UFO Romance.K. Arnold, l’ uomo che vide i Marziani & G.Adamski,l’amico delle stelle
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George Adamski
l’Amico delle Stelle
The Flying Saucers Have Landed!
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George Adamski nasce in un piccolo  villaggio della Polonia il 17 aprile del 1891. A due anni i genitori emigrano per gli Stati Uniti, e si trasferiscono a Dunkirk, New York. Poco sappiamo dell’ infanzia di George, di certo è dura, quella di un figlio di poveri immigrati polacchi in una regione multietnica come quella di New York. Di sicuro ebbe una educazione scolastica imperfetta e minima, forse George  ama la strada più che i libri ,e forse comincia a coltivare strani interessi per l’ astronomia e il cielo, d’altronde è giusto per un connazionale di Copernico, Adamski è cattolico e lo resterà anche quando comincerà  a percorrere la via dell’ Oriente e del sincretismo religioso, ma sappiamo anche che Adamski va   famoso  per la sua abilità nei lavori tecnici,  artigianali, manuali e di fatica. Buona parte delle sue strane e straordinarie conoscenze le conseguì  nel tempo  da autodidatta. Per farla breve, George  dovette arrangiarsi assai presto, per sopravvivere nella grande  America di quegli anni. Sappiamo che la sua pronuncia conservò sempre una forte cadenza straniera, che era molto timido ed impacciato, ma che sapeva anche essere aggressivo e quasi spavaldo e spesso imprevedibile. Da un personaggio simile ci aspetteremmo  strane rivelazioni sulla sua infanzia e la sua  giovinezza, alcune leggende lo vogliono da piccolo in Tibet, altre narrano che la madre fosse dotata di  poteri  paranormali, e lo stesso Adamski avvalorò il racconto che nell’ infanzia fu avvicinato da strani e misteriosi  personaggi. Di certo può essere annoverato fra i visionari dei nostri tempi, chi lo conobbe attribuisce anche a lui poteri extrasensoriali. Lo ritroviamo nel 1913 come soldato del 13° cavalleggeri ai confini con il Messico durante la Rivoluzione Messicana di Pancho Villa ed Emiliano Zapata, George ha 22 anni. Nel 1915 ottiene la cittadinanza americana, nel 1917 sposa Mary Shimberski, e nel 1919 si congeda con onore. Lo troviamo come operaio factotum nello Yellowstone Park, carpentiere, muratore, mugnaio  in altre parti dell’ Ovest, il giovane George già  rivela straordinarie abilità e uno spiccato senso degli affari. Negli Anni Trenta, anni difficili per l’ America e il mondo, anni di depressione e di  proibizionismo, George è già famoso per le conferenze che tiene ad alcuni adepti sulla filosofia orientale e la reincarnazione. Cominciano a chiamarlo the professor, il professore. Ha già attorno una cerchia di seguaci, ed è nell’ Ovest, in California, che Adamski comincia a predicare il suo vangelo cosmico. Lo Stato della California  resterà famoso per avere accolto guru e maestri di pensiero venuti dall’ Asia, si direbbe una zona intensamente spirituale. Forse è questo che ha sentito George, quando sempre in quegli anni ha dato vita ad un monastero e all’ Ordine Reale del Tibet, The Temple of Royal Tibet, nei pressi di Laguna Beach, dove si pratica e si insegna mistica orientale e buddhista in forte sincretismo con il cattolicesimo, insomma, a teosophy.Ma c’è anche qualcosa d’altro di interessante. Ossia, che nel Monastero si produce vino in tempi di stretto  proibizionismo, Adamski sembra avere un pallino per gli affari. Ma presto, le leggi federali sull’ alcool vengono meno, e Adamski è costretto a lasciare il Tempio.
