di Salvo Gagliardo
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Grazie 

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Invito a Hollywood Fiction  di Fantastikalbi.

 

Gentile Visitatore/trice, da come ti sarai accorto il sito che stai visitando dà un certo spazio alle Fiction e al Cinema, essi sono parte integrante di un Progetto unico che  ha come obbiettivo quello di fare conoscere l’ Universo del fantastico e l’ Universo di Salvo Gagliardo, scrittore di fantastico e fiction. Vi è anche una sezione del Sito dedicata al Cinema, ma anche ad una possibile scuola creativa di Fiction, “Hollywood Fiction”. È però  una sezione in fase di allestimento. Molti  articoli che leggerai o che hai già  letto in questo Fantastikalbi in  Facebook riguardano il cinema e la televisione, spettacoli e film che hanno come tema il fantastico. Anche questo Post 8. che leggerai, ha vari articoli su film che ho focalizzato  per iniziare un discorso sul cinema e la sceneggiatura. Ti invito quindi a leggerli  e ad essere paziente per la futura strutturazione organica di un settore articolato riguardante le fiction. Grazie e Buona Pasqua 2010. Salvo Gagliardo.

 

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Analysis Fiction

Duel. An American Story.1

By Steven Spielberg

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del Film, Duel di Steven Spielberg

 

 

Introduzione

 

Si tratta di un piccolo capolavoro  della cinematografia americana e uno dei primi film del fortunato e bravo Steven Spielberg. Uscito nel 1971, lo script è stato curato da uno dei più prestigiosi scrittori di fantascienza americana, Richard Matheson che aveva anche curato molti episodi di Ai Confini della Realtà. Un film che potrebbe risultare noioso trattandosi di un semplice episodio di violenza stradale accaduto  ad un uomo qualsiasi su una strada qualsiasi degli US, se, non ci fosse la mano di un ancor  giovane regista americano a fare di questo film una perla e un cult della cinematografia mondiale. Spielberg aveva cominciato fin da giovane a lavorare per la Tv e questo film era stato inizialmente ideato  per la ABC Movie. Ricordo qui l’ apporto di Spielberg alla serie televisiva Ai Confini della Realtà una serie che influenzerà molto il grande regista del fantastico filmico. La movie  nella sua brevità è ricca   di considerazioni e di simboli, qualcuno potrà anche vedervi l’ epico scontro biblico   tra Davide e Golia, trattandosi di un regista di origine ebraica. Ma le letture sono molteplici e nel tempo ne sono state ricavate  diverse, fatto sta che ancora oggi il film viene considerato un capolavoro forse alla stregua dei lungometraggi di Charlie Chaplin. Chi vuole può anche trovarvi le atmosfere paranoiche e persecutorie di Hitchcock.

 

Primo Atto

 

Una macchina scorre lungo una autostrada della California del Sud, in un giorno qualsiasi d’ estate, una Plymouth  Valiant rossa, guidata da David Mann, un tranquillo uomo d’ affari americano in viaggio per affari. Mann è un uomo sui quaranta e ben vestito con un paio di lenti e di mostra di appartenere alla classe media americana. Perfetto nel vestire e ligio alle regole del Sistema. Tutto  penserebbe il signor Mann,  eccetto a quello che sta per accadergli. La macchina scorre veloce con la radio accesa che intrattiene l’ America con pubblicità e programmi vari. Ma all’ improvviso gli si para davanti un vecchia motocisterna, un mastodontico Trunker Truck, un Peter Bilt 281,  sporco e ingombrante che sembra uscito da qualche  guerra. Ha un pesante radiatore e un enorme parabrezza che  però tiene nascosto il conducente e lo terrà nascosto per tutto i film.

Mann cerca di superarlo, ma alla fine deve accorgersi che quello ce l’ ha con lui,  e con la sua Plymouth  rossa. Ha inizio quindi una specie di duello che non sembra terminare ma in un crescendo da brivido si concluderà in una tragedia. Sembrerebbe un semplice dettaglio di una normale storia di strada se invece non rivelasse al povero David una realtà allucinarne degna di un episodio di Ai Confini della Realtà che in quegli anni veniva proposto dalle Tv americane. Il Trunker Truck che come una bestia incredibile sbuffa e emette strani suoni o aspetta silenziosa in agguato la povera Plymouth rossa, resterà quasi una icona del cinema.  La macchina si ferma presso un distributore e David telefona alla moglie. Così veniamo a sapere del litigio della sera precedente e dell’ accusa della moglie  a David di essere un uomo tropo remissivo.

Mann si rimette in viaggio e di nuovo il Peter Bilt lo attende in agguato. Ad una fermata, David si è accorto che il conducente porta degli stivaletti in pelle di serpente, è l’ unico particolare a parte le mani sul volante del guidatore che per tutto il film vediamo. Il serpente come simbolo tornerà un’ altra volta nel terzo tempo del film, sotto forma appunto di serpente e di ragno. Notiamo subito che si tratta dei deserti del sud  degli Stati Uniti dove  serpenti e  insetti velenosi sono abbondantemente presenti.

 

Commenti a questo bel film se ne possono fare, una vicenda alquanto banale e a rischio di annoiare, diventa un piccolo gioiello di cinematografia in mano ad un maestro del cinema, questo di certo si può dire. Primi piani di David stravolto e immagini del portentoso aggressivo e terribile  Trunker Truck, simile a un mostro galattico, o a un Predator meccanico, restano nella memoria  dello  spettatore che a un certo punto può avere la sensazione che Plymouth e Peter Bilt siano creature “vive” che si stanno scontrando in un duello all’ ultimo sangue. Le atmosfere e il climax sono meravigliosamente rese in un ritmo di montaggio che nella sua elementare semplicità ha del portentoso. La storia è ben frammentata da piccoli episodi che le impediscono di diventare noiosa. E ora avviamoci al secondo  atto .della fiction.

Grazie e  Good Easter 2010!

Continua…..

 

©gagliardoproduzione 2010.All rights reserved.

