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Il Fantastico in Rete
Rod Serling. Ai Confini della Realtà(1).
di
Salvo Gagliardo
“State per entrare in un’altra dimensione. Una dimensione non solo della vista o del suono ma della mente. Un viaggio nel meraviglioso mondo dell’immaginazione”
Rode Serling. The Twligt Zone.
« C’è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. È senza limiti come l’infinito, e senza tempo come l’eternità: è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione dell’immaginazione, una regione che si trova ai confini della realtà. » Così si apre una delle serie più amate della Televisione Americana, andata in onda negli Anni Sessanta e riproposta in quegli anni anche in Italia. Chi è di quelle generazioni se la ricorderà. Come si ricorderà dell’ uomo giovane, magro e ben vestito, con lo sguardo vivo e pensieroso, di aspetto slick e di grande fascino e suggestione vocale. Quell’ uomo è stato Rode Serling, oggi forse ignorato in Italia, ma che in America, assieme ad altri, ha fatto la televisione. La notte del 2 ottobre 1959 fu una notte epica, infatti andò in onda per la CBS il primo episodio di The Twligt Zone. Ai Confini della Realtà. L’ episodio era Where’s Everibody? La Barriera della Solitudine. Era scritto da Rod Serling, era diretto da Robert Stevens ed era interpretato da Earl Holliman e James Gregory. Parlava di un uomo che si trovava improvvisamente solo in un cittadina fantasma e totalmente deserta. Alla fine, come in The Truman Show, si scopre che tutto è solo un esperimento scientifico per scoprire la capacità dell’ uomo di resistere in solitudine negli spazi cosmici. Era un episodio allucinante e fantastico e per la prima volte la televisione si apriva a temi surreali e da fantascienza. La serie fu definita science fiction, horror,mistery, drama, e speculative fiction, la prima serie, la serie classica durò fino al 1964, e consistette in 156 episodi divisi in cinque stagioni., ebbe sceneggiatori del calibro di Ray Bradbury, Richard Matheson e Charles Beaumont e registi come Steven Spielberg, Joe Dante, e John Landis hanno riconosciuto l’ ampio debito che hanno contratto verso questa serie realizzando insieme un film a tre che la celebrasse. La serie vantò un cast di eccezione, fra cui, Telly Savalas Dennis Hopper Burt Reynolds, Ron Howard, Charles Bronson,Peter Falk, Robert Duval, ,Buster Keaton, Ida Lupino, Mickey Rooney, Dana Andrews. E soprattutto vide l’ esordio di Robert Redford e il canadese William Alan Shatner, allora quasi esordiente che prese parte a diversi episodi della serie, ma che sarebbe rimasto famoso come Captain Kirk, il mitico comandante dell’ Astronave USS Enterprise, della serie Star Trek. Where’s Everibody non ottenne il successo sperato, ma il successivo Time enough at last, con Burgess Meredith, consegnava la serie alla storia. Parlava della vita dell’ ultimo uomo rimasto solo sulla Terra dopo una catastrofe nucleare.
Ma chi era Rod Serling, l’ ideatore e lo sceneggiatore più attivo della serie? American screenwriter, uomo di spettacolo, sceneggiatore, scrittore, uomo di talk show, Serling era nato nel 1924 a Syracuse, New York. da una famiglia di ebrei. Nel 1943 si era arruolato nell’ Esercito, e durante la 2 Word War, era stato paracadutato in Normandia, e aveva combattuto nel Pacifico e in Giappone, guadagnandosi delle onorificenze, ma beccandosi diverse ferite e uno shock traumatico che lo assillerà per tutta la vita, con incubi notturni e flashback paurosi. Serling era un grande fumatore e il fumo lo portò alla tomba con un attacco cardiaco nel 1975 a soli cinquanta anni. Tornato dalla guerra cominciò ad interessarsi alla radio e alla televisione, Sono gli Anni Cinquanta e il mondo è appena uscito dalla più tremendo conflitto della storia. La radio era già attiva, ma la televisione in bianco e nero, stava facendo i suoi primi passi. Presto Serling entra nella CBS, con l’ intenzione di emulare il più anziano Norman Corwin, anche lui di origine ebraica. Dirige vari spettacoli e programmi finché approda a The Twilight Zone. Serling era stato pilota di guerra e questa esperienza lo aveva per sempre segnato, molti suoi episodi richiamano piloti ed aerei, e Twligt b. Zone nel gergo dei piloti sta per zona di confine, ossia è quel punto durante l’ atterraggio in cui il pilota perde ogni tipo di orientamento. Qualcosa che ci ricorda la storia della Pattuglia Perduta e degli Avenger dati per dispersi nel Triangolo delle Bermuda, Una storia che avrebbe potuto figurare magnificamente nel palinsesto di Ai Confini della Realtà.
continua……………
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Il Fantastico in Rete
Rod Serling. Ai Confini della Realtà(2)
di
Salvo Gagliardo
Serling viene da una Tv sociale, da una Tv che mostra i problemi della gente, il suo background è fatto di gente comune, di American Life,di aerei, di piloti, di boxer, di meccanici, di baristi, di addetti ai distributori di benzina, di gente di colore, di tassisti. Ed è a questa gente comune che accadono le cose più impensabili che li proiettano in mondi assurdi e alternati, e li mettono di fronte a paradossi, fatti di alieni o di capovolgimenti delle situazioni normali, di paradossi temporali che chiamano in causa le teorie relativistiche di Einstein. Che succede ad ognuno di noi se tornando a casa scopre che la casa non è la sua, che la sua famiglia non è la sua e che rischia di essere arrestato come vagabondo o altro? Sono situazioni classiche, situazioni da incubo, situazioni alla Kafka, di quegli anni affrontate da alcuni scrittori di fantascienza che la guerra aveva proiettato in altri mondi venuti fuori come da buchi neri prodotti dalla Bomba A o dai Campi di Sterminio! Sono gli anni in cui Philip Kindred Dick comincia a scrivere storie simili fatte di labirinti infiniti a scatola cinese dentro cui il perfido demiurgo si diverte a gettare l’ uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio. Ma sono anche gli anni del Mattino dei Maghi uscito in Francia nel 1960 e che apriva la mente a nuovi spazi e paradossi dell’ esistente che non poteva essere vissuto più con la tranquillità e la certezza del passato. Serling si serviva degli ammennicoli della fantascienza e del fantastico per denunciare i mali dell’ americano medio afflitto dalla paranoia e dal consumismo, dal conformismo e impaurito dal comunismo. Sono anni in cui le tranquille cittadine americane mostrano in realtà un sottofondo di bigottismo e conformismo se non di razzismo intolleranza. Usciti da una guerra vittoriosa sul nazismo in Europa, gli americani si scoprivano anche loro un po’ nazisti. Sono gli anni di George Hoower e della FBI, e sono anni in cui ancora nel sud si uccidono i neri. Ma sono anche gli anni di Kennedy e di Martin Luter King. Sono gli anni della Potenza militare americana. Gli UFO fanno capolino nei cieli a stelle e strisce e impauriscono la città di Washington D.C., e Adamski si appresta a narrare la sua meravigliosa favola di Orthon, il Venusiano venuto dallo Spazio. Il Project Blue Book è in azione, e il professor Hyneck studia gli strani fenomeni chiamati UFO. ,La NASA sotto la guida di Werner von Braun si prepara a mandare gli uomini sulla Luna. All’ inizio ogni telefilm durava non più di mezzora, il tempo giusto per costruire effetti e climax, e per risolverli nel finale a sorpresa, gli switching endings, che renderanno famosi tutti gli episodi della serie. Ma poi, i Direttori vollero che ogni episodio durasse un’ora. Un tempo troppo lungo che costringeva il povero Serling ad un vero tour de force. Fatto sta che la prima serie o serie classica si chiuse nel nel 1964, in piena Guerra in Vietnam. Serling continuerà a produrre programmi fantastici, storie gotiche e nere con puntate sull’ Occulto. Un buon programma di questo tipo p talk show non può fare a meno del paranormale, e Serling ha anticapo Larry King. Oggi le sue storie sono state raccolte in antologie e libri. Serling torna alla radio nel 1974. Negli ultimi anni è tornato a New York ad Ithaca come insegnate. E ha continuato a lavorare come script writer per Jacques Cousteau e Brian de Palma. E’ morto a Rochester a cinquanta anni.
