di Salvo Gagliardo

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    Holly Fiction Page

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    Sal G.

    The Mystery of Solaris

    Sourcephoto scifiportal.eu 

    Solaris 1972

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    Andrei Tarkovsky

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    Solaris 2002

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    Steven Soderbergh

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    Sal G.

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    George Clooney and Steven Soderbergh ‘Solaris’

    Uploaded May 7,2009

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    Sal G.

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    Il film di Soderbergh – Cameron  nelle intenzioni  del regista vorrebbe essere più fedelmente legato al romanzo di Lem. In realtà si discosta sia da  Lem che da Tarkovskij, offrendoci  una love story made America senza gli aspetti di mistero che ha il libro di Lem,e senza lo spirito  aperto all’ arte e alla cultura europea che ha il film di Tarkovskij. Per tutto questo il regista americano si è servito  dell’ aiuto dell’ amico e socio George Clooney, un buon dottor Kelvin impegnato a risolvere il mistero  di Solaris, ma soprattutto a superare il trauma della recente morte per suicidio della bella moglie Rheya. Quest’ ultimo aspetto, anche presente nel film di Tarkovskij è la parte cruciale del film servito da una accattivante fotografia, Soderbergh è anche fotografo, su cui hanno fatto scuola le scenografie dei grandi film di fantascienza, da Kubrick a Ridley Scott da 2001 ad Alien, passando per Blade Runner.
    Quella di Kelvin si tratta di una missione di soccorso all’ americana in piena regola, portare a casa gli astronauti che hanno dei problemi nella Stazione Spaziale che ruota attorno  a Solaris. Ben diverse sono le motivazioni nel film di Tarkovskij. L’ affascinante Natascha  McElhone  dà il suo volto alla bella Rheya, una replicante che stenta a ritrovare la memoria di essere umano e che Kelvin – Clooney non vuole eliminare. Le sequenze sembrano seguire il canovaccio del film di Tarkovskij ma in realtà  se ne discostano notevolmente. La storia prende una svolta intimista e psicologica di stampo ottocentesco che nell’ originale romanzo e nel primo film è stemperata dal problema più generale e importante di Solaris e della sua vera natura.
    E’ strano come su questo tema di androidi e replicanti non si sia lavorato abbastanza, dopo il film Blade  Runner e Artifial Intelligence di Steven Spielberg. Ma la vicenda sentimentale intimamente portata da Clooney travalichi il problema fantascientifico spostando la storia verso un intreccio di sentimenti e di antiche passioni. Forse il merito di Soderberg è stato quello di attualizzare la vicenda togliendole la natura intimamente fantascientifica e facendone una fiction alla George Clooney di grande impatto emotivo e sentimentale.
    Ottima è la recitazione di Jeremy Davies nella parte di Neve, Snaut, lo scienziato stralunato e impazzito, ma manca Sartorius che è invece stato sostituito da Gordon – Viola Davis, una scienziata preoccupata di  non portare sulla Terra un mostro replicante, parto della mente mostruosa e incomprensibile di Solaris. 

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