di Salvo Gagliardo

2011. Welcome into “fantastikalbi.it” and “Albi di FantastiKa”. I Salvo Gagliardo fantastic Literature writer pag.10 (April,15 ,2011)

2011.Welcome 

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Fantastikalbi.it and,  I  Salvo Gagliardo  Fantastic Literature Writer    

  

 

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Grazie per Visitare noi, gentile Visitatore. Fantastikalbi.it e Albi di FantastiKa sono stato ideati da me per fare conoscere il mio lungo lavoro di scrittore e di editor nel  Mondo della letteratura Fantastica. Nel 2oo7 sono entrato  in Internet e ho cominciato a fare esperienza di questo splendido mezzo di comunicazione globale. Oggi oltre al mio Website sto lavorando sul social network Facebook net, che trovo magnifico e su cui ho  postato  più di 350 note e in cui ho  più di 350 amici. Nel futuro progetto di migliorare il mio website e di creare più punti di contatto. Per ora mi limito ad arricchirlo con pagine sempre diverse, e  vado sempre più aggiungendo i miei racconti e i miei romanzi di fantastico e i miei disegni. Spero che il mio lavoro ti piaccia e Benvenuto. Io Salvo scrittore di Fantastico. Thank You much.  

  

Dear Visitor,  thanks  for visiting us. Fantastikalbi.it and Albi di FantastiKa, they  were designed by me to make know my hard work of fantastic writer and editor of fantasy literature. In 2oo9, I joined the Internet and I started to experience this wonderful means of global communication. Today, in addition to my Website, I am working on the Facebook global  social network, which I find wonderful and which I have posted more than 350 notes and when I have more than 350 global  friends. In the future project to improve my website and to create for you more points of contact.  Now  I will only enrich it with pages that are always different, and to add  more my stories and my novels and my fantastic designs. I hope you like my word  and world,   welcome to You.. Thank You much. salvo.  

 

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Gli Albi di FantastiKa  è il << Layout >> con cui io  Salvo Gagliardo, ho  racchiuso la mia lunga  e varia produzione di racconti, romanzi e saggi  e progetti legati al  Mondo Fantastico, un Electronic  Format  in cui Tu visitatore e utente  potrai  muoverti  facilmente ,  guidato dalle Rubriche che accompagnano i testi.  

Qui, negli Albi potrai trovare molto, da storie  di Vampiri, ai Misteri  Spaziali, al Fantasy, all’ Horror a altri racconti inquietanti e di mistero con Alieni ed UFO, e non  mancherà qui  la Fantascienza con i problemi  scientifici che pone. Ma con il tempo  e sempre conto di arricchire le pagine di schede introduttive varie e interessanti sui singoli temi  ed argomenti. Tutto ciò fa parte dei miei progetti  futuri.  

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Argomenti di Questa pagina

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The  Magic World of the Dolls

Automata and Robot

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vivacinema.it

Bambole e Casa di Bambole.1

Ruth Moskowicz Handler  and Barbie Mattel, the super Doll Girl.

Io Salvo Gagliardo  Scrittore di fantastico e fiction non potevo nella mia professione non interessarmi fra l’ altro alle bambole e ad altri oggetti da collezione, oltretutto Il Collezionista e l’ Antiquario sono personaggi ricorrenti nella letteratura di questo genere, e in quanto a bambole e a bambolotti come non pensare ai moderni androidi o robot, una versione  tecnologicamente aggiornata dei vecchi automi, o pupazzi automatici. Philip Dick aveva una volta critto che scrivere storie e racconti equivale alla costruzioni di pupazzi, o puppets maker. Puparo demiurgo lo scrittore mette in scena i suoi giocattoli su sfondi che leu stesso sceglie e li fa agire. Naturalmente assai spesso le bambole e i bambolotti sono legati alle storie horror, e invito a leggere i racconti dell’ americano Robert Bloch, o le storie fantastiche del tedesco Hofmann. Ma qui voglio parlare della signora delle bambole, dell’ americana Ruth Handler , riservandomi di trattare di questo affascinante tema che ci riporta all’ infanzia nella prossima nota.