Where’s Everibody?, The Invaders, The Eye of The Beholder, It’ Good Live, To serve Men, I sing the body electric, Nick of time, Nightmare at 2000 feet, vengono generalmente considerati fra gli episodi meglio riusciti. E’stata una serie mitica, quasi leggendaria, oggi ampiamente riproposta in DVD, e per la prima volta in Tv, un mezzo che si sa molto conforme regole e canoni, si parlava di certe cose, dove l’ uomo si faceva domande sulla sua vera identità e sulla natura del mondo e del potere, dove cominciava a crescere l’ industria della cospiracy, e dove lo strano e il surreale diventavano oggetto di spettacolo televisivo, dove si cominciava a parlare di esperimenti off limits fatti dai laboratori governativi e dove il vecchio HP. Lovecraft si coniugava ai misteri della NASA e dello Spazio. Dopo seguiranno X Files e varie proposte televisive di Steven Spielberg nel campo dell’ Insolito, tra parentesi Spielberg deve molto anche a Serling di cui si è nutrito quando era ragazzo nell’ Ohio o in California. Come scrittore di fantastico,io ho voluto creare una nota su Serling non solo per una certa nostalgia di quei tempi in cui anche io ero ragazzo , ma perché ritengo che c’è una dimensione per cui l’ uomo non è fatto, ma che attrae l’ uomo magneticamente oltre la soglia, questa si chiama Mistero, ma il Mistero ha il suo prezzo anche per l’ uomo fatto ad Immagine di Dio. Per dirla con Serling” Stai viaggiando attraverso un’altra dimensione, una dimensione non solo di immagini e suoni, ma di mente, un viaggio in una terra meravigliosa i cui confini sono quello della fantasia. Questo è il cartello più avanti, la prossima tappa, la Twilight Zone.” Grazie.Salvo Gagliardo.
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The UFO Romance
Globular Extraterrestrial Intelligence
by
Salvo Gagliardo
Sarebbe davvero fantastico, oltre che esilarante, che gli uomini si ostinassero a scrutare gli Spazi in cerca di un proprio simile, ossia di un Essere capace di ragionare come lui o con lui, o di sragionare, anche questa è una forma di ragionamento, e di comunicazione, quando quell’ Essere ce l’ ha proprio sotto il naso! Questa mi sembra l’ esilarante storia di un Alieno in visita occulta sul nostro pianeta, che per passare un po’ di tempo si reca a vedere un film di fantascienza umano che parla di Alieni. Se è capace di ridere, le sue risate dovrebbero giungere alle Stelle! Non so, da molti anni mi occupo di giungere a qualcosa di credibile speculando sulla possibile vita nella Spazio extraterrestre, e ogni volta vado a cozzare contro una immagine ricorrente, simile ad un Archetipo, quella delle Sfere di Luce. Uno dei fenomeni più diffusi e meno controversi fra gli Oggetti Aerei Non Identificati. Dico meno controversi, perché l’ esistenza di queste sfere è ineccepibile, e confermata in assoluto dall’ Imprimatur Scientifico. Niente da dire. Queste ci sono! Ma cosa sono? Nel mio lavoro di scrittore di fantastico mi sono sempre trovato a gettare giù soggetti ed idee che però non ho poi ultimato in prodotti finiti, uno di questi è, che gli uomini giungono a colonizzare un pianeta o un satelloide del o fuori del Sistema Solare, e dopo secoli o millenni di colonizzazione un fenomeno molto simile ai nostri UFO resta per la scienza e per gli abitanti irrisolto! Un racconto che sa di Stanislav Lem! Noi abitanti della Terra siamo di fronte a qualcosa di simile!
La storia degli Extraterrestrial Intelligence Globes , ossia delle Sfere Luminose, o meglio ancora più universalmente note come Foo Fighter. si impose all’ opinione pubblica, o meglio ai diversi Servizi di Sicurezza della Difesa, negli anni della 2 World War. Varie sono le teorie sul nome con cui sono stati chiamati, Io qui riporto la più divertente. Sembra che un operatore radar della U.S. Air Force di nome Donald Meyers, si trovasse in missione di guerra , nel novembre del 1944. E che Donald fosse un appassionato lettore dei fumetti di Bill Holmann, e delle sue strisce che apparivano regolarmente sui giornali di quel tempo, e in cui si trovava la parola Foo, un termine forse orientale ricavato da una cineseria del disegnatore americano e che richiamava il fuoco. Quel novembre del 1944 il nostro uomo si trovava in missione, ed aveva visto una palla di fuoco di un forte colore rossastro inseguire l’ aereo, sembrava che non volesse mollarlo e che ce l’ avesse con lui. Quando riferì la cosa al suo diretto superiore, Donald tirò fuori dalla tasca un fumetto di Holmann e disse come se gridasse- Quello era un fottuto Foo Fighter! Fuckin Foo Fighter! Più tardi per una certa decenza forse, fu tolto il Fuckin e restò Foo Fighter!
