FantastiKa Free Page.Number 5. Special Page

Welcome

Sal Gagliardo

Dear User

FantastiKa Albi e FantastiKa¬† Review ti ringraziano per avere scelto questo blogsite. Questa √® una nuova Special Page del mese di novembre. Siamo vicino alle grandi feste e questa pagina ti vuole offrire una variet√† di argomenti e di articoli nello spirito Fantastikalbi.it. Poich√© il sito cammina assieme¬† a Facebook, tu troverai i link per guardare i miei lavori sul social network pi√Ļ famoso del mondo. Ma ti offro anche dei collegamenti interni con altre pagine del mio sito,¬†¬† e altri collegamenti con il mondo di Internet. Ti offro anche la visione di una pagina statistiche che ti mostra che il sito √® abbastanza visitato, e nel¬† mese di ottobre ha segnato alcuni top in assoluto. Inoltre ti offro anche dei PDF che tu puoi scaricare e che arricchiscono la tua curiosit√†. Dal men√Ļ puoi vedere che gli argomenti sono molti e avvolte mi scuso se alcune pagine sono ancora da costruire. Mi fa piacere che tu lasci un tuo commento e che se lo vuoi mi invii una mail di approvazione. Tutto questo mi servir√† nel futuro a creare delle community e dei veri forum per chi vuole partecipare attivamente. Grazie e Benvenuto, Sal Gagliardo

Albi FantastiKa and FantastiKa Review thank You for choosing this website. This is new Special Page of november month. We are near the great festivities and the page wants to offer a variety to You with many¬† arguments and articles in the spirit of fantastikalbi.it‚ÄĚ. Since the website walks with Facebook, you will find the link to¬† look my intense activity and my works on the famous social network. But I offer also many internal connections with other my site‚Äôs pages, and other connections too. I offer also the statistical pages about the visits of my site, and in¬† the October month, it has marked the tops in absolute. I offer you also the PDF that you can unload and so satisfy¬† and enrich your curiosity.¬†¬† From the site‚Äôs menu, you can see that the arguments are many and wrapped up. I apologize if some pages are still in construction. I love much if you put your comment, or if you send me your mail post and your approval. All this serve to me in the future to create many communities and a forum discussion platform. Thanks and Welcome. Sal Gagliardo

 

 

November Page.2012

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Caro Utente,
grazie per le tue gradite  visite, siamo ad Novembreed io, Sal
G.
  ti presento qui  una nuova Pagina di

fantastikalbi.it:  Albi di FantastiKa e FantastiKa Review, e mi  scuso
per i miei ritardi nell’ aggiornamento del sito. Fantastikalbi.it è un website
ancora no-profit, ma con molte  pagine riservate che ti chiedono una
registrazione e un account.

 http://www.fantastikalbi.it/?page_id=2865

Se ancora non ti sei
registrato a FantastiKa Review, ti  invito qui   a farlo. Le nuove
pagine riservate ti offrono pi√Ļ delle pagine libere, e¬† molti pi√Ļ argomenti e
temi. Se ancora non sono riuscito a raggiungere quello che  desidero, spero nel
futuro, grazie anche alle tue visite, di ottenere il massimo  che voglio, e di
rendere pi√Ļ dinamiche¬†¬† le mie pagine, cos√¨ che Tu possa interagire con esse e
con gli altri  visitatori.

Box Mail Sal G.

Per
ora, puoi lasciare sotto ogni pagina un gradito  commento, un’ idea, un tuo
giudizio, o altro. Nel futuro, progetto di creare diverse community di
visitatori ed utenti che hanno gli stessi interessi. Se tu desideri per ora
inviarmi qualcosa, lo puoi anche fare con la tua mail mandando il messaggio al
mio box mail:

info@fantastikalbi.it

Dear User, thank you
for your visit, and  welcome. It’s October month, and me Sal G., I present here
a new page of my site fantastikalbi.it: Albi di  Fantastika and
Fantastika Review
.  I apologize for my delay in update page.

Fantastikalbi.it is a non-profit website yet, but with many reserved pages that
ask you for a registration and an account.