Sono gli Anni Quaranta, anni di guerra, e troviamo Adamski a Center Valley, San Diego County, a dirigere una comunità agricola a sfondo esoterico, e infine a Mount Palomar, contea di San Diego,  a 150 chilometri da Los Angeles e all’ incirca lo stesso da San Diego, sulla strada del grande Osservatorio Astronomico, che è ancora in fase di costruzione. Il suo destino ormai sembra legato per sempre a quello delle stelle. Qui entra in affari con una sua allieva, Alice Wells e qui fonda la sua nuova comunità , quella di Palomar Gardens, oltre che un luogo di ristoro fra le montagne, il Cafè di Palomar Gardens, una sorta di cottage montano, in cui lavora come tuttofare e venditore di hamburger, e accoglie i diversi clienti diretti sù, all’ Osservatorio. Il nome di Adamski resterà tanto legato a quello dell’ Osservatorio, da far credere a molti che lui lavorasse per quello. Ed è qui che ha inizio la storia pubblica del nostro fantastico personaggio. Non sappiamo se ha prestato servizio durante la Seconda Guerra Mondiale, ma è l’ ottobre del 1946 che porta decisamente Adamski a scrivere i capitoli più importanti del suo romanzo cosmico e dal suo punto di vista, a coronare con successo  una intera incarnazione spesa a far conoscere i misteri del cielo. Fra le varie leggende che hanno circondato questo strano polacco americano molto chiacchierato, c’è chi, come sir Desmond Leslie che gli fu amico e biografo, vuole che Adamski fosse un mutante.
Fine prima parte.
G. Adamski
L’Amico delle Stelle. 2
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Ottobre 1946, Mount Palomar e Palomar Gardens Cafè, George Adamski è bene allocato alle pendici dell’ Hale Observatory. Anche lui ha la sua cupola e il suo telescopio di 15 pollici con cui può soddisfare la sua antica passione per l’ osservazione celeste, forse ereditata dal connazionale Copernico. Ma possiede anche un cannocchiale mobile, più duttile, che può trasformare agevolmente e in cui può istallare le sue macchine fotografiche, è un 6 pollici dei laboratori Tinsley, un vecchio regalo di un amico e discepolo. La passione per le foto celesti naturalmente viene potenziata dalla solenne presenza del più importante Osservatorio astronomico americano. E da lassù, fra l’ Oceano e il Continente la vista deve essere magnifica quando non c’è nebbia. Ed è proprio lì, che Adamski vede quella sera  del 9 ottobre fra lo sciame di meteore che attraversa il cielo stellato, una strana astronave sospesa sopra i cieli  di San Diego, somiglia a un sigaro o a un gigantesco dirigibile, forse somiglia ad una di quelle strane astronavi degne della fantasia di  Jules Verne che gli americani della Costa dell’ Ovest avevano più volte osservato alla fine del secolo Ottocento. E’ la visione che da tempo aspettava, forse per altri è qualcosa di incerto e di improbabile, ma per George è l’ inizio o lo sviluppo di un contatto immaginato  da tempo. Nella tipologia di Adamski non esiste la casualità , ma tutto è lo sviluppo di qualcosa, di qualcosa di grande, di profetico, quasi di biblico. E’ il 1947 e la California e altri Stati del’ Ovest sono interessati da quegli strani oggetti che Kenneth Arnold ha battezzato Flying Saucers, Piatti Volanti. Uno di questi forse precipiterà a Roswell, la storia del contatto di Adamski ha uno sviluppo. George sempre più osserva strane luci e strani oggetti sorvolare i cieli di Palomar Gardens,li osserva e li fotografa, ormai la sua passione si è trasformata in qualcosa di più importante, ossia nell’ attesa del Contatto sperato e forse sognato. Dà anche una mano ad Alice Wells nel gestire il Cafè di Palomar Gardens, ed è qui che comincia ad essere contattato da strani personaggi a metà militari della Difesa e a metà tecnici aerospaziali, con loro parla dei Dischi Volanti e parla delle possibili visite di Alieni. Adamski è già di interesse delle sfere occulte che si nascondono dietro la storia degli UFO. Le fotografie di strani oggetti che attraversano la Terra o la Luna, aumentano e George invia alcune di queste ai giornali e ad altra gente interessata. Diventerà il primo grande fotoreporter  degli UFO. Che le foto siano vere o un abile montaggio ha poco importanza per un uomo simile, sono la proiezione della sua mente e delle sue Visioni. Sono il segno che il Momento X è prossimo. E’ così vicino che il suo cottage viene sempre più visitato da strane persone che come lui cercano il contatto, sembra una storia alla Spielberg. Gli eletti si apprestano all’ Incontro.
