una notte senza tempo, fra le carcasse marcite di una citt√† fantasma, sotto un codazzo di stelle a nozze, sopra una collina del tutto solitaria e abbandonata, vidi‚Ķ..C‚Äô√® da uscire davvero matti‚ĶB√® gente, devo pur dirlo! Vidi‚Ķun bisonte!

Sgranai ¬†gli occhi, come se la luce di tutte quelle stelle non fosse sufficiente a farmi notare ¬†l‚Äô assurdit√† della cosa. C‚Äôera davanti a me un gigantesco paio di corna, arcuate come un croissant lunare, che si allungavano da ¬†un gigantesco cranio taurino e lanuto come un bufalo delle praterie, un fantastico incrocio tra un mammut e un dinosauro. Splendeva nella notte come un idolo antico, totalmente coperto da una lanugine rossiccia. E come se non bastasse, cosa da ¬†farmi cadere a terra stecchito per la meraviglia, sulla sua groppa maledettamente alta, troppo alta per essere di questo mondo, se ne stava appollaiato come un principe indiano una creatura davvero singolare e beffarda, ma¬† anche dolce ed in estasi come un guru in meditazione. Per prima notai il suo buffo cilindro, pi√Ļ alto che largo, e dalle sue strette falde uscivano ciuffi di capelli argentati pieni di giocosi luccichii. E sotto quel cappello c‚Äôera¬†il ¬†viso pi√Ļ strano che avessi mai visto, una faccia bianca e luminosa come la luna o come un neon. Pi√Ļ tardi quando potei guardarlo senza quel buffo cilindro vidi che aveva una fronte arcuata, la fronte pi√Ļ grande che avessi mai visto, che cadeva a strapiombo e sul cocuzzolo leggermente a punta riposavano in disordine ¬†ciuffi di capelli nivei e argentati. La faccia in basso terminava con un piccolo mento quasi infantile, da bambino, e un nasetto altrettanto piccolo ed infantile arrossato come una ciliegia. La sua bocca era una fessura lunga¬† e curva che dava al volto l‚Äô impressione di un eterno sorriso. Due piccole lenti rotonde, scure e impenetrabili ne nascondevano gli occhi.

Quel¬† coso ¬†dal nasetto da Biancaneve sembrava uscito da una pagina di Dickens, anche per l‚Äô abito assolutamente inconsueto e fuori tempo. Dei pantaloni aderentissimi tornivano una coppia straordinaria di gambe da trampoliere e che nella posizione in cui si trovavano si attorcigliavano come serpenti. Avrei giurato che fossero prive di scheletro, elastiche come il corpo di un topo. Anche se quei pantaloni a scacchetti lo facevano somigliare al filosofo Kierkegaard, ben presto mi¬† accorsi che tutto quello che vedevo era in realt√† qualcosa d‚Äô altro! Dai pantaloni stretti alle caviglie usciva un paio di calzini buffi e multicolori. Ma quelle paia di scarpe era impossibile dimenticarle! Anzi, fu la prima cosa che mi si present√≤ davanti agli occhi della mente quando imbottito di tranquillanti mi svegliai nel lettuccio bianco della clinica a San Francisco, fra medici che mi guardavano con facce beffarde e incredule. Erano scarpe grandi, rotonde, pi√Ļ simili a racchette da neve, che a scarpe da tennis, ma di queste ne avevano l‚Äô elasticit√†, sembravano un singolare incrocio fra una scarpa da tennis e una calzatura di astronauta. E che dire della giacca? Una vecchia palandrana bisunta, una finanziera lunga e d‚Äô altri tempi, un cencio raccattato chiss√† dove! Aderiva al busto strettamente come i pantaloni, e il busto sembrava un tozzo cilindro corto rispetto ai trampoli. A raccontarlo ho rischiato di fare ammattire per davvero i pazienti della clinica!

In quei mesi di forzata inattività, nella Stanza 28 della clinica Riposo Sicuro, ho sempre rimuginato sui frammenti a flash di memoria di quella incredibile notte, estratti a fatica da una mente addormentata dai farmaci e dalle chiacchiere dei medici. Spesso ne ho parlato con Blockead e la sua infermiera, strappandogli risolini di compiaciuta superiorità. Ma quando gli ho presentato condita alla meglio, come un piatto prelibato,  la storia delle nubi e del cilindro, allora e solo allora mi hanno schiaffato  sulla faccia un sarcastico disprezzo che mi ha costretto a richiudermi nella mia conchiglia come un’ ostrica strapazzata.

Fu forse quell‚Äô intruglio bevuto quella notte in quel saloon sgangherato fra gli allegri fantasmi di ¬†una citt√† defunta, ma vi assicuro che attorno a quel cilindro incredibile sulla cui vera natura ho pi√Ļ volte fantasticato, levitava una soffice nuvoletta che alla luce dell‚Äô alba nascente mi parve di un delizioso color rosa pesco, uno sbuffo di nuvole¬† simili a quelle ¬†che circondano ¬†i visi paffuti¬† dei rosei amorini settecenteschi nei quadri dei nostri venerati maestri. Avr√≤ modo di far notare come ¬†quella delicata nuvoletta si comportasse da autentica nube, rabbuiandosi e schiarendosi, e persino¬† generando vistosi scrosci temporalizi, con piccole saette¬† argentate , e rapidi lampi che esplodevano e si scatenavano, secondo gli umori di quel cappellaio impossibile o di quel rigattiere intergalattico. E aggiungo che le poche volte che ho visto Hans assopito, la nuvoletta √® scesa nascondendolo teneramente e beatamente!

………continua

©All rights reserved. salvogagliardoproduzione. 1999-2009.

 

 

Se a qualcuno interessa l’ intero racconto o addirittura l’ intera trilogia di racconti fantastici non ha che da  contattarmi nel  sito Fantastikalbi,  o inviarmi una sua email al mio  indirizzo di posta. Grazie e Buon  Natale.

info@fantastikalbi.it

fantastikalbi@yahoo.it

 

 

 

 

 

 

Il Mattino dei Maghi. I Libri dell’ Insolito

lunedì, 23 novembre 2009

Pict0001

I Grandi Libri

del

Fantastico

iiiiiiiiiiii

Le Matin des Magiciens

*********************************************

Gli anni Sessanta furono anni di trasformazioni profonde per¬† un mondo che usciva dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla¬† sconfitta del Nazismo. Anni del Dopobomba, come furono chiamati e in cui le due Nazioni vincitrici¬† pi√Ļ potenti si scoprirono nemiche e diedero inizio ad una lunga guerra fredda conclusasi solo negli Anni Novanta. Le nuove generazioni figlie della bomba, si scoprivano senza radici ammassate nelle periferie delle grandi metropoli alla ricerca di nuove identit√† ed idoli¬† da adorare, e si scoprivano deboli, indifese, ma¬† molto violente e devastanti e poco rispettose del Mondo dei Padri¬† e della loro Autorit√†. La Guerra aveva chiuso quel periodo della morte della borghesia e del colonialismo selvaggio che aveva caratterizzato il secolo XIX, i giovani ora erano diversi, vestivano in modo diverso e avevano un loro modo di aggregarsi e di condividere i nuovi simboli. La rivoluzione tecnologica e scientifica aveva fatto grandi passi avanti approfittando di due grandi conflitti mondiali, e non solo in campo militare, si¬† era scoperto che l‚Äô atomo¬† poteva essere scisso sviluppando una potenza enormemente devastante, la guerra aveva perfezionato i computer e avviato il mondo verso l‚Äô era digitale e delle Intelligenze Artificiali, i neri in America uscivano da una lunga segregazione e non erano pi√Ļ disposti a essere cittadini di serie D pronti ad essere sacrificati, nuove Nazioni si affacciavano sulle scene del Mondo come la Cina, e un nuovo stato era sorto dalle macerie e dalle atrocit√† della guerra, Israele. L‚Äô umanit√† si scopriva violenta, e i giovani cominciavano sempre pi√Ļ ad interessare all‚Äô industria culturale e al mondo della produzione. Il continente europeo in una fantastica trasformazione geopolitica si era scisso¬† in due e con esso l‚Äô intero pianeta. E i suoi abitanti accorrevano ad ingrassare le file dell‚Äô uno o dell‚Äô atro blocco in una sorta di conflitto silenzioso ma selvaggio e ognuno certo¬† di essere dalla parte giusta, e il male stava¬† sempre dall‚Äô altro lato. Insomma gli echi¬† del Dopobomba erano questi, la civilt√† contadina agonizzante negli ultimi fuochi della guerra, si scopriva definitivamente cancellata¬† nel¬† mondo Occidentale, e ogni casa e ogni famiglia esigeva un rinnovamento tecnologico globale che andava dalla macchina, alla lavatrice, al frigorifero e alla televisione. Alla fine, i grandi sognatori del futuro sembravano¬† avere vinto, e le macerie belliche aspettavano di essere quasi magicamente sostituite¬† da strutture nuove, fredde e dinamiche. Fu l‚Äô Era della Ricostruzione e¬† l‚Äô uomo si accingeva a sbarcare sulla¬† Luna e a conquistare¬† lo¬† Spazio.

