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UFO Romance

George Adamski

l’Amico delle Stelle

The Flying Saucers Have Landed!

di Salvo Gagliardo

George Adamski nasce in un piccolo  villaggio della Polonia il 17 aprile del 1891. A due anni i genitori emigrano per gli Stati Uniti, e si trasferiscono a Dunkirk, New York. Poco sappiamo dell’ infanzia di George, di certo dura, quella di un figlio di poveri immigrati polacchi in una regione multietnica come quella di New York. Di sicuro ebbe una educazione scolastica imperfetta e minima, forse ama la strada più che i libri ,e forse comincia a coltivare strani interessi per l’ astronomia e il cielo, d’altronde è giusto per un connazionale di Keplero, Adamski è cattolico e lo resterà anche quando comincerà  a percorrere la via dell’ Oriente e del sincretismo religioso, ma sappiamo anche che Adamski va   famoso  per la sua abilità nei lavori tecnici,  artigianali, manuali e di fatica. Buona parte delle sue strane e straordinarie conoscenze le conseguì  nel tempo  da autodidatta. Per farla breve, George  dovette arrangiarsi assai presto, per sopravvivere nella grande  America di quegli anni. Sappiamo che la sua pronuncia conservò sempre una forte cadenza straniera, che era molto timido ed impacciato, ma che sapeva anche essere aggressivo e quasi spavaldo e spesso imprevedibile. Da un personaggio simile ci aspetteremmo  strane rivelazioni sulla sua infanzia e la sua  giovinezza, alcune leggende lo vogliono da piccolo in Tibet, altre narrano che la madre fosse dotata di  poteri  paranormali, e lo stesso Adamski avvalorò il racconto che nell’ infanzia fu avvicinato da strani e misteriosi  personaggi. Di certo può essere annoverato fra i visionari dei nostri tempi, chi lo conobbe attribuisce anche a lui poteri extrasensoriali. Lo ritroviamo nel 1913 come soldato del 13° cavalleggeri ai confini con il Messico durante la Rivoluzione  Messicana di Pancho Villa ed Emiliano Zapata, George ha 22 anni. Nel 1915 ottiene la cittadinanza americana, nel 1917 sposa Mary Shimberski, e nel 1919 si congeda con onore. Lo troviamo come operaio factotum nello Yellowstone Park, carpentiere, muratore, mugnaio,  in altre parti dell’ Ovest, il giovane George già  rivela straordinarie abilità e uno spiccato senso degli affari. Negli Anni Trenta, anni difficili per l’ America e il mondo, anni di depressione e proibizionismo, George è già famoso per le conferenze che tiene ad alcuni adepti sulle religioni orientali e la reincarnazione. Cominciano a chiamarlo the professor, il professore. Ha già attorno una cerchia di seguaci ed è nell’ Ovest, in California che Adamski comincia a predicare il suo vangelo cosmico. Lo Stato della California  resterà famoso per avere accolto guru e maestri di pensiero orientale venuti dall’ Asia, si direbbe una zona intensamente spirituale. Forse è questo che ha sentito George, quando sempre in quegli anni ha dato vita ad un monastero e all’ Ordine Reale del Tibet, The Temple of Royal Tibet, nei pressi di Laguna Beach, dove si pratica e si insegna mistica orientale e buddhista in forte sincretismo con il cattolicesimo, insomma, a teosophy.Ma c’è anche qualcosa di interessante. Ossia, che nel Tempio si produce vino in tempi di stretto  proibizionismo, Adamski sembra avere un pallino per gli affari, più tardi dirà di avere  fornito vino all’ intera California.Ma presto, le leggi federali sull’ alcool  vengono meno, e Adamski è costretto a lasciare il Tempio.

Sono gli Anni Quaranta, anni di guerra, e troviamo Adamski  a Center Valley, San Diego County, a dirigere una comunità agricola a sfondo esoterico, e infine a Mount Palomar, contea di San Diego,  a 150 chilometri da Los Angeles e all’ incirca lo stesso da San Diego, sulla strada del grande Osservatorio Astronomico, che è ancora in fase di costruzione. Il suo destino ormai sembra legato per sempre a quello delle stelle. Qui entra in affari con una sua allieva, Alice Wells e qui fonda la sua nuova comunità di Palomar Gardens,  oltre che un luogo di ristoro fra le montagne, il Cafè  di Palomar Gardens, una sorta di cottage montano, in cui lavora come tuttofare e venditore di hamburger,  e accoglie i diversi clienti diretti sù, all’ Osservatorio. Il nome di Adamski resterà così legato a quello dell’ Osservatorio, da far credere a molti che lui lavorasse per quello. Ed è qui che ha inizio la storia pubblica del nostro fantastico personaggio. Non sappiamo se ha prestato servizio durante la Seconda Guerra Mondiale, ma è l’ ottobre del 1946 che porta decisamente Adamski a scrivere i capitoli più importanti del suo romanzo cosmico e dal suo punto di vista, a coronare con successo  una intera incarnazione spesa a far conoscere i misteri del cielo. Fra le varie leggende che hanno circondato questo strano polacco americano molto chiacchierato, c’è chi, come sir Desmond Leslie che gli fu amico e biografo, vuole che Adamski fosse un mutante.