 

findagrave.com

Barbie  Mattel, la bambola più famosa del mondo, famosa quanto Mickey  Mause di Walt Disney,  vien concepita dalla sua brillante creatrice in un viaggio da questa fatto in Svizzera, viene concepita quindi nel Paese dei giocattoli meccanici in cui si parla il tedesco ed il francese. La madre di Barbie è una ragazza americana, Ruth Moskowicz Handler  di origine polacca ed ebraica. Andler è nata a Denver, in Colorado, nel 1916,  ma presto si è trasferita  a Los Angeles  con il marito Helliot Handler  e il socio in affari Harold Matthson. Barbie nasce così  in un garage  della California  trasformato in laboratorio dagli Handler  e dal viaggio in Svizzera dove esisteva una bambola e un personaggio chiamato Lilli noto anche come fumetto prodotto e letto in Germania. Lilli  il cui personaggio iconico somiglia a Brigitte Bardot, suggerisce a Ruth l’ idea di importarla in U.S. America nella città di Hollywood, cambiandone l’ identità ed inserendola in una civiltà dinamica diversa da quella europea. Passa qualche anno prima che Barbie Mattel sia pronta per il pubblico, esattamente siamo nel 1959 e a New York city durante una importante fiera del giocattolo. Barbie viene esposta nel Salone ed  ha subito successo, venduta a $ 3 al pezzo, e così la Mattel Corporation , la società formata da Ruth, dal marito  Helliot e dal socio Matthson può decollare verso il successo strepitoso e in continua espansione.  Ma Barbie è figlia del Dopobomba e delle generazioni nate nel dopoguerra,e nell’ era della TV,  ben diversa dai giocattoli che si fabbricavano nell’ anteguerra, porta la nuova aggressività giovanile e il sogno di un benessere illimitato  e di una ricchezza conquistata, così è stata concepita, spavalda, aggressiva e con qualcosa di sexi che subito  scandalizza i benpensanti. Ruth Handler  aveva a lungo osservato le  figlie giocare con le bambole, e aveva deciso che quelle dovevano crescere ed emanciparsi se voleva avere successo in un mondo nato dalla Bomba fattosi troppo dinamico ed aggressivo. La Mattel Inc. entrava così  nell’ industria del giocattolo, industrial Baby Boom,  con idee molto innovative, era finita l’era delle  bambole modello donna sottomessa e dominata dal maschio, ma Barbie desiderava essere ammirata e soprattutto comprata. La generazione delle bambole e dei bambolotti sfornati dalle fabbriche dell’ Ottocento era finita. Per far questo gli Handler  crearono un vero atelier con cui vestire in tutti i modi la sua creatura, bionda all’ inizio e con gli immancabili occhi chiari, ma in più Barbie aveva i seni, cosa che  scandalizzò all’ inizio, in nome di una riconquistata maternità. Ora Barbie avrebbe fatto sognare i bambini e non solo. Era il perfetto modello americano uscito vincente dalla Guerra. Furono  messi subito in commercio abiti ed accessori assieme naturalmente alle abitazioni di Barbie, ville, fattorie americane o ranch con cavalli e staccionate, castelli fantasy persino,  per far sognare. Ora Barbie veste Jeans Levi’s, e più tardi vestirà Armani, Chanel, Dior, e guida sfolgoranti spider rosse se non Ferrari. In più, un tocco che non poteva mancare in una Civiltà nata con il West, Barbie è armata, gli Andler   la dotano di una micidiale pistola Burp. Nell’ era del Baby boom post bellico, Barbie rappresenta il successo e l’ emancipazione femminile. Ma ormai, bionda o bruna, ma con gli occhi di un azzurro seducente è pronta a fare la concorrenza alla Disney e a figurare anche lei sotto l’ albero di Natale di ogni americano. Ruth Handler  per la sua costruzione ha usato il vinile, un prodotto della plastica con cui si fanno i long play  e che viene essenzialmente realizzato in Giappone, così anche l’ industria nipponica si lega alla bambola più famosa del mondo e così non poteva che essere. La Mattel ora sforna di tutto, ogni tipo di accessorio per far sognare piccoli e grandi, con un volume d’affari da capogiro. E presto gli Handler  gli trovano un ragazzo, Ken, e poi l’ amica del cuore, Midge. E nel 1968 Barbie comincia a parlare. Ormai l’ emancipazione è completa e il suo glamour alle stelle, e così gli affari della Corporation americana. Barbie Mattel, nata nella città di Hollywood,  come certi gadget destinati ai bambini, può trasformarsi e assumere vari ruoli sociali, per soddisfare le esigenze creative dei bambini,   una ragazza in miniatura nell’ era delle macchine, può diventare dottoressa, o manager e donna d’affari fra grattacieli e auto, o godersi un ranch fra cavalli e mucche,o un piscina  solare e sfolgorante, o insegnare ballo in una scuola, o essere  un’  attrice del cinema, o fata e signora di un castello incantato, e infine nel 2004 Barbie Mattel si candida a Presidente egli Stati Uniti, Barbie la donna americana bionda come l’ idolo femminile d’America Marilyn  Monroe si prepara ad affrontare così  le sfide del nuovo millennio.