*********************************************

 

¬ę¬†On d√©finit g√©n√©ralement le fantastique comme une violation des lois naturelles, comme l‚Äôapparition de l‚Äôimpossible. Pour nous, ce n‚Äôest pas cela du tout. Le fantastique est une manifestation des lois naturelles, un effet du contact avec la r√©alit√© quand celle-ci est per√ßue directement et non pas filtr√©e par le voile du sommeil intellectuel, par les habitudes, les pr√©jug√©s, les conformismes. La science moderne nous apprend qu‚Äôil y a derri√®re du visible simple, de l‚Äôinvisible compliqu√©. (‚Ķ) Pour nous, le ph√©nom√®ne humain doit aussi se mesurer √† l‚Äô√©chelle du cosmique¬†¬Ľ,¬† J. Bergier et L. Pauwels. Le Matin des magiciens

Nel 1960 apparve in Francia il libro Le Matin des Magiciens, pubblicato dalla prestigiosa Casa Editrice ¬†Gallimard. E scritto a quattro mani da due intellettuali non ancora molto noti, Louis Pauwels e Jacques Bergier. Pauwels aveva pubblicato gi√† qualche romanzo, ma era noto soprattutto per i suoi interessi per l‚Äô Esoterismo, il pensiero e la scuola¬† di Gurdjieff. Bergier invece era noto per i suoi interessi scientifici, essendo uno scienziato, un chimico ed esperto di energia dell‚Äô atomo e radioattivit√†. Ma i due avevano in comune anche ¬†la passione per le ricerche nello Strano e nell‚Äô Insolito. Pauwels era nato come figlio naturale nelle Fiandre nel 1920, ma molto presto la madre lo aveva portato¬† a Parigi dove si era unita ad un modesto sarto della¬† periferia di¬† Juvisy, che lo aveva adottato. Presto si era scoperto dotato per le lettere ed era diventato giornalista, ma i suoi interessi si spingevano sempre pi√Ļ¬† verso l‚Äô Oriente buddhista e induista. Cos√¨, disgustato¬† dalla guerra si era rifugiato nel pensiero esoterico ed orientale, entrando nella scuola del russo Gurdjieff che divenne il suo Maestro di Pensiero. Intanto prendeva parte alla resistenza antinazista a Parigi e entrava nel partito socialista. Si lega agli intellettuali del tempo, Jean Fran√ßois Revel, Ren√© Barjavel, Katherine Mansfield e Ren√© Daumal, che con lui condividono il rifiuto della guerra,e nel dopoguerra¬† si d√† al giornalismo e alla carriera letteraria, sempre pi√Ļ interessato alle scuole esoteriche e alle societ√† segrete a sfondo occultista. L‚Äô incontro con Louis Bergier avviene a Parigi¬† nel 1953 quando Pauwels √® alla ricerca di un consigliere ed esperto¬† scientifico per i suoi articoli. Ha inizio cos√¨ un sodalizio che riveler√† al mondo due formidabili scrittori dell‚Äô Insolito e porter√† alla pubblicazioni di due capisaldi del fantastico, il libro essai Le Matin¬† de Magicien e la rivista Plan√®t,ambedue conosceranno un eccezionale successo per pi√Ļ di un decennio e creeranno una moda e una nuova categoria, quella del realismo fantastico.¬† A metterli in contatto era stato Ren√® Alleau, un altro intellettuale recherch√® dell‚Äô universo francese e parigino. E Bergier non era un personaggio da passare inosservato, con alle spalle gi√† un pedigree di tutto rispetto. Era nato ad Odessa in Russia, nel 1912, era ebreo ed era sfuggito alle camere a gas dei nazisti, era stato una spia alleata nell‚Äô ultimo conflitto mondiale ed era entrato come ¬†membro attivo nella¬† resistenza francese, era stato catturato dalla Gestapo e mandato a Mauthausen; oggi ¬†¬†viveva a Parigi, era considerato un ottimo ¬†divulgatore scientifico ¬†ed un esperto di energia atomica. Ma era anche un genio capace di leggere e memorizzare centinaia di pagine in pochissimo tempo e di cogliere legami e rapporti che normalmente sfuggivano agli altri, inoltre¬† da tempo cercava divulgare in Francia la letteratura di fantascienza, e ¬†¬†non solo francese, e aveva una buona conoscenza di uno scrittore di letteratura fantastica, l‚Äô americano Howard Phillips Lovecraft che considerava un genio superiore a Edgar Allan Poe. Cos√¨ due grandi interessi erano finiti per convergere. Lavorano bene ¬†insieme¬† per sei anni mettendo insieme una mole infinita di schede e articoli per lo pi√Ļ segnati dall‚Äô insolito e dal trasgressivo scientifico. Si interessano di ogni scibile del sapere e di tutti i buchi neri della Storia, si interessano anche di Alchimia, di Occultismo e parapsicologia, di Societ√† segrete a sfondo occultista e magico, di scienza off limits e appunto di una ¬†Storia che non era mai stata scritta. Mettono insieme un sapere non ortodosso che va dall‚Äô Antico Egitto all‚Äô era ¬†Alessandrina, al Medio Evo, ¬†ai moderni centri di ricerca nucleare, dalle piramidi Inca e Azteche ai pi√Ļ moderni centri di ricerca scientifica avanzata, e scoprono che il mondo pu√≤ non essere come ce lo hanno raccontato. Mettono il tutto insieme in un libro accattivante e seducente ¬†che √® in parte un dossier sull‚Äô insolito e in parte una splendida antologia letteraria, e danno alle stampe Il Mattino dei Maghi. Un libro fantastico diviso in pi√Ļ sessioni con una raccolta di ¬†racconti letterari alcuni inediti critti da vari scrittori gi√† noti, un‚Äô antologia e il manifesto di un movimento che intende lanciare in Francia e nel Mondo, l‚Äô idea di un ¬†realismo fantastico e il culto per l‚Äô insolito. Il libro conosce rapidamente ¬†un grande successo ed √® subito tradotto in varie lingue. Ma cosa importante √® che attira a s√© l‚Äô attenzione di grandi intellettuali, scienziati, scrittori, artisti, filosofi che si ritrovano nell‚Äô ampia etichetta di realisme fantastique, e che formeranno il nucleo pensante dell‚Äô altra grande iniziativa dei due scrittori francesi, la nascita della rivista Plan√®te, gruppo concepito come una fantastica centrale¬† di energia psichica.

Der Golem

 

tarot. de. Photo

 

The Maximum Fantastic Works.  The Golem. Gustave Meyrink. Who Was. 

¬†Appunti¬† dedicati a ‚ÄúLe Matin des Magiciens‚ÄĚ di Pauwels¬† e Bergier

Il Golem

bochesmalas.blogspot.com

Gustav Meyrink

Who Was

Notes

Sal Gagliardo

Premesse

Gustav Meyer al secolo, era  nato a Vienna, nella Vienna di Francesco Giuseppe, nel 1868. Era figlio  illegittimo di un aristocratico tedesco, e di una attrice ebrea. La sua infanzia la trascorse ad Amburgo, visse poi a Monaco, ed infine a Praga, dove iniziò  a lavorare presso un ufficio commerciale. Donne, scacchi e canottaggio sono state le sue tre passioni giovanili. Giovane alquanto irruento e di forti passioni, ma  disilluso perennemente dalla vita e dagli amori,  pensò assai presto di mettere fine alla sua esistenza, finchè casualmente non entrò in contatto con la letteratura dell’ occulto e i mondo esoterico. Impiegato di banca, intraprese la carriera di scrittore,   quando la sua banca chiuse per fallimento. Preso lo pseudonimo di Meyrink con cui sarà riconosciuto nel mondo, cominciò  a fare pubblicare sulla rivista Simplicissimus, Munchen,  i racconti che andava scrivendo. Siamo nei primi anni del Ventesimo secolo e l’ Europa si avvia a passi veloci verso la Grande Guerra. Ma il grande successo giunse nel 1915, con Der Golem.