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Analysis Fiction

Duel. An American Story.2

By Steven Spielberg

Di Salvo Gagliardo

Presentazione del Film, Duel di Steven Spielberg

 

Secondo atto

 

Il secondo atto prende avvio con l’ insistente inseguimento della motocisterna che spinge la macchina di David fino a farla finire contro un treno in corsa. David riesce a raggiungere un locale per camionisti, il Chuck’s Cafe, e qui cerca di rimettersi dallo choc, pensa che forse  là dentro c’è  il proprietario del Trunker Truck, diversi avventori portano stivaletti da cow boy simili a quelli che ha visto dalla sua auto. David appare fortemente shoccato e se la prende con un avventore che crede essere l’ autore di quello scherzo assai simile ad una persecuzione. ma presto deve accorgersi di avere sbagliato uomo! Torna l’ incubo. Ma Mann riesce a raggiungere la sua Plymouth e a fuggire dal mostruoso Peter Bylt sempre più simile ad una bestia  in caccia. La sfida si fa più stretta, ormai David è certo che quello non scherza e che lo vuole danneggiare, se non uccidere. E’ una cosa assurda, ma è così. Raggiunge un distributore di benzina gestito da una donna e cerca di telefonare alla polizia, ma l’ auto  cisterna stavolta si lancia contro la sua auto e contro l’ allevamento di serpenti e di grossi ragni della donna. David incontra un pullman di bambini e l’ autista gli chiede di dargli una mano per riavviarlo. E il Trunker Truck è di nuovo lì e non vuole mollarlo, fermo come un fantastico mostro fatto di metallo lo aspetta ruggendo, aspetta che la Plymouth si decida ad affrontarlo. Ma il suo occupante resta del tutto nascosto, quasi che quello fosse un Peter Bilt fantasma. David chiede aiuto ad una coppia anziana in automobile, ma quello gli si scaraventa addosso e la coppia fugge. E infine, David accetta la sfida. E siamo al terzo atto e  alla sua risoluzione.

Terzo atto

Il Terzo atto vede l’ epico scontro finale su strade di montagna  fra la vecchia Plymouth di David Mann e l’ oscuro, potente e misterioso Peter Bylt. Una vecchia autocisterna che trasporta carburante e che somiglia ad un fantastico e inesorabile mezzo di guerra.  David si decide, preme  il pedale della sua auto rossa e si lancia su una strada impervia e di campagna, sperando di avere la meglio sul grosso Trunker Truck che lo insegue inesorabile e spietato. Una fuga memorabile che resterà per sempre nelle pagine del cinema. E che dimostra la grande abilità di Spielberg nel creare  un climax avvincente.

L’ auto ce la fa a sostenere una velocità non indifferente per le macchine del tempo e in quella situazione, si parla di 150 e passa di chilometri orari,  e il Peter Bilt non demorde, ma alla  fine l’’ auto cede, comincia a sbuffare e il motore a fondersi e a fumare. David fa in tempo a lasciare la Plymouth mentre Peter Bilt gli va addosso, la spinge  verso un burrone, il Peter Bilt la centra in pieno  in uno scontro epico che anticipa Jurassic Park e la battaglia  fra Dinosauri, la spinge nel burrone dove precipita seguita dall’ autocisterna che si sfracella in basso. La storia è finita sotto  gli occhi esterrefatti di David, anche il suo incubo è finito. Ma il mistero del Trunker Truck resta, e si vede del sangue rosso  che cola  giù dal volante!

Un commento finale è difficile darlo perché la fiction si presta a diverse letture, forse è una metafora di un lavora stressante e freddo di un uomo d’ affari americano di quel tempo, notate che alla fine David lascia volutamente nell’ auto la su valigetta ventiquattro ore, forse ci sono altri significati più complessi. Di certo il film è ben riuscito ed oggi è considerato un piccolo cult nella Grande Cineteca Mondiale.

Grazie e  Good Easter 2010!

 

 

 

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Cinema & Fantascienza.1

Fahrenheit 451

Olocausto Biblico

Di Salvo Gagliardo

 

Cosidererazioni preliminari. Negli Anni Quaranta,le camicie brune di Adolph Hitler bruciano nelle piazze i libri che pensavano fossero espressione  della corruzione e della degenerazione borghese, e non solo i libri scritti dagli ebrei. I Comunisti metteranno all’ indice i libri ritenuti espressione  della borghesia corrotta, la Chiesa con l’ Inquisizione aveva fatto lo stesso, e nel Medio Evo e oltre le streghe e gli stregoni  venivano bruciati,  avvolte assieme ai loro libri magici e di incantamenti.  Gli Idalghi di Spagna assieme ai vari Ordini  religiosi bruciarono intere biblioteche dei nativi americani in nome della Cristianità. Oggi i libri possono essere comprati anche a peso, ma un tempo non era così e il libro era venerato o osteggiato, furono i libri a mandare al rogo Giordano Bruno e furono i libri a portare davanti all’ Inquisizione Galileo Galilei. Eppure Gutenberg con la sua invenzione avrebbe avviato il mondo verso la modernità e verso la attuale democrazia mondiale. Ma Mao Tze  Tung, come Hitler e altri, negli  Anni Cinquanta pensava che certi  libri come certe  musiche fossero l’ espressione di un mondo decadente destinato  ad essere cancellato per sempre. Pauwels  e Bergier nel loro Mattino dei Maghi scrivevano che certi libri nascondevano segreti che solo gi iniziati conoscevano e che si leggeva con troppa facilità. Il mistero della scrittura insomma è stato sempre osteggiato o esaltato, e non bisogna essere dei  Cabalisti  o dei Grandi Iniziati,  per scorgere nel libro qualcosa che trascende  ogni altra forma di espressione e di comunicazione. E nel 1976 il professore Marshall Mc Luhan darà alle stampe un bel saggio   sulla capacità delle tecnologie e quindi anche della scrittura di modificare la mente umana. Ma nel 1966 esce nelle sale cinematografiche di Europa e di America un film che farà storia, e che dimostrerà assieme ad altri capolavori come Solaris, che anche l’ Europa a è capace di produrre ottima fantascienza e non solo gli U.S. Si tratta di Fahrenheit 451 del  giovane ma già affermato regista francese Francois  Truffaut. Il film era un produzione inglese della Universal, e si presentava con attori di un certo spessore come l’ austriaco Oskar Werner, un attore di teatro austriaco che stava conoscendo un certo successo nel cinema,  e Julie Christie, la bella  Lara nel film il dottor Zivago. Werner lavorerà altre volte ai film del regista francese. Il film era un adattamento cinematografico del libro di fantascienza di Ray Bradbury, lo scrittore di Cronache Marziane.