Ma alla  povera Ruth, le cose non sono andate sempre bene, e la sua vita attraversa un periodo nero, gli viene diagnosticato un cancro al seno, prendono fuoco alcuni locali della sua società,e rischia  la bancarotta per debiti. Ruth Handler  si spegne a Los Angeles, California, nell’ aprile del 2002, mentre Barbie Mattel, la girl doll più famosa ed amata d’America e del   Mondo   continua la sua corsa come astronauta verso le stelle.

Interamente scritto da Salvo Gagliardo. All rights reserved. 2011.

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Bambole & Casa di Bambole 2.

Dolls in The World

By

Salvo Gagliardo

 

La bambola è antica, troviamo bambole nelle tombe egiziane, mesopotamiche ed etrusche, troviamo bambole nelle tombe cinesi e giapponesi. Erano fatte di legno, terracotta, cera, alabastro, pietra, oggetti archeologici, esse   rispondevano a bisogni rituali e funerari, o anche a scopi magici. Troviamo bambole anche nelle antiche civiltà mediterranee, greche e romane, e  con gli stessi scopi, molto spesso con  intenzioni magiche e propiziatorie. Celebravano la femminilità e la fertilità, e somigliavano più a numi tutelari del focolare o della famiglia che a giocatoli per divertire i bambini e le bambine. Assai spesso venivano seppellite nella stessa tomba dei loro proprietari. Solo forse oggi la fantasia dei bambini disancorata dalle realtà può darci una idea dello scopo cultuale di questi oggetti sacri, solo la fantasia dei bambini riesce ad animare questi simulacri o idoli che furono le bambole.

 

Nel Medio Evo le bambole assunsero ruoli più domestici e meno religiosi, servivano anche a divertire i bambini, ma anche a scopi di magia. Erano vestite con gli abiti del tempo  ed erano di legno o di terracotta, o anche di cera, la lavorazione di cera delle immagini continuò nel tempo, i santi assai spesso venivano raffigurati con la cera. Bastava un falegname a fabbricarle come Pinocchio o come i burattini a cui le bambole si assimilavano.

Venivano fabbricate bambole preziose per i ricchi ma anche bambole modeste fatte di legno, pezza o cera per i più poveri, ma si sa che i bambini non tengono a queste che e che con la loro fantasia riescono ad animare anche un pezzo di legno. Ma intanto dal passato giungevano anche i pupazzi automatici, gli automi che mossi da molle e da altro si muovevano e si animavano, erano per metà giocattoli ma anche oggetti esoterici che sbalordivano e avvolte impaurivano. Sembravano animarsi per magia ma in realtà era la meccanica nascosta a muoverli, un piccolo trucco tramandato dagli ingegneri greci ed alessandrini, fino al Medio Evo Cristiano e al Rinascimento.

Cinquecento, Seicento, Settecento, le bambole e i bambolotti rispecchiavano il mondo degli adulti e non essendoci ancora una produzione industriale, venivano fabbricati artigianalmente, per lo più rozze per i poveri e molto ricercate  per la classe ricca ed aristocratica dove le bambole avevano tutti gli attributi e la ricchezza della classe che rappresentavano avvolte  erano dei veri e propri manichini carichi di abiti ricchi e oggetti preziosi e leziosi. L’ amore e la passine per la miniaturizzazione aveva anche fatto nascere le prime Case di Bambole. Dobbiamo aspettare l’ Ottocento per avere una idea delle bambole e dei bambolotti che in qualche modo si avvicina al nostro tempo. L’ Ottocento borghese è l’ era dell’ Infanzia, si cominciano a considerare i diritti dei bambini e con essi nasce la prima industria baby shop, si tratta di giocattoli di legno assi spesso fabbricati ancora artigianalmente, giocattoli avvolte con intenti educativi come quelli che più tardi saranno adottati dagli Istituti Montessori. L’ editoria si è già lanciata sui libri per ragazzi e anche per l’ infanzia. Si usavano ancora materiali usuali per la fabbricazione, ma la plastica era alle porte. Le bambole erano fatte con la faccia di porcellana, abitudine del Sei Settecento, con le gote rotonde e rosate, spesso i capelli erano biondi e quasi sempre gli occhi chiari e fissi, quasi alieni, i compagni perfetti della fantasia infantile. Gli abiti erano quelli severi dell’ Ottocento, o trinoline , pizzi e altro, avevano cuffiette in testa e i capelli erano rossi, biondi o a trecce. Personalmente nell casa della mia infanzia ricca di oggetti c’era una bambola americana di questo tipo, che io chiamavo Florida. Ma si usava anche la pezza, e avvolte la gomma. E non sempre bambole e bambolotti venivano rispettati dai bambini che spesso li frantumavano o addirittura li decapitavano! Con grande ira dei genitori che vedevano così danneggiato un piccolo capitale, perché le bambole migliori avevano un prezzo e la produzione in serie non li aveva resi economici. Ma presto giunse la celluloide un derivato della plastica che cominciò a sostituire materiali più antichi negli oggetti per la casa, nelle decorazioni,  e in tanto altro, era resistente, lavabile e aveva costi accessibili, era plastica soprattutto e lavorabile con le macchine. Anche per le bambole stava finendo l’ era della porcellana. Le bambole avevano acquisito dai vecchi automi la capacità di muoversi e anche di essere accompagnate da suoni prodotti da meccanismi a carillon fin dal Settecento. Potevano aprire e chiudere gli occhi ad esempio, gli occhioni fermi,   chiari e rotondi che avvolte erano  davvero inquietanti e si spiega perché negli scrittori li spingevano a costruire storie allucinanti, ma nei bambini si sa l’ horror convive con la meraviglia e l’ invisibile.

