di Salvo Gagliardo
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Films

Mag

 

2001. In Space Odyssey

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by

Salvo Gagliardo

 

“However vast the darkness, we must supply

                                   our own light.” – Stanley Kubrick

                                                                                                                                                                   

                                                                                                                                                                               

 

 

 

         Introduzione

 

 

 

Il film è un libero adattamento di  un racconto di Arthur Clarke, ma lo stesso scrittore di fantascienza inglese ha fatto uscire nel 1968 anche un romanzo intitolato 2OO1. The Space Odyssey, che può anche considerarsi una sorta di novelization del  film e alla cui stesura ha anche collaborato Stanley Kubrick. La sua lettura potrebbe essere di grande interesse per la completa comprensione del film.

Il film si sviluppa in uno spazio tempo dilatato e in questo somiglia a diverse opere  di science  fiction scritte in America fin  dagli anni Venti. E più che narrare una singola storia, ossia l’ avventura di una astronave nello Spazio, si assume il compito ambizioso di tracciare il cammino dell’ intera umanità, dalla sua comparsa su  questo pianeta fino alla sua inevitabile espansione  nel Cosmo. Il film  presuppone   quindi l’ idea che l’ uomo sia una specie evolutiva complessa e fragile,  non dissimile da altre specie Intelligenti che popolano la nostra galassia e che il suo destino sia quello di navigare fra le stelle. Una idea bella e nobile e anche scientificamente attendibile, io stesso  la sottoscrivo, ma la genialità di Kubrick è consistita nell’ introdurre un elemento nuovo e di sorpresa, ossia la presenza di una Super Intelligenza Aliena, che potremmo anche chiamare Dio, non sappiamo se  un essere  singolo o una intera civiltà, che attraverso un misterioso Monolite, guida l’ uomo nel suo cammino evolutivo dal suo stato di antropoide scimmiesco alla sua forma più evoluta di esploratore spaziale. Ma con questa idea sorpresa,ve ne è anche un’ altra, la presenza nel film di evoluto Calcolatore, qui chiamato Hal, Heuristic Algoritm, che diviene il protagonista della storia, finché l’ astronauta David Bowman non decide di toglierlo di mezzo disattivandolo. Il film diventa quindi uno dei primi se non il primo ad affrontare in modo seri ed evoluto il problema dell’ Intelligenza Artificiale. Allora negli anni Sessanta  questo tema non era ancora molto popolare. Un altro tocco in più che aggiunge genialità e capacità di vedere il futuro al regista americano.

 Il grande tema del film è la Metamorfosi, metamorfosi della scimmia in uomo, metamorfosi dell’ uomo  in dio, attraverso dei passaggi che durano milioni di anni, ma guidati per così dire, o generati dalla presenza del misterioso monolite nero,una sorta di Dio o un manufatto Alieno di tecnologia impensabile.

Ogni film è un film simbolico, perché  come diceva Martin Buber ogni cosa di questo mondo può esser vista come fatto o come mistero. Ma questo film è un concentrato di simboli proprio per la sua natura intimamente fantastica. E un simbolo, come spiego altrove, è qualcosa di indefinibile finché è vivo e operativo, mentre diventa un qualcosa di inerte  e morto se non dice  più niente.

Ma c’è inoltre una  grande presenza assieme al Monolite, ed è Hal 9000, Heuristic Algoritm,  l’ inquietante computer di bordo che permetterà al Discovery di affrontare un viaggio difficile o impossibile fra i pianeti del Sistema Solare alla ricerca di un segnale che è partito da loro e che annuncia all’ uomo la Presenza di qualcun  altro, di Creature o Entità che dimostrebbero all’ uomo che non è solo nell’ Universo. Il film è degli Anni Sessanta e questi temi che diverranno enormemente popolari oggi dopo il Duemila allora erano ancora vaganebte sentiti e percepiti, ricordiamo che Gli Usa eglu URSS si fronteggiavano e che gli UFO cominciavano a visitarci in modo inquietante. La Nasa ancora non aveva mandato gli uomini sulla Luna, ma Sagan e altri cominciavano ad esplorare lo Spazio con l’ intenzione di trovarvi Intelligenze come noi o a noi superiori. Stava per nascere la moderna Esovbiologia, e Kubrick anche stavolta sembra cavalcare i tempi e spingerci lontano oltre il 2001. Inoltre, per strano che possa sembrare o anche per coloro che amano attardarsi nelle pRofezie, il 2001 è l’ anno della caduta delle Torri, un anno che ha cambiato il Mondo e le cose!Kubrick era di origine ebraica e gli Ebrei sembrano intendersi di queste cose, non è un caso che un altro ebreo americano Spielberg che si professerà amico di Kubrick ci lascerà a proposito del Cosmo altri film altamente significativi e profetici.