Fine prima parte.

 

©salvogagliardoproduzione.1999-2010. All rights reserved.

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UFO Romance

G. Adamski

L’Amico delle Stelle. 2

di Salvo Gagliardo

 

Ottobre 1946, Mount Palomar e Palomar Gardens Cafè, George Adamski è bene allocato alle pendici dell’ Hale Observatory. Anche lui ha la sua cupola e il suo telescopio di 15 pollici con cui può soddisfare la sua antica passione per l’ osservazione celeste, forse ereditata dal connazionale Copernico. Ma possiede anche un cannocchiale mobile, più duttile, che può trasformare agevolmente e in  cui può istallare le sue macchine fotografiche, è un 6 pollici dei laboratori Tinsley, un vecchio regalo di un amico e discepolo. La passione per le foto celesti naturalmente viene potenziata dalla solenne presenza del più importante Osservatorio astronomico americano. E da lassù, fra l’ Oceano e il Continente la vista deve essere magnifica quando non c’è nebbia. Ed è proprio lì, che Adamski vede  quella sera  del 9 ottobre fra lo sciame di meteore che attraversa il cielo stellato, una strana astronave sospesa sopra i cieli  di San Diego, somiglia a un sigaro o a un gigantesco dirigibile, forse somiglia ad una di quelle strane astronavi degne della fantasia di  Jules Verne che gli americani della Costa dell’ Ovest avevano più volte osservato alla fine del secolo Ottocento. E’ la visione che da tempo aspettava, forse per altri è qualcosa di incerto e di improbabile, ma per George  è l’ inizio o lo sviluppo di un contatto immaginato  da tempo. Nella tipologia di Adamski non esiste la casualità, ma tutto è lo sviluppo di qualcosa, di qualcosa di grande, di profetico, quasi di biblico. E’ il 1947 e la California e altri Stati del’ Ovest sono interessati da quegli strani oggetti che Kenneth Arnold ha battezzato Flying Saucers, Piatti Volanti. Uno di questi forse precipiterà a Roswell, la storia del contatto di Adamski ha uno sviluppo. George sempre più osserva strane luci e strani oggetti sorvolare i cieli di Palomar Gardens,li osserva e li fotografa, ormai la sua passione si è trasformata in qualcosa di più importante, ossia nell’ attesa del Contatto sperato e forse sognato. Dà anche una mano ad Alice Wells  nel  gestire il Cafè di Palomar Gardens, ed è qui che comincia ad essere contattato da strani personaggi a metà militari della Difesa e a metà tecnici aerospaziali, con loro parla dei Dischi Volanti e parla delle possibili visite di Alieni. Adamski è già di interesse delle sfere occulte che si nascondono dietro la storia degli UFO. Le fotografie di strani oggetti che attraversano la Terra o la Luna, aumentano e George invia alcune di queste ai giornali e ad altra gente interessata. Diventerà il primo grande fotoreporter   degli UFO. Che le foto siano vere o un abile montaggio ha poco importanza per un uomo simile, sono la proiezione della sua mente e delle sue Visioni. Sono il segno che il Momento X è prossimo. E’ così vicino che il suo cottage viene sempre più visitato da strane persone che come lui cercano il contatto, sembra una storia alla Spielberg. Gli eletti si apprestano all’ Incontro.

