di Salvo Gagliardo

Titanic.Film.1997

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    Titanic

     Nel 1997 usciva un film in USA che presto sarebbe diventato un cult e una leggenda allo stesso modo di Via col Vento. Si trattava del film di James Cameron, Titanic, con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. Il film magnificamente costruito narrava  di una tragedia realmente  accaduta. La notte del 14-15 aprile del 1914, nelle acque dell’ Atlantico del nord, affondava drammaticamente il più imponente e sicuro transatlantico mai costruito, lo avevano chiamato dapprprima il Gigantic e poi gli avevano cambiato il nome in Titanic, oltre questo c’era l’ Olympic che vantava lo stesso primato. Il Titanic affondava dopo avere speronato un iceberg alla deriva nel suo viaggio inaugurale. Era partito dalle coste inglesi il 10 aprile, ed era stato costruito e varato a Belfast. Irlanda. Apparteneva all’ armatore e miliardario John Pierpont Morgan, ed era stato costruito inaffondabile, con 16 paratie stagne, era lungo 270 metri e largo 28, pesava 47 mila tonnellate, e poteva imbarcare 3500 persone. Era dotato di tutti i lussi del tempo, con un motore a vapore di 4 cilindri e una turbina che faceva girare le eliche. E al momento della partenza ospitava circa 2220 fra passeggeri ed equipaggio. In quel viaggio inaugurale era presente il Direttore della Compagnia Marittima e l’ ingegniere costruttore. La prima classe ospitava gente molto ricca e famosa, come il milionario Jacob Astor, e la moglie, il ricco imprenditore Benjamin Guggenheim, l’ attrice Dorothy Gibson, lo scrittore Jacques Foutrelle, Herry Harris, produttore di Broadway, il consigliere presidenziale Arciball Butt, la contessa di Rothes, lady Lucille Duff Gordon e tanta altra gente più o meno blasonata, ricca e potente. Quasi ad anticipare il destino tragico del piroscafo, alla sua partenza da Southampton, il Titanic aveva rischiato una collisine con un altro piroscafo. La nave era diretta al porto di New York. Il mare  era molto freddo ma la primavera vicina portava i ghiacci del Polo a sciogliersi e a formare pericolosi iceberg  alla deriva. E così fu per quella domenica d’ aprile   del 1914 con la Prima Guerra Mondiale alle porte. Erano circa le 11 di sera e il capitano aveva più volte ricevuto il messaggio di pericoloso di un iceberg alla deriva e quasi in rotta di collisione, ma il capitano stranamente lo aveva ignorato finchè la montagna di ghiaccio non fu quasi sopra alla nave, esattamente alle 23,40. Il capitano non riuscì ad evitare l’ impatto e il Titanic sfiorò vistosamente con la fiancata la massa tagliente di giaccio danneggiandosi in modo irrimediabile. Dapprima sembrò che fosse una cosa lieve vista la inaffondabilità del piroscafo, ma poi la realtà fu molto più drammatica. Il Titanic cominciava ad imbarcare copiosamente acqua. La nave  possedeva ben 20 scialuppe, ma insufficienti per i duemila passeggeri che imbarcava. Ad un esame attento  la nave risultava del tutto danneggiata bisognava abbandonarla al più presto. Il capitano aveva mandato il Morse e poi l’ SOS, la prima volta nella storia che una nave in pericolo lo inviava. Ma la nave più vicina distava qualche ora dal Titanic, sebbene sembra che nelle vicinanze fosse stato avvistato un piroscafo, il Californian che però non aveva risposto al segnale, lo aveva ignorato e si era allontanata, il mistero  del Californian  non sarà mai svelato. Sul Titanic si scatenò il caos, le scialuppe furono calate ma una cattiva organizzazione e l’incertezza dei passeggeri fece si che su di esse venissero imbarcate poche persone.

    Sono le 2,17 notturne, la nave a luci spente sta per sprofondare quasi del tutto  in verticale pronta a scendere negli abissi. Restano due scialuppe, ma la gente che corre prenderle è parecchia, alcuni finiscono in acqua. E infine circa alle 2,30 il Titanic, con le ciminiere distrutte, sprrofonda nell’ abisso, e scompare. Su circa 2220 passeggeri se ne salvano soltanto 706. A farne maggiormente le spese sono i passeggeri della Terza  Classe, il 70% della gente morta o scomparsa in mare. L’ altro 30 % è rappresentata dai passeggeri abbienti della Prima Classe.  Dopo qualche ora giunge  sul  posto il Carpathia, ma può solo salvare il salvabile, le poche centinaia di persone che ancora galleggiano in acqua o che già sono sulle scialuppe.

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    Commenti all'articolo

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