I Grandi Libri
del
Fantastico
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Le Matin des Magiciens
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Gli anni Sessanta furono anni di trasformazioni profonde per un mondo che usciva dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla sconfitta del Nazismo. Anni del Dopobomba, come furono chiamati e in cui le due Nazioni vincitrici più potenti si scoprirono nemiche e diedero inizio ad una lunga guerra fredda conclusasi solo negli Anni Novanta. Le nuove generazioni figlie della bomba, si scoprivano senza radici ammassate nelle periferie delle grandi metropoli alla ricerca di nuove identità ed idoli da adorare, e si scoprivano deboli, indifese, ma molto violente e devastanti e poco rispettose del Mondo dei Padri e della loro Autorità . La Guerra aveva chiuso quel periodo della morte della borghesia e del colonialismo selvaggio che aveva caratterizzato il secolo XIX, i giovani ora erano diversi, vestivano in modo diverso e avevano un loro modo di aggregarsi e di condividere i nuovi simboli. La rivoluzione tecnologica e scientifica aveva fatto grandi passi avanti approfittando di due grandi conflitti mondiali, e non solo in campo militare, si era scoperto che l’ atomo poteva essere scisso sviluppando una potenza enormemente devastante, la guerra aveva perfezionato i computer e avviato il mondo verso l’ era digitale e delle Intelligenze Artificiali, i neri in America uscivano da una lunga segregazione e non erano più disposti a essere cittadini di serie D pronti ad essere sacrificati, nuove Nazioni si affacciavano sulle scene del Mondo come la Cina, e un nuovo stato era sorto dalle macerie e dalle atrocità della guerra, Israele. L’ umanità si scopriva violenta, e i giovani cominciavano sempre più ad interessare all’ industria culturale e al mondo della produzione. Il continente europeo in una fantastica trasformazione geopolitica si era scisso in due e con esso l’ intero pianeta. E i suoi abitanti accorrevano ad ingrassare le file dell’ uno o dell’ atro blocco in una sorta di conflitto silenzioso ma selvaggio e ognuno certo di essere dalla parte giusta, e il male stava sempre dall’ altro lato. Insomma gli echi del Dopobomba erano questi, la civiltà contadina agonizzante negli ultimi fuochi della guerra, si scopriva definitivamente cancellata nel mondo Occidentale, e ogni casa e ogni famiglia esigeva un rinnovamento tecnologico globale che andava dalla macchina, alla lavatrice, al frigorifero e alla televisione. Alla fine, i grandi sognatori del futuro sembravano avere vinto, e le macerie belliche aspettavano di essere quasi magicamente sostituite da strutture nuove, fredde e dinamiche. Fu l’ Era della Ricostruzione e l’ uomo si accingeva a sbarcare sulla Luna e a conquistare lo Spazio.
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« On définit généralement le fantastique comme une violation des lois naturelles, comme l’apparition de l’impossible. Pour nous, ce n’est pas cela du tout. Le fantastique est une manifestation des lois naturelles, un effet du contact avec la réalité quand celle-ci est perçue directement et non pas filtrée par le voile du sommeil intellectuel, par les habitudes, les préjugés, les conformismes. La science moderne nous apprend qu’il y a derrière du visible simple, de l’invisible compliqué. (…) Pour nous, le phénomène humain doit aussi se mesurer à l’échelle du cosmique », J. Bergier et L. Pauwels. Le Matin des magiciens
Nel 1960 apparve in Francia il libro Le Matin des Magiciens, pubblicato dalla prestigiosa Casa Editrice  Gallimard. E scritto a quattro mani da due intellettuali non ancora molto noti, Louis Pauwels e Jacques Bergier. Pauwels aveva pubblicato già qualche romanzo, ma era noto soprattutto per i suoi interessi per l’ Esoterismo, il pensiero e la scuola di Gurdjieff. Bergier invece era noto per i suoi interessi scientifici, essendo uno scienziato, un chimico ed esperto di energia dell’ atomo e radioattività . Ma i due avevano in comune anche  la passione per le ricerche nello Strano e nell’ Insolito. Pauwels era nato come figlio naturale nelle Fiandre nel 1920, ma molto presto la madre lo aveva