di Salvo Gagliardo
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S.E.T.I.

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S.E.T.I.(1)
  
Un sogno.
 by Salvo Gagliardo
 
 
 

 

Si è ormai compreso che il problema dello sviluppo dell’ umanità è legato a quello delle Energie,e delle sue fonti. Fino al XVIII secolo, l’ umanità si rivolgeva a fonti di energia naturale per sopravvivere e moltiplicarsi, l’ umanità era in numero ridotto, e la semplice natura riusciva a soddisfare i suoi fabbisogni. Ma con il crescere del numero demografico si richiesero, alla fine del XVIII secolo nuove fonti di energia. Siamo all’ alba della Rivoluzione Industriale. La chimica e la fisica del tempo era giunta al punto giusto e si esploravano le possibilità insite nell’ energia termica del vapore. Fu l’ inizio di una strepitosa avventura in avanti sempre più accelerata. Ad avere capito tutto questo, alla fine del XIX secolo fu un russo, K. Ziolkovski che ipotizzò che il futuro dell’ uomo si sarebbe giocato nello Spazio, ed immaginò futuribili Città Stellari alimentate da fantastiche energie provenienti dalla nostra stella, il Sole. Ziolkovski fu preso per visionario se non per pazzo e dobbiamo giungere agli anni Sessanta del secolo XX per trovare un altro uomo che nutriva gli stessi sogni del russo. Costui era il fisico inglese Freeman Dyson, che, anche lui certo che i destini dell’ umanità si sarebbero giocati nel Cosmo, ipotizzò l’ esistenza delle di sfere capaci di convertire l’ energia solare in energia utile all’ uomo e alla Terra. Le ormai note sfere di Dyson portarono gli scienziati a distinguere tre possibili tipi di civiltà esistenti nello Spazio, la prima, come la nostra riusciva solo a sfruttare l’ energia del proprio pianeta, la seconda era capace di convogliare l’ intera energia solare per i propri fabbisogni e la terza invece era capace di trasformare la totale energia della propria galassia in fonte utile per viaggiare nello Spazio e operare fantastici lavori di astro ingegneria.
Ma le sfere di Dyson ci spingono a chiederci seriamente quanto di naturale ci sia nell’ Universo. Una domanda oggi pertinente, considerati i progressi fatti dall’ uomo nel campo tecnologico e scientifico. Noi osserviamo il Cosmo, lo teniamo d’occhio con i nostri Osservatori, abbiamo mandato attorno alla Terra il telescopio Hubble, che ci dà foto e immagini fantastiche di stelle e galassie. Fra poco è probabile che istalleremo sulla Luna un Osservatorio celeste di grandissima portata, con cui potremo spingere i nostri occhi e i nostri sensi, oltre ciò che oggi è possibile immaginare ed ottenere. Ma ritorna qui la domanda: quanto di naturale c’è nell’ Universo? I segnali che quotidianamente vengono registrati dagli Osservatori della Terra, sono tutti naturali? Per le Civiltà evolute dovrebbe essere un gioco facile far passare per naturali dei segnali che non lo sono. Non è difficile immaginare che fantastiche Civiltà Aliene abbiano istallato qua e là fantastici marchingegni per gli scopi più diversi, persino per aprire tunnel di trasferimento fra una stella ed un’ altra o fra una Galassia ed un’ altra. Oggi tutto questo non appare più uno sfogo fantastico, anche se resta ancora speculativo ed ipotetico.