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 If you have not you
signed up Fantastika Review, I invite you to do so here. The new reserved pages
offer more of the free pages, and many more topics and themes. If I’m  still not
able to achieve what I want, I hope in the future, and for your visits, to get
the most I want, and to make my pages more dynamic, so that you can interact
with them and with other visitors.

Box Mail SalG.

For now, you can leave
comments under each page, an idea, an judgment, or otherwise. In the future I
plan to make many communities of visitors and users who have the same
interests. If you want to send me something for now you can send to me,
messages to my email box:

 

info@fantastikalbi.it

Special Page Number
5

FantastiKalbi
&

FantastiKa
Review

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Satistiks Montly

October 2012

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Cosmos Odissey. Carl Sagan Best Writer. The Sagan’s Books and a  skeptic  in Cosmos

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Il giardino delle cinque rose.La strana avventura di Geremia Gardoncle

Space Story by Sal Gagliardo

 

Capitolo 7

Lo Straniero e la Fine

 

Fissai quegli strani occhi, grandi e coperti da pesantipalpebre. Riemerse in me la piet√†. Si rafferm√≤ in me quel sentimento che mi aveva spinto fin sulla collina, nella pi√Ļ lontana delle galassie. Erano occhi che invocavano aiuto. Gettai la scure e mi chinai ad osservarlo. Respirava afatica. La faccia di un grigio verde, e grinzosa, perdeva masse¬† gelatinose, come cera che si fonde al sole.Me lo caricai sulle spalle. Ero deciso a portarmelo a casa. Ero vecchio abbastanza da capire ¬†che quell‚Äô essere soffriva e che il dolore √® universale. Ripresi il cammino con una strana energia che non sapevo spiegarmi, vista la spossante stanchezza. Marciavo veloce sotto la luna e le migliaia di stelle della via lattea. Vicino la fattoria sentii di nuovo ¬†gli animali, erano molto agitati, il cinghiale, i polli, il torello che mi era nato da poco. Entrai in casa, preparai un giaciglio e ve lo deposi. Accesi il camino, pensai che un p√≤ di calore non dovesse spiacergli. Ma desistetti, ricordandomi ¬†dell‚Äô ¬†abitacolo dove l‚Äô avevo trovato, di un freddo glaciale. Forse quel calore lo danneggiava. Per mio conto mandai gi√Ļ un altro bicchierino. Samuele venne a dare un‚Äô occhiata. Si ferm√≤, inarc√≤ le gambe, punt√≤ il dorso. Si gonfi√≤, stralun√≤ il muso, arretr√≤ ed infine fugg√¨ con gli occhi sbarrati e con le pi√Ļ strane urla ¬†che gli avessi mai¬† udito.

La sua tuta era di uno strano e complicato ¬†disegno, ma perfetto. La sua statura era¬† piccola ma enormemente solida. Gli poggiai la testa su un cuscino. Avevo orrore a toccarla. C‚Äôera un profondo ¬†squarcio sotto il collo sopra il colletto rigido della tuta. Era la testa di una gigantesca tartaruga! Non avevo mai visto niente di simile! Gli occhi sporgevano convessi come quelli di un rospo. Ebbi l‚Äô impressione che si stesse spegnendo. Mi avvicinai di pi√Ļ a quella enorme faccia preistorica. Mi sforzai con enorme difficolt√† a toglierli il grosso guanto che gli copriva la mano, una mano palmata! Ebbi qualche esitazioni, ma poi gliela strinsi con grande sentimento. In quegli strani occhi che andavano prendendo vita, vidi scintillare un attimo di simpatia.