portato a Parigi dove si era unita ad un modesto sarto della periferia di Juvisy, che lo aveva adottato. Presto si era scoperto dotato per le lettere ed era diventato giornalista, ma i suoi interessi si spingevano sempre più verso l’ Oriente buddhista e induista. Così, disgustato dalla guerra si era rifugiato nel pensiero esoterico ed orientale, entrando nella scuola del russo Gurdjieff che divenne il suo Maestro di Pensiero. Intanto prendeva parte alla resistenza antinazista a Parigi e entrava nel partito socialista. Si lega agli intellettuali del tempo, Jean François Revel, René Barjavel, Katherine Mansfield e René Daumal, che con lui condividono il rifiuto della guerra,e nel dopoguerra si dà al giornalismo e alla carriera letteraria, sempre più interessato alle scuole esoteriche e alle società segrete a sfondo occultista. L’ incontro con Louis Bergier avviene a Parigi nel 1953 quando Pauwels è alla ricerca di un consigliere ed esperto scientifico per i suoi articoli. Ha inizio così un sodalizio che rivelerà al mondo due formidabili scrittori dell’ Insolito e porterà alla pubblicazioni di due capisaldi del fantastico, il libro essai Le Matin de Magicien e la rivista Planèt,ambedue conosceranno un eccezionale successo per più di un decennio e creeranno una moda e una nuova categoria, quella del realismo fantastico. A metterli in contatto era stato Renè Alleau, un altro intellettuale recherchè dell’ universo francese e parigino. E Bergier non era un personaggio da passare inosservato, con alle spalle già un pedigree di tutto rispetto. Era nato ad Odessa in Russia, nel 1912, era ebreo ed era sfuggito alle camere a gas dei nazisti, era stato una spia alleata nell’ ultimo conflitto mondiale ed era entrato come  membro attivo nella resistenza francese, era stato catturato dalla Gestapo e mandato a Mauthausen; oggi   viveva a Parigi, era considerato un ottimo  divulgatore scientifico  ed un esperto di energia atomica. Ma era anche un genio capace di leggere e memorizzare centinaia di pagine in pochissimo tempo e di cogliere legami e rapporti che normalmente sfuggivano agli altri, inoltre da tempo cercava divulgare in Francia la letteratura di fantascienza, e   non solo francese, e aveva una buona conoscenza di uno scrittore di letteratura fantastica, l’ americano Howard Phillips Lovecraft che considerava un genio superiore a Edgar Allan Poe. Così due grandi interessi erano finiti per convergere. Lavorano bene  insieme per sei anni mettendo insieme una mole infinita di schede e articoli per lo più segnati dall’ insolito e dal trasgressivo scientifico. Si interessano di ogni scibile del sapere e di tutti i buchi neri della Storia, si interessano anche di Alchimia, di Occultismo e parapsicologia, di Società segrete a sfondo occultista e magico, di scienza off limits e appunto di una  Storia che non era mai stata scritta. Mettono insieme un sapere non ortodosso che va dall’ Antico Egitto all’ era  Alessandrina, al Medio Evo,  ai moderni centri di ricerca nucleare, dalle piramidi Inca e Azteche ai più moderni centri di ricerca scientifica avanzata, e scoprono che il mondo può non essere come ce lo hanno raccontato. Mettono il tutto insieme in un libro accattivante e seducente  che è in parte un dossier sull’ insolito e in parte una splendida antologia letteraria, e danno alle stampe Il Mattino dei Maghi. Un libro fantastico diviso in più sessioni con una raccolta di  racconti letterari alcuni inediti critti da vari scrittori già noti, un’ antologia e il manifesto di un movimento che intende lanciare in Francia e nel Mondo, l’ idea di un  realismo fantastico e il culto per l’ insolito. Il libro conosce rapidamente  un grande successo ed è subito tradotto in varie lingue. Ma cosa importante è che attira a sé l’ attenzione di grandi intellettuali, scienziati, scrittori, artisti, filosofi che si ritrovano nell’ ampia etichetta di realisme fantastique, e che formeranno il nucleo pensante dell’ altra grande iniziativa dei due scrittori francesi, la nascita della rivista Planète, gruppo concepito come una fantastica centrale di energia psichica.
……………continua
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