E quel giorno giunge. Gli eletti o la piccola cerchia  è costituita dai coniugi Bailey, Alfred & Beth, e dai coniugi Williamson, assidui frequentatori di Palomar Gardens. Il dottor George  Hunt Williamson non è un personaggio di poco conto in questa vicenda,da tempo, come Adamski, cerca dei contatti con gli abitanti delle Stelle e dei Dischi Volanti , servendosi di tecnologie molto avanzate o anche in modo parapsicologico con la vecchia la scrittura automatica. Ma Williamson ha anche qualcosa di inquietante, essendo amico e collaboratore di Dudley Pelley, un personaggio alquanto chiacchierato, autore di un libro abbastanza letto sugli Alieni, ma anche fondatore di una rivista di estrema destra americana. In ogni caso tutti sono convinti che gli  Alieni parlano con gli umani telepaticamente, forse George A. ne è il più convinto, ricevendo da tempo questi messaggi.  Adamski ha 61 anni, non è più giovane, ma ha una grande forza interiore, ha costruito l’ intera sua vita sull’ evento che sta per accadere. La sua mente non segue metodologie logiche molto rigorose, è un sensitivo e un visionario e decide sul momento quasi per  una sorta di ispirazione. Convoca il piccolo gruppo per la mattina del 20 novembre 1952 sulla strada che porta al Desert Center verso l’ Arizona. Lui, Alice Wells e la sua segretaria e amica Lucy Mc Guinness, Adamski ha avuto sempre difficoltà con l’ inglese, li raggiungono in macchina in una località chiamata Blyte, da qui verso Parker. Adamski continua ad ubbidire come ad una sorta di comando telepatico e guida gli altri verso un vecchio aeroporto  e verso un sentiero che porta a delle montagne. Tutto sembra pronto, l’ intera attrezzatura fotografica è già disposta per l’ Inusuale e per l’ Evento. Sono zone desertiche e in parte vulcaniche, piene di pietriccio  e strani arbusti spinosi, forse vi sono anche dei serpenti. Le auto hanno avuto delle difficoltà a raggiungere quei luoghi impervi. Ma Adamski ormai appare  un ispirato, guida con precisione e poi si allontana fra alcune montagne. In cielo compare  di nuovo l’ Astronave Madre, il dirigibile o il Grande Sigaro Volante, c’ è anche un aereo  , un B 36, un bombardiere dell’ A. Air Force. Le auto passano sull’ autostrada poco distante, ma nessuno sembra accorgersi di quello che sta per accadere e che segnerà la storia dell’ immaginario collettivo oltre che dei Dischi Volanti.  Adamski ha voluto restare solo, gli altri lo osservano a distanza. E infine ecco, nel  cielo straordinariamente limpido della California, appare il Ricognitore, il Disco Volante che resterà per sempre l’ archetipo e l’ Icona per tutti quelli che credono negli UFO. Una navicella rotonda con una cupola che manda riflessi metallici, sembra il giocattolo di un ragazzino, plana in modo quasi misterioso e subito dopo ecco in piedi uno dei suoi occupanti, Alieno o Angelo o proiezione della mente di Adamski, qualcuno ha parlato di alter ego sublimato. E’ Orthon, così si fa chiamare e dice di venire da Venere. Lo dice o lo comunica telepaticamente ad Adamski che resta quasi in estasi, come davanti ad un’ antica visione sovrannaturale. Sembra la ritrattistica sacra della vecchia Europa, un Angelo e un uomo, ma stavolta c’è il Disco Volante, la navetta dalle tecnologie misteriose e enormemente evolute, con dentro altre creature simili a Orthon che lo salutano. Orthon appare ad Adamski un piccolo essere perfetto, diverso dai futuri Grigi, bello quasi in modo sacro, con i capelli lunghi flessuosi e biondi, e  con lo stigma  della diversità totale, quella diversità che impauriva nel passato chi si imbatteva in un Angelo. E’ uomo? E’ donna?. Anche in questo si rispetta una certo cliché di  androginità del personaggio. E’ tutto quello che il povero George coglie in quel momento di estrema tensione ed emozione, riesce  a fare delle foto che consegna ad Orthon, i due si scambiano idee folgoranti e apocalittiche  per il futuro dell’ umanità minacciata da un conflitto nucleare, e George  si mostra  incauto verso il Ricognitore, e toccandolo con il braccio ne viene momentaneamente danneggiato. Tutto è perfetto, l’ aria tersa di quel deserto sembra essere partecipe di quel momento eccezionale. Più tardi gli altri a breve distanza diranno di avere visto anche loro  la Creatura dell’ Spazio, l’ Uomo venuto dall’ altro Mondo. E a testimonianza dell’ Incontro  resteranno sulla sabbia le impronte delle strane calzature astronautiche di Orthon con dei segni  che somigliano a certi disegni antichi degli Indio Americani. Poi il Ricognitore riprende quota e la Creatura  scompare dopo avere salutato cordialmente  il suo amico terrestre. Una fiaba moderna affascinate, senza orchi  né perfidi gnomi, né cattivi alieni dalla grande testa e dagli occhi di insetto,  una bella  fiaba che avrà un seguito.

Fine seconda parte.

 

©salvogagliardoproduzione.1999-2010. All rights reserved.

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UFO Romance

G. Adamski

L’Amico delle Stelle. 3

di Salvo Gagliardo

 