In Italia, a Torino nel 1919 una certa signora, Elena Konig Scavini si inventa un nuovo tessuto il panno Lenci, di stoffa morbida, leggera e lavabile, qualcosa di simile al feltro che cominciava a conoscere un grande successo nella modisteria e nell’ industria del cappello, e con cui fabbrica interamente le sue bambole e i suoi bambolotti. Lenci sta per un motto latino, Ludus Est Nobis Costanter Industria. Il Gioco è il nostro costante lavoro. Nasce  così la ditta piemontese Lenci rinomata in tutto il mondo e una delle prime grandi fabbriche per giocattoli e bambole, Lenci presto diverrà famosa quanto Borsalino e girerà il mondo. Una bambola Lenci totalmente di panno lenci era presente nelle case degli italiani. Ma presto un nuovo vento stava giungendo dall’ oltre  atlantico, da U.S.America che stava diventando l’ avanguardia dello sviluppo industriale e della fabbrica di elettrodomestici ed automobili. E passeranno diversi decenni e una terribile guerra mondiale perché un’ altra donna stavolta polacco americana nata in  Colorado e vissuta a Los Angeles lanci  nel mondo la più famosa bambola di tutti i tempi, Barbie Doll o Barbie Mattel

Interamente scritto da Salvo Gagliardo. All Rights Reserved. 2011.

 

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       I Robot, mr. ASIMO.  

      

 

Automaton, Robot. Artificial Intelligence, Android : I’m Mr. ASIMO. Thank You

 

 

The Passion for Automaton and Robot

 

The Passion for Automaton and Robot

 

La passione per meccanismi di precisione e per giocattoli automatici è molto antica, ma soprattutto sono stati i Greci e gli ingegneri di Alessandria ad inventare degli oggetti davvero fantastici, animali che si muovono da soli, o uomini in miniatura  che camminano e parlano, o statue parlanti, o navi in miniatura che si muovono sull’ acqua senza vele e vento, o piccoli teatri dove gli attori sono figurine che si animano di vita propria. I loro costruttori si chiamavano Erone o Filone, o lo stesso Archimede. Si trattava di giochi o di oggetti sacri e di culto? Non lo sappiamo, forse servivano a tutte e due gli scopi. Ma anche  l’  antica Cina, forse più antica della Grecia, o l’ antica Persia avevano prodotto Automi o quello che in Grecia veniva chiamato Automata.

Poi questa splendida fioritura di ingegni si spense alle soglie del Medio Evo, quando i barbari stavano dilagando nell’ Impero Romano alla fine. Allora spettò ai monaci e  ai viaggiatori arabi salvare questo enorme patrimonio dalle fiamme e dalla distruzione finchè nel Quattro e Cinquecento in Europa questi progetti e questi marchingegni ripresero a funzionare scoperti dagli artisti e dagli scienziati del Rinascimento. Dedalo riapparve per sbalordirci con nuove invenzioni e macchine che avrebbero più tardi anche divertito e meravigliato i bambini.  Sembra di leggere qualche vecchia fiaba con tante meraviglie magiche.