E il fenomeno delle sfere di fuoco durante il secondo conflitto mondiale non passò inosservato,né venne minimizzato, tuttaltro, infatti in quegli anni le nazioni interessate al conflitto, ognuna per suo conto, avevano aperto dei dossier segreti sul fenomeno e istituito le prime Commissioni di Indagine sugli Oggetti Aerei Non Identificati. Oggi questo lo si sa per certo. Se quelle cose che inseguivano gli aerei come fantastici delfini non erano di fabbricazione americana, tedesca, inglese, francese, russa o altro, allora da dove venivano? E soprattutto, che cosa erano? Il fenomeno non restò isolato ma continuò a manifestarsi in vari modi e in diversi posti della Terra. Non sto qui a farvene la storia che potete trovare tranquillamente su Internet o sui libri, gli Archivi del pianeta sono pieni di avvistamenti di Sfere luminose di vari colori e grandezze che sembrano qualcosa di più di un semplice fenomeno naturale e meteorico. Vi sono luoghi in cui queste sfere si manifestano con frequenza, ma anche fuori, nello Spazio cosmico sono state avvistate dagli astronauti. Negli Anni Quaranta e Cinquanta furono oggetto di studio del dottor Lincoln La Paz, un esperto americano di meteoriti e fenomeni meteorici, La Paz fu anche coinvolto nell’ affare Roswell. Ma va anche ricordato un altro scienziato, il canadese Michael Persinger che ha a lungo esaminato gli effetti degli intensi campi magnetici sprigionati dagli UFO e dalla Sfere sul cervello umano. I Globi sono stati l’ oggetto di studi di esperti di elettricità, di fulmini globulari, e di sismologhi, cha hanno più volte notato la coincidente comparsa delle sfere e assieme ai terremoti.. Le teorie sono tante, e quelle dei plasmi stellari sono forse le più interessanti. Ma qui essendo uno scrittore aperto al fantastico sollevo una questione che riguarda le forme di vita presenti nell’ Universo. Nessuno ci dice che queste forme aliene debbano necessariamente somigliarci, nessuno ci dice che la loro struttura organica debba essere simile alla nostra, e nessuno ancora può radicalmente negare che proprio queste fantastiche sfere, o almeno alcune di esse, essendo le altre generate da effetti spiegati naturalmente, e che si spostano con << intelligenza>>, non siano proprio alcune di queste forme di vita aliene giunte sul nostro pianeta in un lontanissimo passato,Ci fa piacere immaginare notti magiche straordinariamente stellate o notti nevose e glaciali in cui questi globi restano come sospesi sugli alberi simili a Palle di Natale, o immaginare un possibile contatto ufficiale con Creature di Altre Stelle, preparato da un simile e fantastico spettacolo, forse i nostri antenati migliaia o centinaia di anni fa hanno assistito nel cuore delle Foreste e dei Boschi, o nei grandi deserti del pianeta, fra sabbie e cammelli, a spettacoli simili. Perché non pensare agli Angeli, ad una versione cosmica di Angeli, e forse anche di Demoni, o ad antichissime forme di Intelligenze Extraterrestri. Cosa ne sappiamo quando e dove per la prima volta è apparsa l’ Intelligenza Cosciente nell’ Universo? Cosa ne sappiamo delle prime forme di vita di questo Universo e delle prime forme di vita intelligente? Forse la fantasia corre sbrigliata, ma la possibilità che una Intelligenza Evoluta possa prendere l’ aspetto di una Sfera non è niente affatto così remota o da escludere! Siamo ancora dei grandi provinciali e dei falsi sapientoni anche in questo! Grazie Salvo Gagliardo.
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Taccuini di Fantastika
Una Fantasia Cosmica
di
Salvo Gagliardo
Soffermarci a considerare la Vastità dell’ Universo ci spaventa. Ogni giorno gli Astronomi estendono i suoi confini anche nel tempo oltre che nello spazio. Si parlava di 10 miliardi di anni poco tempo fa, oggi si è arrivati a quindici , domani si estenderà questo limite e forse l’ Universo in cui abitiamo ci apparirà vecchio di venti o trenta miliardi di anni, Una cifra per noi incalcolabile, e davvero autenticamente astronomica.
La quantità di stelle e di galassie in esso contenute è davvero impensabile, inimmaginabile e incalcolabile, la matematica ci viene incontro e ci estrapola delle quantità ma sono solo calcoli astratti e approssimativi! Ricordo che solo qualche anno addietro i libri contavano 100 milioni di stelle nella nostra Galassia, oggi si parla di miliardi di stelle!
Eppure noi esseri umani non riusciamo soltanto ad immaginare cosa può esserci là, e continuiamo a ritenerci singolarmente unici in questo Universo! Siamo decisamente ancora affetti da una forma di provincialismo antropocentrico. Carl Sagan un giorno parlò di sciovinismo antropocentrico! Ma cerchiamo ora di capire un po’ la nostra storia per immaginare qualcosa che ci trascende e che va oltre ciò che la nostra piccola mente può riuscire solo vagamente ad immaginare! La vita appare in un pianeta di un Sistema Stellare, nel nostro caso il Sole. Vi sono altri pianeti attorno, ma noi ancora non sappiamo con precisione se lì c’è vita e che tipo di vita. Da questa molteplicità di vita nel nostro pianeta si fa avanti per una misteriosa legge evolutiva un’unica specie, l’ uomo, capace di guardare all’ Universo con occhi diversi e di progettare viaggi che possano portarlo da pianeta all’ altro, da una stella all’ altra. Sembra che nel nostro, sulla Terra, siamo una specie unica, non ci sembra che altre specie abbiano iniziato questo cammino evolutivo, ma possiamo ipotizzare che in altri sistemi stellari le specie possono essere anche più di una! Noi quindi siamo figli del pianeta che ci ha generato e in questo siamo perfettamente adattati, poi siamo anche figli della Stella o delle Stelle la cui luce e i cui effetti permettono alla vita stessa di esistere. Se un giorno troveremo vita sugli altri pianeti con questa condivideremmo il Sole! E quindi avremmo qualcosa in comune! Sappiamo che non è possibile abbandonare il pianeta di origine senza una adeguata conoscenza e senza le adeguate tecnologie,per cui abbiamo dovuto attendere circa due milioni di anni affinché anche il più piccolo progetto di viaggio estraplanetario potesse minimamente realizzarsi. Ma la nostra immaginazione non ci fa escludere che Dio nella sua infinita grandezza abbia progettato Creature capaci di viaggiare naturalmente attraverso lo Spazio, forse creature a forma di sfere o di luce o altro? Ne incontreremo? Gli Angeli?