Anche se porta i segni del tempo, siamo negli Anni Sessanta, e avvolte appare ingenuo, o la vicenda poco sfumata, in realtà resta un bel film di distopia fantascientifica, ipotizzando che nel prossimo  futuro i libri non esisteranno più. La scomparsa del libro come perdita della Civiltà e come suo nuovo imbarbarimento, ricorda  le  invasioni barbariche del primo millennio dopo Cristo, e furono i monaci e le loro abbazie a salvare i codici miniati e le pergamene dal fuoco e dal rogo dei Barbari. E’ un bel film pulito, dalla costruzione nitida e precisa, in cui i personaggi agiscono e si muovono in uno sfondo  da campagna inglese.

Siamo negli Anni Sessanta, la Televisione è già entrata massivamente nelle famiglie, ha sostituito la vecchia radio e si appresta a integrare il cinema in maniera sempre più evolutiva  e concorrenziale. Il suo perfezionamento e la sua diffusione segnano la nuova Era delle Immagini. Nel film  la  Televisione regna sovrana attraverso le sue antenne sta cambiando la testa alla gente, ma ci si è accorti che questo potrà veramente avvenire solo se il vecchio modo di intrattenersi, ossia la lettura dei libri venga cancellato del tutto, e a fare ciò vengono chiamati i pompieri che sembra che il loro unico  scopo ormai sia  distruggere con le fiamme tutti i libri trovati. Un lavoro quindi di pulitura sembrerebbe o di disinfestazione se non contenesse qualcosa di più grave chiuso nella mente della gente. Il film appare un pò ingenuo e avvolte superato, oggi le cose sono andate  diversamente da come il film immaginava, il libro è ancora presente nelle librerie e nelle bancarelle e la parola scritta funziona ancora. Ma la bellezza e la profondità del film consiste in una inquietudine profonda che il film comunica ancora oggi, la morte del libro non è solo una obsolescenza naturale, ma è anche  la morte dell’ anima, della fantasia e della immaginazione, una omologazione forzata a degli standard di vita e la denuncia di un continuo plagio da parte dei  media, il senso appare più questo che  il vecchio problema  se il libro esisterà o non esisterà nel futuro, il libro potrà ancora esistere, anzi esisterà, ma sarà la testa della gente che verrà  cambiata dal processo tecnologico in atto. Mi sembra che questo bel film debba leggersi in questa prospettiva, altrimenti appare un gioco letterario, solo un divertissement oggi datato. La morte del libro in questo film torna ad essere come nel medio evo barbarico la morte della civiltà e l’ imbarbarimento mediatico. Un bell’ omaggio al libro reso da un cineasta appassionato di libri. E inoltre vi si deve anche leggere l’ approfondimento che il regista fa tra parola scritta ed immagine.

Ma forse c’è ancora dell’ altro. Il libro è anche considerato come portatore di valori pericolosi e rivoluzionari, le nuove rivoluzioni, ma anche  le vecchie, se pensiamo al Cristianesimo delle origini, si sono fatte  attraverso i libri, per le istituzioni e i Sistemi  è sempre stato pericoloso e da imbrigliare. La Chiesa li bruciava, i Libertini li adoravano. Sono anche il  frutto della conoscenza e di una conoscenza proibita, avvolte, la fiction si apre con un amante di libri che mangia una mela e continua su questo ritmo. Così nel film leggiamo anche un desiderio del Sistema di tornare al Paradiso e all’ età dell’ Innocenza attraverso la distruzione di un portatore di Conoscenza. Torna la vecchia immagine del libro come strumento diabolico. Allora  si impone il rogo o il falò! 451 Fahrenheit sono i gradi con cui vengono bruciati i libri, e è anche il nome della squadra dei pompieri del film.

I libri fanno sognare, distraggono dalla realtà, sono corruttori e creano mondi fantastici che non esistono. Questo è il credo del capitano  dei pompieri, ossia dell’ uomo che dovrà bruciarli. I libri fanno pensare, ma ora questo compito spetta alla  Televisione,alla nuova Era delle Immagini. Ma  come detto,  c’è  qualcosa di ambiguo in tutto questo, a dire il vero, ossia le Immagini hanno da sempre accompagnato il popolo, a lui più vicine, e sono  servite  ai vari Signori del Sistema per  assoggettare le  masse, pensiamo alla Chiesa e al Culto delle Immagini, il libro invece è sempre stato un mezzo per elite, è solo da due secoli che l’ alfabetizzazione collettiva è diventata universale in Europa e in Occidente, ma alla fine dell’ Ottocento i lettori non erano moltissimi. Era stato  un privilegio della borghesia quello di estendere l’ alfabetizzazione ma anche  un suo privilegio quello di leggere, finché non è arrivato il cinema!. L’ ambiguità del film consiste nel fatto che il vero spettacolo popolare e di intrattenimento è la Televisione che con il il Cinema condivide il Regno delle Immagini, , e un intellettuale di ottima lega come Truffaut si chiede in che rapporto sta il cinema e la visività con la parola e i caratteri stampati. Mistificazione e genialità si nascondono quindi in questo film, ma già presenti nel romanzo di Bradbury, ma Bradbury era uno scrittore! Il libro come il teatro cominciano a tramontare come forza unica e vettoriale alla fine dell’ Ottocento con la comparsa del cinema e della fotografia, A metà del secolo  Novecento un cineasta di livello si chiede quanto è rimasto della vecchia cultura del libro come unica fonte di applicazione della mente e se lo chiede con un mezzo che in qualche modo è partecipe di questo tramonto!

