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Albi di FantastiKa
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Popoli e Misteri
The Keltoi
by
Salvo Gagliardo
Popoli magici e mistici, litigiosi come cavalli pazzi, i Celti popolarono l’ Europa fin dall’ Età del Bronzo, restando matriarcali fin in Ere Patriarcali,e  conservando un fondo di matriarcato nella posizione della donna nella loro società ,   così da essere definiti  il Popolo della Madre.  Keltoi li chiamarono i Greci con cui erano entrati fin da antiche ere in contatto, e Galli li chiamarono i Romani, quando la Repubblica cominciò ad espandersi nel Nord Europa. Ne parla dettagliatamente Cesare nel suo De Bello Gallico anche se spesso vennero confusi o assimilati ai Germani con cui da molto tempo condividevano il territorio e in parte i costumi e la lingua. Ma la guerra fra Germani e Celti fu lunga e mai risolta finché i celti scomparvero dalla toponomastica della civiltà , assimilati o trasformati in altro, a parte alcune zone di resistenza in cui ancora oggi si continua a parlare la loro lingua e a rifarsi ai loro antichi costumi e credenze. Come nella  Bretagna francese, in alcune zone dell’ Inghilterra, il Galles ad esempio e l’ Irlanda. Vi sono oggi storici ed innamorati di questi popoli che furono  all’ origine della civiltà europea e che per la loro vocazione al viaggio, all’ avventura e al commercio, e alle  scorribande predatorie, li ritroviamo nella toponomastica europea, in Spagna ad esempio la Galizia, e la penisola celto iberica, li troviamo in Sicilia, più volte visitata e predata, fino alla Conquista Normanna dell’ Anno Mille , troviamo Celti nel Nord Africa, troviamo celti persino in Palestina, cosa che ha spinto la fantasia accesa  di alcuni storici dell’ Insolito a ipotizzare un qualche connubio tra celti ed ebrei, Davide era piccolo, ben fatto, con i capelli biondi e gli occhi chiari. A un certo punto della storia non troviamo più una identità celtica precisa,  assimilata o cancellata da ceppi più forti, e più stabili emotivamente, come i Germani che in ere molto antiche invasero l’ Europa  dalle steppe e dalle pianure e dalle giungle dell’ India portando costumi guerrieri e patriarcali. Per cui quando Guglielmo  il Conquistatore invase l’ Inghilterra o i Normanni si stabilirono in Sicilia e nel Sud dell’ Italia, popoli Franchi e Sassoni si erano del tutto fusi con il più antico ceppo celtico così da essere indistinguibili, alla fine Merlino aveva perso l’ ultima battaglia contro i potenti e sanguinari Sassoni! Non sappiamo quanto di celtico passò nelle corti medievali di Europa, di sicuro il gusto dei tornei, degli scontri, la passione per i colori, la propensione alla simbologia, al mistico e magico,  il rispetto e l’ amore per la donna, tutto quello che fece parte del Costumi di Corte. E restarono le antiche ballate e versi epici dei  trovieri e dei trovatori che cantavano di una  strana trasformazione di antiche usanze, leggende e meraviglie in modelli nuovi ed europei. La vera Europa nasce nel Medio Evo, ma i semi di questa sono molto più antichi. Ed ecco che si tramandano nelle corti. le gesta e le leggende di Artù, della Tavola Rotonda, del Graal e di Merlino, il più potente e straordinario mago dell’ Antichità , ma tutto questo portava il segno celtico e Merlino fu l’ ultimo erede dei Druidi, i sacerdoti maghi e guerrieri celti, prima della totale assimilazione alla Croce della nuova religione, quella Cristiana.