Praga divenne¬† la sua seconda citt√†, da quando vi si era trasferito con la madre nel 1883. E nel 1892¬† si ebbe la sua conversione sulla via di Damasco, coincidenza o casualit√†, Meyrink fu salvato dal sicuro suicidio da un opuscolo, qualcuno lo aveva infilato sotto la sua porta, e l‚Äô opuscolo trattava di conoscenze esoteriche. Questo semplice fatto che avrebbe potuto spiegarsi come una semplice casualit√† degli eventi spinse il giovane disperato futuro suicida sulla strada che non abbandoner√† pi√Ļ quella del sapere occulto. Oggi Meyrink non √® solo considerato uno dei pi√Ļ interessanti scrittori di letteratura fantastica, ma √® anche assieme¬† a qualche altra grande firma un artista che ha avuto esperienza diretta di questo singolare universo. L‚Äô orientalismo e gli interessi di Meyrink nutriti per tutta la vita lo hanno spinto fino al buddismo, religione che ha abbracciato negli ultimi anni della sua vita. Spiritismo, teosofia, orientalismi, si sommano spesso in modo caotico nella sua biografia¬† sconvolta¬† da diverse disavventure, come il suicidio del figlio e¬† l‚Äôesperienza del¬† carcere per¬† frode bancaria nel 1902. Meyrink fu membro della Golden Down inglese di cui fecero parte anche altri illustri personaggi dell‚Äô arte e della letteratura, e fu un¬† iscritto alla Societ√† Teosofica.

Meyrink si spense a Stamberg, in Baviera, in dicembre,  a soli  64 anni.

Nel 1911 si trasferì in Baviera, dove la sua situazione finanziaria migliorò  notevolmente così da permettergli l’ acquisto di una villa, qui visse con la famiglia fino alla fine nel  1932,  e portò a termine i suoi romanzi come il Domenicano bianco,  e  l’ Angelo della finestra occidentale.

La sua fantastica e originale mescolanza fra Esoterismi, Magia, Occulto e Letteratura, hanno portato varie  figure singolari di questi diversi  universi, come lo studioso  ebreo Gershom Sholem uno dei massimi e esperti  di Kabbala e mistica  ebraica, o lo studioso di religioni  e di folklore Mircea Eliade, ad  esprimere la loro opinione, non sempre favorevole,  su questo affascinante, discusso  e paradossale  personaggio del mondo letterario europeo del primo cinquantennio del secolo XX. Meyrink attraverso il Golem ed altre storie è universalmente  noto  nel mondo per avere ritratto una Praga misteriosa, che oggi piace molto, ma la Praga di Meyrink che   leggiamo e immaginiamo  in Der Golem, fu anche la Praga di Kafka e di Franz Werfel. Una Età  inquietante della storia mondiale, ma anche carica di mille  trasformazioni e fantastiche  premesse.

 

FantastiKa Rewiew Pages

This Page’s under construction¬†

 

 

 

 

La Magia dei Celti

lunedì, 23 novembre 2009

 Fanta            

                                                           

 

 

Albi di FantastiKa

************************

Popoli e Misteri

The Keltoi

by

Salvo Gagliardo

Popoli magici e mistici, litigiosi come cavalli pazzi, i Celti popolarono l‚Äô Europa fin dall‚Äô Et√† del Bronzo, restando matriarcali fin in Ere Patriarcali,e ¬†conservando un fondo di matriarcato nella posizione della donna nella loro societ√†, ¬†¬†cos√¨ da essere definiti ¬†il Popolo della Madre. ¬†Keltoi li chiamarono i Greci con cui erano entrati fin da antiche ere in contatto, e Galli li chiamarono i Romani, quando la Repubblica cominci√≤ ad espandersi nel Nord Europa. Ne parla dettagliatamente Cesare nel suo De Bello Gallico anche se spesso vennero confusi o assimilati ai Germani con cui da molto tempo condividevano il territorio e in parte i costumi e la lingua. Ma la guerra fra Germani e Celti fu lunga e mai risolta finch√© i celti scomparvero dalla toponomastica della civilt√†, assimilati o trasformati in altro,¬† a parte alcune zone di resistenza in cui ancora oggi si continua a parlare la loro lingua e a rifarsi ai loro antichi costumi e credenze. Come nella ¬†Bretagna francese, in alcune zone dell‚Äô Inghilterra, il Galles ad esempio e l‚Äô Irlanda. Vi sono oggi storici ed innamorati di questi popoli che furono ¬†all‚Äô origine della civilt√† europea e che per la loro vocazione al viaggio, all‚Äô avventura e al commercio, e alle ¬†scorribande predatorie, li ritroviamo nella toponomastica europea, in¬† Spagna ad esempio la Galizia,¬† e la penisola celto iberica, li troviamo¬† in Sicilia, pi√Ļ volte visitata e predata, fino alla Conquista Normanna dell‚Äô Anno Mille , troviamo Celti nel Nord Africa, troviamo celti persino in Palestina, cosa¬† che ha spinto la fantasia accesa ¬†di alcuni storici dell‚Äô Insolito¬† a ipotizzare un qualche connubio tra celti ed ebrei, Davide era piccolo, ben fatto, con i capelli biondi e gli¬† occhi chiari. A un certo punto della storia non troviamo pi√Ļ una identit√† celtica precisa, ¬†assimilata o cancellata da ceppi pi√Ļ forti, e pi√Ļ stabili emotivamente, come i Germani che in ere molto antiche invasero l‚Äô Europa ¬†dalle steppe e dalle pianure e dalle giungle dell‚Äô India portando costumi guerrieri e patriarcali. Per cui quando Guglielmo ¬†il Conquistatore invase l‚Äô Inghilterra o i Normanni si stabilirono in Sicilia e nel Sud dell‚Äô Italia, popoli Franchi e Sassoni si erano del tutto fusi con il pi√Ļ antico ceppo celtico cos√¨ da essere indistinguibili, alla fine Merlino aveva perso l‚Äô ultima battaglia contro¬† i potenti e sanguinari Sassoni! Non sappiamo quanto di celtico pass√≤ nelle corti medievali di Europa, di sicuro il gusto dei tornei, degli scontri, la passione per i colori, la propensione¬† alla simbologia,¬† al mistico e magico,¬† ¬†il rispetto e l‚Äô amore per la donna, tutto quello che fece parte del Costumi di Corte. E restarono le antiche ballate e versi epici dei ¬†trovieri e dei trovatori che cantavano di una ¬†strana trasformazione di antiche usanze, leggende e meraviglie in modelli nuovi ed europei. La vera Europa nasce nel Medio Evo, ma i semi di questa sono molto pi√Ļ antichi. Ed ecco che si tramandano nelle corti. le gesta e le leggende di Art√Ļ, della Tavola Rotonda, del Graal e di Merlino, il pi√Ļ potente e straordinario mago dell‚Äô Antichit√†, ma tutto questo portava il segno celtico e Merlino fu l‚Äô ultimo erede dei Druidi, i sacerdoti¬† maghi e guerrieri celti, prima della totale assimilazione alla Croce della nuova religione, quella Cristiana.