Ma ora veniamo al film e alla sua storia.

Continua…..

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Cinema & Fantascienza.2

Fahrenheit 451

Olocausto Biblico

Di Salvo Gagliardo

 

Fin dalle prime inquadrature quelle di apertura il film appare sperimentale e in qualche modo semplice, una serie di antenne e una voce fuoricampo ci annunciano che il film sta per cominciare. Subito si impone la  graziosa icona  del film che sfreccia via come un giocattolo anni Cinquanta, è la macchina dei pompieri rosso fiamma. La macchina è diretta nella casa di un trasgressore, di un fuorilegge che fugge quando riceve una telefonata  che lo mette in guardia dopo avere  addentato una mela. Dalle prime inquadrature comprendiamo  che compito dei pompieri in quella cittadina o villaggio futuristico con una sorta di sopraelevata che scorre attraverso i campi, è di bruciare i libri ritenuti fonte di corruzione e di follia oltre che di trasgressione, che producono asocialità ed infelicità in una società ordinata e scandita dalla Televisione. I pompieri sono della squadra Fahrenheit 451, la temperatura in cui i libri prendono fuoco e si riducono in cenere.  A guidare la spedizione è il capitano, un signore sui cinquanta e dal volto profondamente segnato. Cyril Cusack.Apprendiamo poi che i pompieri in quel mondo universo esistono solo per appiccare il fuoco! E non per spegnerlo! E che quel mondo universo molto avanzato è incombustibile e a prova di fiamma, un invito al ritorno al Paradiso? Vedremo. Guy Montag è il nostro eroe, ossia Oskar Werner che gli presta  la sua maschera. E a guardare bene questi guardiani di un Ordine superiore basato sulla felicità di tutti, una felicità a quanto sembra ottenuta  attraverso l’ uso  razionale di farmaci in pillole, e di somministrazione di una  Televisione risolutrice di ogni problema emotivo e sociale, ogni buon cittadino deve sottoporsi ad una analisi psicologica periodica, questi Guardiani sono tutti biondi! Come è biondo Oskar  Werner. Hanno una divisa  e somigliano un po’  ai nazi sognati da Hitler. Il primo libro ad essere dato alle fiamme dagli zelanti pompieri è Don Chisciotte, e i libri da questi trasgressori vengono nascosti nei posti più impensabili, abilità dei pompieri è scovarli e poi incenerirli in un autodafé. Montag appare un uomo a posto e un ottimo elemento  di squadra, così  ottimo da ricevere dal suo capo, il capitano, un encomio e una promozione. Tutto sembrerebbe una normale operazione di disinfestazione, innocua alle persone che tuttalpiù subiscono un arresto momentaneo se dietro non ci fosse qualcosa di inquietante, assurdo e di grottesco. Il nostro eroe, Guy Montag diventa lo spettatore che lentamente si accorgerà assieme  a Montag della mostruosità che è stata messa in atto,un risveglio lento ma inesorabile che porterà Guy dall’ altra sponda a combattere i distruttori dei libri. Sulla strada di casa,   Guy incontra una vicina, una ragazza che somiglia straordinariamente alla moglie Linda, è Clarisse  che sarà  la compagna di avventura di Guy. Sia Linda che Clarisse son interpretati dalla brava Julie Christie e Truffaut ha voluto questo forse per dirci che ambedue sono i due aspetti di una stessa medaglia e che alla fine Guy abbandonerà Linda quando con lei non avrà più nulla da spartire e si unirà alla sua nuova compagna di fede e di lotta.  C’è una frase del film a questo punto, a Clarissa che continua a sostenere la bellezza di un libro, Guy le risponde- Ti piace la pioggia? In un mondo concepito come lindo e solare, i libri portano la pioggia ed il cattivo tempo, ossia l’ infelicità, fanno pensare e che motivo c’è di pensare se a questo provvede la Televisione, una televisione interattiva e naturalmente diversa dalla nostra, molto più invasiva come probabilmente sarà quella del nostro futuro? Che motivo c’è di pensare se al pensare provvede la Macchina, che sia Televisione, Computer o altro?  Truffaut è stato un grandissimo ammiratore dei film di Hitchcock, e ne possiamo vedere gli effetti, il film non è un vero e proprio thriller non è ha la struttura all’ americana, ma si dispiega più lentamente e in un dimensione più europea. Il volto e la figura di Julie Christie ci fa riandare a quel bel film che è stato il Dottor Zivago. E stranamente vi somiglia in qualcosa.  La doppia identità della donna ricorda Hitchcock, ma anche la doppia natura dell’ animo femminile.  Avvolte il film ricorda Jules Verne più che un thriller mozzafiato. Sono le pillole a regolare l’ umore della gente e a impedire le depressioni, in questo mondo evoluto l’ alcool fedele compagno nelle fiction è negato. Così Linda si imbottisce di pillole di vario colore per far fronte ai vuoti quando la   Televisione della Grande  Famiglia  non riesce a riempirli. Ma l’ abilità di Truffaut ci fa percepire nettamente il nucleo dell’ animo di Montag su cui sarà seminata e crescerà la ribellione al Sistema. Se Linda appare una replicante, l’ opposto di Clarisse, Guy è vigile e fin dall’ inizio incapace ad essere del tutto assimilato. I preamboli della sua Metamorfosi sono tutti lì.

