My City.Florio a Dynasty

FK.Review

 

FantastiKa Review

Florio Incorp. Made in Sicily  .

Portrait of a Dynasty

Henry Ford nelle Terre dei Gattopardi

Vino, donne, canto, passioni, gioco, sport, automobili, vapori, arte  e potere, sullo sfondo del Mar  Mediterraneo. Una storia di mare che si è  fatta isola.

Prologo

Armatori, Industriali, Albergatori, Banchieri, la famiglia Florio √® stata nel passato una vera forza industriale e produttiva di eccezionale forza e portata, segnata negli ultimi anni dalla sventura e dal tracollo. Una vera caduta degli dei, un gotterdammerung nelle ex¬† terre di Federico II, e un esempio di come uomini di tale ¬†spessore e forza non riescono nel tempo malgrado tutto, ¬†a sostenere questa potente energia, ¬†segnata alla fine da un tracollo dovuto alle¬† tumultuose¬†¬† e capricciose volont√† della Storia. Una storia che spesso si √® ripetuta negli ultimi duecento anni in Europa e in Occidente, un modello che ha naturalmente preso piede negli Stati Uniti a cui questo modello si √® spesso rifatto, in nome di un Progresso della civilt√† e naturalmente di Palermo e della Sicilia a cui i Florio hanno quasi visceralmente e passionalmente¬† creduto. Ma oggi quei tempi sono lontani e tramontati e la Sicilia √® di nuovo tornata in un ristagno economico da cui si spera¬† che i nuovi tempi l‚Äô aiutino ad uscire. Ma non spetta a me scrittore di fantastico e letteratura fantastica slittare in queste considerazioni. Ma qui voglio solo dare un quadro anche se imperfetto di un destino e di una forza demiurgica che ha della tragedia greca ma che¬† anche contiene i sogni di una classe, la borghesia al potere il cui tramonto sarebbe stato segnato dalla Prima Guerra Mondiale e poi dalla Seconda che ha trasformato il mondo¬† e la storia. Di certo La Famiglia Florio richiederebbe una penna molto pi√Ļ approfondita¬† della mia, quella di un grande scrittore che ne cantasse la nascita e il declino, forse di un¬† Thomas Mann dei Buddenbrock, o semplicemente di un Verga siciliano, o anche l‚Äô occhio e l‚Äô intelligenza e il gusto ¬†di un Luchino Visconti, o le atmosfere da Fanciulle in Fiore di un Marcel Proust, in pi√Ļ modi legato a questa straordinaria avventura che unisce ¬†la Sicilia all‚Äô Inghilterra e alla grande aristocrazia europea al tramonto. Marcel Proust, Herry Ford, i Rothschild, e vari spunti che ci spingono fino al pi√Ļ prossimo¬†¬† Aristotele Onassis, con qualcosa delle rinascimentale¬† famiglia Medici di Firenze trasposta in una Palermo tuffata fra palmizi, il mare azzurro, ¬†il Liberty e la Belle Epoque, e con ¬†diverse ambizioni napoleoniche. Il parigino Robert de Montesquieu amico di Proust ,il poeta ¬†Gabriele D‚Äô Annunzio , il pittore de belles dames, Giovanni Boldini, e tanti altri artisti ed esteti, fra cui l‚Äô architetto palermitano Ernesto Basile, furono incantati dalla sfarzo fine secolo della famiglia e naturalmente dalla splendida e molto discussa Donna Franca Florio, moglie di Ignazio Florio jr. E a¬† testimonianza di questo sfarzo da corte rinascimentale ci sono le firme dell‚Äô Imperatrice dei Francesi, Eugenia, lo Zar di Russia Alessandro e di Nicola,di ¬†Edoardo VII di Inghilterra, i cui sfavillanti Yacht fanno bella vista alla fonda del porto,¬† in una Palermo i cui tre quarti della popolazione vive ancora nelle ristrettezze e nel bisogno, in una economia ancora fortemente segnata¬† dal feudo e dall‚Äô agricoltura. Forse un Orson Welles avrebbe tratto qualche bel film dalla storia dei Florio, di certo Quarto Potere ci d√† una immagine¬† trasposta¬† negli USA, della potenza e del declino ¬†di un Capitale in espansione, come fu quello dei Florio che naturalmente avevano anche creato ¬†la testata¬† di un famoso giornale, L‚ÄôOra in cui un mitico Rastignac narrava le ¬†gesta mondane ¬†dei suoi rampolli ¬†pi√Ļ vitali e chiacchierati, e ¬†che ha chiuso i battenti qualche anno fa.