E quel giorno giunge. Gli eletti o la piccola cerchia  è costituita dai coniugi Bailey, Alfred & Beth, e dai coniugi Williamson, assidui frequentatori di Palomar Gardens. Il dottor George  Hunt Williamson non è un personaggio di poco conto in questa vicenda,da tempo, come Adamski, cerca dei contatti con gli abitanti delle Stelle e dei Dischi Volanti , servendosi di tecnologie molto avanzate o anche in modo parapsicologico con la vecchia la scrittura automatica. Ma Williamson ha anche qualcosa di inquietante, essendo amico e collaboratore di Dudley Pelley, un personaggio alquanto chiacchierato, autore di un libro abbastanza letto sugli Alieni, ma anche fondatore di una rivista di estrema destra americana. In ogni caso tutti sono convinti che gli  Alieni parlano con gli umani telepaticamente, forse George A. ne è il più convinto, ricevendo da tempo questi messaggi.  Adamski ha 61 anni, non è più giovane, ma ha una grande forza interiore, ha costruito l’ intera sua vita sull’ evento che sta per accadere. La sua mente non segue metodologie logiche molto rigorose, è un sensitivo e un visionario e decide sul momento quasi per  una sorta di ispirazione. Convoca il piccolo gruppo per la mattina del 20 novembre 1952 sulla strada che porta al Desert Center verso l’ Arizona. Lui, Alice Wells e la sua segretaria e amica Lucy Mc Guinness, Adamski ha avuto sempre difficoltà con l’ inglese, li raggiungono in macchina in una località chiamata Blyte, da qui verso Parker. Adamski continua ad ubbidire come ad una sorta di comando telepatico e guida gli altri verso un vecchio aeroporto  e verso un sentiero che porta a delle montagne. Tutto sembra pronto, l’ intera attrezzatura fotografica è già disposta per l’ Inusuale e per l’ Evento. Sono zone desertiche e in parte vulcaniche, piene di pietriccio  e strani arbusti spinosi, forse vi sono anche dei serpenti. Le auto hanno avuto delle difficoltà a raggiungere quei luoghi impervi. Ma Adamski ormai appare  un ispirato, guida con precisione e poi si allontana fra alcune montagne. In cielo compare  di nuovo l’ Astronave Madre, il dirigibile o il Grande Sigaro Volante, c’ è anche un aereo  , un B 36, un bombardiere dell’ A. Air Force. Le auto passano sull’ autostrada poco distante, ma nessuno sembra accorgersi di quello che sta per accadere e che segnerà la storia dell’ immaginario collettivo oltre che dei Dischi Volanti.  Adamski ha voluto restare solo, gli altri lo osservano a distanza. E infine ecco, nel  cielo straordinariamente limpido della California, appare il Ricognitore, il Disco Volante che resterà per sempre l’ archetipo e l’ Icona per tutti quelli che credono negli UFO. Una navicella rotonda con una cupola che manda riflessi metallici, sembra il giocattolo di un ragazzino, plana in modo quasi misterioso e subito dopo ecco in piedi uno dei suoi occupanti, Alieno o Angelo o proiezione della mente di Adamski, qualcuno ha parlato di alter ego sublimato. E’ Orthon, così si fa chiamare e dice di venire da Venere. Lo dice o lo comunica telepaticamente ad Adamski che resta quasi in estasi, come davanti ad un’ antica visione sovrannaturale. Sembra la ritrattistica sacra della vecchia Europa, un Angelo e un uomo, ma stavolta c’è il Disco Volante, la navetta dalle tecnologie misteriose e enormemente evolute, con dentro altre creature simili a Orthon che lo salutano. Orthon appare ad Adamski un piccolo essere perfetto, diverso dai futuri Grigi, bello quasi in modo sacro, con i capelli lunghi flessuosi e biondi, e  con lo stigma  della diversità totale, quella diversità che impauriva nel passato chi si imbatteva in un Angelo. E’ uomo? E’ donna?. Anche in questo si rispetta una certo cliché di  androginità del personaggio. E’ tutto quello che il povero George coglie in quel momento di estrema