Via via che la storia si va svolgendo, la sicurezza del pompiere Montag nella giustezza del Sistema va diminuendo. Linda per errore o perché Vuole suicidarsi inghiotte un numero maggiore di tranquillanti, sempre più Guy si rivela irritato dall’ addormentamento provocato dalla Televisione sulle coscienze, e infine, come gli  ha in qualche modo suggerito Clarisse, un giorno porta a casa uno dei libri destinati al rogo e comincia a leggerlo. E’ una lettura che ricorda gli antichi monaci medievali chiusi nei loro chiostri, mentre fuori imperversano i barbari. E’ un momento importante della storia un suo gradino di sviluppo, perché qualcosa si va svegliando nella coscienza di  Guy man mano che legge i libri salvati dal rogo. Ma c’è qualcuno che si è accorto di questa illegalità, ed è Fabian che diverrà l’ avversario di Guy. Clarisse  intanto lo coinvolge nelle sue disavventure, è stata rimossa dall’ insegnamento a scuola  e Guy è ancora convinto che i suoi superiori siano nel giusto. Ma il Sistema  in cui vive perfettamente ordinato e felice è uno sistema delatorio in cui ci si denuncia a vicenda, è chiaro il riferimento allo stato comunista. Ormai Linda è al corrente dei libri del marito. E infine giungiamo ad un momento clou della fiction, di nuovo la macchina rossa dei pompieri si avvia  verso una casa per scovare gli illegali possessori di libri e finiscono nella casa di una amica e forse compagna di lotta di Clarisse, la quale posside un’ intera biblioteca in soffitta. La donna morirà frale fiamme appiccate dai pompieri come una martire, o una  Giovanna D’ Arco, mentre  il Capitano spiega di nuovo a Guy che i libri sono una vera piaga per la gente perché li induce a sogni e a mondi che non esistono e li spinge alla asocialità, ricordiamo che questo Universo è un universo macchina controllato al millesimo e che ogni suo abitante ha l’ obbligo di farsi esaminare psicologicamente periodicamente per stabilire il suo grado di pericolosità sociale. E’ la donna stessa che si immola  dandosi fuoco. Ma  Guy ne esce sconvolto e sempre più porta a casa dei libri  per leggerli, mentre Fabian, il collega,lo controlla a vista ed  è sempre più convinto che Montag sia un traditore. E infine, il  discorso del Capitano è un discorso  sulla stabilità sociale e sul pericolo insito nei libri che generano variazioni e molteplicità di punti di vista, e quindi, “instabilità”.

Continua……

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Analysis Fiction

“La Verità è venuta al Mondo in Simboli ed Immagini”

Vangelo Secondo Filippo.

 

Thelma & Louise.1

by

Ridley Scott

Di Salvo Gagliardo

 

All Right! A ognuno capita ciò che gli è proprio!

 

Se questo detto è vero nella vita, è altrettanto vero e forse più vero nelle fiction. Io che come scrittore di letteratura fantastica e di fiction me ne sono occupato posso confermarvelo ed ogni volta ne resto sorpreso. Questa volta con la mia nota, non sottopongo all’ attenzione la trama di un film fantastico o di fantascienza, ma quella di un film che con la fantascienza ne condivide il suo Autore, l’ inglese Ridley Scott. Scott è noto agli appassionati del genere per i due film capitali della cinematografia Blade Runner e Alien, ma qui io intendo presentare un altro film cult del regista inglese, Thelma & Louise, e discuterne un pò. Non so se lo avete visto, ma di sicuro vale vederlo.

 

Arkansas, un Stato del Sud, la terra dei Cow Boy assieme al Texas con cui confina. Terra del petrolio e dei petrolieri. Terra con autostrade sconfinate e campi. Una donna non più giovane, ma ancora donna, Louise, telefona dal fast food in cui lavora ad una amica del cuore, Thelma, per proporle di trascorrere il fine settimana in un cottage in montagna a pescare. Thelma è l’ archetipica casalinga frustrata, e la giovane sposina di Darryl il classico americano maschilista che concepisce la donna come oggetto del desiderio soltanto, che fatto questo, le preferisce le partite di Baseball, e che impedisce alla moglie di avere relazioni, che possiede una Ferrari nel box, una ventiquattro ore, un rutilante orologio al polso, e un revolver in una scatola. Thelma non ci pensa due volte, e accetta, è la prima volta che esce da sola e non dice niente a Darryl. Una ventata di trasgressione in una ragazza che è ancora una bambina. Le due preparano i bagagli, Louise è ordinata e metodica, quanto Thelma è disordinata, vulcanica e caotica. Thelma trova la pistola di Darryl e la insacca con le atre cose. Le due sono pronte per un’ avventura che le condurrà alla morte, e forse alla rinascita, dentro ad una aerodinamica Ford Thunderbird convertibile vecchio modello!

Continua…….

Un invito a visitare il mio website in cui sto allestendo una sezione dedicata alle fiction, non solo fantastiche, e al modo con cui si possono costruire. Per il momento, lavori in corso, ma spero di iniziare un discorso creativo a breve. Grazie. salvo gagliardo: www.fantastikalbi.it

 

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Analysis Fiction

Il Terzo Uomo. Cuckoo  Clock!1

By Carol Reed

A Tribute to Orson Welles .The Magus

La Verità è venuta al  mondo in Simboli ed Immagini

Vangelo apocrifo di Filippo.

 

Introduzione. « Sai che diceva quel tale? In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e di democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù (Cuckoo Clock)dice  Harry Lime a Holly Martins.  Un buon film è come un buon vino, e questo vale per Il Terzo Uomo di Carol Reed, un film made in England,  del 1949. La prima cosa che vi ho scorto  è il capovolgimento degli schemi consueti nel bellissimo finale ad intenso respiro nelle fogne di Vienna,una città meravigliosa totalmente rasa al suolo dalla guerra, fra macerie e sotterranei gotici, tra cattedrali e chiese gotiche sventrate e tra i  gonfiori di un barocco rococò, sotto ambientazioni notturne e lunari e strade bagnate dalla pioggia, dove  si svolge questa bella storia che in parte somiglierebbe ad un romanzo d’ avventura di Holly Martins se non nascondesse significati più oscuri e profondi che riguardano l’ animo umano e i suoi profondi e  oscuri misteri, e  nei misteriosi sotterranei della città, fra tunnel, scale di pietra, cunicoli e acqua fangosa che scorre, la  polizia  austriaca e i soldati tedeschi danno la caccia a Lime,  ma qui la situazione è assolutamente capovolta, i buoni sono i tedeschi con i cani pastori  ringhianti e il cattivo, il  mostro è i perseguitato, il perfido Orson Welles. La guerra ha capovolto la situazione e crea  come si sa mostri. Eppure questo supercriminale e omicida che ha determinato la morte di miglia di bambini continua ad affascinarci, e il pubblico simpatizza con lui anche quando l’ amico più caro lo uccide con un colpo di pistola mentre Lyne sta cercando la fuga nelle fogne  attraverso una scala d’uscita.