E il XV e il XVI secolo  riscoprono la passione per  gli automi e le meraviglie automatiche che era stato degli ingegneri  Greci ed Alessandrini, quello che era stato salvato, disegni, pergame e altro dall’ incendio di Alessandria e dalle invasioni dei barbari, era finito sui tavoli degli artisti e degli ingegneri del rinascimento.  Alcuni trattati importanti, come quello di Erone, furono tradotti nel nuovo interesse per il mondo classico e per le lingue morte. Leonardo da Vinci fu interessato anche lui alla costruzione di automi, come quello del cavaliere meccanico in armatura. Le corti Rinascimentali che ospitavano maghi, astrologhi ed ingegneri, come quello di Praga, mostravano meraviglie meccaniche che per la loro complessità e stranezza venivano considerate come opere magiche. Arricchivano i giardini e le sale del palazzi. Ma è il secolo Seicento e poi il Settecento ad avviare una vera moda dell’ automa sulle nuove scoperte e teorie scientifiche che facevano dell’ Universo e poi dell’ uomo una macchina simile ad un orologio. Se così era allora costruire un uomo totalmente meccanico non era impossibile, se fossimo stati nell’ età della biologia allora si poteva anche pensare ad un uomo biologico artificiale, ossia ad un Androide.

Artigiani appassionati e scienziati più o meno improvvisati si lanciarono nella costruzione di uccelli meccanici o di teatri in miniatura che si animavano automaticamente. La Francia e la Svizzera patria della precisione meccanica, in questa direzione produssero  parecchio, cocchi con cavalli che si muovevano da soli, veri giocattoli del tempo, cavalieri e dame ben agghindate che facevano la riverenza,che parlavano scrivevano o suonavano la spinetta, si costruivano statue parlanti, e piccoli esseri che si muovevano e vivevano in mondi in miniatura. Jacques de Vaucanson fabbricò un anatra meccanica che si nutriva così vera  che Voltaire  chiamò il suo  costruttore  il  moderno Prometeo. L’ idea di un ordine così preciso ossessionava molti, come Federico di Prussia che sognò un esercito di automi per le sue battaglie. Giocattoli fantastici, o opere di alta ingegneria meccanica, gioielli ad orologeria, questi automi continuarono ad appassionare molti e a essere costruiti da  veri maghi del giocattolo, a metà tra un ero mago ed un prestidigitatore. Così fu anche nel secolo XIX, tanto da far scrivere a Edgar Allan Poe un racconto intitolato Il Giocatore di Maelzel basato su un giocatore di scacchi meccanico, e a Theodor Amadeus  Mozart alcuni racconti fantastici con il personaggio un pupazzo animato, che oggi chiameremmo androide, ma non erano i loro racconti delle creature animate artificiali e perfettamente funzionanti? E anche nell’ Ottocento la Francia continuò a produrre meraviglie meccaniche che andarono in giro per il mondo.

 

Albi di FantastiKa 

The Albi of Fantastika  is  the  ”layout” with which I Salvo  Gagliardo,  wrapped my long and varied production of short stories and novels, essays too,  and projects related to the  my fantasy world, an electronic format in which you Visitor  and User,  can easily move led by the rubrics that accompany the texts. 

 Here in Albi you will find much, by stories of vampires,  Mysteries of Space,  Fantasy and  Horror, and other tales of mystery with Aliens  and UFOs. But I think  to enrich  the pages,  with introductory cards  about  various and interesting themes – This is all part of my future projects. These are my future plans. 

While you enjoy the stories that come to you. 

http://www.youtube.com/watch?v=iBS-6CbnE9o&feature=related

http://www.facebook.com/#!/note.php?note_id=417795604416

Hollywood  Fiction  

  Io Salvo Gagliardo  vi  presento la sezione del mio website che ho chiamato  “ Hollywood Fiction”  in omaggio alla più grande struttura di fiction cinematografiche del mondo. Qui tu puoi trovare molto che riguarda film e sceneggiature, e altri miei progetti sempre legati al mondo delle fiction. Questa parte è  ancora  da completare ed in via di allestimento. Ma nel futuro io penso di fare trovare a Voi qualcosa di simile ad una scuola di scrittura creativa. Grazie. salvo. 

Salvo  Gagliardo I am presenting a  section of my website that I called “Hollywood Fiction”, in homage to the biggest structure in the world of fiction and films. Here you can find that much in films and screenplays, and my other projects associated with the fiction’s. This part is still to be completed and yet in production. But, I think in my  future  I think to turn this   into a school of creative writing. Thanks much. salvo. 

http://www.fantastikalbi.it/?page_id=1118

http://www.fantastikalbi.it/?page_id=350

http://www.fantastikalbi.it/?page_id=2120

Network Facebook in Fantastikalbi.it. 