tensione ed emozione, riesce  a fare delle foto che consegna ad Orthon, i due si scambiano idee folgoranti e apocalittiche  per il futuro dell’ umanità minacciata da un conflitto nucleare, e George si mostra  incauto verso il Ricognitore, e toccandolo con il braccio ne viene momentaneamente danneggiato. Tutto è perfetto, l’ aria tersa di quel deserto sembra essere partecipe di quel momento eccezionale. Più tardi gli altri a breve distanza diranno di avere visto anche loro  la Creatura dell’ Spazio, l’ Uomo venuto dall’ altro Mondo. E a testimonianza dell’ Incontro  resteranno sulla sabbia le impronte delle strane calzature astronautiche di Orthon con dei segni  che somigliano a certi disegni antichi degli Indio Americani. Poi il Ricognitore riprende quota e la Creatura  scompare dopo avere salutato cordialmente  il suo amico terrestre. Una fiaba moderna affascinate, senza orchi  né perfidi gnomi, né cattivi alieni dalla grande testa e dagli occhi di insetto,  una bella  fiaba che avrà un seguito.
Fine seconda parte.
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G. Adamski
L’Amico delle Stelle. 3
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In quanto al contenuto della conversazione telepatica di Adamski con l’ Uomo venuto dalle Stelle, vi rimando alle belle pagine del libro di lord D. Leslie, pagine che andrebbero lette secondo me da vari punti di vista, ma con molta attenzione, Adamski con parole ha cercato di trasferire un’ esperienza ineffabile e fuori dal comune, leggendo le sue parole entriamo nel suo Universo fantastico e religioso, e oltre un linguaggio semplice e quasi schietto, con molte reticenze come si conviene a chi ha vissuto una epifania di quel tipo, si trovano intrecci di simboli, immagini e informazioni che dovremmo leggere con più attenzione. Avvolte sembrano i diagrammi di un sogno, altri i segni vaghi di informazioni che non potrebbero essere comunicate altrimenti. Una sorta di crittogramma. Sappiamo che George era un oratore impacciato, e che aveva difficoltà a comunicare il suo mondo e le sue esperienze, che spesso cominciava a balbettare, e impappinarsi, anche questo fa parte del suo profilo. Altre volte era spedito e lesto nella comunicazione e alquanto infervorato. E’ questo uomo che  Desmond Leslie, giovane rampollo di una antica aristocrazia irlandese, innamorato di culture alternative ed underground, di musica elettrica, e di testi sacri buddhisti o indiani in cui si parla di Vimana e di antichi Visitatori, e di UFO, scrittore e pilota di aerei,sceneggiatore di film per la televisione inglese,possessore di uno splendido castello in Irlanda e cugino di Wiston Churchill, andò a trovare negli anni Cinquanta a Palomar Gardens.Fu un incontro proficuo e carico di promesse, da cui nacque il fortunato  libro I Dischi Volanti sono Atterrati. Sembra che anche Leslie avesse avuto a suo tempo un Incontro Ravvicinato, in un college inglese e nel suo viaggio a Mount Palomar. Oggi lord Leslie è morto, ma restano i suoi libri e delle interviste interessanti sul suo amico George Adamski, che si possono trovare  anche in rete. Sono questi  gli anni Cinquanta e Sessanta, si parla di hippie e di New Age, vanno alla grande i Beatles, ma anche le poesie di Allan Ginsberg Ferlinghetti, i romanzi fantastici ed esoterici di Castaneda, e si parla di Zen e di dottrine orientali. Adamski ha anticipato tutto questo. Ha anticipato i viaggi nello Spazio e lo Sbarco sulla Luna! Su Venere non può esserci vita! Questo oggi lo sappiamo, ma Venere potrebbe assumere altri significati nell’ Universo di G. Adamski. Il suo  mito non è tramontato malgrado gli sviluppi dell’ esplorazione spaziale. E il mito è tutto lì nella sequenza di foto lasciate  e nelle pagine del libro di Leslie come una gemma dentro ad un diadema.