Per una legge naturale, la vita sorta in un pianeta conosce delle grandi difficoltà fuori dalla sua zona di origine. Si richiedono speciali cautele e molte conoscenze. Poi giunge il momento di potere quasi senza rischi allontanarsi dal proprio pianeta per esplorare prima i pianeti vicini e poi quelli più lontani e se il caso colonizzarli. Operazione sempre più difficile che richiede da parte della specie interessata un alto livello di sviluppo e di evoluzione. Ed ecco questa specie portarsi fino ai confini del proprio sistema stellare, forse ha incontrato altra vita diversa, forse no, forse ha scoperto tracce di civiltà diverse dalla sua nel Sistema Stellare, o forse no. Forse si è imbattuta in manufatti strani o in strani veicoli che fanno pensare ad una precedente civiltà o a qualche civiltà aliena. E infine, dopo secoli o millenni di sviluppo. Questa specie è finalmente pronta a decollare per le altre stelle. Ma per farlo si richiede una lunga evoluzione, un sempre maggiore livello di sviluppo e di conoscenze. Impiegherà forse secoli per questo, ma alla fine può esplorare le stelle attorno. Ha inizio una nuova grande avventura ma nel nostro caso, la specie che le dà avvio, ossia l’ uomo, non è più quella di partenza, sono passati secoli o millenni. E quando l’ uomo potrà lasciare la sua Stella sarà molto diverso da quello che è ora! La sua struttura organica gli permetterà di affrontare questa avventura? I nostri scrittori di fantascienza si sono sbizzarriti a trovare ogni tipo di soluzione a questo problema, ma nessuno ci ha veramente fatto capire che ogni specie è profondamente e quasi radicalmente legata alla stella che l’ ha fatta nascere! E che per affrontare la sfida di nuove stelle si richiede un grado di evoluzione che noi attualmente siamo lontanissimi dall’ avere raggiunto! Ma altre civiltà, altrove, e molto più antiche della nostra possono esserci riuscite! Se applichiamo questo schema generale alle infinite combinazioni che l’ Universo nella sua complessità offre resteremmo davvero sbalorditi! E la nostra piccola storia personale di piccola specie evoluta ci sembrerà davvero marginale! quasi insignificante! Oggi che parliamo di Alieni o altro, Vi invito a queste considerazioni, e all’ impossibilità fino ad oggi per noi di concepire una Creatura Aliena molto più avanti di noi nell’ Evoluzione! Si va oltre Alice nel Paese delle Meraviglie! Le combinazioni possibili in altri Sistemi Stellari sono infinite, Sistemi con tre o quattro stelle, con dieci,cento, mille pianeti ruotanti attorno a diverse stelle, stelle per noi inconcepibili, buchi neri, stati di singolarità. Questo l’ Universo in Evoluzione in cui anche noi piccola specie, anche noi evolutiva, viviamo. Sapremo capire cosa c’è davvero Oltre e cosa ci aspetta? Salvo Gagliardo.
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UFO Romance
A strange Story: The Roswell Texas.
Cosa accadde quel mattino del 19 aprile 1897 ad Aurora, TX?
Dedicato a HP. Lovecraft & a Ambroce Bierce, e scritto da Salvo Gagliardo.
Sembra di leggere qualche raccapricciante e fantastico racconto dell’ americano HP.Lovecraft di Providence Rhode Island, o qualche più moderna storia di Stephen King sull’ invasione da parte di Alieni di una qualche cittadina rurale del New England, solo che qui non siamo nel New England, caro ai due scrittori di fantastico, ma bensì ad Aurora, una piccola cittadina a nord del Texas, e il tempo considerato è il XIX secolo, e precisamente il 1897. Chi ha dimestichezza con i racconti di HP. Lovecraft posso indirizzarlo sullo splendido The Colour out of Space, Il Colore venuto dallo Spazio,ma qui sono in gioco anche altre suggestioni che rimandano persino a Jules Verne.
Nel XX secolo molte persone appassionate di UFO e di Flying Saucers, sono andate a spulciare nelle emeroteche dei quotidiani degli U.S. del XIX secolo ed hanno scoperto che gli anni 1896-1898 gli Stati Uniti sono stati interessati da uno strano fenomeno, i cieli degli U.S. sembrarono ospitare qualcosa di molto insolito per quei tempi, a proposito, se volete potete dare anche un’ occhiata a Hans Pfaal-A Tale, di Edgar Allan Poe! Fatto sta che furono viste molte volte strani oggetti volanti sorvolare soprattutto il West Coast e il Middle West. Somigliavano a giganteschi dirigibili, ma forse non lo erano perché rispetto a questi avevano qualcosa di più e di strano. Sembravano dei giganteschi sigari sospesi in aria, o anche qualcosa d’ altro, furono chiamate aeronavi in tempi in cui i fratelli Wright erano da venire, io le ho chiamate le astronavi di Jules Verne. E’ possibile che qualche geniale e fantasioso americano le avesse costruite nel giardino di casa, o nel proprio box, i dirigibili esistevano in quel tempo, anche se lo Zeppelin sarebbe apparso nel secolo successivo ed era tedesco. Ma c’era qualcosa in più, qualcosa di inquietante e di fantastico. C’era qualcosa che faceva pensare a navi giunte da un altro mondo più che agli abili e riusciti tentativi di un meccanico a stelle e strisce. Volavano stranamente e spesso raggiungevano velocità per allora impensabili! Apparivano e sparivano per poi riapparire in un gioco di inganni e di suggestioni. Furono in molti a vederli, e i cronisti del tempo spesero parecchio del loro inchiostro. Avvolte i loro piloti apparivano o erano gente come noi, vestiti da comandanti di aeronavi e avvolte salutavano benevoli con la mano, altre volte planavano e scambiavano quattro chiacchere con chi aveva avuto la fortuna di vederli, ma altre volte lassopra a bordo c’era gente che aveva qualcosa di diverso, in ogni caso non sembrava umana. Questo è quello che si legge nelle vecchie cronache degli Stati Uniti, su quei vecchi giornali ingialliti dal tempo. La gente sembrava elettrizzata o divertita da quelle fantastiche apparizioni, finché un giorno…
E’ l’alba del 17 aprile 1897, e ad Aurora,TX, la luce stenta ad affermarsi sul buio della notte. La cittadina è un piccolo centro country nel North Texas. Aurora oggi come ieri è un vecchio centro tuffato dentro sterminati campi gialli e verdi dove pascolano buoi e cavalli, e altri animali da cortile. In cielo le nuvole si inseguono veloci, mentre in terra si susseguono campi, alberi, mandrie di buoi e qualche fattoria cascante. Un tempo si estendevano a vista le piantagioni di cotone e forse di mais. La terra è in parte secca e in parte umida ed è da sogno vederla sotto la luna piena in estate, sembra lo scenario giusto per un racconto di Faulkner o di Steinbeck, o la scenografia di un film di John Ford. E’ la vecchia terra dei pionieri, il mitico Texas dei cow boy con le vacche al pascolo, con i carri, i cani, le galline e dietro qualche masso un serpente a sonagli che si gode il fresco. Roswell meno di un secolo dopo non sarebbe stata molto diversa. Al tempo dei fatti e in quell’ alba del 17 aprile, Aurora era ancora una città del West, situata sulla Old Chilsom Trail, ossia sulla strada che aveva portato le carovane dei pionieri verso l’ Ovest. Una città del sud che aveva conosciuto la Guerra Civile e che contava quindici saloon per giocare e divertirsi, una piazza ed una fiera di bestiame rinomata in tutto il TX. Ma questa città avrebbe rischiato di divenire una città fantasma, con i saloon vuoti come le case, e le strade praticate solo da qualche gallina e qualche cane. Ma in quel 17 aprile 1897 c’è anche qualcosa che non va, infatti come in una sceneggiatura, uno script che si rispetti, l’ arrivo di un mostro alieno dal cielo è segnato da epidemie e strani eventi che vengono annotati nei registri di Aurora, è quello che ha scoperto chi è andato a scartabellare in questi registri comunali e nelle vecchie cronache, infatti sembra che la città fosse stata colpita da qualche calamità epidemica che aveva rovinato il raccolto di cotone e da un gigantesco incendio che aveva bruciato una parte della città. Nuove epidemie, come quella di tifo, avrebbero continuato a colpirla facendola sempre più una città maledetta e assottigliandone il numero di abitanti. Oggi Aurora conta circa 300 abitanti di cui molti vecchi, allora al tempo del fatto ne contava circa 3000!