Da più di un anno Io lavoro sul Global Social Network Facebook,  e qui ho prodotto più di 30 note intorno al mio universo di letteratura fantastica e di fiction. Per questo io qui fornisco a Voi  qualche link per visitare la mia Bacheca e il mio Lavoro. 

For one year  I’m working on the Global Social Network Facebook, and here I have produced more than 30 notes about  the Universe  of fantasy,  literature and fiction. So I’m here the links to visit my Facebook Profile and Wall. . 

Salvo Gagliardo F.B. Profile. 

http://www.facebook.com/home.php#!/fantastikalbi.it 

Some Salvo Gagliardo’s F.B. Notes

 

http://www.facebook.com/#!/notes/salvo-gagliardo/io-salvo-gagliardo-scrittore-di-fantastico-e-fictionbambole-casa-di-bambole-doll/10150169851969417

http://www.facebook.com/#!/notes/salvo-gagliardo/io-salvo-gagliardo-scrittore-di-fantastico-e-fictionbambole-e-casa-di-bambole-ba/10150169200324417

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Albi di FantastiKa   

Albi di FantastiKa  is a virtual magazine,  whereby I  Salvo Gagliardo, fantastic literature writer and  fiction,  collect and  show  my works, fantastic novels and short stories, and their many  illustrations, or drawings, black and white  or color.  I was born and live in Sicily, and my original novels were written in italian.  But my stories are set in the world.  

Roxane

romanzo fantastico di

Salvo Gagliardo

 

Capitolo 11

La Civetta

Il parco fitto ed oscuro racchiudeva, circondava ed avvolgeva Villa delle Orchidee. oltre il vasto prato verde,  un lungo  viale coperto conduceva  direttamente alla grande voliera degli uccelli esotici. Ce ne erano decine e decine  che schiamazzavano e di vari colori. Le grandi  ruote raggiate della carrozzella di Roxie, silenziose attraversarono il lungo viale in ombra fra  file di piante poste ai margini. Sul grembo della bambina era  accucciato Moeb, il piccolo coniglio bianco e con le orecchie rosate. Sembrava quieto, quasi meditabondo, aveva in quel momento la quiete di una sfinge. Le ruote gommate continuarono a girare silenziose, si arrestarono davanti ad una piccola massa scura a terra. Era una civetta con un’  ala spezzata che respirava affannosamente ed ogni tanto agitava inutilmente l’ ala buona. Roxie la guardò con quei suoi occhi di un grande blu profondo. Poi guardò Moeb, ma stavolta davanti ai suoi occhi  non c’era il piccolo coniglio bianco, ma c’era Crok  il pagliaccio, aveva una strana espressione divertita. Guardò il coniglio e guardò Roxie, poi la visione scomparve e sul grembo della bambina riapparve Moeb che però aveva gli occhietti di uno strano color rosso rubino che subito si trasformarono negli occhi stranamente fissi e stranamente vivi del pagliaccio.

<< Roxie, perché non dai un’ occhiata al nostro amico a terra?>>

La sua voce aveva qualcosa di dentato come se fosse  uscita dalla bocca di un coniglio, e come un coniglio Crok muoveva la bocca e il naso grottescamente.

<< Non posso? Non lo vedi? Non ci arrivo>>

E Roxie aveva fatto il tentativo di spingere il suo corpo fino alla civetta. Era riuscita  a sfiorarla con la mano, ma poi la carrozzella aveva avuto un movimento all’ indietro e la bambina aveva rischiato di scivolare fuori.

<< Non così bimba. Prova ad alzarti>>

Le disse il pagliaccio con un voce ora meccanica quasi che uscisse dal bambolotto. La bambina non fece opposizione, ma disse soltanto con determinazione:

<< Okay, ora ci provo>>

Le mani grassocce di Roxie strinsero con forza  i bracci foderati della poltroncina, e con uno sforzo evidente che gli si stampò nel viso, provò a sollevarsi. Roxie era una bambina fortemente volitiva. Riuscì per un attimo a sollevare il corpo inerte, ma  presto ricadde sulla sedia pesantemente.

<< Vedi? Non posso>>

Disse a Crok. E udì la sua strana voce meccanica che avvolte sembrava uscire grumosa  da un pozzo abissale, per poi sembrare di nuovo la voce di un bambolotto.