Mi è sempre sembrato affascinante come scrittore di letteratura fantastica e fiction,riconoscere il contributo di questo polacco americano ai film di Spielberg, nella costruzione dei suoi fortunati  E.T. E, George .A. potrebbe essere un suo personaggio. Pochi sanno che   Adamski negli anni Quaranta ha dato alle stampe un suo romanzo di fantascienza in cui si può leggere la sua esperienza   del  Desert Center,si tratta di Pionieri nello Spazio, Pioners of Space.  Vi si può trovare Orthon il signore stellare ed altri. E allora? George è stato forse un abile mistificatore? Lo si è sempre detto di tutti i grandi, la questione ad oggi non è stata mai risolta, di certo Adamski ci introduce in un mondo nuovo, in un nuovo Universo, in una nuova era, nell’ era del Dopobomba in cui è, o  sarà possibile, per un uomo qualsiasi,  incontrare un Essere venuto dall’ Altro Mondo. E George A.  ha espresso  in pieno questo spirito di democrazia,  esattamente come l’ eroe Roy Neary di Incontri Ravvicinati, un uomo umile,  un uomo qualunque scrive una pagina epica  della grande  storia dell’ umanità . E per questo sarà seppellito ad Arlington , il cimitero degli eroi di guerra. Gli Anni Sessanta ci hanno dato, Papa Giovanni XXIII, John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King e G.A. Questo è stato ed è G. Adamski. Una Grande Fiaba scritta per tutti. Ma se gli Alieni fossero davvero fra noi, non ci apparirebbero dapprima come uomini qualunque, come uomini della folla?Come George Adamski forse? Grazie. Le prossime volte  esplorerò anche : Inside the Space Ships. Salvo Gagliardo.
Fine della Parte terza
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 ©salvogagliardoproduzione.1999-2010. All rights reserved.