E veniamo a quell’ alba. Era ancora notte. Ma qualcuno vide nei cieli e sui campi di Aurora qualcosa, una specie di sigaro gigantesco, forse, o un dirigibile alquanto strano o forse un Disco Volante, ma allora nessuno poteva chiamarlo così. Sono i piccoli Charlie Stevens e Mary Evans a vederlo, allora rispettivamente di dieci e quindici anni. Lo descrisse E.E.Haydon nel suo articolo apparso sul Dallas Morning News del 19 aprile. Oggi reperibile. Ma Haydon godeva fama di essere un gran burlone! Non sappiamo se la cosa si era fatta viva altre volte in quei giorni. Forse! L’ oggetto sembra in difficoltà e procede lentamente e troppo in basso per non destare apprensione e infine si scontra e precipita su una collina a nord di Aurora, e su un mulino a vento, il mulino del giudice J.S. Proctor, vicino ad un pozzo, distruggendolo, distruggendo il giardino vicino e distruggendosi. Il boato deve essere stato atterrente in quella notte e poi le fiamme che si sono subito alzate dal colle. L’ intera Aurora deve essersi svegliata e deve essere accorsa sul posto in fiamme. Forse ancora immerso in uno strano bagliore. Anche i genitori di Charlie e di Mary si sono messi in marcia. E giunti sul posto vedono il mulino totalmente distrutto, il pozzo semidistrutto, assieme al giardino del giudice e agli alberi, e a terra i frammenti ancora fumanti della cosa. Ce ne saranno stati parecchi e forse parecchi abitanti di Aurora se li saranno messi in tasca e portati a casa. La storia di Roswell si ripete, però all’ indietro nel tempo. Qualcuno oggi si domanda perché Aurora sia diventata una zona battuta dall’ esercito! Ma c’ è a terra anche qualcosa d’ altro , qualcuno pensa che sia il pilota, e cerca di soccorrerlo, ma questo appare dilaniato e irriconoscibile, però una cosa è certa, quell’essere non era di questo mondo, not this Word. Almeno è quello che pensa T.J. Weems, il telegrafista ufficiale del Governo, che gode anche fama di essere un appassionato di astronomia. Lui è sicuro che quello viene da Marte, è un Marziano, forse uno di quelli descritti dall’ allora giovanissimo scrittore inglese George Herbert Wells. Quegli antichi pionieri e figli di pionieri eredi di quaccheri e puritani, decidono quindi di dargli una sepoltura rispettabile e vengono anche letti dei passi della Bibbia. Lo seppelliscono nel loro cimitero che stranamente si chiama Masonic Cemetery! E’ quanto mai singolare e fantastico che l’ unico alieno registrato nei cimiteri di tutto il mondo, sia ospite di un cimitero massonico! Dove riposano i Randall, i Beauchamp, i Rowlett,le vittime del tifo,i morti della Guerra Civile, quelli della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, quelli della Corea e quelli del Vietnam! Ma c’è chi sembra saperla più lunga e nelle leggende che si sono costruite con il tempo, leggende e storie da narrare davanti al fuoco di un camino o davanti alle fiamme di un bivacco notturno, sembra che addosso o vicino allo straniero, siano state trovate delle carte, forse un diario di viaggio scritto in geroglifici incomprensibili. E qualche altro aggiungerà più tardi di avere trovato uno strano medaglione con degli strani segni, fatto di uno strano materiale e forse appartenuto alla straniero. Gli abitanti quindi danno sepoltura alla creatura e mettono nella sua tomba parte della sua nave distrutta, il resto lo scaricano nel pozzo ormai inservibile. E dopo lo strano articolo del Dallas Morning News, la faccenda del Marziano e dell’ aeronave di Aurora sembra cadere nel dimenticatoio. Ma Aurora è sempre più in difficoltà da quando la ferrovia non passa più da quelle parti e un’ altra epidemia alla fine del secolo decima i suoi esigui abitanti. Bisogna aspettare il maggio del 1973, perché quella strana storia di campagna, torni alle cronache del mondo!
…….continua.
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Hollywood & Alieni
I Bambini di Adolf Hitler
The Midwich Cuckoos
Di
Salvo Gagliardo
Nel 1957 in Inghilterra usciva un romanzo che avrebbe conosciuto un certo successo, The Midwich Cuckoos, un romanzo di fantascienza scritto da John Wyndham, uno scrittore già noto per Il Giorno dei Trifidi. Il Cuculo a cui si riferisce il titolo, è un uccello che ha come abitudine quella di depositare le uova in un nido non suo.