Dobbiamo aspettare il Settecento e il Romanticismo¬† per assistere ad una rinascita di interessi celtici, veicolata dal nuovo interesse per i popoli antichi e barbari e per l‚Äô antico folklore di Europa. I Popoli Nordici divennero ¬†cos√¨ oggetto di ricerche e di interessi forse poco scientifici, ma sicuramente emotivamente e psichicamente interessanti. Si riscopriva la forza e il mistero sottesi all‚Äô Universo e nell‚Äô uomo, nelle razze. Milton sognava una nuova scalata al Cielo¬† e all‚Äô¬† Antico Pardes di Dio,¬†¬† e in polemica con la Chiesa si rivalutavano antiche credenze legate alla Magia e alle oscure forze del Creato. Giordano Bruno era stato bruciato a Campo dei Fiori a Roma, ma aveva aperto la strada ad una nuova sensibilit√† e a nuovi interessi.¬† Celti e ¬†Germani si rioffrivano al lettore borghese e nazionalista, ¬†che cominciava a aprirsi a nuovi orizzonti del fantastico. Nasceva il risveglio Gotico e l‚Äô amore per la Barbarie, lo Strano e¬† ¬†l‚Äô Oscuro e il Meraviglioso, per gli ¬†antichi monumenti di una civilt√† dimenticata come i grandi ed enigmatici¬† Megaliti, i dolmen e le pietre con segni misteriosi ed arcaici, per le ¬†antiche scritture druidiche ¬†e runiche. Motivi e temi popolari tolti qua √® l√† dalle antiche ¬†ballate e danze che ancora si tramandavano nei villaggi della vecchia Europa, venivano riscoperti e riproposti in nuove forme musicali dai grandi musicisti dell‚Äô Ottocento. Shakespeare diventava veicolo della nuova sensibilit√† a caccia di misteri e magie, il drammaturgo elisabettiano stava conoscendo un fortunatissimo risveglio e successo, e apriva la strada al magico, agli spettri e al mistero. Si apriva cos√¨ per l‚Äôuomo¬† all‚Äô alba della ¬†rivoluzione scientifica e tecnologica un mondo di meraviglie, di misteri ¬†e di potenza infinita che stranamente e quasi¬† paradossalmente ¬†risvegliava l‚Äô antico mondo magico delle Ere Glaciali. E sar√† ¬†pi√Ļ tardi il magnifico libro di Pauwels e Bergier, Il Mattino dei Maghi, a farci sentire con forza questi strani connubi della Storia. Il Settecento era stato un secolo strano a cavallo tra due grandi Ere, dove le nuove scienze manifestavano ancora i loro intrecci con le¬† antiche scienze astrologiche e magiche, dove un Cagliostro conviveva con un Alessandro Volta e un Newton, e dove lo svedese e mistico Swedemborg¬† viveva nella stessa Era di un Arrenius, di un Cuvier o di un Darwin. E l‚Äô Ottocento romantico eredit√≤ queste superbe contraddizioni, ma la Storia non √® mai limpida e chiara! Cos√¨¬† l‚Äô americano¬† Poe, il pi√Ļ grande analizzatore e scrittore tardo illuminista, raccontava storie che tuffavano le loro radici in¬† strane credenze antiche, e Conan Doyle, il creatore del superlogico e superdeduttivo¬† Sherlock Holmes si occupava¬† con profonda convinzione di spiritismo ed¬† era affiliato ad una potente societ√† segreta iniziatica e magica come la Golden Down! E in tutto questo il celtismo stava conoscendo anche lui un suo risveglio. Non sappiamo ancora oggi se Stonehenge fosse un monumento celtico dell‚Äô Inghilterra meridionale o se appartenesse a una storia pi√Ļ antica, ma per i nuovi appassionati di misteri¬† e antichit√† lo divenne con sicuramente. Merlino divenne una fonte inesauribile per i nuovi scrittori, e le sue formidabili¬† e fantastiche prodezze andarono ad arricchire i racconti dei futuri narratori fantasy. E poi verr√† il cinema che potr√† offrirci in immagine i fantastici scenari dove Art√Ļ combatt√© le sue battaglie, e dove Merlino faceva sventolare il suo vessillo rosso con il Drago in stampa, le foreste¬† attraversate dal destriero nero della terribile Morgana, ¬†e dove Parsifal si apre alla nuova sensibilit√† Cristiana. Ma questo √® solo il celtismo¬† esplicito, perch√© implicitamente tutta la letteratura fantastica d‚Äô Occidente √® intrisa ¬†di celticit√†, compresa la letteratura di fantascienza.

La simbologia celtica √® complessa e affascinate, assieme al pantheon di Divinit√† e di Entit√† presenti nel patrimonio di questi popoli che solo di recente sono divenuti oggetto di uno studio pi√Ļ ¬†attento e accurato e meno letterario o fantastico.

………………………………continua.

 

© salvo gagliardo produzione. 1999-2009. All rights reserved.

 

 

 

HowardPhillipsLovecraft. Omaggio a un grande

giovedì, 19 novembre 2009

Pict0062

             

                                                                        

 

                                              Howard Phillips Lovecraft

                                                       omaggio a  un grande

                                                                         by

                                                            Salvo Gagliardo

 

 

 

Howard Phillips Lovecraft oggi ¬†√® considerato unanimemente il pi√Ļ importante e ¬†il pi√Ļ singolare scrittore di letteratura fantastica di tutto il mondo, conosciuto e tradotto in tre continenti, America, Europa ed Asia, i suoi romanzi e racconti condividono il¬† primato¬† con Il Signore degli Anelli, ma io sono convinto¬† che quando quest‚Äôultimo non sar√† pi√Ļ letto i racconti dell‚Äô orrore di Lovecraft continueranno ancora¬† ad esserlo. E per chi lo conosce¬† come lo conosco io, questo mi fa problema. Perch√© mai uno scrittore che scrive di situazioni di horror estremo, che descrive entit√† ripugnanti, che immagina mondi inferi che salgono in superficie, che ci prospetta Alieni poco propensi a tollerare una specie effimera come l‚Äô uomo debba continuare a conoscere un s√¨ grande successo?. Lovecraft non √® Edgar Allan Poe, sebbene possa apparire per lui lo scrittore pi√Ļ rappresentativo e con cui condividere universo ed atmosfere. Egli sembra ¬†un bambino capriccioso, e un po‚Äô maldestro, ¬†di fronte alla perfezione formale, alla precisione di dettagli, alla potente razionalit√† e funzionalit√† ¬†dei racconti di Poe. Un giorno Jorge Luis Borges ebbe a scrivere ¬†che Lovecraft gli sembrava ¬†una involontaria parodia di Poe. Ma allora, perch√© mai Lovecraft sembra oggi quasi superare a sua insaputa il maestro di racconti grotteschi e dell‚Äô incubo, cos√¨ da fare dire a Jacques Bergier che Lovecraft √® superiore a Poe stesso? Una boutade da¬† intellettuale raffinato, o c‚Äô√® in questo ¬†qualche verit√†? Con Poe di sicuro ha condiviso l‚Äô aria del New England essendo nato a Providence e Poe a Boston. E di¬† Poe, Lovecraft si √® nutrito nella sua infanzia al protetto di Villa Phillips. Ambedue hanno fortemente risentito alcuni aspetti della letteratura europea, il romanticismo gotico per Poe e l‚Äô espressionismo e lo sperimentalismo europeo ¬†degli Anni Dieci e Venti per Lovecraft, ambedue hanno ambientato qualche loro racconto a Parigi, e ambedue saranno fatti conoscere in Europa proprio dalla Francia. Ma √® tutto qui, per il resto Lovecraft procede lungo un cammino tutto suo e simile ad un blake holy o a uno stato singolare della materia trasforma tutto quello con cui viene a contatto, Lovecraft stesso √® stato un alieno sul nostro pianeta. Secondo me la sua grandezza sta nella sua stranezza, nel fenomeno che egli ha rappresentato in letteratura e che resta oggi assolutamente inimitato sebbene molti lo hanno adorato e gli hanno dedicato almeno i loro primi tentativi di scrittura prima di conoscere il successo. E anche dopo. A mio avviso Lovecraft √® stato il pi√Ļ sofisticato mistificatore di letteratura fantastica di tutti i tempi, egli ha fatto suoi quasi tutti i temi del genere non esclusa la fantascienza, e li ha riproposti in versione HP. Lovecraft, ha ripreso diversi temi di Poe, ha riscritto il racconto di avventura e scientifico di Giulio Verne, ha rivisto il romanzo gotico vecchia maniera, ha esplorato l‚Äô Universo extraterrestre in un tempo in cui la fantascienza stava trovando una sua identit√† e delle sue riviste specializzate, ha ridato vita al genere di storie sovrannaturali in un periodo in cui lo scetticismo scientifico e i positivismo facevano altri passi avanti, e il cinema si apprestava a sostituire il terrore delle pagine stampate. Ha mistificato tutto e in modo geniale, mettendo insieme, esoterismi, occultismi, vecchi strumenti del gotico, scienza, tecnologie, in un mondo che si avviava verso la Seconda Guerra Mondiale e che stava ¬†per passare attraverso¬† il ¬†nazionalsocialismo e il ¬†comunismo. Sotto l‚Äô apparenza quasi quieta¬† di un provinciale annoiato e disturbato dal gran tra tran delle potenti trasformazioni in atto, amante di antichit√† e della storia del New England, nostalgico dell‚Äô antico colonialismo inglese in America, quasi fascista o razzista in certe sue affermazioni, Lovecraft io penso sia stato uno dei pi√Ļ grandi scrittori rivoluzionari del XX secolo, questo ne ¬†pu√≤ spiegare l‚Äô attuale successo. Molti sognatori di mondi antichi, nostalgici di ere pretecnologiche in cui l‚Äô universo ¬†non era stato ancora ¬†assatanato dalle macchine oggi non sono pi√Ļ letti, ma Lovecraft continua ad esserlo. Molti registi cinematografici ne dichiarano il debito e secondo me quasi tutta la fantascienza dovrebbe fare atto di omaggio verso uno scrittore che suo malgrado ha potentemente segnato il cammino di tutto il fantastico.