Un romanziere americano di qualche successo e scrittore di romanzi di avventura in bolletta, Holly Martins,  arriva in una Vienna devastata dalla guerra, multinazionale e divisa dalle truppe di liberazione, alla ricerca di un suo vecchio amico e compatriota, Harry Lime  che gli ha promesso un lavoro. Ma al suo arrivo  scopre che  Lime  è morto in un problematico  incidente stradale e che sta per essere tumulato nel cimitero di Vienna. Giunto al cimitero ha la sorpresa di trovarvi alcuni uomini della polizia inglese e di occupazione che sostengono che Lime  era un truffatore e un delinquente, c’è anche la bella Anna Schmidt, Alida Valli, la donna di Lime.

Così ha inizio questa bella storia sceneggiata e scritta  dallo scrittore inglese Graham Greene. Con le splendide e affascinanti musiche  alla cetra di Anton Karas, cariche di nostalgia e passione, musiche  adatte  ad una città che è stata austroungarica quanto turca. E  Il tecnico della fotografia Robert Krasker mostra tutta la sua bravura con il grandangolare nel cogliere gli aspetti più affascinati e pittoreschi della capitale austriaca da sempre multi etnica e multirazziale, dove  Adolf Hitler aveva fatto i suoi primi passi e i suoi primi sogni che costeranno tanto all’ Europa. Scene diurne piene di luce,  fra il barocco e il rococò, ma soprattutto scene notturne al lume dei fanali e della luna fra luci e ombre, in ricordo dell’ espressionismo tedesco ma anche dei film di Alfred Hitchcock.

Continua…….

©gagliardoproduzione 2010.All rights reserved.

 

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Analysis Fiction

Il Terzo Uomo. Cuckoo  Clock!2

By Carol Reed

A Tribute to Orson Welles .The Magus

di Salvo Gagliardo

La Verità è venuta al  mondo in Simboli ed Immagini

Vangelo apocrifo di Filippo.

 

Martins, un compassato Joseph Cotten,  presto viene in contatto con la polizia inglese, e con il maggiore Calloway che cerca di convincere l’ americano che il suo amico era un criminale,  e che tutto  sommato a Martins conviene tornarsene in America. Ma il giovane scrittore conosce la bella Anna ancora innamorata di Lime. E attraverso Anna, Martins cerca di scoprire qualcosa della vera identità del suo amico morto. Ma la faccenda si complica e Martins  entra in un mondo devastato dal conflitto e dalla povertà e il bisogno economico, un mondo in vendita, in cui si vende di tutto. La guerra ha fatto di ciascuno un potenziale criminale. Gli squarci di Vienna sono bellissimi nella fotografia di Robert Krasker. Vi sono russi, tedeschi, francesi, rumeni, americani, inglesi. Il maggiore  Calloway, Trevor Howard, assistito dal sergente Paine, anche lui inglese,Bernard Lee,  dirige tutte  le indagini e le operazioni. Paine dichiara subito di essere un fan dei romanzi di avventura di Holly Martins come Il Cavaliere di Santa Fè. Anna viene arrestata perché in possesso di documenti falsi. Si parla di un terzo uomo presente nell’  incidente in cui è morto Lime. Viene trovato ucciso un portiere amico di Lime con la gola squarciata, e sempre più Martins sente che dietro tutto quella strana storia  c’è un mistero  irrisolto, che forse la polizia conosce e che forse conosce anche  Anna. Perché  tanta gente è coinvolta nei traffici del suo amico e perché ci sono ovunque  reticenze e omertà? Cotten Martins è uno scrittore e quindi naturalmente portato al’ intreccio, ma Calloway che tiene in scarsa considerazione  i pregi letterari dell’ americano, cerca di metterlo di fronte a realtà più oscure. C’ è un gioco sottile di ironia e di compiacimento del regista, nel gettare Martins dentro una storia che sfugge alla sua comprensione di scrittore di romanzi gialli e di avventura. Martins viene chiamata a tenere una conferenza sul romanzo mentre i veri personaggi dell’ intreccio intrigano contro di lui!