Il libro era costruito su un tema affascinante, quello dell’ Invasione Aliena, un tema molto ricorrente in quegli anni di dopoguerra e di guerra fredda. Ma l’ abilità dello scrittore aveva fatto sì che ad invadere la Terra fossero dei bambini, non più le dolci creature della tradizione letteraria, ma bambini killer, dei veri bambini psicopatici ed assassini. La storia degli Intruders era talmente piaciuta che qualche anno dopo, una casa di produzione inglese ne aveva ricavato la sceneggiatura di un film che aveva affidato alla regia di un regista tedesco, Wolf Rilla. The Village of The Damned era uscito nelle sale nel 1960, e nel cast contava l’ ottima prestazione dell’ attore inglese George Sanders, ancora smagliante che interpretava la parte del maturo professore Gordon Zellaby. Sostanzialmente l’ impianto del libro era stato strettamente rispettato. E la situazione fantastica e da incubo si dispiegava in un climax in crescendo molto credibile ed abbastanza godibile. Naturalmente ci fu chi si indignò per l’ assoluta cattiveria dei bambini alieni del tutto simili a dei piccoli nazi tedeschi allevati dalla gioventù ariana. E naturalmente c’è chi si indignò per il fatto che i bambini erano stati messi al mondo in modo misterioso, per partenogenesi, cosa che non poteva non ricordare la nascita di Gesù. La storia è questa. In un villaggio inglese, Midwich, all’ improvviso si verificano degli strani eventi che sembrano precipitare la tranquilla cittadina inglese in un buco nero o in una strana singolarità della fisica, cominciano ad accadere strane cose e strani incidenti, mentre l’ intera cittadina sembra posseduta o dominata da qualche forza sovrannaturale. Fatto sta che dopo due mesi da quegli strani fatti, molte donne di Midwich mettono al mondo dei figli contemporaneamente, e tutte le nascite hanno molto in comune, non solo le date ma anche la struttura fisica dei bambini. Tutti sembrano quasi eguali, sebbene ci siano maschietti e femminucce, e hanno tutti in comune i capelli molto biondi e quasi bianchi, una carnagione chiara e quasi argentata, e gli occhi di un azzurro acquamarina dagli strani riflessi, tutti sono di taglia considerevole e presto cresceranno rapidamente così che a tre anni sembrano avere nove o dieci anni. E’ chiaro che nessuna delle ragazze di Midwich ammette di avere avuto delle relazioni in quel periodo, e questo solleva per un po’ un vero vespaio. Ma presto accadono delle cose ancora più inquietanti, perché quegli strani esseri che sembrano tutti eguali, che vestono tutti nello stesso modo a metà boy scout e a metà figli della gioventù hitleriana e ariana, rivelano strani poteri mentali. Sono fra di loro telepatici e formano psichicamente una Entità Gruppo, e hanno uno strano potere sulla mente degli abitanti di Midwich. Poiché si verificano strani incidenti e strane morti. il Governo comincia ad interessarsi a loro e affida ad un anziano professore della cittadina, il compito di indagare sulla loro vera natura. Gordon Zellaby apprende così che i fatti accaduti a Midwich non sono unici, ma che in altre parti del pianeta è successa la stessa cosa, In Russia, ad esempio, in Siberia e in Mongolia, ma qui i bambini sono stati eliminati o sono morti. Intanto gli Alien Childrens, si danno da fare per dimostrare a tutti la loro pericolosità e potenza, provocando morti ed incidenti e spingendo gli abitanti ad autodistruggersi, in un climax in crescendo da incubo. Finché Zellaby decide che è giunto il momento di eliminarli come in Russia servendosi di una bomba atomica. Ma i bambini sono telepatici e leggono nella mente degli altri, bisognerà quindi creare una barriera mentale impenetrabile per evitare che scoprano i progetti del professore e degli umani. Alla fine Zellaby avrà la meglio e i bambini vengono distrutti dalla bomba. Non senza il dolore del vecchio professore, che è anche nonno di uno di loro e che muore sacrificandosi, assieme a i bambini alieni. Il film è quindi una lotta tra il professore che cerca di entrare nella mente degli Alieni e questi che cercano di distruggere coloro che vogliono distruggerli, con poteri ignoti agli umani. E’ un bel film di paranoia aliena, in anni in cui questa paranoia circola facilmente soprattutto negli Stati Uniti.
Ed è in America, che nel 1995, il mitico regista di horror e fantascienza, John Carpenter, riproporrà un remake del film di Rilla e del romanzo di Wyndham. Stavolta però Midwich è una tranquilla cittadina della California e al posto di George Sanders e del vecchio professore, c’ è il giovane ed affascinate Christopher Reed, nella parte del professor Alan Chafee. Coincidenza vuole che sia Reed che Sanders moriranno tragicamente, Sanders suicida e Reed a causa di una brutta caduta da cavallo! L’ impianto generale del lavoro viene rispettato, ma rispetto al film precedente le scene di violenza che vedono i giovani alieni bambini all’attacco, decisi ad impiantarsi sulla Terra e forse a colonizzarla, sono più forti, con vari effetti speciali. La loro stranezza e la somiglianza con piccoli nazisti ariani, biondi e spietati, è resa più spettacolare, e tutti ricordano i loro occhi di cobalto che si accendono mentre la loro mente sta spingendo i loro nemici a danneggiarsi e ad uccidersi. Il contrasto tra graziosità infantile e spietatezza criminale qui è molto forte e ben reso. E quella maschere gradevoli di bambini biondi dagli occhi dorati, tutti vestiti nello stesso modo come piccoli collegiali, rivela una profondità aliena e mostruosa nascosta dietro la loro maschera di innocenza, ma che si mostra nel suo assoluto grottesco alieno, nel feto morto che viene conservato dalla dottoressa Susan Vermeer per degli esperimenti. Quella creatura oggi si chiamerebbe un grigio. Ma in questo film la storia acquista nuovi aspetti, infatti David che è uno dei bambini e il partner vivo dell’ altro nato morto, è l’ unico a rivelare dei sentimenti umani e una sensibilità al dolore per la perdita del fratellino, ed è quello che alla fine si salverà dalla distruzione operata con la bomba da Allan che morirà come nel precdente film immolandosi, mentre David e la madre Jillian andranno a abitare in un’ altra città. Il film oltre ad essere un bellissimo esempio di movie sui mutanti, anticipa o comunque rafforza alcune tematiche contattiste circa gli UFO e le visite aliene. Sarebbe una bella storia per Roswell’s crash! Grazie
©salvogagliardoproduzione,2010. All rights reserved
The Body Snatchers e The Pod Pople.1
Kafka in Hollywood
L’ Invasione degli Ultracorpi
di Salvo Gagliardo
Qualche anno fa ho letto un racconto di Philip Kindred Dick, si intitolava The Hanging Stranger, e narrava una storia paranoide alla Phil Dick, una bella storia folle e persecutoria di un grande maestro di letteratura fantastica, forse uno dei più grandi. La storia somigliava in modo marcato ad un romanzo che sarebbe uscito qualche anno dopo, sto parlando degli Anni Cinquanta, The Body Snatchers, che in Italiano suona pressappoco, L’ Invasione degli Ultracorpi. Il suo scrittore era Jack Finney. Un buon lavoro narrativo di fantascienza, che sarebbe stato seguito in breve da un film che, anche se non è stato considerato un campione di incassi, resterà nella storia del cinema come uno delle migliori storie di fantascienza di quegli anni e segnerà in tal modo il cammino fino ai giorni nostri, così da avere ben quattro remake. si tratta di nuovo di Body Snatchers del regista Don Siegel. Il film veniva programmato negli USA nel 1955. La storia narra di un dottore, Miles Bennel, e della sua fidanzata, Becky Driscoll, di una cittadina della California, chiamata Santa Mira, e di strani fatti che vi accadono. Siamo negli Anni Cinquanta in America.
Gli attori sono vecchie glorie del passato oggi quasi dimenticate, come Kevin Mc Carthy nei panni del dottor Bennel. Il film è un film a basso budget e la sua gloria o il suo pregio consiste in questo, niente effetti speciali, niente diavolerie Hollywoodiane, niente trucchi, tutto pesa sul bianco e nero della pellicola, sul climax magnifico, sulla sceneggiatura e naturalmente sulla recitazione. La storia comincia in flashback con il dottor Bennel ricoverato in una clinica mentre fuori di sé racconta al dottor Hill quello che secondo lui sta accadendo a Santa Mira, e quello che forse accadrà al mondo, è inutile pensare che il dottor Hill e l’ ospedale compresa la polizia considerino Bennel un pazzo. Come si può credere ad un uomo che ti racconta che Entità Aliene sono giunte dallo Spazio sulla Terra viaggiando fra le stelle sotto forma di spore o baccelli e che precipitati su Santa Mira riescono a duplicare gli abitanti uno per uno nel sonno e a distruggere gli originali! Un vero e proprio delirio paranoico! Eppure, è la storia che ha appena vissuto Miles Bennel ed è quello che sta raccontando in modo esagitato.