Era nato nel 1890 a Providence, nel Rhode Island, da una famiglia benestante e ricca, proprietaria di una vasta e bella villa, Villa Phillips. Il padre Winfield Scott Lovecraft, un rappresentante di commercio, ¬†vantava ascendenze inglesi, essendosi i Lovecraft stabiliti nello Stato di New York nel XIX secolo, e a questo suo sfoggio di ¬†anglicit√†, Lovecraft forse deve l‚Äô amore che ha ¬†sempre manifestato per il passato inglese e coloniale. Assai presto Winfield¬† ¬†¬†ha un collasso nervoso e dopo essere stato ¬†ricoverato in un casa di cura per malati di mente, ¬†muore, muore anche il vecchio van Buren Phillips e i Lovecraft dopo avere fatto bancarotta sono costretti a lasciare la bella villa in cima a College Hill. Per Howard Phillips Lovecraft ha inizio cos√¨ l‚Äô era dello ¬†sradicamento che durer√† tutta la vita. Inizia a traslocare in un‚Äô altra casa vicina, ¬†sempre ad Angell Street e vi ¬†abita con la madre che dalla morte del marito e del padre, √® ¬†¬†diventata pi√Ļ isterica e apprensiva e con ¬†le zie. Poi muore anche Sarah ¬†Susan Phillips, la madre, e Lovecraft si trasferisce a New York, presso una amica e scrittrice e appassionata¬† come¬† lui di racconti fantastici, ¬†la sposa, ma il matrimonio durer√† solo ¬†qualche anno, I due si separano e Lovecraft sempre pi√Ļ irritato dalla vita della grande metropoli decide di tornarsene nella¬† pi√Ļ tranquilla e provinciale Providence. Ma in realt√† ormai √® solo uno straniero.

………………………………………continua.

 

 

 FantastiKalbi on Facebook

Howard Phillips Lovecraft

Four Notes on Facebook

I’ m Providence

A biographical note.1

A biographical note.2

Lovecraft & C

This Page’s under Construction

Warming

This Page was all written and redacted  by Sal Gagliardo

All Rights of reproduction or use are SalvoGagliadro’s

2011.November.

 

SherlockHolmes.Il detective

giovedì, 19 novembre 2009

 

Sherlock Holmes

by

Salvo Gagliardo

-Elementary, my dear Watson!

 

Il pi√Ļ grande Investigatore Privato di tutti I tempi, Holmes √® il suo ¬†archetipo intramontabile, che potr√† essere riproposto sotto¬† altre forme, aspetti o abiti, a¬† secondo i tempi e le Ere, ma che non sar√† mai sostituito nella sua immagine- archetipo che il suo creatore e poi la fantasia ¬†popolare gli hanno assegnato. Ma come molti altri grandi della letteratura fantastica, Holmes ¬†√® una mistificazione e quasi una leggenda. Nessuno lo ha veramente incontrato o visto a parte il suo creatore, Conan Doyle, e il suo pi√Ļ grande amico, il dottore in medicina e chirurgia, Watson. Potrebbe essere una loro totale invenzione, noi non lo sapremmo mai. Potrebbe essere la maschera dietro cui si nasconde qualche altro personaggio, anche su questo non arriveremmo a nessuna verit√†, su di lui ci restano quattro romanzi e una serie sostanziosa di shorts story che cronologicamente lo vedono in azione dal 1881 al 1904, anno della sua scomparsa definitiva, anche se non sono stati pochi che hanno cercato di riportarlo in vita. Letterariamente Holmes entra in scena nel 1887, anno di pubblicazione del primo romanzo di Conan Doyle che parla delle avventure del suo eroe in Uno studio in rosso. D‚Äôora in poi dobbiamo prestare fede alle descrizioni e ai racconti di Watson, che non essendo Holmes ci d√† un suo ritratto dell‚Äô amico e maestro, ma per il resto ci lascia liberi di immaginarlo ¬†come ognuno di noi lo pu√≤. In Holmes la mistificazione letteraria si fa davvero intricante, e da un personaggio archetipale come lui non ci si ¬†potrebbe aspettare altro. Potremmo forse avere ¬†un equivalente nel Don Chisciotte di Cervantes. Chi sia realmente, da dove venga, chi sia stata la sua famiglia, sono tutte cose lasciate alla discrezione di Watson che ogni tanto getta l√¨ qualche dato biografico della vita del suo amico, forse non √® londinese, forse ha la stessa et√† di Watson, forse ha una sorella, di sicuro ha un fratello che possiede le sue stesse doti di investigatore, in ogni caso √® un cittadino che resterebbe anonimo se non fosse per Doyle e per Watson, nella ¬†sovrappopolata capitale del grande impero coloniale e commerciale inglese. Uno di quei tanti individui pi√Ļ o meno eccentrici, ¬†che la affollano e che popolano i suoi bassifondi come le sue parti pi√Ļ alte, Holmes √® uno di loro, ma √® anche di pi√Ļ, perch√© veglia come un guardiano dalla vista acuta sulla sua sicurezza e consegna ¬†alla giustizia i criminali e gli assassini. Volendo avrebbe qualcosa di romantico se non fosse cittadino di quei tempi travagliati dominati dalla grande Regina, la regina Vittoria, con una Civilt√† Borghese e¬† Industriale che sta conoscendo l‚Äô apice per poi avviarsi al declino. Sarebbe forse un tardo boemienne a Parigi, e lui stesso sembra definirsi tale, un artista dell‚Äô investigazione, ma Londra non √® Parigi, √® una metropoli ingrossata e sporcata ¬†dallo sviluppo industriale, ed √® il cuore di un Impero Coloniale che ancora non conosce il declino. Sarebbe una citt√† esotica ed avventurosa come la Bagdad delle Mille e una Notte, se non fosse la pi√Ļ grande metropoli dell‚Äô Occidente da cui parte la storia e in cui si fa la storia. Le sue grandezze e miserie ci sono gi√† state descritte ¬†da altri grandi del Romanzo, parlo degli scrittori inglesi ¬†di fine Settecento, e parlo naturalmente ¬†di Dickens dalla cui penna noi dobbiamo quasi tutto quello che successivamente √® stato ritratto di questa citt√†, ¬†e parlo anche di Bulwer Lytton, ¬†dello stesso Stevenson che con Conan Doyle condivide la cittadinanza scozzese, ed √® lo Stevenson di Lo Strano caso del ¬†Dottor Jekyll e mister Hyde che per primo ci d√†¬† la futura olografia consacrata di Londra, la Londra fumosa e nebbiosa, dei fanali notturni, dei poliziotti e delle carrozze che trasportano criminali e alte personalit√† politiche e di governo, o illustri professionisti, o assassini, ¬†√® forse fra i primi a tratteggiarci i quartieri malfamati di Soho, e le vie che vedranno in azione il giovane ed allampanato Holmes e il misterioso Jack lo Squartatore. New York d‚Äôoltre atlantico non √® ancora giunta alla sua grandezza di centro, simbolo e cuore di una Civilt√†, anche se si sta muovendo in questo senso. E Parigi resta la citt√† del bel vivere e delle avventure amorose, non puzza di smog e di carbone come Londra. Non c‚Äô√® forse scrittore nell‚Äô Empireo dei letterati che nei suoi romanzi e nella sua miriade di racconti ci abbia lasciato una galleria infinita di personaggi nessuno dei quali √® pi√Ļ grande o pi√Ļ significante di un altro, dal piccolo criminale all‚Äô uomo politico e di Governo, dallo sciusci√† londinese, al bettoliere o al poliziotto di Scotland Yard. Secondo me la vera grandezza dello scrittore edimburghese sta proprio in questo, nella straordinaria quantit√† di volti e di personaggi che ha fatto vivere nella sua Londra virtuale e letteraria. Forse si dovr√† attendere James Joyce e la sua Dublino per avere una tale variet√† di umanit√† concentrata in una unica¬† citt√†.¬† Ed ¬†Holmes sembrerebbe un personaggio romantico da fiaba, un personaggio da Hans Christian Andersen, se non fosse un figlio tormentato e complesso del suo tempo.