Non¬† esitai molto a¬† pensare¬† come dovevo comportarmi, perch√© quella cosa mi liber√≤ della sua¬† scandalosa presenza. Non so se fosse morto, ma non respirava pi√Ļ. Le palpebre straordinariamente spesse si erano chiuse sui grandi occhi convessi e bulbacei. Stiedi accanto ¬†a lui tutta la notte. Il giorno dopo feci una cassa rudimentale con quattro assi, e lo seppellii nel mio piccolo giardino, dopo una breve e sentita preghiera al buon Dio. Non dichiarai il decesso, e nessuno mai seppe che sotto le mie rose¬† preferite giace il corpo di un extraterrestre, il cui nome, e la cui provenienza mi resteranno per sempre ignote, ed il cui corpo nessuno √® venuto mai ¬†a reclamare. Vi sono cresciuti sopra dei bellissimi fiori di una strana lucentezza. E da quando gli ho stretto la mano ho deciso di non chiamarlo pi√Ļ cosa ma l‚Äô ospite ignoto del mio roseto. Sono poi tornato sul piccolo cratere oltre la collina. Non vi ho pi√Ļ trovato il poliedro grigio¬† con cui era giunto. Ora persino il cratere mi sembra un normale fosso. E a dire il vero, non ricordo pi√Ļ il posto dove l‚Äô ho seppellito.Ricordo soltanto la sonora sbornia di un vecchio solitario.

 

 

 

The Urchins

I Ragazzacci

Fragments
of  a science fiction novel in
construction

1.Plutor Planet

Tom, Dick e Jerry fuggivano a tutta velocità,  o meglio a quella della luce, e diciamolo pure, alla velocità di un batterdocchio. Insomma, fuggivano a tutta birra dai guardiani celesti, che di celeste avevano soltanto la divisa, dato che le loro facce mascellate erano simili ad una bistecca al sangue, dura e fedele come quella di un cane. I poliziotti stellari guardavano tutto con occhi grandi e chiari, luminosi come quelli che abitano a tre passi fra le stelle.  Tom Dick e Jerry l’ avevano fatta franca, e fuggivano con tre navette spaziali, tre automobiline galattiche colorate; ognuna portava stampigliato a carattere di fuoco, il glifo del Sistema: undraghetto grigio e verde che gettava fiamme rossastre dalle fauci zannute. Sfrecciavano attraverso meteore fosforescenti, onde elettromagnetiche sonore come corde di chitarra. Avevano sfidato i controlli delle sette  orbite dei sette pianeti  giganti che con un corteggio di asteroidi, satelloidi e una miriade ordinata di altri  corpi, artificiali e no, formavano la super civiltà del Sistema Quinar, una gigantesca supernova di un azzurro di ghiaccio, a cui faceva da compagna una piccola stella verdognola, un piccolo smeraldo nel dito di un gigante. La chiamavano Kiner.

Quinar, una stella lontanissima, era classificata nei nostri cataloghi stellari con le sigle XY 969. Da noi quella gigantesca massa blu non si vede ad occhio nudo, appare nelle notte estive, messa  a fuoco dagli specchi parabolici  degli osservatoriradioastronomici dell’ emisfero australe, fra le costellazioni del Centauro, del Pesce e della Balena, affogata fra le luci e gli spruzzi galattici delle infinite profondità dell’ Universo. La supernova era sfuggita agli occhi vigili degli antichi  Caldei, a quello misterioso degli egizi, agli astronomi e maghi  di Babilonia. La ignorò l’ almagesto di Tolomeo, l’ Atlante dell’ arabo sufi , le tavole smeraldine del tartaro Ulugh Begh. Non figurò fra le 777 stelle di Tyco Brahe. E solo le lunghe notti insonni e pazienti di un peruviano le ha permesso di essere inserita negli  atlanti stellari  dell’ Astronomische Gesellshaft,e nelle dorate Listing Starry con il numero di catalogo XY 969, nel foglio 3113,
fissata al 12¬į di declinazione, e a 13 gradi dal Pesce Australe. Il sistemamensurale del tedesco Johannes Bajer gli ha conferito la misteriosa lettera Tau, e lo splendente catalogo Messier l‚Äô ha immortalata con le tre lettere WYT.