Il Searche Extra Terrestrial Intelligence, SETI, ha una storia relativamente lunga, e che trova le sue radici nelle prime scoperte di Karl Jansky dei Laboratori Bell. Jansky negli anni Trenta registrò dei segnali radio provenienti dallo Spazio che ipotizzò venire da qualche pianeta del Sistema Solare, Marte o Giove e che sulle prime ritenne trattarsi di segnali intelligenti. Anche Marconi e Tesla si erano avventurati un questo campo, con l’ intento di intercettare le conversazioni di ipotetici marziani. Ma presto ci si accorse invece che erano segnali provenienti dalle lontane stelle, nacque così la radioastronomia. Il SETI nacque dall’ idea che se delle Civiltà esistono nella nostra Galassia e fuori, queste civiltà devono comunicare fra di loro tramite segnali radio. Un’ idea evidente dato lo sviluppo delle nostre telecomunicazioni. Il problema semmai poteva consistere nel chiedersi su che lunghezza d’ onda queste Super civiltà stellari comunicavano. Si concordò di cercare qualcosa sulla lunghezza d’ onda dell’ Idrogeno, 21 cm, quasi un numero magico, 7×3. La ricerca di questi segnali cominciò nel lontano 1961, e fu per lo più opera dell’ astrofisico del Green Bank Observatory, W. Virginia, Frank Drake, che varò il primo Progetto della storia del SETI, il Progetto Ozma, dal fantastico Mago di Oz. Presto Drake fu appoggiato da collaboratori e scienziati di tutto rispetto, come l’ esobiologo ed astronomo Carla Sagan che a questa avventura avrebbe dedicato buona parte dei suoi sforzi. Drake puntò i telescopi a piatto verso le zone stellari della Costellazione della Balena, e subito si gridò alla scoperta, ma purtroppo si trattava di un U2 americano spia nei cieli russi. La cosa scatenò un incidente diplomatico che coinvolse J.F. Kennedy e gli Stati Uniti, ma che non portò ad alcuna scoperta di omini verdi. E’ quanto mai buffo che uno dei più portentosi progetti scientifici del’ umanità si sia aperto con una storia degna di James Bond! Inoltre forse non sono in molti a sapere che dapprima si era progettato un lancio di messaggi anche da parte della Terra, poi qualcuno allarmato fece notare che non era prudente esporsi in quel modo, e che sarebbe stato più cauto studiare gli eventuali messaggi in arrivo. I Progetti da allora si sono succeduti con nomi quasi esotici ed hanno coinvolto i più grandi e potenti Osservatori Radioastronomici della Terra, fra cui quello ormai storico di Arecibo, Isola di Portorico. Ma a quanto sembra senza apprezzabili risultati. Insomma, questi alieni sembrano imprendibili o comunque restii a farsi ascoltare. Sono state spese somme considerevoli ed anche capitali privati per questa affascinante avventura, ma con un nulla di fatto. E persino Steven Spielberg, il regista, ormai cult, di Incontri Ravvicinati e di ET, vi ha devoluto delle grosse somme. Si continua ancora a sognare, ma c’è chi sostiene che invece i segnali sperati, sono già giunti sul pianeta e che gli Alti Vertici si tengono ancora per sé la notizia. Altri consigliano di cambiare i parametri di ascolto. Carl Sagan prestigioso scienziato della NASA vi ha speso molto del suo tempo, e ha anche scritto un bel romanzo di fantascienza, per l’ appunto <<Contact>>, che è stato non tanto tempo fa portato sugli schermi da Robert Zemeckiss, ed interpretato molto bene da Jodie Foster. Una fiction molto affascinante scritta da chi quell’ avventura l’ ha vissuta davvero, se non altro la messa in atto dei Grandi Progetti d’ ascolto. Sagan, che è morto da poco, è stato anche l’ ideatore del famoso messaggio lanciato con una sonda fra le stelle. E il suo nome è anche rimasto legato alla Missione Marte. Progetti a vasto raggio questi che indicano che l’ uomo è già maturo per abbandonare lentamente il suo pianeta di origine ed esplorare il Cosmo, una splendida avventura forse impressa biologicamente nel suo genoma. Ma, io mi chiedo cosa ne possono pensare di tutto questo i nostri vicini, se ci sono, e come potrebbero accettarci in un più ampio condominio!

Recommended sites:

http://setiathome.berkeley.edu/
http://www.seti-italia.cnr.it/Premessa/Premessa.htm 

http://www.seti.org/Page.aspx?pid=1366

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