…………………………………………………..continua.

This Page’s in construction

Sublime &Numinoso

mercoledì, 18 novembre 2009

  

 

 

 

 

Il Romanzo Gotico

by

 Salvo  Gagliardo

 

I Libri del Terrore

 

 

A distanza di circa cento anni apparvero due libri che segneranno non solo il gusto ma anche indicheranno i cammini complessi dell’ umanità. Il primo fu pubblicato nel 1757 e il secondo nel 1917, il primo quasi all’ alba del Rivoluzione francese e in piena Rivoluzione industriale, il secondo in piena Prima Guerra mondiale  quasi alle porte di altri due eventi cardini  della storia, la Rivoluzione russa e la nascita del Nazional  socialismo. Ma essi riguarderebbero la Storia, se non interessassero anche gli studiosi e gli appassionati di Letteratura Fantastica.

 

Nel 1757 fu dato alle stampe  in Inghilterra un opuscolo filosofico destinato a conoscere un certo successo editoriale, ma soprattutto a segnare una nuova sensibilità estetica nell’ arte e nel  gusto. Si trattava di Enquiry upon the origin of our ideas of the sublime and beautiful, e il suo autore era Edmund  Burke. Burke che non era nuovo alle lettere, aveva già pubblicato un altro trattato, aveva 37 anni, e si avviava a ricoprire diverse cariche politiche, nato a Dublino in Irlanda nel 1729, , Burke resterà famoso per la sua opposizione alla Rivoluzione Francese e per la sue simpatie con la Rivoluzione Americana. Whig e Conservatore, figlio di un avvocato, conobbe un certo lustro ai suoi tempi per la sua carica battagliera, ma verrà  ricordato per questo volumetto. E per un panflet , The Present State of the Nation ma anche per i suoi discorsi come Conciliation with America (1775) e la Letter to the Sheriffs of Bristol (1777.).

Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore, all’ orrendo che affascina>>. Scrive Burke nel suo trattato di estetica. Dove Il Bello come era comunemente inteso viene rivisto attraverso la categoria approfondita da Burke del Sublime. E il Sublime viene letto  filtrato dallo Stupore e dal Terrore che è implicito nello Sproporzionato e nel Gigantesco.

” Nella natura non si cerca pi√Ļ ci√≤ che pu√≤ rallegrare la vista, ma si cerca ci√≤ che impressione l‚Äô animo per la sua grandiosit√† e violenza. Si cerca il massimo, il top delle sensazioni, un senso smisurato del piacere diremmo>>. ¬†Siamo con Burke vicino al marchese de Sade. In questo rinnovamento del sentire non c‚Äô√® posto per una distaccata contemplazione, ma le nuove scoperte scientifiche spingono l‚Äô Uomo verso l‚Äô Infinito e le sfide che esso impone a chi osa come nel Paradiso Perduto di Milton dare la scalata ai Cieli. Siamo agli albori del Romanticismo, a Burke fa da contro voce la filosofia di Kant e poi quella di Schopenhauer, ambedue si avventurano nel Regno del Sublime e cercano ognuno a suo modo di definirlo meglio. Sublime significa ora Potenza in azione, e non contemplazione fredda, significa pathos e passione.

Longino in et√† alessandrina, nel Primo secolo dopo Cristo anche lui aveva cercato di definire¬† la natura ¬†del sublime in un opera che verr√† poi riesumata proprio nel XVIII secolo, all‚Äô alba sella Rivoluzione Industriale. Il ¬†Per√¨ Ipsous, ma si trattava nel suo caso di un trattato di retorica. ¬†Pseudo Longino visse anche lui in un Era di grandi trasformazioni, che implicavano fra l‚Äô altro¬† la nascita della Civilt√† Cristiana. Noi non vogliamo qui cogliere certe somiglianze con la Nostra Era, che ci sono a detta di molti, forse riaffermando l‚Äô idea di una possibile ciclicit√† negli Sviluppi della Storia. Fu il francese Nicolas Boileau che lo fece ¬†conoscere attraverso una sua traduzione all‚Äô uomo moderno e permise ¬†a Burke di scrivere il suo saggio. Siamo alle soglie del Romanticismo e si impone una ¬†nuova sensibilit√† del sentire e del vedere, deserti, oceani in tempesta, cime e ghiacciai, la potenza della natura scatenata, si scatena un‚Äô ansia di sentimenti estremi che mettono paura, un bisogno di esperienze estreme che non possono non coinvolgere anche De Sade.Piacere e dolore aprono ¬†le nuove porte della conoscenza, e da questa strada si arriva anche al patologico. E‚Äô chiaro che qui ¬†si anticipa Freud e la frenologia moderna. Gli artisti romantici prediligeranno questi paesaggi estremi, deserti, montagne, oceani, turbolenze naturali.¬† Si fa avanti anche l‚Äô idea che ci√≤ che respinge anche attrae. Che la Repulsione √® l‚Äô altra faccia dell‚Äô Attrazione e dell‚Äô Incanto. Una foresta oscura e piena di pericoli attrae e respinge insieme. In Frankenstein gli scenari sono le vette delle Alpi Svizzere, i castelli della Germania, e i Ghiacci del Polo Nord, la fantasia si allarga e galoppa, sono i primi segni di una globalizzazione che non conosce confini e che sar√† propria della letteratura fantastica e di tutti i suoi sottogeneri, non esclusa la letteratura di fantascienza. Solo l‚Äô estremo del Sublime pu√≤ mostrare allo scienziato le leggi nascoste della Natura. Si esclude cos√¨ il rimo augusteo e misurato a favore di esperienze estreme. In un tempo in cui dal‚Äô altra parte si affermava il neoclassicismo a cui fu legato Goethe, ma lo stesso Goethe non sfugg√¨ alla nuova sensibilit√† e le sue opere, ad esempio Faust lo stanno a rivelare, per non parlare dei suoi diari di viaggio, soprattutto quello in Sicilia. Sappiamo che il poeta di Weimar fuggiva il gotico sorgente nelle sue scelte architettoniche e paesaggistiche in nome di un equilibrio illuministico, ma ‚Ķ.il suo interesse per Cagliostro, per certi correnti esoteriche e pietiste del tempo, i suoi interessi per una certa oscurit√†, o per le sensazione che prov√≤ nella Grotta di Santa Rosalia a Palermo, in Goethe forse vivevano due anime, e non tutto in lui fu apollineo come pi√Ļ tardi cercher√† di dimostrare Thomas Mann. E‚Äô chiaro che siamo pronti con simile sensibilit√† dilatata a leggere ¬†i romanzi di Horace¬† Walpole e di tutti gli altri ¬†scrittori e scrittrici di Romanzi Gotici. Ed √® anche chiaro che per questa strada passeranno non solo Hoffman e Poe, ma anche l‚Äô intero mondo fantastico del XIX e del XX secolo. La predilezione per le situazioni estreme, per la patologia dei sentimenti, per il macabro e il morboso passano da qui. E alla fonte ricevono le considerazioni del filosofo irlandese.