Dobbiamo aspettare il Settecento e il Romanticismo per assistere ad una rinascita di interessi celtici, veicolata dal nuovo interesse per i popoli antichi e barbari e per l’ antico folklore di Europa. I Popoli Nordici divennero  così oggetto di ricerche e di interessi forse poco scientifici, ma sicuramente emotivamente e psichicamente interessanti. Si riscopriva la forza e il mistero sottesi all’ Universo e nell’ uomo, nelle razze. Milton sognava una nuova scalata al Cielo e all’ Antico Pardes di Dio,  e in polemica con la Chiesa si rivalutavano antiche credenze legate alla Magia e alle oscure forze del Creato. Giordano Bruno era stato bruciato a Campo dei Fiori a Roma, ma aveva aperto la strada ad una nuova sensibilità e a nuovi interessi. Celti e  Germani si rioffrivano al lettore borghese e nazionalista,  che cominciava a aprirsi a nuovi orizzonti del fantastico. Nasceva il risveglio Gotico e l’ amore per la Barbarie, lo Strano e  l’ Oscuro e il Meraviglioso, per gli  antichi monumenti di una civiltà dimenticata come i grandi ed enigmatici Megaliti, i dolmen e le pietre con segni misteriosi ed arcaici, per le  antiche scritture druidiche  e runiche. Motivi e temi popolari tolti qua è là dalle antiche  ballate e danze che ancora si tramandavano nei villaggi della vecchia Europa, venivano riscoperti e riproposti in nuove forme musicali dai grandi musicisti dell’ Ottocento. Shakespeare diventava veicolo della nuova sensibilità a caccia di misteri e magie, il drammaturgo elisabettiano stava conoscendo un fortunatissimo risveglio e successo, e apriva la strada al magico, agli spettri e al mistero. Si apriva così per l’uomo all’ alba della  rivoluzione scientifica e tecnologica un mondo di meraviglie, di misteri  e di potenza infinita che stranamente e quasi paradossalmente  risvegliava l’ antico mondo magico delle Ere Glaciali. E sarà  più tardi il magnifico libro di Pauwels e Bergier, Il Mattino dei Maghi, a farci sentire con forza questi strani connubi della Storia. Il Settecento era stato un secolo strano a cavallo tra due grandi Ere, dove le nuove scienze manifestavano ancora i loro intrecci con le antiche scienze astrologiche e magiche, dove un Cagliostro conviveva con un Alessandro Volta e un Newton, e dove lo svedese e mistico Swedemborg viveva nella stessa Era di un Arrenius, di un Cuvier o di un Darwin. E l’ Ottocento romantico ereditò queste superbe contraddizioni, ma la Storia non è mai limpida e chiara! Così l’ americano Poe, il più grande analizzatore e scrittore tardo illuminista, raccontava storie che tuffavano le loro radici in strane credenze antiche, e Conan Doyle, il creatore del superlogico e superdeduttivo Sherlock Holmes si occupava con profonda convinzione di spiritismo ed era affiliato ad una potente società segreta iniziatica e magica come la Golden Down! E in tutto questo il celtismo stava conoscendo anche lui un suo risveglio. Non sappiamo ancora oggi se Stonehenge fosse un monumento celtico dell’ Inghilterra meridionale o se appartenesse a una storia più antica, ma per i nuovi appassionati di misteri e antichità lo divenne con sicuramente. Merlino divenne una fonte inesauribile per i nuovi scrittori, e le sue formidabili e fantastiche prodezze andarono ad arricchire i racconti dei futuri narratori fantasy. E poi verrà il cinema che potrà offrirci in immagine i fantastici scenari dove Artù combatté le sue battaglie, e dove Merlino faceva sventolare il suo vessillo rosso con il Drago in stampa, le foreste attraversate dal destriero nero della terribile Morgana,  e dove Parsifal si apre alla nuova sensibilità Cristiana. Ma questo è solo il celtismo esplicito, perché implicitamente tutta la letteratura fantastica d’ Occidente è intrisa  di celticità , compresa la letteratura di fantascienza.
La simbologia celtica è complessa e affascinate, assieme al pantheon di Divinità e di Entità presenti nel patrimonio di questi popoli che solo di recente sono divenuti oggetto di uno studio più  attento e accurato e meno letterario o fantastico.
………………………………continua.
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