Chi vi vuole vedere nel film un labirinto kafkiano non andrebbe lontano. Le stesse angosce sulle realtà ultime. Ma c’è di più perché il tema di questa bella fiction centrata sull’ Invasione Aliena della Terra, è la Metamorfosi, la trasformazione dell’ umano, lo stesso tema del racconto di Kafka. Il film presenta i primi androidi della storia del cinema, i primi replicanti, e alla fine è un bel prodotto fantastico sul dopplenganger o il doppio, o la doppiezza umana. Come sempre la vera natura di questi film è l’ esplorazione dell’ uomo e dei suoi limiti in basso quanto in alto. Ci si chiede forse inconsapevolmente che se l’ operazione degli Alieni fosse alla fine riuscita, il mondo ne avrebbe guadagnato o perso, o se la sostituzione del vecchio uomo non è inevitabile da parte di Alieni Evoluti e Macchine, protesi o altro. Se l’ era chiesto anche Dick. Tutto sommato niente è cambiato a Santa Mira, tutti sono soddisfatti e svolgono il loro lavoro con precisione, ma si presume che una civiltà di replicanti sia fredda, senza sentimenti, nazistoide, impietosa verso le debolezze umane,la fiction comincia con la polizia in azione e continua con i poliziotti che fanno la multa al povero Bennel. Il medico che dovrebbe curare in realtà appare uno sciocco che cerca di capire o un retrò, e quindi un insano. Finisce infatti in un manicomio. C’è in tutto un involontario quadro di conservatorismo allarmante, non dimentichiamo che il film è stato realizzato nell’ Era di Mc Carthy e della Caccia alle streghe, comuniste! E il film getta un allarme sul conformismo di un società molto socializzata e stereotipata, come è quella americana. Queste atmosfere e gioco di doppiezza, di vero e di falso, è bellissima in questo vecchio film, e alla fine l’ unico a non stare al gioco è Kevin Mc Carty! Perché non sappiamo neanche quanto la sua donna, la bella Dana Winter, o Becky Driscoll non stia recitando come gli altri una commedia, prima di essere del tutto duplicata, mentre nelle cantine delle case e nelle serre i baccelloni si preparano a sostituire l’ intero pianeta.
Santa Mira è una tranquilla cittadina americana degli Anni Cinquanta della California, tutto sembrerebbe andare per il solito verso quando arriva il dottor Bennel diretto verso il suo Laboratorio Medico, Tutto OK per questo giovane dottore innamorato di una bella ragazza del luogo e ricambiato,Becky Driscoll, Dana Winter. Miles ha un buon amico in Jack Belicec e la moglie. Ma le cose non sembrano andare così lisce, e via via in un climax da incubo alla Kafka, Bennel deve scoprire che qualcosa comincia a non andare nei cittadini della tranquilla città californiana. I suoi pazienti accusano strani disturbi e fanno racconti strani sui loro congiunti che hanno cominciato a comportarsi così stranamente da essere radicalmente mutati. A Santa Mira sta accadendo qualcosa in profondità, più che nell’ apparenza, perché come sempre la gente è cortese e va al lavoro ogni mattina, fa la spesa e cura il giardino. Ma non è così. Persino Becky gli racconta strane storie su suo padre . Allora Bennel si reca da un collega. Lo psichiatra, il dottor Dan Kauffman, che lo rassicura che i suoi pazienti sono affetti da una forma di psicosi e di isteria collettiva. Ma dietro l’ apparenza della normalità le cose stanno precipitando a Santa Mira, finché un giorno Frank l’ amico non lo invita allarmato a casa
Continua…………….
UFO Hollywood
Klaatu Barada Nikto.Il Mondo non sarà distrutto
Ultimatum alla Terra.1
Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.
di Salvo Gagliardo
Il 19 e il 20 luglio del 1952 la città di Washington D.C. fu oggetto di interesse di un una pattuglia di UFO che sorvolarono la Capitale, l’ Aeroporto e la Casa Bianca scatenando l’ interesse e il panico della città più importante d’ America. Il 1952 resta anche noto per l’ incontro del contattista americano George Adamski con l’ uomo stellare venuto dal pianeta Venere, Orthon. E sembra quasi una strana coincidenza che l’ anno prima sia uscito nelle sale d’ America il film The Day the earth stood still, del regista Robert Wise, e che con una pessima traduzione fu chiamato in Italia, Ultimatum alla Terra. Un film vecchio ma che resterà nella storia del cinema anche per” Klaatu Barada Nikto” , una sorta di codice vocale comprensibile ad un Robot, e pronunciata dall’ eroina della storia alla fine del film e che salverà la Terra dalla distruzione totale. Oggi fra i patiti di fantascienza e di film di fantascienza quella frase ha ancora un valore mitico.
La storia è questa. Un Disco Volante dopo aver sorvolato la Terra attraversa il cielo di Washington D.C. una mattina come le altre e atterra direttamente nel giardino del Presidente, dentro l’ ampio Parco della Casa Bianca. L’ oggetto è stato tenuto attentamente d’occhio dalla Difesa così che prestissimo si genera un mobilitazione generale che porta esercito e cittadini nella zona dove è atterrato il Flying Saucer misterioso. Ormai tutta l’ America sa quello che sta accadendo. Un fenomeno simile sarà stato molte volte immaginato e sognato dagli appassionati di Dischi Volanti, e c’è chi oggi sostiene che sia già avvenuto al tempo della presidenza Eisenhower. Dall’ oggetto esce una strana creatura assai simile ad un uomo con una tuta ed un casco. Si avvicina ai soldati per consegnare qualcosa, ma i soldati fanno fuoco e lo feriscono. Dall’ astronave esce un’ altra creatura, un gigantesco robot di nome Gort che con un raggio micidiale disintegra le armi dell’ esercito e manda in polvere i loro mezzi corazzati. La creatura ferita viene trasportata dall’ esercito in un ospedale militare. Qui la vediamo con abiti terrestri e senza casco a colloquio con il segretario del Presidente degli Stati Uniti. E’ l’ attore Michael Rennie a prestargli il suo aspetto fisico alto, longilineo, segaligno e scarno. La creatura dice di chiamarsi Klaatu e di venire da un pianeta extrasolare per leggere un Messaggio di pace agli uomini, ma se il Messaggio non verrà letto, allora Klaatu distruggerà la Terra. E’ un bel film sull’ Angelo Distruttore mandato da Dio. E Michael Rennie si presta bene alla parte con il suo viso lungo e ossuto. Ma chi accoglierà quest’ angelo che fugge dal’ ospedale, un gioco da nulla per lui? Sarà Helen Benson, Patricia Neal, una bella signora che gestisce una pensione a Washington D.C. ,una vedova di guerra il cui marito è morto nella 2 Word War, e riposa ad Arlington, fra i caduti. Ma l’ Angelo non si presenta come Klaatu, l’ Uomo venuto dalle Stelle o come l’ Angelo Vendicatore, ma come un mr. Carpenter.Nella pensione si parla del Disco Volante, e non sono in pochi a pensare che si tratti di qualche diavoleria sovietica dei comunisti. Ma in casa c’è anche Bobby, il figlio di Helen con cui Klaatu stringe subito amicizia, anche lui è eccitato dalla novità della nave spaziale ferma davanti la Casa Bianca. E una mattina i due fanno una passeggiata proprio là. Fra gli spettatori che commentano quello strano fatto, Lui. l’ Angelo se la ride, se dicesse chi è forse fuggirebbero o si metterebbero a ridere. E poi una sosta patriottica davanti al Lincoln Memorial e alla statua di Abramo Lincoln. Klaatu legge qualcosa scolpito in eterno, è il Discorso di Gettysburgh, il più solenne e storico pronunciamento di un capo di Stato per un americano. Al ritorno i due passano dalla casa del professor Jacob Barnhardt, un famoso scienziato e fisico. Il professore è assente ma Klaatu ha il tempo di modificare alcune formule scritte dal professore in una lavagna, modificarle in meglio e lasciare il suo recapito. Da qui la nostra bella storia si complessizza, infatti poco dopo un uomo dell’ Esercito si presenterà a casa Benson per prelevare Klaatu e portarlo dall’ illustre scienziato.