 

Nel 1917 viene pubblicato in Germania Das Heilige. √úber das Irrationale in der Idee des G√∂ttlichen und sein Verh√§ltnis zum Rationalen, ¬†da un giovane teologo e pastore protestante, e studioso di scienze religiose, Rudolf Otto. Otto era nato nel 1869. nella Bassa Sassonia ed aveva viaggiato in India. Il suo saggio ha rivelanza per il pensiero protestante e cristiano, ma in breve diviene oggetto di interesse e di studio per studiosi di religioni comparate come Mircea Eliade e Josef Campbell, ma noi vi troviamo anche dell‚Äô altro che interessa il nostro punto di vista di studiosi di letteratura fantastica. Rudolf Otto ha introdotto nel mondo religioso ma non solo la categoria del Numinoso nel Sacro. Un sentimento di difficile definizione che ci permette di capire l‚Äô intero mondo legato alle manifestazioni religiose, mistiche e del Sacro. Nel suo libro si parla di fascinans e di tremendum, di mysterium e di Ganz andere, ossia di il Radicalmente altro. Categorie che forse fanno parte di una visione pietistica della vita ma che possono anche essere applicate al grande genere letterario fantastico. Se Burke aveva segnato il passo della nuova moda letteraria gotica, Otto ne ha rafforzato le strutture interne in un tempo che stava conoscendo il cinema e un nuovo tipo di letteratura del terrore. E‚Äô chiaro che non possiamo applicare alla lettera le profonde considerazioni del pastore luterano nell‚Äô esaminare opere come Lo strano Caso del dottor Jekill e mister Hyde, o il Dracula di Bram Stoker, o i pi√Ļ moderni lavori di un Lovecraft, ma che nel nuovo gotico ci fosse molto di Otto questo lo possiamo sostenere. E‚Äô una chiave di lettura che non considera la sofisticata macchina editoriale di racconti fantastici e dell‚Äô orrore legata alle spietate leggi del mercato, ma √® certo che un nuovo sentimento gotico si afferma anche nel cinema nelle prime opere fantastiche o espressioniste. Cos√¨ come Burke toglieva la categoria del Bello da un certo manierismo arcadico, cos√¨ Otto restituiva la religione, o le religioni ad un sentimento primordiale del Sacro che con la razionalit√† ha poco a che fare. Burke sebbene avverso alla Rivoluzione Francese, mostrava che il bello sta anche nell‚Äô orrore e nel raccapriccio, Hitler chiamer√† fantastiche le sue armi di distruzione e far√† della guerra uno spettacolo anche da godere e per cui esaltarsi. Gotico nel Settecento stiede anche per Barbaro e recupero del Barbarico, Otto a circa un secolo di distanza, dimostrava che il fondo dell‚Äô uomo √® irrazionale e che anche Dio, come nell‚Äô antico Testamento pu√≤ manifestarsi nell‚Äô orrore. Burke apriva la strada alla nuova classe borghese che andr√† al potere, Otto ne constater√† il declino e la fine e il ritorno al sentimento ineffabile del terrore.

Nella letteratura critica, nel 1987, S.L. Varnado ha dato alle stampe. Haunted Presence. The Numinous in Gothic Fiction. Nel suo saggio critico, lo scrittore adotta le categorie usate da Otto per dare una sua lettura della letteratura gotica.

 

©salvogagliardoproduzione.2ooo-2009. All rights reserved.

Tre passi fra le Nuvole

sabato, 14 novembre 2009

 

Albi di FantastiKa

**************

 

Le cinque Rose di Geremia Gardoncle

racconto fantastico

by

Salvo Gagliardo

 

¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö¬Ö

 

 

 

 

<<Il vecchio Mosè  Abrams era appena uscito di casa,

per ricondurre le mucche alla stalla,  quando

trovò lo  Straniero>>

Clifford Simak.- Il compagno

 

 

 

1.

Il Vecchio di Millkill : Geremia Gardoncle

 

 

Sono un irriducibile solitario, e se vi va di salire sulla¬† collina¬† di Milkhill, e chiedete gi√Ļ a Brinville la strada del vecchio Geremia Gardoncle, vi squadreranno¬† per bene, e dopo essersi assicurati che non siete un parente, un fastidioso esattore delle imposte,un avvocato, un medico, o chess√≤ io, Dio non voglia, un becchino,vi manderanno al diavolo con << se lo trovi da solo!>>. Perch√© l‚Äôuomo di Milkhill √® un vecchio topo di collina, scontroso come un lupo, fiero come un‚Äô aquila, e testa dura come uno stambecco. Mi sono cos√¨ stufato¬† della fastidiosit√† della gente, che da anni vivo qui in solitudine, a coltivare le mie rose, ad arare il mio orticello, e a fumare la pipa. Qualche volta viene¬† a trovarmi una delle mie ragazze. E‚Äô sposata gi√Ļ in citt√† con un tipo che vende chitarre o fisarmoniche, un certo Orphel, o Orphal, o vattela a pesca!Un tipo con cui non spartirei neanche la cabina telefonica. Cos√¨ Ethel sale quass√Ļ qualche ora al giorno, ad ascoltare il brontolio di un vecchio padre. Poi resto solo, con il mio gatto e qualche piccolo animale da cortile.

 

 

2.

Quella strana luce lass√Ļ

 

¬†Quel tardo pomeriggio, dopo una fumata tranquilla,ero attorno alle mie rose con il gran cappello di paglia da giardiniere, i guanti e tutto il resto, quando vidi da sotto la larga tesa del mio cappello qualcosa che brillava. Alzai la testa, ed il cielo era pi√Ļ rosso di un normale tramonto, nuvoloni infuocati correvano come mandrie inferocite. Penasi subito che stesse per scatenarsi un formidabile temporale, e forse anche Samuele, il¬† vecchio gatto che mi tiene compagnia da quando √® morto Jack, il mio fido labrador inglese. Il gatto¬† annus√≤ l‚Äô aria con i suoi lunghi baffi, fiss√≤ il cielo con i suoi strani occhi luccicanti, e se la diede a gambe levate per la porta di servizio.

Restai così a grattarmi la nuca, mentre quello strano esercito di nubi e nembi avanzava solenne come un galeone spagnolo. Qualcosa schizzò fuori da quella fosforescente crema di ribes e con una spettacolare parabola precipitò oltre il mio piccolo campo fiorito. Sradicò gli alberi che avevo piantato, meli e peri, fischiò e sparì dietro la collina con un inteso boato in una aurora intensamente rosata che presto divenne rossa simile alla fiamma di un caminetto.

Bella storia! Pensai. Seccature in vista. Speriamo che nessuno si sia rotto l‚Äô osso del collo! Continuai a rimuginare, mentre il sole tramontava e le prime stelle cominciavano a brillare. Tutt‚Äôattorno c‚Äôera un silenzio abissale. Dentro le fattoria le bestie cominciarono ad innervosirsi. L‚Äô aria attorno era stranamente elettrizzata, e presto si riemp√¨ di schiamazzi ed urla. Rientrai in casa, deciso a fornirmi di una torcia elettrica per una escursione lass√Ļ, sebbene la collina brillasse di luci come New York.

Maledizione! L‚Äô interruttore aveva fatto cilecca! Non c‚Äôera pi√Ļ corrente. Le sole luci che brillavano¬† sinistramente erano gli occhi del mio vecchio gatto persiano, che mi accolse come se avesse visto uno spettro, gonfiando il pelo mostruosamente.

Maledissi l‚Äô elettricit√† e gli elettricisti che mi avevano giocato quel brutto tiro. Frugai nell‚Äô armadio del sottoscala e trovai¬† la torcia, Gi√Ļ di nuovo una bestemmia. Le batterie erano completamente scariche. Continuai¬† a frugare nel buio e trovai una lampada a gas del tipo a lanterna. Indossai il giaccone e vi misi dentro¬†¬† il mio revolver a sei colpi. Uscii. L‚Äô aria era pi√Ļ calda e secca. Guardai le costellazioni in cielo, la collina sembrava che bruciasse di una intensa luce arancione. Imboccai un sentiero in salita. Sentivo dietro di me lo schiamazzo isterico degli animali, mentre le numerose cicale di quelle sere tacevano.

 

…………………………………………..continua.

 

 

 

 

 

©salvogagliardoproduzione.2000-2009. All rights reserved.

 

 

Questa storia è dedicata a tutti coloro  che sono appassionati di UFO e di Alieni. Forse la sera del 2 luglio del  1947 in una fattoria vicino Roswell, nel New Messico, è precipitata  un’ astronave aliena, il primo UFO crash della storia dei media, qualche giorno prima, il pilota privato ed uomo d’ affari, Kenneth Arnold aveva visto in volo sul Monte Rainier, nello Stato di Washington, ai confini col Canada, 9 oggetti volanti non classificati, li chiamò Dischi Volanti( Flying Saucers).Grazie. Salvo Gagliardo.