<< Riprova>>

Stavolta Roxie sentì qualcosa, senti che dentro di lei stava accadendo qualcosa. Guardò Crock che la fissava con i suoi occhi immobili da bambolotto. Ma presto il pagliaccio si ritrasformò in coniglio con gli occhi piccoli e rossi che sembravano mandare scintille. Roxane ebbe la netta sensazione di essere già in piedi, si guardò e ne fu certa, era davvero in piedi davanti alla carrozzella e le gambe la sostenevano come se fossero quelle di prima. Ma fu una sensazione veloce, perché si accorse che sulla sedie a rotelle c’ era ancora seduta Roxie. Ma il suo corpo era in piedi, ma non era un corpo di carne, era qualcosa d’ altro, era un corpo creato dalla sua mente con l’ aiuto di Crock, per un attimo ne fu certa. L’ altra Roxie era seduta e sembrava appisolata con la grossa  testa piegata sulla spalla e gli occhi chiusi. La bambina si chinò e prese  in mano la civetta che sanguinava. La fissò con una strana attenzione mentre i suoi grandi occhi blu notte sembrarono accendersi di una strana luce. Il corpo della civetta si aureolò di una intensa luce azzurrina, poi di una luce bianca e pulsante. La luce si spense e l’ uccello cominciò a prendere energia. L’ ala ammalata sembrava essersi improvvisamente guarita. La civetta lasciò le mani di Roxie e prese il volo. Roxie si sentiva stanca, enormemente stanca, come se le sue ultime energie si fossero prosciugate, ma riusciva a stare in piedi senza alcuna difficoltà. Guardò l’ altra Roxie seduta sulla sedia che sembrava ancora dormire con il capo reclino. Sentì la strana voce di Crock che le diceva:

<< Brava Roxie. Brava la mia bambina>>.

Crock continuava a guardarla  stranamente come un bambolotto. Roxie capì che il pagliaccio voleva che lei  tornasse a sedere. Sentiva il suo corpo leggero come una piuma, ma sentiva anche un’ infinita stanchezza. Quasi senza accorgersene Roxie si ritrovò seduta  sulla carrozzella, dell’ altra Roxie non c’era traccia. Ora le parve che il pagliaccio le sorridesse, prima di trasformarsi di nuovo in coniglio.

  Red in Works 

Caro Lettore  Red in Works, Opere in Rosso,  è la formula in cui io ho raccolto tutte le storie da me scritte e  che hanno in comune il tema del Vampiro. Qui io, Salvo Gagliardo, offro  a te  in lettura l’ incipit di un mio racconto fantastico che ha come soggetto la misteriosa figura ungherese di Elizabeth Bathory.La mia storia è stata concepita negli Anni Ottanta, e   Buona lettura. 

Dear Reader  Red in Works, it’s  the formula with which  I have collected all  my fantastic  stories , and who all share teme  of the Vampire. Here I, Salvo Gagliardo,  offer to you read the beginning of a fantastic tale,  that speaks about the   mysterious character  of Hungarian Elizabeth Bathory. My  story was conceived in the eighties. And a good read. Thanks. 

 

Opere in Rosso. Gentili amici , per presentarti qualcosa della mia cospicua produzione di racconti fantastici che ho riunito in Albi di Fantastika, anche stavolta ho scelto una storia scritta per intero molti anni fa e che ha come tema il vampiro. Un tema questo che ho trattato varie volte  nelle mie storie e che ho ambientato sia in Sicilia dove sono nato, ma anche in altre parti del pianeta, ad esempio in Transilvania. Qui,  in questa storia composta di 10 capitoli mi sono cimentato con una storia vampirica collocata nello Spazio e nel futuro, è quindi questa una long tale di fantascienza che in parte si svolge nelle future città lunari a cui ho dato nomi antichi ed  esotici, e ha diversi personaggi, ma i principali sono una coppia di sposi, una coppia ricca della New York bene che decide di passare la Luna di Miele sulla luna. Io penso che nel futuro questo sarà possibile. Ma la storia diventa un horror story quando la bella figlia di un ricco banchiere e moglie di un giovane esperto di cibernetica spaziale, si trasforma a contatto con il suolo lunare in un vampiro che il marito dovrà eliminare. Qui ti presento parte del capitolo 1 e capitolo 11. Mi piacerebbe che mi  lasciaste una vostra impressione su quello che avete letto. Grazie. salvo.

 

The Bathory’s Ballad.

La Vera Storia  di Elizabeth Bathory

The Real Story  of Elizabeth  Bathory.

