di Salvo Gagliardo

Steven Spielberg’s Ballad

    HollyFiction Page

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    Sal G.

    Steven Spielberg’s  Ballad

    Sourcephoto Ibtimes.com

    War of The World

    2005

    Sourcephoto it.wikepia.org

    Il Film è del 2005, e Steven Spielberg ha già prodotto Schindler List che per me segna un rinnovamento, o un cambiamento  nella filmografia del regista, un rafforzamento di alcuni temi presenti in tutta la sua produzione, come i temi apocalittici, o di una certa tristezza leggibile come autoironia in molte sue storie.
    Personalmente ho trovato Schindler List un film davvero terribile e in qualche maniera cinico, non certo un cinismo alla Cohen brothers , ma qualcosa che mi ricorda  Quentin Tarantino, e molto lontano dal puro divertimento e dalle fiabe “lieto fine” a cui il regista ci aveva abituati, e dove, anche se trovavamo orrore e terrore come nelle antiche fiabe, venivamo alla fine tranquillizzati da uno spirito ottimista  molto americano.  Di sicuro  il fatto che Schindler List veniva girato per buona parte in Europa, liberava il regista da un certo archetipo di buon americano politicamente corretto. Possiamo affermare che i film di Steven Spielberg  nascono e vengono prodotti con la preoccupazione che alla fine di ogni film possiamo trovarci il bollo o l’ imprimatur  governativo degli Stati Uniti, certamente Spielberg  è uno dei registi meno politici di Hollywood, al contrario di Frances Ford Coppola, un altro esponente di prestigio della generazionale New Hollywood a cui Spielberg  è appartenuto. Se Spielberg  ci presenta  storie e emozionanti ed avventurose, cariche di sorprese e di effetti speciali, dove i personaggi si trovano a lottare contro destini avversi o contro alcune storture del sistema, molto più raramente, pensiamo alla saga  fantastica di Indiana Jones, a Lo Squalo 1 e 2, alle sue storie di Alieni, e infine al suo primo lungometraggio realizzato per la televisione, Il Duello, a cui l’ ultimo Spielberg sembra tornare, il tutto ci viene presentato in un apparente linguaggio codificato,convenzionale e politicamente corretto, niente che possa turbare nel fondo lo spettatore americano medio a cui i film sono diretti. Ma Spielberg   è un regista epico, epico alla Cecil de Mille o alla John Ford e anche alla Walt Disney, colossi del fim di intrattenimento e capisaldi nella vita e nella fantasia del regista. Regista epico quindi, e tale è rimasto anche nel suo ultimo Lincoln, ed epico è palesemente ne La Guerra dei Mondi. Epico quanto i registi russi degli anni cinquanta. Spielberg è un autore  epico e realista, anche quando i temi sviluppati e le storie narrate appartengono più al fantastico che  alla realtà e questo nella maggior parte dei suoi  lavori. Realista  come deve esserlo un regista puro, consapevole che la cinepresa e quello che si vede sullo schermo sono le uniche realtà del cinema, sono il cinema! In Incontri Ravvicinati nessuno dubita che gli UFO esistono, e che sono giunti sulla Terra per incontrare ufficialmente l’ America, ed è tutto quello che un buon americano vuole sentirsi dire: nel film si sta facendo la storia degli Stati Uniti, sembra suggerirci Spielberg. Potremmo dire egualmente del film sugli UFO Communion di Mora e Strieber? E nel suo film Lincoln, Spielberg non vuole riscrivere per immagini la storia americana? Ne La Guerra dei Mondi questo realismo epico è consunstanziale al film. Nessuno può dubitare che l’ America, come in quel drammatico 11 settembre, è di nuovo sotto attacco, attaccata dall’ alto e da fuori. Ce lo dicono fra l’ altro i grandi movimenti di masse usate nel film di cui i russi sono stati maestri, e come non ricordare Il dottor Zivago di David Lean e la Rivoluzione di Ottobre? Possiamo anche ipotizzare che da Schindler List il regista di Cincinnati abbia  cominciato a rivisitare il cinema europeo.
    Regista di grande abilità tecnica e maestria, la stessa che ritroviamo nel suo grande  amico e collega Stanley Kubrick, Spielberg ha cominciato come altri con la televisione e presto ne ha assorbito i particolari format e le tecniche di ripresa. Regista di spicco fra i ragazzi d’oro della New Hollywood, come loro ha lavorato in grande scala con business e box office alle stelle. Ma in Spielberg, dietro la maschera di convenzionalità dei suoi film troviamo significati e simboli più profondi, come ad esempio l’ Incontro con Dio e la Montagna Sacra nel film Incontri Ravvicinati, ma di questi rimandi  il cinema di Spielberg è pieno e questo aumenta il suo prestigio agli occhi di chi si accinge a farne l’ analisi. Non dimentichiamo che  Spielberg è nato da una famiglia ebreo americana, anche se non ortodossa e questi significati e rimandi leggibili fra e sotto le righe sono forse dovuti a questa sua origine, archetipi e simboli che rimontano dall’ inconscio forse e dalla memoria di un popolo.
    Sebbene Spielberg non possa ritenersi un regista politico e neanche apertamente sperimentale o apocalittico, ma un artista  politicamente e commercialmente corretto, nei suoi ultimi film, forse a cominciare da Shindler List e da Salvate il  soldato Ryan, traspare   una certa amarezza e un certo ripensamento sul mondo e sul sistema, come ad esempio in Intelligenza Artificiale, o in Minority Report. E sempre più spesso i protagonisti sono dei bambini sempre più tristi, come David in Intelligenza Artificiale, o la misteriosa bambina in rosso dei Schindler List, o la bambina Rachel di War of the Worlds.
    La storia  raccontata  da Spielberg  in War of the Worlds allarga gli scenari del precedente film La guerra dei Mondi del 1953. Li allarga e li espande a dismisura. Come allarga ed espande le pagine del libro di George Herbert Wells. Non si esce dalla sala cinematografica come gli americani uscirono dalle loro case  quel lontano 30 ottobre 1938 dopo avere ascoltato il  programma radiofonico della CBS creato dal mago Orson Welles che terrorizzò l’ America. Migliaia di americani si erano riversati nelle strade certi che l’ America e il pianeta erano stati invasi dai marziani. Ma si resta coinvolti dalle trovate e dagli effetti speciali e dai trucchi cinematografici di cui Spielberg è un vero maestro. E come altre volte il regista in un unico  film ci offre diversi generi narrativi , il racconto di guerra, la storia di alieni, un film di fantascienza, una storia di  vampiri e infine una storia di ragazzi per ragazzi. La bambina Rachel Ferrier è l’ unica ad offrirci con le sue espressioni le immagini di autentica paura e di grande tristezza che la vicenda suscita, mentre al fratello Robbie è demandato il  compito di comportarsi da cavaliere ed eroe tutto americano in circostanze così tragiche.
    Nota interamente scritta da Sal Gagliardo. Marzo 2013.©All rights reserved.


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