Una cosa che è stata notata del film è la sua precisione scientifica e la altrettanta precisione dei dettagli, oltre la sua meravigliosa originalità iconica, sono queste tutte cose che sono proprie della filmografia di Kubrick, e che oggi gli sono riconosciute pienamente. Kubrick sta nella rosa di cinque o sei registi che hanno fatto il cinema, fra questi includiamo i nostro Federico Fellini. Niente è lasciata al caso sia nelle immagini sia nei dialoghi, ogni  cosa  è infinitamente curata, e questo per gli appassionati di Esoterismo coloca Kubrck fra gli artisti che hanno aspirati alla Grande Opera Alchemica, e osservato da questo punto di vista il film è pieno di riferimenti.

Evidentemente il film è centrato sull’ Intelligenza Artificiale. Un tema non molto diffuso al tempo del regista, sebbene l’ informatica stesse facendo passi da giganti e l’ acronimo IBM stesse per entrare nella nostra vita quotidiana, ma si dovrà aspettare per avere ad Hollywood film che trattino specificatamente di questo argomento, da esempio Spielberg, ma Kubrick anche stavolta anticipa tutti e apre la strada e il suo film diventa una autentica Discovery nel mondo di Hollywood, una fantastica astronave che apre la strada verso i mondi futuri. Ma il tema non si riduce al vecchio tema dell’ androide o della macchina che si ribella all’ uomo, ma solleva anche un grande interrogativo che ancora attende risposta, ossia quanto di Macchina ci sia nell’ Universo inteso ancora come una struttura naturale. Se  è una macchina a guidare l’ uomo, il Monolite per certi versi sembra favorirne la nascita, vedere le prime inquadrature del film quando l’ osso di un bue si trasforma in arma e in astronave. E l’ intelligenza dell’ uomo nasce come ideatrice di macchine e strumenti, e cìè da chiedersi quanto questo orientamento dell’ Homo Sapiens non faccia parte dell’ Intero Universo, se è così dovremmo trovare macchine ovunque e dovremmo immaginarci l’ Universo come una sorta di gigantesco canon dove possiamo  trovare ogni tanto un rifornitore di benzina, un motel, qualche cabina telefonica e altro.

 

 

 

 

 

IL Film

 

All’ Alba dell’ Uomo

 

Il film comincia 4 milioni di anni fa con una eclisse di Sole  e  con  un gruppo di proto scimmie vegetariane che  pascolano in una specie di preAfrica, nutrendosi di vegetali e cercando di difendersi da un loro nemico, un ghepardo.  Ma un giorno fra le rocce di un panorama desertico appare uno strano monolite forse alto 12 o 13 metri e del tutto nero. Esso attrae l’ attenzione delle scimmie che si avvicinano. Il monolite se ne sta eretto, misterioso e muto, ma a un certo punto sembra emettere delle vibrazioni che si espandono. Una delle scimmie si avvicina di più e lo tocca. Poi il monolite scompare. Ma qualcosa sta accadendo ai primati, infatti una delle scimmie afferra un osso e comincia a servirsene come strumento e poi come arma contro le altre scimmie che gli si sono rivoltate contro. L’ osso diventa  così un arma mortale, uccidendo una delle scimmie. Il primate solleva l’ osso in segno di vittoria e poi lo scaglia in aria. Si vede il femore roteare e poi con uno stacco spaziotemporale, trasformarsi una astronave in viaggio nel cosmo. Così finisce la prima parte ossia All’ Alba dell’ Uomo

Sono immagini di apertura che colpiscono per la stranezza almeno, ossia lo spettatore viene subito trasportato indietro di milioni di anni per poi tutto d’ un colpo essere proiettato nel futuro fra ambientazioni fantascientifiche e futuristiche. Un abile gioco del tempo questo che ben si addice forse ad una delle più belle pellicole di fantascienza e testimonia della capacità unica del regista di cogliere da ogni tema la quintessenza ed il linguaggio propri. Una caratteristica che Kubrick sembra condividere con un altro grande del cinema americano, Ridley Scott.Le scimmie e la proto Africa non riappariranno più nel corso del film, ma il monolite invece farà da personaggio primario di tutto il lavoro, riapparendo in tutte le quattro parti e chiudendo alla fine la fiction. Il Monolite è Dio o è il prodotto estremamente avanzato di una super civiltà galattica. Dal regista non avremo una risposta, e il valore di simbolo arcano permarrà per tutta la fiction. Le musiche che aprono il film son quelle del poema sinfonico di Richard Strauss, Also Sprach Zarathustra. Forse vi si può cogliere qualche legame con il profeta del Superuomo di Nietzsche.