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 Kenneth Arnold
L’ uomo che vide i Marziani
Quella mattina del 24 giugno del 1947
by
Salvo Gagliardo
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Gentili Visitatori, Fantastikalbi vi offre in lettura la biografia di un uomo che ha dato avvio ad una storia davvero fantastica come quella degli UFO, a cui il mio sforzo di scrittore di letteratura fantastica ha dedicato molto del suo tempo. Avrei voluto come in una sorta di biografia parallela affiancarvi le note biografiche di un altro uomo, ancora più singolare e importante in questo romanzo fantastico che sono i Dischi Volanti e la loro comparsa nel nostro mondo moderno, che fu l’ americano George Adamski, purtroppo il post è ancora in fase di elaborazione, ma presto lo vedrete sul mio sito. Kenneth Arnold è stato il primo a vedere quelli che ha chiamato in una sua intervista Flying Saucers, sottocoppe o dischi volanti, siamo nel giugno del 1947, la guerra è appena finita e in Europa le rovine sono ancora fumanti e forse cadaveri sono ancora sotto le macerie, Hiroshima porta ancora drammaticamente chiari i segni di una esplosione atomica, unica e speriamo irripetibile, gli ebrei d’ Europa usciti dai Campi di Sterminio hanno ancora difficoltà a togliersi la stella gialla dal petto, e di notte fanno sogni mostruosi. I due giganti vincitori del conflitto si sono scoperti nemici ed è iniziato un altro tipo di guerra, l’ uomo non sembra saperne fare a meno! E negli Stati Uniti in quel 1947 hanno cominciato a fare la loro comparsa nei cieli a stelle e strisce strani oggetti luminosi che non sembrano appartenere a questo mondo o almeno al nostro pianeta. L’ uomo del dopoguerra ha iniziato a immaginare altri mondi e a temerli. Ci vorranno degli anni affinché quest’ uomo sbarchi sulla Luna e affinché un altro uomo più singolare di Arnold, affermi di avere incontrato gli Alieni e di avere parlato con loro in un deserto americano. E Kenneth Arnold anticipa solo di qualche giorno l’ UFO crash di Roswell. Insomma, siamo entrati in una nuova era come scriveranno più tardi nel Mattino dei Maghi Pauwels e Bergier, un’era figlia di eventi terribili e apocalittici, un’ era di grandi trasformazioni e promesse, un’era che somiglia molto ad una sfida. Vedremo se la nostra specie ne sarà  all’ altezza. Salvo Gagliardo.
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Nato nel Minnesota nel 1915, cresciuto nel Nord Dakota, laureato in ingegneria chimica. Arnold fu considerato un uomo d’affari abile e di gran successo. Aveva fondato a Bose, Idhao, la  Great Western Fire Control Supply, una Società che produceva sistemi di spegnimento anti incendio, lavoro che lo aveva portato nel Pacific North West degli States.La biografia giovanile di Kenneth Arnold non si discosta da quella di un americano medio, ben piantato fisicamente,appassionato di nuoto, di tuffi acrobatici e di immersioni subacquee. Nulla da eccepire quindi, un tipo sportivo, very American,  molto dinamico e intraprendente con una moglie e  figli, e una impresa commerciale da mandare avanti. Ma Arnold è anche un pilota esperto,e quella storica mattina del 24 giugno del 1947 conta alle sue spalle un rispettabile numero di ore di volo degne di un pilota di aerei consumato, insomma Arnold è un tipo quadrato e del tutto credibile, cosa importante in questa nostra storia, e ha fama di essere oltre che un tipo spartano, un uomo schietto e tagliente,  che dice le cose giuste e senza peli sulla lingua. Possiede un Call Air A 2, un piccolo aereo da turismo con il quale esercita l’ altra sua passione e mestiere, quello  della Ricerca e del Soccorso di aerei precipitati, lavoro per cui percepisce anche dei compensi. E infatti, quel 24 giugno il suo aereo si è levato da Chelais, Washington State,diretto a Yakima, una cittadina del medesimo Stato. Ma improvvisamente fa una deviazione di rotta e si dirige verso le Cascade Mountains, la catena di montagne a nord di Yakima, nello Stato di Washington. C’è una ricompensa di 5000 dollari per chi identifica i resti di un aereo precipitato in quella regione circa sei mesi prima, si tratta di un C46 del Corpo dei Marines della US.Navy con 32 uomini a bordo.   