In quanto al contenuto della conversazione telepatica di Adamski con l’ Uomo venuto dalle Stelle, vi rimando alle belle pagine del libro di lord D. Leslie, pagine che andrebbero lette secondo me da vari punti di vista, ma con molta attenzione, Adamski con parole ha cercato di trasferire un’ esperienza ineffabile e fuori dal comune, leggendo le sue parole entriamo  nel suo Universo fantastico e religioso, e oltre un linguaggio semplice e quasi schietto, con molte reticenze come si conviene a chi ha vissuto una epifania di quel tipo, si trovano intrecci di simboli, immagini e informazioni che dovremmo leggere con più attenzione. Avvolte sembrano i diagrammi di un sogno, altri di segni vaghi di informazioni che non potrebbero essere comunicate altrimenti. Una sorta di crittogramma.  Sappiamo che George era un oratore impacciato, e che aveva difficoltà a comunicare il suo mondo e le sue esperienze, che spesso cominciava a balbettare, e impappinarsi, anche questo fa parte del suo profilo. Altre volte era spedito e lesto nella comunicazione e alquanto infervorato. E’ questo uomo  che  Desmond Leslie, giovane rampollo di una antica aristocrazia irlandese, innamorato di culture alternative ed underground, di musica elettrica, e di testi sacri buddhisti o indiani in cui si parla di Vimana e di antichi Visitatori, e di UFO, scrittore e pilota di aerei,sceneggiatore di film per la televisione inglese,possessore di uno splendido castello in Irlanda e cugino di Wiston Churchill, andò a trovare negli anni Cinquanta a Palomar Gardens.Fu un incontro proficuo e carico di promesse, da cui nacque il fortunato  libro I Dischi Volanti sono Atterrati. Sembra che anche Leslie avesse avuto a suo tempo un Incontro Ravvicinato, in un college inglese e nel suo viaggio a Mount Palomar. Oggi lord Leslie è morto, ma restano i suoi libri e delle  interviste interessanti sul suo amico George Adamski, che si possono trovare  anche in rete. Sono questi  gli anni Cinquanta e Sessanta, si parla di hippie e di New Age, vanno alla grande i Beatles, ma anche le poesie di Allan Ginsberg e Ferlinghetti, i romanzi fantastici ed esoterici di Castaneda, e si parla di Zen e di dottrine orientali. Adamski ha anticipato tutto questo.  Ha anticipato i viaggi nello Spazio e lo Sbarco sulla Luna! Su Venere non può esserci vita! Questo oggi  lo sappiamo, ma Venere potrebbe assumere  altri significati nell’ Universo di G. Adamski. Il suo  mito non è tramontato malgrado gli sviluppi dell’ esplorazione spaziale. E il mito è tutto lì nella sequenza di foto lasciate  e nelle pagine del libro di Leslie come una gemma dentro ad un diadema.

Mi è sempre sembrato affascinante come scrittore di letteratura fantastica e fiction,riconoscere il contributo di Spielberg a questo polacco americano nella costruzione dei suoi fortunati  E.T. E, George .A. potrebbe essere un suo personaggio. Pochi sanno che   Adamski negli anni Quaranta ha dato alle stampe un suo romanzo di fantascienza in cui si può leggere la sua esperienza   del  Desert Center,si tratta di Pionieri nello Spazio, Pioners of Space.  Vi si può trovare Orthon il signore stellare ed altri. E allora? George è stato forse un abile mistificatore? Lo si è sempre detto di tutti i grandi, la questione ad oggi non è stata mai risolta, di certo Adamski ci introduce in un mondo nuovo, in un nuovo Universo, in una nuova era, nell’ era del Dopobomba in cui è, o  sarà possibile, per un uomo qualsiasi,  incontrare un Essere venuto dall’ Altro Mondo. E George  A.  ha espresso  in pieno questo spirito di democrazia,   esattamente come l’ eroe Roy Neary di Incontri Ravvicinati, un uomo umile,  un uomo qualunque scrive una pagina epica  della grande  storia dell’ umanità. E per questo sarà seppellito  ad Arlington , il cimitero degli eroi di guerra. Gli Anni Sessanta ci hanno dato, Papa Giovanni XXIII, John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King e G.A. Questo è stato ed è G. Adamski. Una Grande Fiaba scritta per tutti. Ma se gli Alieni  fossero davvero  fra noi, non ci apparirebbero dapprima come uomini qualunque, come uomini della folla?Come George  Adamski forse? Grazie. Le prossime  volte  esplorerò anche : Inside the Space  Ships. Salvo Gagliardo.

Fine della Parte terza

 

 

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UFO Romance

Rapiti dal Cielo(1)

UFO , Psicanalisi ed X Files

 