A fantastic and horror tale

©salvogagliardo produzione. Racconto messo    in opera, 1985-1999. All rights reserved.

1.

 C’era una volta…..in alto, un grigio castello di pietra azzurrina, incassato fra vertiginosi strapiombi di rocce taglienti e fra i  granitici massicci dei Carpazi. Agili Passi come il Drak, immettevano nelle sterminate  pianure  ungheresi. Signori di Ungheria e Transilvania erano i Conti Agrasy a cui quel castello apparteneva da tempi immemorabili, in cima a  un picco, fra nuvole e sparvieri. Per arrivarci si doveva passare attraverso un  severo e rude  arco di pietra antichissimo, e un breve passaggio petroso  , stretto come una lama, che da un lato sfiorava l’ abisso. Per tre quarti dell’ anno i monti erano coperti di candida neve, e le torri e le guglie del grigio castello tormentate da feroci tempeste.  In basso a valle, stava acquattato il villaggio feudale di Azak, con le sue povere case e comignoli fumanti.

Il sangue di Stefano Agrasy, il potente signore tansilvano, mischiava la sua nobile  linfa con quello degli antichi romani, e così le pietre del suo castello, un antico castro latino. Il console Pomilio vi aveva svernato con le sue cinque legioni, attendendo da oriente l’ invasione dei barbari. E nel Cinquecento i turchi ottomani dilagarono dal Mar Nero quando l’ Europa conosceva l’ opulenza del Rinascimento. L’ antica dinastia magiara aveva combattuto ogni sorta di guerra, contrastato la marcia dei terribili e misteriosi Gomor, le  cui orde feroci   sciamando da Minsk, furono protette dal braccio di  Ivan. Ostinati  Cavalieri Teutonici piantarono nelle nevi e nei ghiacci, le loro rutilanti fortezze ai confini dell’ Impero contro l’ Infedele. Tutti i nobili della cristianità fecero muro all’ invasore, ma a Budapest il palazzo Agrasy era una vera regia, una corte  brillante da fare invidia a quella di Caterina dei Medici. Il palazzo splendeva di luci con le sue cento stanze nel cuore della città magiara, e l’ ultimo conte era straordinariamente simile al primo e a tutti gli altri che in fila figuravano nell’ ampia galleria dei ritratti di famiglia, come se gli Agrasy non volessero scostarsi di un solo capello dal modello assegnatogli per Grazia Divina. Il Conte era alto e robusto, biondo e con gli occhi chiari. Aveva due figli, e di loro solo Ferenc sarebbe stato il Signore del Castello perennemente coperto di neve che le carrozze avevano difficoltà a raggiungere e quando le nuvole si diradavano i suoi mattoni straordinariamente azzurri si stagliavano maestosi sul villaggio di Azak. Ma ben altra era la luce dorata e color miele  che pioveva sul palazzo di Budapest,  le cui solenni forme si riflettevano fluenti sulle acque del Danubio……….

2.

Elizabeth Bathory era una bellissima bambina con gli occhi scuri,  e i capelli di un nero corvino. Il transilvano principe Bathory, scuro anche lui, e dai profondi occhi neri, era cugino in primo grado di Stephan, e aveva avuto Elizabeth da una serva boema che si diceva fosse figlia di una zingara e figlia naturale del potente voivoda transilvano Drakul. Anche del principe si mormorava che fosse figlio illegittimo di una strega messa a morte dai Cavalieri Teutonici. Bathory si era disfatto della bambina, e l’ aveva affidata agli stallieri di Agar, un lontano villaggi moravo. Poi era moto, e gli stallieri non ricevendo più un soldo, avevano  dato la bambina ad influenti magnati ai confini della Russia. Ora il duca di Wallenstein la conduceva per mano nella sala splendente di luci, fra due ali di invitati, alla presenza del vecchio Stephan.

Questi aveva avuto un sogno, aveva sognato il cugino in un lago di sangue che a braccia tese gli consegnava la piccola Elizabeth. Poiché Agrasy era un uomo pio, pensò che fosse la volontà di Dio, e decise di adottarla.

-Davvero bella!

Aveva esclamato il conte, con i suoi  pesanti occhi liquidi che si illuminarono vedendola entrare in compagnia del duca polacco che la teneva per mano. Ed Elizabeth a cique anni era davvero bella.

 

Tutti i Lavori qui presentati sono stati scritti e prodotti da Salvo Gagliardo. All Rights Reserved.1985-2011. 

All the works presented here were produced by Salvo Gagliardo- All Rights Reserved 1985-2011.
 
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Commenti all'articolo

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