 Photo arteliberty.it

 Articolo interamente scritto da Salvo Gagliardo. Copyright Ottobre 2011.

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 Inizi e  Sviluppo.

Paolo Florio in qualche modo il capostipite di questa straordinaria dinastia, non era siciliano ma nei primi decenni del secolo XIX si era trasferito dalla vicina Calabria a Palermo. Dinastia fortunata quindi, ¬†con il mare nel sangue e¬† di Bagnaro Calabro, Paolo Florio, creatore della Casa si trasferisce presto ¬†a Palermo ed apre una fortunata drogheria. Vincenzo il figlio, mostra la intraprendenza del padre , mette al mondo tre figli, fra cui Ignazio, e gestisce le¬† tonnare¬† all‚Äô Arenella, e Favignana. Fonda una Compagnia di Navigazione, una Societ√† di Assicurazioni Marittime, e acquista il vino Marsala che con le sue navi trasporta in tutto il mondo. Gestisce le¬† zolfare siciliane. Fonda fabbriche per l‚Äô industria tessile. Acquista a Palermo una fonderia per l‚Äô acciaio, l‚Äô Oretea, ottiene appalti dal nuovo Stato Italiano, per il trasporto marittimo della posta. Intuito, passione e valorizzazione delle risorse con un occhio al Progresso e alla ¬†Storia. Entra in concorrenza con alcuni intraprendenti inglesi che nell‚Äô Isola avevano gi√† valorizzato il vino Marsala facendolo conoscere in tutto il mondo, gli Ingham, i Woodhouse e ¬†i Withaker, ¬†allocatesi bene nell‚Äô Isola e a Palermo e i cui palazzi sono ancora visibili, ¬†a testimonianza di quell‚Äô Era di Splendore. Una vocazione quella inglese che trova forse le sue radici nell‚Äô antica conquista normanna. Palermo era appena uscita da una famoso Expo Nazionale del 1892, quando i Florio erano quasi giunti alle vette del successo economico e l‚Äô esposizione dei macchinari degna ¬†della fantasia e dei sogni ¬†di un Jules Verne mostravano i destini di una Europa felice benedetta dal Progresso e dalle Macchine, sembra di leggere un racconto di Conan Doyle, e perch√© non immaginare Sherlok Holmes ¬†in una visita professionale in questa splendida citt√† cos√¨ anglicizzata con il suo fedele dottor Wattson? Ma sono queste fantasie e tentazioni di uno scrittore! Nel¬† 1873 Florio fonda la Trinacria e fa ¬†concorrenza a¬† Rubattino, con cui finir√† per associarsi divenendo cos√¨ la pi√Ļ esplosiva Compagnia Navale di navi a vapore ¬†del Mediterraneo. E lo scettro passa a Ignazio Florio. Padrone indiscusso di un Impero Commerciale su cui non sembra tramontare il¬† Sole. E‚Äô questa l‚Äô Era pi√Ļ splendente e discussa, i Florio e la storia dei suoi rampolli √® su tutti i giornali, dal New York Time i pi√Ļ importanti giornali di Londra e di Parigi.

 

 

Ignazio Florio era anche¬† un viaggiatore cosmopolita e molto curioso,oltre che un viveur e gi√† con la fama di chercher la femme,¬† sogna una ¬†¬†Palermo che non ha¬† niente da invidiare¬† alle grandi citt√† d‚Äô Europa, ma per questo √® necessaria una grande ricchezza, che i Florio ormai possiedono. Divenuto il delfino della Grande Impresa Florio una vera Holding del tempo, Ignazio Florio junior √®¬† li vero padrone di tutto, societ√† armatoriali, banche, industrie, acciaierie, tonnare, industria del vino, alberghi, banche. Societ√† di Navigazione Italiana, forse la pi√Ļ imponente societ√† armatoriale europea, e promotore di una quantit√† di iniziative e di lavori che segnano in concreto la sua abilit√† di padrone delle ferriere ¬†e signore del vapore come d’altronde lo era stato Vincenzo Florio, ma con un tocco di mondanit√† cosmopolita in pi√Ļ ¬†che non guasta e che porta enormi somme nelle casse delle banche gestite dai Florio con qualche appoggio da parte dei potenti Rothschild.Ignazio Florio era anche¬† un viaggiatore cosmopolita e molto curioso,oltre che un viveur e gi√† con la fama di chercher la femme,¬† sogna una ¬†¬†Palermo che non ha¬† niente da invidiare¬† alle grandi citt√† d‚Äô Europa, ma per questo √® necessaria una grande ricchezza, che i Florio ormai possiedono. Divenuto il delfino della Grande Impresa Florio una vera Holding del tempo, Ignazio Florio junior √®¬† li vero padrone di tutto, societ√† armatoriali, banche, industrie, acciaierie, tonnare, industria del vino, alberghi, banche. Societ√† di Navigazione Italiana, forse la pi√Ļ imponente societ√† armatoriale europea, e promotore di una quantit√† di iniziative e di lavori che segnano in concreto la sua abilit√† di padrone delle ferriere¬†¬†