Il Call A.2 raggiunge il Monte Rainier circa alle tre del pomeriggio. Il cielo è splendidamente limpido, è una bella giornata di fine giugno. Mount Rainier che si alza maestoso e innevato sulla città di Seattle che dista vari chilometri e su Tacoma city, è un vulcano alto circa 5000 metri, una meta ambita per gli appassionati di scalate. Bisogna identificare dall’ alto i resti dell’ aereo militare precipitato. Arnold si avvicina e sorvola la regione, ha l’ occhio ben esercitato, l’ occhio di un’ aquila. Ma a 9000 metri d’ altezza proprio i suoi occhi sono accecati da un bagliore, un flash di luce intenso ed insistente. Arnold teme di essere entrato in rotta di collisione con  un aereo di linea e cerca di identificarlo. Non lo vede, ma i suoi occhi sono di nuovo accecati da un raggio, da un riflesso forse, accecante. Cerca di nuovo attorno e scopre che a 15 miglia da lui sta volando un DC4 commerciale. Ma non è lui, non è quello che lampeggia, il flash viene da un’ altra parte, viene proprio dal Monte Rainier. Arnold ha escluso che possa essere un suo problema, un problema della sua carlinga. K.A. è un pilota navigato e sa calcolare con precisione distanze e dimensioni. Di nuovo una serie di lampi. Arnold guarda con più attenzione e scorge nove oggetti volanti in formazione lungo i costoni del Monte Rainier. E’ sicuro, si tratta di nove oggetti, li conta uno ad uno. Sembrano la strana coda di un aquilone, in formazione, uno dopo l’ altro, e sembrano dai riflessi metallici. Delle oche  o dei grandi uccelli in volo, ma non sono uccelli, Arnold ne è certo. I militari hanno un nome per questa  formazione, Echelon formation. Il DC4 civile è ancora dietro di lui a varie miglia. Arnold pensa subito a dei prototipi della A. Air Force. Si avvicina e li osserva con più attenzione, c’è qualcosa di strano. Arnold è un pilota collaudato, forse ha volato nella Seconda Guerra Mondiale, non è un tipo che si fa ingannare da false visoni,si, sente a pelle che là sta accadendo  qualcosa di inusuale, qualcosa che non ha mai visto, qualcosa che disturba la sua esperienza di pilota. Quelli continuano a mandare flash di luce nella sua direzione, ma ora può accorgersi di vederli di piatto, sono piatti  e volano stranamente come se qualcosa di invisibile li tenesse tutti uniti. Forse  sono circolari o semi circolari, simili ad una mezza luna, uno di essi che sembra avere cambiato di rotta ha proprio la forma di un crescent. La mente di Arnold si rimette a funzionare, ne calcola l’ altezza di volo e le dimensioni, di grandezza dovrebbero superare il DC4 che gli sta vicino, dovrebbero essere abbastanza grandi, ma a differenza dell’ aereo di linea non hanno ali né coda. Dovrebbero spostarsi a 1700 miglia all’ ora, ma nessun aereo conosciuto della Terra riesce a volare a quella velocità ! Arnold è di nuovo preso da dubbi e sospetta di una qualche distorsione della luce, di un abbaglio dovuto all’ interno della sua carlinga. Si porta in quota e decide di aprire il portellone in alto e di osservare i nove oggetti al naturale. Non c’è dubbio quegli oggetti sono lì e continuano a sorvolare il Monte Rainier volando in modo paradossale e  in diagonale. Arnold non vede più il DC 4. Intanto è circa trascorsa mezzora, e gli oggetti infine sorvolano le cime dei nevai  e spariscono all’ orizzonte. Ufficialmente si è aperta la storia degli UFO.