 

I Capolavori. Lo Strano Caso del dottor Jekyll e mr. Hyde

venerdì, 6 novembre 2009

 

 

 

I Capolavori

The Strange Case of doctor Jekyll and mister Hyde

di

Robert Louis Stevenson

 

by

Salvo Gagliardo

 

 

Il romanzo di Robert. L. Stevenson √® stato letto, studiato e classificato diversamente nel tempo, come ¬†romanzo tardo gotico del secondo Ottocento, come detective story, come romanzo scientifico o ¬†avventura scientifica per l‚Äô esperimento off limits condotto dal medico e scienziato londinese Edward Jekyll, come romanzo metafisico e del sovrannaturale, ed effettivamente l‚Äô opera, non eccessivamente lunga e condotta secondo una certa economia di spazi, si presta a queste diverse classificazioni, e nessuna di queste le √® estranea. Siamo nel tardo Ottocento e in Inghilterra domina la Regina Vittoria, l‚Äô opera √® quindi del periodo tardo vittoriano dominato dalle scienze biologiche e darwiniane. Siamo lontani di mezzo secolo e passa dal Frankenstein della giovane Mary Shelley e l‚Äô Impero inglese ¬†comincia a segnare qualche vago cedimento. La borghesia √® all‚Äô apice, ma giunta nel suo livello pi√Ļ alto presagisce la sua ¬†fine. Fra qualche anno Herbert George Wells dar√† alle stampe i suoi disperati¬† ed allarmanti¬† ¬†romanzi futuristici e Conan Doyle, anche lui scozzese di Edimburgo come Stevenson un po‚Äô forse rifacendosi a certe atmosfere del romanzo del suo concittadino creer√† una Londra olografica e di maniera dove i nuovi Jekyll potranno germinare ,crescere, e¬† ¬†vivere le loro vite di crimini e di libert√† assoluta, studiati, scovati e mostrati al pubblico dall‚Äô abile e contraddittorio Sherlock Holmes. Insomma l‚Äô Impero Inglese domina ancora i commerci tallonato dalla potente e crescente America, ma comincia anche a chiedersi quali sono i confini di questa espansione e quale √® il prezzo da pagare in nome di una certa umanit√† e contegno che diventa sempre pi√Ļ di facciata. Le scienze stanno facendo miracoli e bacchettoni come il dottor Layon √® giusto che ¬†diventino le vittime di un piccolo mostro terribile nato dal seno dell‚Äô augusto e rispettato Edward Jekyll, dottore in medicina, le generazioni si susseguono e il futuro di Hyde sembra sorridere tenebrosamente¬† e anticipare ci√≤ che di mostruoso e terribile riserver√† all‚Äô uomo il XX secolo. Sono timidi tentativi ancora, non si parla di ecatombi e di genocidi o di omicidi plurimi. Tutto sommato Hyde √® ancora un bambino che deve provarsi in un mondo che ancora lo rifiuta e per questo deve agire di nascosto, come vuole il suo cognome. Nel romanzo si parla solo di qualche sua malefatta, una ragazzina strapazzata in una via di notte, ¬†e un vecchio trombone universitario ucciso, anche se ¬†selvaggiamente, niente di pi√Ļ, il resto Stevenson forse ce lo suggerisce. Oggi sorrideremmo visto che ogni giorno siamo testimoni di crimini efferati veri o ricreati in ¬†fiction che vanno ben oltre la recuperata selvaggia potenza distruttiva del giovane ¬†alter ego del dottore. Ma il piccolo e mostruoso Hyde appare¬† gi√†¬† a creature sensibili come Utterson dai modi e dalle idee di antico puritano e a Stevenson lo scrittore, creatore, e demiurgo, gi√† contornato dalla sua aura di metafisico orrore agghiacciante, questo forse √® il lato pi√Ļ interessante dell‚Äô opera dello scrittore inglese e in questo consiste ¬†forse ¬†la sua intensa goticit√†. Hyde √® il Male o meglio √® Il Male ¬†che fa ¬†il suo ingresso nel mondo in attesa di potenziarsi e divenire pi√Ļ spettacolare ed esplosivo. Io penso che il punto di vista pi√Ļ interessante per uno scrittore di fantastico sia l‚Äô aspetto sovrannaturale della storia, che ¬†potrebbe anche diventare fantasy pi√Ļ tardi, ed √® quello che ha ¬†affascinato di pi√Ļ lettori ed estimatori come HP. Lovecraft. L‚Äô aspetto ¬†sociale o psicologico del racconto, i suo innesto nella moderna e nascente psicoanalisi, l‚Äô alienazione inevitabile dell‚Äô uomo sempre pi√Ļ dentro meccanismi gelidi e tecnologico e sempre pi√Ļ costretto a portare maschere di convenienza in una societ√† sempre pi√Ļ complessa ed intimamente spietata, √® cosa che √® stata ampiamente sceverata, anche l‚Äô ormai classico richiamo al ¬†Doppelganger √® oggi cosa trita e ritrita, sappiamo tutti l‚Äô apporto a questo tema di Edgar Allan Poe, di Stevenson, di Oskar Wilde e di vari altri, e conosciamo oggi un po‚Äô tuti le sintomatologie di schizoidismo o le diverse schizofrenie della personalit√†, tutte cose che si potevano acquistare a peso nelle edicole ed oggi trovare su Internet,. Ma forse nessuno oggi fra tutti coloro che ogni giorno ci propinano spettacoli di scissioni, o alterazioni patologiche della personalit√†, di killer seriali sempre pi√Ļ in gara nelle fiere dell‚Äô atrocit√†, forse nessuno √® riuscito letterariamente a rendere quanto Stevenson il Mistero del Male e della sua esistenza, bisognerebbe fare molti passi indietro per trovare qualcuno o qualcosa capace di rendercene la forza e l‚Äô orrore. Io penso che fra ¬†gli scrittori del XX secolo, solo Howard Phillips ¬†Lovecraft ci si √® provato. Forse ancora¬† ¬†in America, Melville ci ha provato. Hyde non √® Jekyll, non lo √® fisicamente altrimenti i suoi amici lo avrebbero riconosciuti, Hyde √® qualcosa d‚Äô altro, una Alieno forse o un Mistero che si sta servendo del corpo di Jekyll la cui curiosit√† scientifica lo ha spinto a quell‚Äô esperimento andato a male. Hyde √® tutti noi, Hyde √® la liberazione dell‚Äô energia di un atomo scisso, Hyde √® l‚Äôeffetto della distruzione di quella unit√† anche se fittizia con cui tutti noi ci presentiamo al mondo, Hyde √® l‚Äô orrore della Molteplicit√† libera di manifestarsi nel caos e nella violenza, √® insomma l‚Äô antico ¬†pandemonio. E‚Äô la molteplicit√† che √® sottesa ad ogni ¬†Unit√† voluta da Dio ma debole e facilmente distruttibile se non √® tenuta da ferree leggi morali e quasi bibliche. E‚Äô il ritorno allo stato pagano libero e selvaggio, √® il recupero del notturno e delle sfere selvagge che ¬†vanno di notte a caccia sotto la complicit√† della Luna piena, Hyde √® tutto questo. Si direbbe, come √® stato anche ¬†detto, il piacere della regressione generata ¬†da una ¬†trasgressione alle leggi di Dio. E Utterson che rappresenta un indagatore distaccato che sebbene puritano e cittadino del Bene nel male √® di casa, Utterson ne percepisce con agghiacciante terrore la presenza. Hyde anticipa Hitler, anticipa la bomba di Hiroshima, anticipa le pulizie etniche e tanto altro, in qualche ¬†modo Hyde apre la strada a Jack lo Squartatore, ai pagliacci assassini di Stephen King , a Norman Bates ¬†di Psyco, ad ¬†Hannibal ¬†Lecter ¬†de Il¬† ¬†Silenzio degli ¬†Innocenti, √® Patrick Bateman il ¬†serial killer di American Psyco.¬† Ma √® ancora qualcosa di pi√Ļ e Stevenson da ottimo scrittore non svela tutto ¬†il ¬†suo mistero, ¬†ma lo lascia vivere come simbolo irriducibile, come incubo notturno che continua a terrorizzarci, con una forza maggiore di quella di Freddy Kruger, ¬†come ¬†l‚Äô archetipo di un ¬†personaggio eterno simile al Vampiro ¬†o all‚Äô Ebreo Errante. L‚Äô arte consumata di R.L. ¬†Stevenson ¬†sta proprio in questo, nel fatto che ha messo in giro un archetipo intramontabile. La grandezza negativa di Hyde e quella artistica del suo creatore stanno proprio qui, ancora oggi ¬†leggiamo questo romanzo che dovrebbe sembrarci ¬†superato da misfatti ed orrori ben pi√Ļ grandi. Ma i capolavori hanno ¬†da sempre fatto questo nel dar vita a personaggi intramontabili e non resi vani dal tempo.

 

©salvogagliardoproduzione.2000-2009.all rights reserved.

 

 

 

 

Fotogallery.Cherry

domenica, 1 novembre 2009

 

 

FantastiKalbiGallery