 

E nel 1893 avviene  lo storico sposalizio, il matrimonio fra Ignazio e la bella e ricca gentildonna siciliana  donna Franca baronessa di San Giuliano. Questa splendida signora ritratta in un famoso  quadro da Boldini, ha 24 anni quando va in sposa al multimilionario industriale e viveur palermitano. E Palermo diventa così  veramente felice, simbolo  di una Belle Epoque spensierata e gaudente,  che va costruendo le sue ville, i suoi palazzi, i suoi alberghi lussuosi, e i suoi Lidi a mare. Ernesto Basile diventa l architetto preferito dai Florio, a lui sono dovuti Villa Florio e Villa Igiea, e il Teatro Massimo  di Palermo.

Photo it.wikipedia.org

¬†Photo.coriandoliegadi.alterv…

 Articolo interamente scritto da Salvo Gagliardo. Copyright Ottobre 2011.

Donna Franca Florio

Villa Igiea Hotel and the Lady of Sicily. Franca Florio.

 

 

Premessa

L‚Äô 11 febbraio del 1893 presso la Chiesa di San Jacopo a Livorno, sposano la palermitana Franca Jacona, baronessa di San Giuliano e Ignazio Florio, figlio di Ignazio senior e fratello di Vincenzo junior. Lui e Vincenzo sono gli eredi di una invidiabile, quanto inestimabile¬† patrimonio, quello della dinastia dei Florio, fortunati commercianti che all‚Äô inizio del secolo si erano impiantati a Palermo giungendo¬† dalla Calabria. Una¬† fortuna davvero incalcolabile che include banche, industrie, fabbriche, acciaierie, compagnie navali, vini doc esportati in tutto il mondo come il Marsala, acciaierie, tonnare e tanto altro ancora. Un matrimonio quindi che non pu√≤ passare inosservato nel mondo che conta di allora e nella jet society del tempo. Si dice che i Florio abbiano stretto un rapporto d‚Äôaffari anche con i potenti Rothschild. Franca Florio √® una bella e vivace ¬†ragazza di venti anni che il potere del denaro, assieme¬† ad una bellezza seducente e a un carattere imperioso anche se languido e un po‚Äô orientale, il prestigio del marito, i continui viaggi e le frequentazioni dei salotti mondani di Europa, faranno di lei una delle donne pi√Ļ chiacchierate del tempo nell‚Äô universo chic e alla ricerca di divertimenti e avventure che fu l‚Äô et√† della Belle Epoque¬† a cui una terribile guerra pose termine. Lui, Ignazio Florio che nelle foto appare come un giovane piacente, impettito e con i baffi, con una particolare vivacit√† ed intensit√† dello sguardo, ha gi√† fama di cherch√® la femme, di cacciatore di gonnelle compiacenti e attratte dalla sua enorme fortuna oltre che dal suo carisma di uomo che costruisce e sogna un mondo alla portata del suo denaro, viveur e instancabile viaggiatore. E la moglie non gli sar√† da meno e nella sua non breve vita sar√† circondata da nugoli di spasimanti e corteggiatori pronti a cadere ai suoi piedi o a cedere al suo sguardo che sembra essere stato molto affascinante e seduttore., corteggiatori e spasimanti e alcuni di un certo nome e livello per non parlare degli stessi regnanti europei che la frequentavano e alcuni le facevano anche apertamente la corte. M Ignazio ha anche un sogno che le sue enormi fortune sono capaci di realizzare, quello di trasformare la sua citt√† natale, Palermo, da citt√† ancora feudale e mediavele per certi versi in citt√† moderna e in linea ¬†con i tempi. I suoi viaggi nele maggiori citt√† di Europa gli hanno fatto capire che Palermo, no negando il suo passato, pu√≤ diventare una citt√† che gli Europei possono invidiare o desiderare di visitare spesso, se mancano le strutture per questo i Florio possono mettere la loro intelligenza e il oro denaro per fare questo. Un passo epocale quindi per Palermo guidato naturalmente non dai soli Florio, ma di cui i Florio sono i maggiori animatori e promotori.