Barney e Betty Hill
by
Salvo Gagliardo

E’ accaduto nella Contea di Lincoln, New Hampshire, la notte tra il 19 e il 20 settembre del 1961. Una data che sembra remota anni luce, ma che ha segnato anch’essa lo sviluppo della fantastica storia legata agli UFO. E’ accaduto ad una coppia mista, lei Betty,bianca, di origine caucasica ed anglosassone, lui, Barney Hill, un giovane di colore, afroamericano. La loro macchina stava tornando da una visita a Montreal, Quebec, Canada, e si stava dirigendo verso casa, a Portsmouth, nel New Hampshire. A settembre deve fare freddo da quelle parti, e ci dovrebbe essere la nebbia fra le montagne e la neve. A portare l’ auto è Barney. I Barney hanno lasciato un ristorante e stanno tornando a casa attraverso le White Mountains. Sono circa le 10,30 di sera. Barney è un uomo con la testa a posto, fa l’ impiegato delle poste a Portsmouth, lei, Betty fa l ‘assistente sociale sempre nella stessa città. Lei è una donna razionale e avventurosa, ama chiedere le cose e il perché delle cose, lui è più posato e scettico verso certe storie che in quegli anni circolano negli U.S., storie di UFO e di Dischi Volanti. Betty ha una sorella che asserisce di averne visto uno un giorno. La macchina ha imbroccato la Statale 3 da tempo, e Betty ha l ‘impressione che qualcosa ci sia di strano o di interessante nel cielo quasi stellato. Qualcosa che si muove. Una stella, un satellite, non è molto che USA e URSS ne hanno mandati in orbita terrestre. C’è un terzo nella macchina, è Darsey, un bellissimo cane nero, il cane degli Hill. La luce sembra avvicinarsi velocemente. Ora è Barney ad osservarla. Si, sarà un aereo, un Piper Club o anche un elicottero. La macchina continua per la sua strada, ma la luce stranamente sembra seguirli e avvicinarsi sempre più alle montagne. Betty comincia ad esserne interessata e un po’ impaurita, ma Barney mostra il suo sangue freddo. La macchina continua la sua corsa e la cosa non sembra mollarli, adesso è più vicina e quasi sopra di loro. Betty scherza sui Dischi Volanti, ma Barney sorride scettico,continua a pensare che si tratti o di un aereo o di un elicottero. Giunto ad un certo punto la cosa non sembra più un aereo convenzionale, nè un elicottero convenzionale, è qualcosa d’altro di sicuro. Ormai è vicino fra gli alberi e le montagne. E’ qualche cosa di rosso luminoso e sembra avere degli oblò. Ora anche Barney è incuriosito, ferma la macchina e prende un binocolo. Scende e cerca di guardarlo a distanza ravvicinata. Ma la cosa comincia a muoversi. Barney è preoccupato. Rientra in macchia dove c’è Betty in parte eccitata, in parte preoccupata e in parte incuriosita, e ripartono a grande velocità . L’ oggetto continua a non mollarli. Ora è chiaro che lassù c’è qualcuno che ce l’ ha con loro. L’ auto fila veloce, ma poi Barney non si sa perché imbrocca una strada secondaria e sterrata nella notte. C’è una forte luce da quelle parti, sembra la luna. Barney ferma e scende di nuovo con il binocolo, perché la cosa ora sembra molto vicina. Ma assieme al binocolo prende anche una pistola. Comincia ad avere paura. Si avvicina per vedere meglio quello che sta succedendo. Ora la cosa è quasi ferma nel bosco, forse in una radura, c’è una intensa luce che proviene dall’ oggetto, sembra rotondo con attorno delle fila di oblò. Barney li osserva bene al binocolo, mentre Betty dalla macchina non gli stacca gli occhi da addosso e ogni tanto grida Flying Saucers! Barney ha il tempo di vedere che sotto l’ oggetto intensamente illuminato ci sono degli esserci, dapprima sembrano degli uomini di piccola statura, ma poi si accorge che si muovono in maniera strana, , come se fossero dei soldatini rigidi e decisi. Barney torna di corsa alla macchina. Entrano velocemente, mette in moto e si allontana rapidamente, mentre quelli sembrano essere giunti vicinissimi all’ auto, quasi a toccarla. L’ auto riparte e via via si allontana. Barney è preoccupato ed ha perso il suo sangue freddo, Betty è anch’essa preoccupata, ma continua a parlare di Dischi Volanti. L’ auto ha dei sobbalzi, dei rinculi strani. A Betty gli sembra di sentire un bip insistente, forse proviene dalla radio. In ogni caso sta accadendo qualcosa. L’ oggetto continua a non mollarli anche se l’ auto si è re immessa nella Statale a tutto gas. Poi accade qualcosa. Qualcosa che nessuno dei due ricorda. L’ auto continua la sua corsa o si è fermata? Non si sa. Fatto sta che sono trascorse delle ore, ma nessuno dei due ha la sensazione che sia trascorso tanto tempo. L’ auto ora si trova a 60 chilometri dal posto dove si è fermata l’ ultima volta, ma né Barney, né Betty sanno spiegarsi come siano finiti lì! L’ oggetto sembra scomparso ma l’ auto ha ancora dei sobbalzi e quello strano bip continua a martellare gli Hill. Barney ora sembra tranquillo e guida l’ auto verso casa, Betty forse è quella che sembra avere risentito di più il trauma, continua a parlare di Dischi Volanti e Barney continua a sorridergli incredulo. E infine giungono a Portsmouth, nel grazioso cottage degli Hill. Sembra un episodio di Ai Confini della Realtà, The Twilight Zone, una serie televisiva americana che in quegli anni conobbe un grande successo, ma non è così come vedremo perché la strana storia dei coniugi Hill sembra sia accaduta realmente, è quello che cercheranno di stabilire parecchie persone impegnate non solo nella ricerca ufologica,come il Project Blue Book, ma anche nel campo medico e psichiatrico.
Un’ osservazione che mi piace mettere a conclusione di questa prima parte, è che Betty Hill è la vera protagonista di questa strana storia ed è quella che è rimasta più a lungo sulla Terra per raccontarla, è come si dice nelle fiction, il personaggio attivo, colei che discute e discetta con gli Alieni e con il Capo, mentre Barney sembra il personaggio che subisce la storia, che ne soffre di più e che forse lo porterà alla morte qualche anno dopo. Grazie.