Continua……

 

 

 

Il Marziano

Ritorno a Marte

The Martian

Returning  to Mars

1. Maxwell Isle  Station Space(1)

L‚Äô oceano blu scuro¬† striato di verde si estendeva sotto illimitato, e rifletteva il cupo e denso grigiore delle nuvole¬† che andavano diradandosi e¬† sfilacciandosi¬† nella calotta curva del cielo.¬† In cui, un luminoso elitaxi colorato¬† si avvicinava veloce e silenzioso ad una piccola isola che si stagliava solitaria nel centro del mare. L‚Äô isola distava circa 100 miglia marine dalla costa. Era l‚Äô isola di Maxwell situata qualche grado pi√Ļ in alto del tropico meridionale. Da lonta sembrava una macchia selvaggia splendente di un verde smeraldo e ¬†circondata dal rosso della terra attorno e dal giallo di una spiaggia colpita dai frangenti schiumosi delle onde. Ma avvicinandosi mostrava molti pi√Ļ particolari che facevano di¬†Maxwell Station Space¬†uno dei nove spazioporti del¬† pianeta, una delle nove stazioni astronautiche Terra-Luna. Davanti alla carlinga curva e panciuta dell‚Äô¬†elitaxi¬† delle¬† Trans Pacific Lines, si disegnava uno spettacolare arcobaleno multicolore, segno ¬†di una tempesta superata. Infatti da ore non diluviava pi√Ļ, e questo avrebbe permesso all‚ÄôAbrahm¬†di perforare l‚Äô atmosfera e dirigersi verso la ¬†luna. Visibilmente le strutture dello spazioporto si aprivano a raggiera nel cuore della fitta giungla tropicale. Era il 20 aprile del 2175, e l‚Äô inconfondibile vessillo in ologramma¬† della¬†Interplanetary Space Force¬†svettava sui sofisticati edifici della stazione,¬† assieme¬† a quello¬† pi√Ļ solenne della¬†Confederazione Intersolare¬†e del¬†Terzo Governo Interplanetario.C‚Äôera l‚Äô olo di una luna piena e splendente che variava¬† velocemente la sua immagine quadrimensionale, simile alla vera luna, e c‚Äôerano gli ologrammi delle pi√Ļ importanti compagnie commerciali del pianeta. Quasi tute appartenevano al nuovo¬†Impero Orientale,¬† come era chiamato l‚Äô oriente che tutto insieme formava la pi√Ļ potente forza commerciale del pianeta. L‚Äô elitaxi si ferm√≤ muto¬† sull‚Äô astroporto in attesa del permesso per atterrare, poi cominci√≤ a scendere. Dagli sportelli sbarcarono ¬†i 15 passeggeri diretti alla Stazione Lunar Alpha a circa 300 mila chilometri dalla Terra. Pi√Ļ lontano si alzava ciclopica la rampa 6 con l‚Äô Abrahm pronto al decollo, bianca e nel fitto verde della giungla avvolta¬† da una spessa¬† foschia. Un variopinto pulmino colorato accolse i passeggeri e li port√≤ fin sotto l‚Äô¬†Abrahm¬†che se ne stava sul¬†buster¬†gi√†¬† fumante sulla rampa. Il tutto simile ad¬† un curioso e variopinto dinosauro che puntava il muso oltre i giganteschi alberi del tropico. Cinque dei quindici passeggeri si sarebbero imbarcarti sull‚ÄôUlisse, la grande astronave intersolare che li attendeva in una delle stazioni in orbita lunare e che li avrebbe portati su Marte.¬† Fra essi c‚Äôera¬†Victor Aschemberg, un passeggero dall‚Äô aspetto molto singolare ed ex colono di Marte,¬†e John Ti Carter, un giovane agente speciale del Governo. Tutti e due diretti a Marte. Furono tutti sbarcati sotto la rampa 6 che si alzava solenne contro un cielo ancora annuvolato. Il giovane Carter e il colono di Marte indossavano una tuta di un luminoso blu elettrico, ma quella di Aschemberg portava il simbolo della¬†Japan Space Interplanetary, la ramificata ¬†societ√† costruttrice di potenti astronavi intersolari. Victor Aschemberg era un ingegniere astronautico della societ√†, Ti Carter invece indossava una semplice divisa di agente governativo con la targhetta¬†Washington DC.Defense ¬†Tutti e due portavano a mano due grosse sacche da viaggio ¬†in ¬†tessuto sintetico.