K. Arnold giunge ad Yakima e subito comincia a parlare di quello che ha visto con i militari e gli uomini dell’ aeroporto. Non sembrano crederlo, sono scettici e molti gli fanno capire di avere preso fischi per fiaschi. Ma Arnold è un buon americano, e fa subito il suo primo rapporto alle autorità dell’ aeroporto. Poi si imbarca per Pendleton, in Oregon. Qui la notizia di ciò che ha visto sembra averlo preceduto. L’ aeroporto sembra in fermento. Con l’ aiuto di alcuni ufficiali rifà i calcoli che risultano un po’ diversi, ma tutti a favore della strana enormità osservata. Arnold ripresenta un rapporto dettagliato alla Air Force degli Stati Uniti. E’ il 25 giugno, il giorno dopo, Arnold viene intervistato dai giornali accorsi  a Pendleton, e l’ intervista rilasciata a Bill Blequett resterà nella storia. E’ in questo articolo che si parla per la prima volta di Flying Saucer, UFO è un acronimo ancora da venire. F.S. è un termine coniato dallo stesso Arnold per definire con parole quello che ha visto, è un suggerimento più che la cosa in sé, ma su questo termine si costruirà la storia degli UFO. Flying Saucer significa piattino o sotto coppa volante, e Arnold l’ ha usato per dare l’ idea di qualcosa di piatto che scivola sull’ acqua, in questo caso attraverso l’ aria. Siamo in qualche modo lontani dal Ricognitore di Adamski, anche se tutti e due hanno la forma circolare, una mezza luna, un delta o un’ ala volante. Di sicuro qualcosa di ignoto alla Difesa americana. In ogni caso è chiaro che le Autorità sono scettiche e qualcuno in alto grado parla di razzi, altri di semplici allucinazioni. Il Project Blue Book che negli Anni Cinquanta raccoglierà le testimonianze di avvistamenti, definirà il caso Arnold un’ allucinazione visiva dovuta ai riflessi della neve. Ma Kenneth Arnold dà subito  la stura ad una serie di avvistamenti anomali, che continua fino ad oggi. In quanto al DC4 civile qualcuno afferma che in volo doveva esserci un aereo simile da quelle parti, altri lo negano decisamente. E’ strano che lo stesso panorama di dubbi e di cose si riaprirà nel 1952 con l’ incontro di Adamski col Venusiano Orthon, nel Desert Center!
Per Arnold, come per molti che sono stati testimoni di fenomeni insoliti cominciano presto i guai che fanno escludere un suo interesse privato nella faccenda. La sua persona e la sua vita privata diverranno oggetto di curiosità , commenti, di attenzioni diverse, di dileggio o di esaltazione da parte di  mitomani, si parla di Fine del Mondo e di Invasione Aliena, e si rispolvera il vecchio dramma radiofonico di Orson Wells. Arnold diventa una sorta di Roy Neary  di Incontri Ravvicinati di Spielberg, da pilota e appassionato di immersioni subacquee si trasforma in UFO Hunter, in Cacciatore di Ufo. La sua vita ne verrà disturbata, e anche il suo lavoro. Arnold come Neary sembra determinato a chiarire quello che realmente ha visto quel 24 giugno del 1947 presso le Cascade Mountains, lassù, a due passi dal confine del Canada e da Seattle, la futura città delle Tecnologie Avanzate. Alcuni cominciano  a considerarlo un Einstein che parla di Marziani, altri un Flash Gordon, altri ancora lo considerano un semplice svitato. Fatto sta che personalmente sarà presente a molti avvistamenti soprattutto aerei, e Arnold figura anche nell’ altro caso misterioso di quei giorni, l’ ormai noto Maury Island Incident, successo il 25 giugno del 1947, testimone e vittima il pescatore Harold Dahl, e che viene considerato il primo UFO crash della storia, ma soprattutto il primo in cui compaiono i famosi e leggendari Black Man, gli Uomini in Nero. D’ora in poi il nome di Kenneth Arnold sarà presente negli archivi dell’ Intelligence Americana, del FBI  e della Difesa. E per chiudere questa breve profilo, in qualche modo resta anche qualcosa di non del tutto svelato, forse una leggenda o un altro tassello strano di una storia strana e straordinaria, c’è infatti chi si è chiesto dove sono finiti i marines del C.46 precipitato nel Monte Rainier nel 1947, sembra che i loro corpi non siano stati mai  trovati fra i resti dell’ aereo, ma forse è solo una leggenda, o forse c’è una spiegazione plausibile come direbbe Dana Skully all’ agente Mulder! Many Thanks. Salvo Gagliardo.
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Tags: Extraterrestri
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