Fine della prima parte……………………….

Gentili visitatori, ho provato a ricostruire i fatti con ciò che ho trovato in Rete , non so se le cose siano esattamente andate in questo modo, ma anche se no, la storia degli Hill continua ad essere ammantata di mistero. Salvo Gagliardo..

 

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UFO Romance

Rapiti dal Cielo2

UFO , Psicanalisi ed X Files

Barney e Betty Hill

di Salvo Gagliardo

 

L’ avventura di quella notte  dovrebbe essere dimenticata facilmente, o rimossa come una forma di allucinazione, ma  invece le cose per gli Hill, cominciarono ad andare diversamente in un crescendo di climax che li porterà tutti e due nel lettino dello psichiatra Benjamin Simon di Boston. Quella che  ha cominciato  ad avere strani comportamenti è stata Betty. Dopo avere fatto una relazione dettagliata alla U,S. Air Force da buona patriota, relazione che in parte è finita sui tavoli della Commissione di Inchiesta Governativa sugli UFO. il Project Blue  Book, la donna ha cominciato a nutrire un forte interessamento per i Dischi Volanti, leggendo quanto  è riuscita a trovare sull’ argomento  e entrando in contatto con il maggiore a riposo dei Marines Donald Keyoe,nonché scrittore di storie fantastiche per i pulp d’ America, e  che nel 1950 aveva pubblicato un libro molto fortunato, I Dischi Volanti Sono Reali. Poi sono cominciati i brutti sogni, gli incubi ricorrenti. Ma dopo qualche mese quello che ne ha risentito di più sembra essere stato Barney. La sua salute da quella notte ha cominciato a peggiorare. Oltre ai disturbi della sfera del sogno e del sonno, Barney cominciò ad accusare disturbi psicosomatici di una certa gravità che lo costrinsero  a rivolgersi ad un medico. Il medico di famiglia ascoltò lui e poi ascoltò Betty e infine li orientò verso uno psichiatra di Boston, il dottor Simon, che nelle sue cure ricorreva all’ ipnosi e all’  ipnosi regressiva per individuare l’ origine della malattia. Intanto  in casa Hill fa la sua comparsa Walter  Webb, un giovane che si interessa da tempo di UFO e che è legato al maggiore Keyoe, anzi è lui a mandarlo dagli Hill, dopo che Betty lo aveva contattato e gli aveva narrato a sommi capi quello che le è parso fosse successo quella notte, Webb fa molte domande e torna diverse volte dagli Hill. Intanto nel gennaio del 1964 hanno inizio presso il dottor Simon le sedute a base di ipnosi regressiva. Sia Barney che Betty vengono sottoposti al medesimo trattamento. E ciò che salta fuori dai loro ricordi regressi ha qualcosa di inquietante se non di raggelante. Non dimentichiamo che queste sono  le prime testimonianze dettagliate  di un abduction, di un rapimento alieno. I tempi di Adamski sono lontani e l’ America sta conoscendo un forte flap ufologico che dura dagli anni cinquanta e dai Dischi Volanti su  Washington D.C. L’ America da tempo ha apprestato delle Commissioni di Inchiesta e dei gruppi di studio sul fenomeno, chiamando scienziati, sociologi, psicologi e esperti militari a collaborare, fra questi c’è l’ astrofisico Allen Hynek. Le scene oniriche che Simon tira fuori da Betty e da Barney sono davvero allucinanti. Per la prima volta gli Alieni divengono temibili e mostruosi e realizzano gli incubi degli sceneggiatori di film di fantascienza degli Anni Cinquanta e Sessanta . La leggenda metropolitana o la realtà dell’ Alieno cattivo e dall’ aspetto mostruoso o repellente, in ogni caso non umano, che si diverte a rapire e a fare esperimenti sugli umani, simile ad un nazista dei Campi di Concentramento, nasce proprio ora, Adamski ci aveva raccontato una meravigliosa favola senza orchi né streghe, gli Hills ce ne raccontano un’ altra con orchi e con streghe. I tempi stanno cambiando anche su  ciò che noi pensiamo possa esistere fra le stelle.