 

AMT.1. Verso la Luna

 

E’ l’ astronave in cui sta viaggiando  il dottor Heywood Floyd, un alto esponente del governo terrestre  diretto in una delle Basi permanenti lunari, Clavius. Floyd fa sosta in una base ruotante attorno alla Terra prima di fare rotta sulla Luna. Si tratta della Stazione 5.  Qui incontra il direttore della stazione e  alcuni astronauti russi che gli chiedono se è vero che le Basi lunari  sono  in quarantena perché vi è  esplosa una epidemia. Floyd nega. Poi prosegue per Clavius, la base permanente e scientifica sulla Luna  con un’ altra astronave navetta. Il tutto con le note di Johan Strauss.  Clavius è una base interrata in un cratere grande centinaia di chilometri. E  su  Clavius  Floyd tiene una conferenza stampa  sugli sviluppi di quello che è accaduto e sta accadendo, del ritrovamento della cosa nel cratere Tyco, forse quella cosa vi è stata messa 4 milioni di anni prima. Una notizia che deve essere tenuta nascosta  per non scatenare la paura nella gente. Ecco perché il Governo  planetario ha messo in giro la storia della quarantena lunare. Poi Heywood con una specie di bus volante e assieme ad altri raggiunge   il cratere Tyco. Gli  scavi e il cantiere lunare  sono illuminati a giorno da potenti riflettori. Floyd e gli altri si avvicinano alla cosa trovata sprofondata nel terreno lunare, si tratta di un monolite nero e lucido, di forma perfetta che se ne sta in piedi alto 12 metri circa. Gli astronauti si avvicinano verso quel mistero, uno di loro è pronto a scattargli una foto, ma non appena il monolite viene colpito dal sole,  all’ improvviso emette  come  un ultrasuono che  penetra nei caschi degli astronauti e che quasi li assorda, si  tratta di un suono sottile ma intenso. Il segnale radio  emesso è diretto su Giove.

Capitolo importante della storia, infatti sono trascorsi quattro milioni di anni,e l’ uomo ha continuato ad evolversi dopo che le proto scimmie si sono imbattute nel monolite, sono diventate carnivore  e hanno cominciato a difendersi uccidendo. L’ uomo ora riesce  a vivere fuori dall’ atmosfera terrestre, e ha costruito se sue prime basi permanenti nello  Spazio dove le cose sono diverse dalla Terra. Lo Spazio è ostile all’ uomo ma questi ha accolto la sfida e servendosi delle sue tecnologie e macchine è riuscito a costruire delle piccole città dove gli scienziati lavorano con le loro famiglie. Ma un girono sepolto in un cratere lunare questi uomini si imbattono in un monolite che  ha tutta l’ aria di essere un manufatto per la sua perfezione e lucentezza. Ed è da questo monolite che non appena viene  toccato dai raggi del sole si scatenano una serie di suoni elettromagnetici che sembrano diretti su Giove. C’è da aggiungere che davanti alla ricomparsa del meteorite la colonna sonora ha lasciato le note di Strauss per quelle sacre di Ligeti.

 

 

Verso Giove e Oltre

 

Ed è la musica di  Ligeti ad  accompagnare il viaggio dell’ astronave Discovery verso le regioni di Giove. Ancora una volta il film ci mostra  un salto, un passaggio dalle sequenze precedenti. Abbiamo lasciato il  dottor Heywood Floyd davanti al Monolite che improvvisamente ha emesso misteriosi radiosegnali verso le regioni di Giove e ci ritroviamo all’ interno di una grande astronave interstellare che fa rotta proprio verso il pianeta gigante del nostro Sistema Solare. Lasciamo Floyd, uomo del Governo Interplanetario, e facciamo la conoscenza dei nuovi personaggi, anzi del personaggio principale che da ora ci accompagnerà in questo viaggio verso il Mistero. Si tratta di Dave Bowman, uno degli astronauti della Discovery. Ma Bowman non è soo, con lui c’è l’ altro astronauta Frank Pool. Li vediamo variamente occupati nella gestione dell’ astronave diretta su Giove. Il resto dell’ equipaggio, altri cinque uomini, si trovano in stato di ibernazione nei loro loculi, quasi in stato di sospensione criogenica, o in stato di semivita. Verranno svegliati quando l’ astronave sarà vicima al suo obbiettivio. Ma c’è un’ altra presenza nell’ asettica grande astronave interstellare, è Hal 9000, che vuol dire Heuristic Algoritm. E’ il super computer di bordo programmato per tutte le operazioni che si svolgono nella nave, un supercontrollore a cui è affidato il destino della Discovery e della Mission………………………………………………………..

 

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