Continua…….
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UFO Hollywood
Klaatu Barada Nikto.Il Mondo non sarà distrutto
Ultimatum alla Terra.2
Una presentazione del film Ultimatum alla Terra di Robert Wise.
di Salvo Gagliardo
Quindi Klaatu viene condotto da un soldato alla presenza del vecchio professore di fisica Jacob Barnhardt che deve essere un autorità per coinvolgere l’ esercito a Washington D.C., la città del Pentagono. E’ bello questo film perché non ha strutture sofisticate e Klaatu è solenne, quasi ieratico avvolte, altre mostra una sottile furbizia tipicamente umana, ma è un gentiluomo vecchio stampo, il regista ha voluto che mostrasse questa superiore ed angelica presenza e distacco, e soprattutto autorità. Il film di Weis mostra un lato epico ch è proprio di tutta la filmografia americana, da Ford a Spielberg a Coppola. Klaatu visto di fronte alla grande statua di Lincoln a cui sembra anche somigliare a parte l’ assenza di barba. Epiche sono le scene di apertura che vedono l’ intero apparato militare industriale americano in piena attività per far fronte a questa Visita inaspettata, sono mobilitati Stampa, Radio, Televisione, i centralini telefonici, le rotative dei giornali, la gente comune, i militari del Pentagono. Vengono coinvolte tutte le grandi città del Pianeta. L’ America nei suoi film si esprime sempre in senso epico e quasi patriottico. Mi riservo di continuare queste osservazioni nella nota che riguarda La Guerra dei Mondi. E’ il primo incontro epocale con una Intelligenza Extraterrestre e il film anticipa Incontri Ravvicinati di Spielberg. Klaatu deve dare un segno della sua superiorità sui Terrestri al professore e gli predice quello che fra poco accadrà, quindi fa ritorno all’ astronave, seguito nascostamente da Bobby, incuriosito da quello strano cliente della pensione. E Bobby assiste a qualcosa che eccita la sua fantasia, mentre Klaatu entrato nell’ astronave contatta la sua civiltà e stabilisce con loro un black out che dovrà interessare per una mezzora l’ intero pianeta Terra. Ma tutto questo farà sospettare la signora Benson e il suo nuovo fidanzato che farà delle ricerche soprattutto per stabilire se il diamante che Klaatu ha regalato a Bobby è autentico. Poi si scatena la caccia all’ Uomo dello Spazio, mentre un black aut manda in tilt per un po’ l’ intero motore del pianeta Terra e confermerà al professore di fisica che quello è davvero quello che ha detto di essere. Entra in gioco la bella signora Benson che cercherà di aiutare Klaatu a raggiungere il Disco Volante, e assisterà al ferimento mortale di Klaatu da parte dell’ esercito, ma farà in tempo a ricevere dalla bocca dell’ Uomo delle Stelle la frase che bloccherà e terrà buono il robot Gort fermo davanti al Disco Volante, pronto a distruggere una intera città, e fermerà anche la spedizione punitiva della Razza Aliena a cui appartiene Klaatu: Klaatu Barada Nikto.
Gort andrà a recuperare il corpo senza vita del suo padrone dopo aver portato nell’ astronave la signora Benson. Quindi portato i corpo del viaggiatore stellare dentro il Disco Volante con tecnologie avanzate gli ridà la vita, e Klaatu riappare alla folla di Washington D.C. con la stessa ieratica, angelica ed enigmatica potenza, stagliandosi contro il Disco Volante e pronto a tornarsene nelle stelle dopo aver tenuto un lungo discorso davanti alla folla, ai soldati con le armi spianate e ai vari scienziati venuti da tutto il pianeta e radunati lì per l’ occasione dal professor Barnhardt. E dopo un saluto affettuoso alla signora Helen Benson, rientra con Gort nell’ astronave e scompare nel cielo e nell’ Universo. Il messaggio naturalmente è di monito alla Terra che non usi le sue potenzialità distruttive che potrebbero anche danneggiare il Sistema Solare e gli altri Sistemi stellari. Per stavolta la Terra è salva, ma domani……
Il film, anche se appare semplice, anticipa ogni film che nel futuro parlerà di Alieni venuti dalle Stelle, privi di effetti speciali a parte qualcosa che riguarda i poteri di Gort, il robot compagno di Klaatu, anticipa film come Guerre stellari o Incontri ravvicinati. E nella sua essenzialità a me è apparso magnifico, nel ritmo e nella visione di insieme. Tutto è ben costruito e ben saldato, Michael Rennie è davvero magnifico nella parte dell’ Angelo Alieno e nella sua ieratica serietà mostra lati essenzialmente umani come la simpatia o un certo ironico sorriso, ma conserva una certa imperscrutabilità ed è questo che lo fa grande e ci dà la sensazione di trovarci davanti ad uno della nostra Specie ma anche davanti a qualcosa d’atro senza rinunciare ai lati umani. E’ un thriller fantascientifico ma senza gli aspetti horror del genere, e la figura dell’ Angelo Alieno resta immutata e non corrotta dalla Terra. La superiorità di questa Creatura Angelo Alieno che portando un messaggio di pace dalle Stelle si trova di fronte l’ aggressività distruttiva dell’ uomo è davvero magnificamente resa. E il film, anche se oggi appare vecchio e datato, resta per me un bell’esempio di film di questo genere. Grazie.
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