Ed ecco quello che sarebbe successo fra le montagne del New England quella notte di aprile. Una forte luce si era avvicinata all’ auto, una luce strana, diversa dalle altre, una intensa luce rotante e pulsante, forse di un  colore rosso fiamma. Barney quando aveva esplorato  l’ oggetto con il binocolo aveva visto delle creature che lo guardavano dagli oblò disposti in file attorno all’ oggetto.  La luce  è là ferma in alto sopra gli alberi.  Gli Hill ne sono turbati ed incuriositi. Dove si è fermata la loro auto modello America  anni cinquanta e sessanta non passa nessuno, è un sentiero sterrato che porta all’ interno, verso  una radura,  i boschi e le montagne. Betty ricorda che la macchina si era allontanata a tutta velocità mentre qualcuno o qualcosa si stava avvicinando e sembrava minacciosa. Betty dirà più tardi, degli esseri strani e dagli strani occhi, che si muovevano stranamente, come soldatini o dei robot, in formazione. Erano sette, o nove, o undici. Erano senza caschi,  e le loro teste erano assolutamente glabre. C’è un gioco di luci provenienti dall’ oggetto e di strane figure in movimento, c’è la notte e c’è il terrore degli Hill.Sono riusciti ad allontanarsi o la macchina è stata in qualche modo fermata, catturata? Io amo immaginare che il rapimento sia avvenuto  proprio  lì, in quella strada solitaria. Forse è  intervenuto una sorta di sonno o di tramortimento. Fatto sta che ora gli Hill vengono guidati verso quello che  appare un’ astronave aliena. La storia è  stata ricavata da sogni ricorrenti o incubi e tirata fuori sotto ipnosi dal dottor Benjamin Simon di Boston. Per cui si colora di sogni e di un linguaggio tipicamente onirico.  Che nella realtà sia accaduto quello che viene narrato forse ha poco importanza,  entriamo qui nel mondo degli stati di coscienza alterati, è questo il fascino della storia! Non si sa mai con certezza se   gli UFO hanno operato materiali rapimenti! Ma tutto avviene in un gioco di sogni e di vaghi risvegli! Se gli Alieni sono capaci di entrare nei nostri sogni e condizionarli, allora siamo davvero di fronte a Creature oltre ogni immaginazione che mettono in crisi ogni nostra certezza del  qui e del dove! Il cui potere mentale e tecnologico,  è di gran lunga superiore al nostro! Una storia di fantascienza hard che si colora di fantasy! Ora Betty è dentro l’ astronave. Vede attorno a lei quelle strane figure la loro descrizione è incerta, di certo non sono umani. Hanno   strani  occhi e strane teste, sono per  lo più piccoli di statura, o forse non tutti. Betty ne conta nove o undici e fra questi c’è chi ha l’ aria di essere il Capo della spedizione. Questi si esprime in perfetto inglese comprensibile, o forse così gli parla telepaticamente! Forse è nella testa di Betty che quel suono risuona. Viene subito rassicurata. Non c’è da temere per la loro incolumità. E’ solo un test condotto sugli umani. La stessa rassicurazione viene fatta a Barney che appare più terrorizzato, mentre in  Betty  assieme  al terrore gioca la curiosità. Forse  lei è l’ unica ad avere  capito l’ importanza del momento. Chissà se Dalsey,  il cane degli Hill ne è stato consapevole!

……fine seconda parte.

©salvogagliardoproduzione.2010.All rights reserved.

 

 

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Taccuini di Fantastika

20.000 Leghe  Sotto gli Oceani.

Oceanauti, Uomini sirena e Metamorfosi

 Breve omaggio  a Jules Verne,e  al capitano Nemo

by

Salvo Gagliardo

L’ Anno Geofisico Internazionale, IGY,   portò negli anni Cinquanta ad una vera mappatura degli Oceani e dei suoi  fondali, fu un’ operazione scientifica colossale, che vide impegnati un gran numero di ricercatori e di mezzi, nel tentativo di scandagliare gli habitat del pianeta, scosso dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla Bomba A. Questa fantastica e colossale operazione altamente scientifica vide impegnati uomini di scienza  e tecnici di tutte le branche del sapere, dall’ astronomia, all’ astrofisica, alla geologia, alla oceanografia. alla astronautica. Il grandioso progetto fu annunziato nel 1950 dall’ International Counsil of Scientific Unions, e  fu varato nel Luglio del 1957, in occasione di un picco eccezionale dell’ attività solare. Venne chiuso   nel dicembre del 1958.  Il 30  giugno del 1957 il Presidente   degli  Stati Uniti, D. Eisenhower lo annunciava pubblicamente  attraverso la radio e la Tv a tutto il mondo con uno storico discorso. All’ evento si sottoscrissero e parteciparono ben 70 nazioni.