Continua…….

 

 

Papà Orco

Pére  Orc

By

Sal Gagliardo

 

Me lo ricordo ¬†si, mio padre Orco. Ero per cos√¨ dire ai suoi piedi allora. Parlo di‚Ķeoni di anni fa, si proprio cos√¨, eoni di anni. Me lo ricordo sprofondato in poltrona, gi√† vecchio ed in pigiama, il mio gran padre. Alto, no! Proprio alto non era! Era un nano, ma si sa la vecchiaia accorcia. No, io ero gi√† molto pi√Ļ alto. Era davvero piccolo, ma una testaccia! Questa si, era da ricordarsela. Non era una testa, era un meteorite, un gigantesco cranio sformato con l‚Äô et√†, una montagna su un corpicino. Era tutto fronte, un macigno! Doveva esserci tanto cervello dentro! E una boccuccia piccola piccola che non so come facesse a mangiare, e in effetti mangiava assai poco, ma sono tutti cos√¨ qui! E gli occhi? Grandi, grandissimi, bulbacei e convessi. Dove io¬† avessi preso i miei, cos√¨ diversi proprio non so. I miei sono piccoli, rotondi e liquidi,¬† di un colore stranissimo che qui non esiste, mio padre lo chiama¬†azzurro. Ma lui sa tante cose anche di quello che si trova in altre parti dell‚Äô Universo. Qui gli occhi sono tutti minuscoli prismi che formano gigantesche calotte convesse, nere come lo Spazio.

-Tua madre!

Mi disse un giorno nella sua lingua. Perché  la sua lingua non è la mia. La mia è una lingua bastarda.

-Tua madre!

Mi ripeté. Ecco a chi devo gli occhi e la statura. Quella mamma che non conosco!

-Sta lì!

Mi disse una volta, indicandomi un puntino sulla carta galattica a quattro dimensioni, un‚Äô¬†olomappa. E accanto un puntino pi√Ļ grande e pi√Ļ brillante

-Quella è la stella Sole e quello il pianeta Terra. Ma non sono molto lontani dal nostro mondo

Era andato a trovarsela lì il  dongiovanni! Qualche altro qui da noi ha fatto lo stesso, così ogni tanto incontro un’altra mosca bianca. Attese che fecondasse, e poi via! L’ astronave d’ un fiato mi aveva portato nel suo pianeta, nel pianeta di mio padre Orco. Là sotto le fecondatrici sono davvero strane, e penso che in qualche modo sia eccitante ma doloroso procreare anche con esperimenti genetici come me. Dopo tanti…eoni, il vecchio sonnecchia nella sua poltrona, lasciandosi sfuggire di mano il giornale luminoso a quattro dimensioni, e abbandonando il testone. Eppure io so, anche se me lo hai tenuto nascosto che in quel puntino lontano vivono altri esperimenti come me, e qualche giorno…eoni di anni, ci farò una capatina.

Racconto interamente scritto da Sal Gagliardo 1987.

 

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Libri elettronici e la morte del libro?

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SalG.site 2000

by

Sal G.

Link

http://www.salgagliardo.it/

Dear users, this is the my new blogsite by Sukelius Magazine and Word Press blog, a new idea for a presentation of my writer work and my Fantastic Universe that you find here, but a new look and many new ideas  that have yet to be developed. Sorry, but it is still under construction. For  now you can leave comments only, but in the future I hope to create  communication platforms and forum on this. Thank You. Sal G.

Sorry!

The new page, the Christmas 2012 page and the 2013 page, is under  construction. Best Wishes  and Merry Christmas!Thanks. Sal G.

Merry Christmas on Facebook page

2013. Happy New Year!

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This page has been completely written and produced by Salvo Gagliardo ©Salvo Gagliardo November 2012. All Rights Reserved

 

 


Commenti all'articolo

  1. Harvey il 6 luglio, 2014 alle 03:03

    Wuerde hier ein paa–≥ –Öachen ∆Öerichtigen

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