di Salvo Gagliardo

Sublime &Numinoso

  

 

 

 

 

Il Romanzo Gotico

by

 Salvo  Gagliardo

 

I Libri del Terrore

 

 

A distanza di circa cento anni apparvero due libri che segneranno non solo il gusto ma anche indicheranno i cammini complessi dell’ umanità. Il primo fu pubblicato nel 1757 e il secondo nel 1917, il primo quasi all’ alba del Rivoluzione francese e in piena Rivoluzione industriale, il secondo in piena Prima Guerra mondiale  quasi alle porte di altri due eventi cardini  della storia, la Rivoluzione russa e la nascita del Nazional  socialismo. Ma essi riguarderebbero la Storia, se non interessassero anche gli studiosi e gli appassionati di Letteratura Fantastica.

 

Nel 1757 fu dato alle stampe  in Inghilterra un opuscolo filosofico destinato a conoscere un certo successo editoriale, ma soprattutto a segnare una nuova sensibilità estetica nell’ arte e nel  gusto. Si trattava di Enquiry upon the origin of our ideas of the sublime and beautiful, e il suo autore era Edmund  Burke. Burke che non era nuovo alle lettere, aveva già pubblicato un altro trattato, aveva 37 anni, e si avviava a ricoprire diverse cariche politiche, nato a Dublino in Irlanda nel 1729, , Burke resterà famoso per la sua opposizione alla Rivoluzione Francese e per la sue simpatie con la Rivoluzione Americana. Whig e Conservatore, figlio di un avvocato, conobbe un certo lustro ai suoi tempi per la sua carica battagliera, ma verrà  ricordato per questo volumetto. E per un panflet , The Present State of the Nation ma anche per i suoi discorsi come Conciliation with America (1775) e la Letter to the Sheriffs of Bristol (1777.).

Tutto ciò che può destare idee di dolore e di pericolo, ossia tutto ciò che è in un certo senso terribile o che riguarda oggetti terribili, o che agisce in modo analogo al terrore, all’ orrendo che affascina>>. Scrive Burke nel suo trattato di estetica. Dove Il Bello come era comunemente inteso viene rivisto attraverso la categoria approfondita da Burke del Sublime. E il Sublime viene letto  filtrato dallo Stupore e dal Terrore che è implicito nello Sproporzionato e nel Gigantesco.

” Nella natura non si cerca più ciò che può rallegrare la vista, ma si cerca ciò che impressione l’ animo per la sua grandiosità e violenza. Si cerca il massimo, il top delle sensazioni, un senso smisurato del piacere diremmo>>.  Siamo con Burke vicino al marchese de Sade. In questo rinnovamento del sentire non c’è posto per una distaccata contemplazione, ma le nuove scoperte scientifiche spingono l’ Uomo verso l’ Infinito e le sfide che esso impone a chi osa come nel Paradiso Perduto di Milton dare la scalata ai Cieli. Siamo agli albori del Romanticismo, a Burke fa da contro voce la filosofia di Kant e poi quella di Schopenhauer, ambedue si avventurano nel Regno del Sublime e cercano ognuno a suo modo di definirlo meglio. Sublime significa ora Potenza in azione, e non contemplazione fredda, significa pathos e passione.

Longino in età alessandrina, nel Primo secolo dopo Cristo anche lui aveva cercato di definire  la natura  del sublime in un opera che verrà poi riesumata proprio nel XVIII secolo, all’ alba sella Rivoluzione Industriale. Il  Perì Ipsous, ma si trattava nel suo caso di un trattato di retorica.  Pseudo Longino visse anche lui in un Era di grandi trasformazioni, che implicavano fra l’ altro  la nascita della Civiltà Cristiana. Noi non vogliamo qui cogliere certe somiglianze con la Nostra Era, che ci sono a detta di molti, forse riaffermando l’ idea di una possibile ciclicità negli Sviluppi della Storia. Fu il francese Nicolas Boileau che lo fece  conoscere attraverso una sua traduzione all’ uomo moderno e permise  a Burke di scrivere il suo saggio. Siamo alle soglie del Romanticismo e si impone una  nuova sensibilità del sentire e del vedere, deserti, oceani in tempesta, cime e ghiacciai, la potenza della natura scatenata, si scatena un’ ansia di sentimenti estremi che mettono paura, un bisogno di esperienze estreme che non possono non coinvolgere anche De Sade.Piacere e dolore aprono  le nuove porte della conoscenza, e da questa strada si arriva anche al patologico. E’ chiaro che qui  si anticipa Freud e la frenologia moderna. Gli artisti romantici prediligeranno questi paesaggi estremi, deserti, montagne, oceani, turbolenze naturali.  Si fa avanti anche l’ idea che ciò che respinge anche attrae. Che la Repulsione è l’ altra faccia dell’ Attrazione e dell’ Incanto. Una foresta oscura e piena di pericoli attrae e respinge insieme. In Frankenstein gli scenari sono le vette delle Alpi Svizzere, i castelli della Germania, e i Ghiacci del Polo Nord, la fantasia si allarga e galoppa, sono i primi segni di una globalizzazione che non conosce confini e che sarà propria della letteratura fantastica e di tutti i suoi sottogeneri, non esclusa la letteratura di fantascienza. Solo l’ estremo del Sublime può mostrare allo scienziato le leggi nascoste della Natura. Si esclude così il rimo augusteo e misurato a favore di esperienze estreme. In un tempo in cui dal’ altra parte si affermava il neoclassicismo a cui fu legato Goethe, ma lo stesso Goethe non sfuggì alla nuova sensibilità e le sue opere, ad esempio Faust lo stanno a rivelare, per non parlare dei suoi diari di viaggio, soprattutto quello in Sicilia. Sappiamo che il poeta di Weimar fuggiva il gotico sorgente nelle sue scelte architettoniche e paesaggistiche in nome di un equilibrio illuministico, ma ….il suo interesse per Cagliostro, per certi correnti esoteriche e pietiste del tempo, i suoi interessi per una certa oscurità, o per le sensazione che provò nella Grotta di Santa Rosalia a Palermo, in Goethe forse vivevano due anime, e non tutto in lui fu apollineo come più tardi cercherà di dimostrare Thomas Mann. E’ chiaro che siamo pronti con simile sensibilità dilatata a leggere  i romanzi di Horace  Walpole e di tutti gli altri  scrittori e scrittrici di Romanzi Gotici. Ed è anche chiaro che per questa strada passeranno non solo Hoffman e Poe, ma anche l’ intero mondo fantastico del XIX e del XX secolo. La predilezione per le situazioni estreme, per la patologia dei sentimenti, per il macabro e il morboso passano da qui. E alla fonte ricevono le considerazioni del filosofo irlandese.