E una sera, che è uscito ubriaco dall’ appartamento  di Anna le ha dichiarato il suo amore, Martin incontra il suo vecchio amico, proprio lui, , Harry Lime! vivo che se ne sta occultato nell’ oscurità  di  una nicchia, e a rivelarlo è  il miagolio di  un gatto. Ora Holly   sa che il suo amico è vivo e lo viene a sapere anche Calloway, forse l’ uomo della polizia militare di liberazione, è  ciò che stava cercando.  Si scopre che Lime entra ed esce  da una piazza di Vienna attraverso una  scala che porta giù,  nei  meandri sotterranei  e nelle fogne di Vienna.  Calloway, Paine e Martins  si avventurano là sotto. Viene riesumato il presunto  cadavere di Lime  e ci sia accorge che ad essere seppellito è il famoso Terzo Uomo. Martins viene messo da Calloway  di fronte alla atroce verità, Lime contrabbandava medicine  avariate che uccidevano o danneggiavano gravemente i pazienti, e centinaia di bambini erano stati infettati, anche Anna deve riconoscerlo, a malincuore perché è attratta fortemente dalla personalità estroversa e diabolica  di Lime. Welles – Lime si presenta a Holly ed Anna ma poi fugge. Ha inizio l’ inseguimento nei sotterranei e nelle fogne di Vienna, Lime uccide Paine e viene a sua volta freddato dalla pistola  dal suo amico Martins che forse ha fatto la cosa  giusta e che alla fine del film  non riesce ad avere Anna, e la vede allontanarsi lungo un viale mentre  le musiche di Anton Karas contrappuntano questo stacco e chiudono la  fiction. Fare la cosa giusta sia per Holly Martins che per il film è il leit  motive  della fiction,e  in  un mondo sconvolto e squartato  dalla guerra sapere cosa è giusto o cosa è sbagliato non è facile, Martins uccide il suo migliore amico, Anna non si unisce a Martins ma continua la sua strada all’ ombra del suo amore tenebroso per un viale alberato e spoglio che si perde all’ infinito con la cetra struggente di Anton Karas, la polizia si è servita di Martins per uccidere Lime. E Holly  Martins a un certo punto del fim  esclama, si scriverò un romanzo e lo intitolerò Il Terzo Uomo! La vita riprende e la grande energia che la sostiene continua a produrre il Bene e il Male. Vi sono alcune  immagini che restano nella memoria del cinema, la meravigliosa fotografia in chiaro scuro di una Vienna barocca e rococò sventrata dalle bombe,la Grande Ruota panoramica del Prater, il vecchio con i palloncini che appare nella piazza di una Vienna notturna, e l’ immagine del bambino con la palla che insegue Anna e Martins in fuga. Un regista inglese ha reso omaggio ad una delle più affascinanti città d’ Europa.  grazie.

©salvogagliardoproduzione.2010.All rights reserved.

 

 

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Analysis Fiction

Zelig.  Allen  Alien!

Woody Allen

A Tribute

Di Salvo Gagliardo

Una presentazione del film Zelig di Woody Allen

 

Introduzione. Zelig uno dei film più divertenti, più interessanti e più sofisticati che abbia mai visto, un misto intelligente di freudismo e chassidismo ebraico  made America.Sembra di leggere una di quelle storielle ebraiche dei ghetti di Europa. Eppure questo ebreo americano di New York, vi ha messo dentro tutta la sua raffinata arte di filmaker di prestigio. Se vogliamo trovare un equivalente dobbiamo cercarlo nei lungometraggi di Charlie  Chaplin! Se gli ebrei americani sono noti per  sapersi  costruire la pubblicità, questo film li batte tutti, basato sull’ esorbitanza e sul paradosso, diviene il manifesto dell’ Io come gioco in un mondo o in un Universo dominato dal nulla e dal non senso. Zelig è tutti e nessuno, è l’ uomo democratico di un sistema  basato sulla democrazia e la produzione. E’ mr Bloom dell’ Ulisse di Joyce di cui parlava Ezra Pound portato all’ eccesso, quell’ eccesso che solo il cinema fin dalle origini può permettere e realizzare. Ed è il Vagabondo di Chaplin, e’ il sognatore e l’ avventuriero, è la massa indifferenziata e l’ individuo che a fatica emerge da questo plasma fantascientifico. Insomma è lui Zelig, l’ uomo amato ed odiato, l’ uomo acclamato e ricercato dalla polizia, il paziente di una dottoressa psichiatra che alla fine sposerà  per coronare un sogno d’ amore a lungo desiderato. Sembrerebbe la presentazione del bel film Citzie  Kane di Orson Welles, ma ne è esattamente il rovesciamento! E’ di nuovo un film epico sull’ America e sull’ uomo americano, ma visto da un altro punto di osservazione!

Un capolavoro di mixage, di montaggio a celebrare una delle più grandi armi  del cinema , appunto il Montaggio fin dalla sua comparsa. Zelig è l’ eroe sua malgrado tipico di molti film americani, ma è anche l’ anti eroe, è anche il rabbino appena sbarcato a New York e che parla l’ Yiddish. È un uomo alienato che cerca di farsi amare dalle masse, come Kane e che per questo bisogno di riconoscimento rinuncia alla sua personalità per accettare quella degli altri, ma è più di questo, e’ l’ uomo senza radici, plastico e malleabile che si trasforma in qualsiasi cosa entra a contatto come in certi racconti di fantascienza dello scrittore Van Vogt, è  la Cosa, The Thing,della fantascienza,  e come una cosa non esiste  in sé. E’ tutto e nulla. Ma è anche qualcosa d’ altro, se Allen non dichiarasse di essere ateo, si potrebbe dire che in Zelig ha cercato di dare una sua  idea di Dio!

Il film come il suo personaggio principale è molte cose insieme, essenzialmente è una storia d’ amore tra una dottoressa psichiatra e il suo paziente coronata alla fine dal matrimonio, e’ un reportage filmico e un documento degli Anni Trenta è una rivisitazione  nostalgica di quegli anni, e’ un grande spettacolo ironico e comico della vita di quegli anni in America, e Zelig è sempre presente nei momenti più storici dell’ umanità, è assieme a Presidenti, a artisti e scrittori, a scienziati a Capi della  Sicurezza come il  famoso Hoover o accanto a multimiliardari come Hearst, o a artisti come Chaplin. E infine è persino accanto al Fuhrer tedesco Adolf Hitler in una parodia  che ricorda da vicino Chaplin, e è anche in Vaticano a prendersi una bastonata dal Papa! Solo Chaplin avrebbe potuto creare qualcosa di simile! Ma chi è Zelig, nessuno lo saprà veramente mai, nemmeno lui stesso! Camaleonte, Intruso, Trasformista, Conformista, Uomo Rettile, Alieno, nessuno saprà mai chi è veramente.