 

Expo Nazionale 1891-1892

E Palermo si era già avviata su questa strada  con l’ Expo Nazionale del 1890-1891. Inaugurata il 14 dicembre del 1891 da Umberto I e la Regina Margherita. L’ Expo metteva in mostra ogni tipo di macchinario complesso o di prodotto industriale, una vera fiera del Progresso degna dei libri di avventura di Jules Verne, un esempio di quello che le scienze, le tecniche e l’ abilità dei nuovi padroni del vapore sapevano e potevano fare. Il mondo stava cambiando, e così Palermo, sebbene i tre quarti dei suoi abitanti vivessero nelle stesse condizioni in cui li aveva trovati Garibaldi. L ità si espandeva verso i Colli e verso il Mare, e l’ Esposizione occupava una zona del nuovo Viale della Libertà, I nuovi quartieri e i nuovi palazzi di una borghesia ricca e prospera che si metteva alle spalle le architetture urbanistiche spagnolesche, madrilene e cupe della vecchia Palermo, ma si apriva a spazi pieni di luce, a giardini, e a ville costruite nel nuovo  stile liberty sebbene originale e che non tradiva una certa aria normanna e gotica, e un certo stile orientaleggiante da mille e una notte, proprio di una città che posta alle porte dell’ Africa aveva subito l’ influsso di una miriade di civiltà e popoli. Una città che si era da poco aperta a un certo stile anglicizzante, con la comunità di inglesi che vi si era impiantata fin dagli inizi del secolo attratta da possibili mercati lucrosi e dalle bellezze dell’ Isola e della città. Un look inglese quindi con nuove esigenze di spazi,  di verde e di mare  e che non dispiacesse a i nuovi viaggiatori che vi giungevano appositamente attratti dalla stella dei Florio e dalle novità ch i Florio offrivano al mondo ricco, un po’ annoiato e in cerca di divertimenti e di comodità.

 

 

Hotel Villa Igiea

paesionline.it

Oggi appartenente alla grande catena alberghiera degli Hilton e al Gruppo Acqua Marcia, Villa Igiea come Taormina hanno rappresentato una Icona per la  Sicilia e il grande hotel a cinque stelle un fiore all’ occhiello per Palermo e per il turismo siciliano, ma non molti forse sanno che la storia e il destino di questo splendido albergo di fronte al mare è legato strettamente  alla famiglia Florio, alla sua potente Dinastia a cominciare da Ignazio Florio junior e alla immagine quasi da cover girl per la società europea ricca e spensierata del tempo, della giovane moglie donna Franca Florio.

 

Siamo giunti,  in questo breve viaggio siciliano nel  il blasone di una grande  dinastia di commercianti,  che in breve tempo sono riusciti a possedere enormi ricchezze e potere, all’ Expo palermitana  del 1891 con cui si iniziò il rinnovamento della città e che portò Florio a gestire la sua immagine di viveur e di uomo di affari per tutta Europa, anche l’ Expo portava la firma della Dinastia  ma anche di un architetto palermitano Ernesto Basile che in qualche modo sarà l’ artefice del rinnovamento architettonico ed artistico della capitale siciliana. Di lui si parlerà a lungo e Palermo rinnova i suoi teatri, le sue piazze, i suoi giardini e le sue ville, nonché i suo stabilimenti a mare, Mondello Valdesi, grazie a questo geniale professionista formatosi nella scuola europea del neogotico e del liberty. Un Gran Galà si svolse in quel novembre 1891 presso l’ ancor fresco e splendido  Teatro Politeama Garibaldi anch’esso  situato lungo l’ asse del Viale della Libertà in cui la giovane Franca Jacona non ancora Florio, sfoggiò la sua giovanile e molto intrigante bellezza, oltre che i suoi meravigliosi abiti e preziosi, una donna  che sarebbe piaciuta ad un Robert de Montesquieu o ad un Marce Proust.