Il mondo stava appena uscendo da una terribile guerra, ma  che aveva fatto fare un balzo in avanti nel  progresso tecnologico e scientifico,  si apriva  l’era della missilistica, del radar e del computer. In quel tempo in Italia  si leggevano i libri del fantastico ricercatore dell’ insolito  Peter Kolosimo, e la fantascienza americana sbarcava in massa in Europa assieme ai nuovi modelli di vita d’oltre oceano. Ma il mondo che usciva dalla guerra si ritrovò di nuovo a combattere un’ altra guerra, stavolta più silenziosa e più occulta ma altrettanto brutta, fu chiamata Cold War, Guerra Fredda. L’uomo era pronto a sbarcare sulla Luna e i primi satelliti artificiali ruotavano attorno al nostro pianeta, riflesso aimè di quella  guerra fredda. Ma quell’ Anno Geofisico Internazionale fu il primo tentativo del Dopobomba di concepire   il mondo globalmente, fuori dagli interessi locali e nazionali. Naturalmente la presenza dei Russi e degli Americani fu massiccia, ma si aggiunse anche quella del Giappone e di molte  altre nazioni. A trarne grandi vantaggi, furono soprattutto le nuove Basi Scientifiche e di ricerca situate nell’ Artide e nell’ Antartide, ma anche la scienza astronomica se ne avvantaggiò,  e le nuove scienze della missilistica. A noi scrittori di Fantastico quella occasione storica ci offre diversi spunti per fantastiche storie di avventura nell’ Ignoto scientifico. Ma qui mi preme mettere in rapporto questo evento con lo studio in vasta scala degli Oceani  e dei suoi fondali. gli scrittori di fantascienza hanno ambientato le loro storie fra le stelle e i pianeti più diversi, ma pochi sono quelli che ci hanno fatto immaginare uno sviluppo dell’ uomo nel mare! Ed è strano perché oggi la NASA spende energie e fondi nello studio delle profondità marine,  in vista di una possibile e futura colonizzazione. E’ un aspetto dell’ evoluzione che ancora ci sfugge. E’ chiaro che giunti a questo punto e considerando certe condizioni in cui attualmente si trova il pianeta, qualcuno possa ironizzare sulla cosa! Non mi sfugge l’ ironia. Ma lontano  da ogni catastrofismo insito nella sfida tecnologica,  a me piace immaginare il ritorno programmato  all’ acqua di un mammifero uscito, attraverso l’ evoluzione, proprio dall’ acqua. Il capitano Nemo acconsentirebbe e ci farebbe notare che i tre quarti del pianeta sono acqua e che una parte non indifferente del nostro organismo è costituito d’ acqua! La leggendaria e mitica civiltà di  Atlantide era in  contatto intimo con il mare. E non sono poche le leggende e i miti che parlano di Oannes, una misteriosa Creatura uscita dal mare in tempi leggendari per avviare l’ uomo verso nuove  strutture più evolute  di civiltà. C’ è qualcosa di sublime e misterioso nel fatto che l’ uomo  che si espanderà nello Spazio, colonizzerà anche gli oceani. Che l’ uomo che  si inabisserà nelle profondità oceaniche, viaggerà verso la Luna e Marte ! Almeno per me. Che Astronauta sarà sinonimo  di Oceanauta! C’è qualcosa di maledettamente Divino in questo! Un giorno vivremo a 700,1000,3000 metri di profondità, nei profondi abissi oceanici. Scenderemo sempre di più come saliremo sempre di più, man mano che ci evolveremo. Scenari da fiaba tecnologica  e scientifica  si apriranno là sotto, città illumineranno  gli abissi, e navette del tipo shuttle ci trasporteranno sempre più in basso da una città  all’ altra,da  una base all’ altra. Sarà l’ era di Abissvalle, e del ritorno del Dio marino. Là sotto si vivrà, si lavorerà, si studierà, ci si divertirà. Un Universo nuovo, quasi del tutto inesplorato,  si aprirà per l’ uomo. Gli   Oceani contengono  tesori  nascosti e le creature più inverosimili e impensabili. Il Capitano Nemo tornerà a vivere e il mare  sarà di nuovo il suo esclusivo  elemento. Va bene questo volo  di  fantasia, ma perché  non  aggiungerci   una futura mutazione genetica dell’ uomo? Fantastico off limits, forse, ma oggi ci avviamo  velocemente verso la manipolazione totale  del DNA! Forse che le nostre strutture organiche sono refrattarie all’ ambiente marino, quanto lo sono agli Spazi cosmici? mi sembra che  con la balena e con il delfino condividiamo moltissimo, molto di meno  condivideremmo con un possibile abitante di Marte! Forse lentamente l’ uomo si trasformerà in sirenide, avrà le mani e i piedi palmati, gli occhi adatti all’ acqua e le branchie di un pesce? Sarà quella  specie nuova, immaginata  nei sogni e negli incubi agghiaccianti di  Howard Phillips Lovecraft, ma  nemmeno lontanamente pensata  dal francese  Jacques Cousteau e dallo svizzero Auguste Piccard? Grazie. Salvo Gagliardo.

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