Il film è una serie di storie intrecciate e senza respiro, avvolte  in bianco e nero e avvolte a colori, in cui Woody Allen ha chiamato personaggi realmente  esistiti e personaggi immaginari e in cui ha coinvolto scrittori come Saul Bellow  e Susan Sontag,  o psicoanalisti come  Bettheleim, in uno splendido e meraviglioso gioco di realtà e finzione, che forse non ha l’ eguale come mistificazione e genialità in tutto il cinema. La parte della dottoressa Fletcher è stata affidata a Mia Farrow  che ricordiamo in Rosemary’s  Baby di Polanski. Il film è del 1983 e la possibilità di realizzare miracoli con il digitale era ancora remota! Ma Allen in questo film celebra l’ intero cinema a cominciare dai Fratelli Lumiere. E rievoca in parte nostalgicamente e in parte con una ironia  che solo un ebreo può avere, la vita della sua città celebrata in quasi tutti i suoi film, New York.

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Analysis Fiction/Lezioni di Cinema

La Caduta degli Dei. The Fall of the Gods.1

Un Omaggio al Cinema europeo

Un buon  film è come un buon vino-Le cantine di Salvo Gagliardo

Presentazione del film di Luchino Visconti. La Caduta degli Dei.

Di Salvo Gagliardo 

 

 

 

Introduzione e Premessa. Stavolta sono alle prese con un bel film italiano ed europeo, La Caduta degli Dei del  regista Luchino Visconti. il film è del 1969 e fa parte della Trilogia Tedesca del regista, il primo della Trilogia. Il soggetto narra di una grande famiglia di Industriali tedeschi, i von Essenbeck, padroni di potenti acciaierie, al tempo dell’ Era del nazionalsocialismo in Germania, esattamente all’ insediamento di Adolph Hitler nella Cancelleria tedesca. E’ una storia di potere, della lotta tra due grandi forze titaniche, quella più sottile, politica e machiavellica  del nazismo e quella potentemente demiurgica dell’ antica e nobile  famiglia degli  Essenbeck. In qualche modo il  film si assimila a una tragedia greca, e la caduta degli dei richiama il Ragnarok  nordico, la grande battaglia tra le potenze della luce e quelle delle tenebre nei Tempi Estremi. A contrappuntare questo ci sono  le meravigliose musiche di Riccardo Wagner, ma anche le musiche di Maurice Jarre che ricordiamo come l’ autore delle bellissime  colonne sonore  del film di David Lean Il Dottor Zivago.

La storia ha inizio nella fastosa e ricca villa Essenbeck  ad Oberhausen, a nord,  vicino Dusseldorf. Vedremo più avanti  che Luchino  Visconti, che ama gli Interni, ci presenterà la Villa vista da fuori assai raramente. E’ una sera memorabile questa del 1933. Dal 30 gennaio Hitler si è insediato presso il Reichstag  di Berlino. L’ Incendio della Cancelleria è avvenuto il 27 febbraio del 1933, data in cui comincia la nostra storia. E’ sera e il vecchio barone Joachim von Essenbeck   celebra il suo genetliaco. Nella villa è presente l’ intera famiglia ed affini, ma a un certo punto giungono da Berlino  Frederick Bruckmann ed Ashembach.Si tratta di due alti ed importanti esponenti  del Partito. Ashembach, Helmut Griem, indossa la divisa delle SS. Lo spettatore comincia ad assistere   a  qualcosa che sembra casuale ma che come vedremo farà parte di una trama ben congegnata in cui il Nazismo e l’ Industria pesante entreranno  in un conflitto che si risolverà  con la sconfitta e la totale assimilazione da parte di Hitler della potenza degli Essenbeck. Un gioco sottile e spietato quello di Ashembach per tutta la durata della fiction.

Subito cogliamo  la natura dei personaggi, un vecchio barone stanco e poco incline alle nuove generazioni che hanno portato Hitler al potere, il giovane ed androgino Martin von Essenbeck Helmut Berger,  che davanti al vecchio e alla famiglia si esibisce in un o spettacolo da cabaret espressionista , travestito da donna e più precisamente da Marlene Dietrich dell’ Angelo Azzurro. Un personaggio come vedremo Dostoevskijano, e Dostoevskij è stata una delle letture preferite di Visconti. Presto cogliamo la sua natura malata e confusa, il suo ossessivo legame con la madre, la bionda Ingrid Thulin, o Sofie von Essenbeck , altre pezzo importante in questa partita a scacchi tra due forze contrarie. E c’è Heberth  Thalmann, il marito di Elisabeth von Essenbeck. Elbert   è il dissidente, non legato dal sangue agli Essenbeck, sarà l’ unico personaggio positivo della storia,e alla fine verrà arrestato e scomparirà nelle prigioni della Gestapo. È l’ unico che ha capito cosa vuole Hitler dal popolo tedesco e dove trascinerà il suo  popolo. Insomma,  l’ antica e nobile famiglia tedesca appare subito come un nido di serpi pronti a mordersi e a distruggersi, e Ashembach ha così buon gioco. E c’è  il pesante e vistoso Konstantin von Essenbeck,     Reinhard  Kolldehoff , Che manovra per il   dominio  totale della fabbrica Essenbeck. E infine c’è il bieco e astuto  Frederick, Dirk Bogarde,  che aspira alla mano di Sophie. Improvvisamente durante la serata il vecchi Joachim Essenbeck apprende da una telefonata che il Reichstag sta bruciando a Berlino, segno di un colpo di Stato? Ora è chiaro perché in quel preciso momento Ashembach è presente nella Villa e presto appare chiaro che ad appiccare il fuoco alla Cancelleria è stato lo stesso Hitler, gli eventi stanno precipitando e presto travolgeranno gli Essenbeck!

Se vogliamo cogliere un protagonista unico  in questa storia, il cosiddetto  personaggio principale, avremmo difficoltà a trovarlo, non c’è infatti!  Ma  da una parte abbiamo l’ astuto  e mefistofelico  Ashembach che muove le sue pedine  attentamente, profittando dei conflitti interni della  grande famiglia, e dall’ altra c’ è questa, i von Essenbeck, una intera stirpe  come protagonista della storia. grazie.

Continua……

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51 Commenti a “Fantastikalbi in Facebook.8”

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