 

 

 

Un altro Gran Gal√† oltre quello dell‚Äô Expo si sarebbe celebrato a Palermo nel dicembre del 1900, una Soir√®e epocale che inaugurava ufficialmente l‚Äô albergo di ¬†Villa Igiea, presenti i grandi quotidiani del tempo, dal New York Times a Le Figaro, si aprivano cos√¨ le porte alla crema¬† di Europa, e all‚Äô America milionaria, all‚Äô aristocrazia annoiata di mezzo mondo e al fior fiore delle corti europee, di un grande albergo che avrebbe continuato a far parlare di s√© anche quando la stella dei Florio sarebbe tristemente ¬†tramontata. Villa Igiea era stata totalmente sognata e¬† voluta dai Florio e sarebbe divenuta la dimora sontuosa e regale della Dinastia e soprattutto di Franca Florio che vi accolse sfavillante, flessuosa e pigra come¬† un‚Äô odalisca orientale, re e regine, banchieri e artisti da mezzo mondo. Nell‚Äô¬† immaginare queste serate come non evocare le immagini allucinate di un¬† Jack Torrance¬†¬†¬† e del fastoso Overlook Hotel anteguerra. Come non far combaciare le foto del tempo con quelle del nuovo ¬†albergo palermitano frequentato da una borghesia ricca e desiderosa di divertimenti e di avventure. Splendido immaginare questo sito di fronte al Mediterraneo, con terrazze, torrette, merlature, disegni e stili che ricordano le Mille ¬†e una Notte e gli antichi splendori di una Sicilia araba, la pi√Ļ dinamica e aggressiva Sicilia normanna e gotica, ma anche con arie e prospetti che ricordano i grandi alberghi della Costa Azzurra, il tutto ridisegnato da un genio dell‚Äô architettura Liberty e Jugendstil,¬† che il destino fortunoso ¬†aveva fatto incontrare i Florio, Ernesto Basile ¬†¬†l‚Äô architetto di una Palermo¬† urbanisticamente e architettonicamente rinnovata. Ricordi di notti orientali dal profumo dei gelsomini misto ai profumi dei salotti parigini frequentati dal giovane Marcel Proust, da Swan e dalla duchessa di Guermantes, nella Recherche. E Franca Florio ¬†era il simbolo isolano di questo mondo che presto sarebbe tramontato, cosmopolita, quasi parigina di adozione, viaggiatrice e bella ambasciatrice della Casa Florio, frequentatrice dei salotti e dei palazzi che contano, simbolo ed icona ¬†di donna moderna, ricca e sessualmente disinvolta cos√¨ da apparire spesso¬† os√©, che fece spendere fiumi di inchiostri ai giornali del tempo, e di cui hanno parlato e cantato artisti e scrittori e mi ¬†viene ¬†anche alla memoria ¬†Oscar Wilde, e infatti qualcosa di vittoriano e anche di trasgressivo aveva questa Palermo fin de siecle e inizio secolo, tutta ridisegnata all‚Äô inglese, ma con i sogni trasgressivi di notti orientali e di palmizi africani, con i lussuosi Yacht che come quelli dei Florio sostavano alla fonda e che portavano a Villa Igiea ¬†la high ¬†society d‚Äô Europa, e da cui sbarcavano ¬†¬†banchieri come ¬†¬†Nathaniel Rotshild o Venderbilt, il multimilionario americano John Pierpont Morgan, e il re del t√® Thomas Lipton, per rendere omaggio alla regina di quel tempio voluto dal marito, donna Franca Florio, ma anche per abitare regalmente¬† le sale sontuose arricchite ¬†degli¬† affreschi floreali di Ettore Maria De Bergler,¬† per abitare le sue terrazze a mare e i suoi portici, o il famoso Circolo degli Stranieri, o si suoi fastosi saloni, le scalinate di quercia, le sale da pranzo e da ballo, la sala da bigliardo, la sala di lettura, il bar, gli appartamenti¬† reali. I regnanti ¬†inglesi vi erano di casa, e cos√¨ la zarina assieme al Kaiser di Germania, quando non erano le atre dimore dei Florio sparse per la citt√† ad ospitarli. Cos√¨ Palermo si tingeva ¬†di Africa, di Svizzera, di Francia, di Svezia, di Inghilterra, rivelando il suo destino di citt√† multietnica alle porte dell‚Äô Europa, dell‚Äô Africa e del Mondo Mediterraneo per√≤ da molto tempo ormai tramontato. Momento felice della citt√† che presto si sarebbe spento per sempre.

 

Articolo interamente  scritto da Salvo Gagliardo. Ottobre 2011. All rights reserved.

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