 

Nel 1917 viene pubblicato in Germania Das Heilige. Über das Irrationale in der Idee des Göttlichen und sein Verhältnis zum Rationalen,  da un giovane teologo e pastore protestante, e studioso di scienze religiose, Rudolf Otto. Otto era nato nel 1869. nella Bassa Sassonia ed aveva viaggiato in India. Il suo saggio ha rivelanza per il pensiero protestante e cristiano, ma in breve diviene oggetto di interesse e di studio per studiosi di religioni comparate come Mircea Eliade e Josef Campbell, ma noi vi troviamo anche dell’ altro che interessa il nostro punto di vista di studiosi di letteratura fantastica. Rudolf Otto ha introdotto nel mondo religioso ma non solo la categoria del Numinoso nel Sacro. Un sentimento di difficile definizione che ci permette di capire l’ intero mondo legato alle manifestazioni religiose, mistiche e del Sacro. Nel suo libro si parla di fascinans e di tremendum, di mysterium e di Ganz andere, ossia di il Radicalmente altro. Categorie che forse fanno parte di una visione pietistica della vita ma che possono anche essere applicate al grande genere letterario fantastico. Se Burke aveva segnato il passo della nuova moda letteraria gotica, Otto ne ha rafforzato le strutture interne in un tempo che stava conoscendo il cinema e un nuovo tipo di letteratura del terrore. E’ chiaro che non possiamo applicare alla lettera le profonde considerazioni del pastore luterano nell’ esaminare opere come Lo strano Caso del dottor Jekill e mister Hyde, o il Dracula di Bram Stoker, o i più moderni lavori di un Lovecraft, ma che nel nuovo gotico ci fosse molto di Otto questo lo possiamo sostenere. E’ una chiave di lettura che non considera la sofisticata macchina editoriale di racconti fantastici e dell’ orrore legata alle spietate leggi del mercato, ma è certo che un nuovo sentimento gotico si afferma anche nel cinema nelle prime opere fantastiche o espressioniste. Così come Burke toglieva la categoria del Bello da un certo manierismo arcadico, così Otto restituiva la religione, o le religioni ad un sentimento primordiale del Sacro che con la razionalità ha poco a che fare. Burke sebbene avverso alla Rivoluzione Francese, mostrava che il bello sta anche nell’ orrore e nel raccapriccio, Hitler chiamerà fantastiche le sue armi di distruzione e farà della guerra uno spettacolo anche da godere e per cui esaltarsi. Gotico nel Settecento stiede anche per Barbaro e recupero del Barbarico, Otto a circa un secolo di distanza, dimostrava che il fondo dell’ uomo è irrazionale e che anche Dio, come nell’ antico Testamento può manifestarsi nell’ orrore. Burke apriva la strada alla nuova classe borghese che andrà al potere, Otto ne constaterà il declino e la fine e il ritorno al sentimento ineffabile del terrore.

Nella letteratura critica, nel 1987, S.L. Varnado ha dato alle stampe. Haunted Presence. The Numinous in Gothic Fiction. Nel suo saggio critico, lo scrittore adotta le categorie usate da Otto per dare una sua lettura della letteratura gotica.

 

©salvogagliardoproduzione.2ooo-2009. All rights reserved.

Tags:


Commenti all'articolo

  1. mmorts il 15 settembre, 2011 alle 00:00

    I make my living writing, but I am not nearly as good as you. I’m not sure I would have the focus to do all the homework you’ve done on this topic. This is great. I will most definitely post a link to http://www.fantastikalbi.it/?p=411&nggpage=2 on my site.

  2. fundusz vc il 17 settembre, 2011 alle 22:42

    Hi. You have a talent to writing a posts. Your posts are very interesing.

  3. cheap seo services il 7 novembre, 2012 alle 11:13

    8b4xyd I truly appreciate this blog post.Really thank you! Really Cool.

    Lascia un commento